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Magali

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mercoledì 8 dicembre 2010
Proseguiamo la nostra passeggiata in giro per la città e colgo l’occasione per raccontarvi una storia un po’ magica.
Oggi vi parlo di questa chiesa, sicuramente non conosciuta e visitata come Notre Dame, ma a me molto cara.
I miei genitori sono mancati molti anni fa in settembre. Ad ottobre dovevo andare a Parigi, come d’abitudine, per lavoro, ma visti i recenti eventi, stavo malissimo e il pensiero di compiere questo viaggio non mi sfiorava minimamente, non me la sentivo proprio … poi, poco prima della partenza, sognai mio padre che mi spronava a non tirarmi indietro, ad andare, nonostante il mio stato d’animo, a tener fede all’impegno lavorativo precedentemente preso e che durante questo viaggio avrei fatto delle scoperte.
Dopo mille incertezze e con l’affanno nel cuore decisi di partire per aiutare mio marito … durante un pomeriggio di libertà decisi di fare un giro al centro commerciale di Les Halles (di cui vi ho parlato in qualche post precedente), ma invece di andare a destra non so come mai, pur conoscendo quel luogo da ben 15 anni, mi confusi, salii sulla scala mobile sbagliata e mi ritrovai in un largo spiazzo … e lì davanti mi apparve la Chiesa di Sant’Eustachio, ancora non sapevo l’importanza che avrebbero assunto nel corso della mia vita questa serie di anomale o inconsciamente volute coincidenze …

Entrai in questa chiesa: enorme, dalle alte navate, e notai subito uno stridente contrasto tra l’architettura lineare, ma imponente, notai subito l'assenza di ostentata ricchezza caratteristica del potere ecclesiastico, sottolineata dalla mancanza di una vera e propria entrata principale e dalla presenza di molte porte laterali, come in una parrocchia di paese.
Una volta entrata, come se la conoscessi da sempre, iniziai a camminare lungo il suo perimetro. Praticamente vi sono delle rientranze ben protette da un cancelletto, al cui interno vi sono le statue di vari santi (come Sant’Anna), le tombe di personaggi illustri o opere moderne come quelle di Keith Haring.

Ad un certo punto mi fermai davanti ad una statua, aprìì, senza esitazione, il cancelletto che la proteggeva e girandole intorno dietro di essa trovai una porta, la varcai, salìì la scala che mi si presentava ed alla sommità trovai un’altra porta che aprii senza timore: mi trovai in una stanza non molto grande in cui stavano celebrando una messa, mi unii in silenzio al gruppo e lì il mio cuore colmo di tristezza trovò conforto. Non mi sentivo un’estranea, ero conscia di essere nel posto giusto al momento giusto, era lì che dovevo trovarmi, perché era l’unico luogo in cui potevo sentire il mio cuore leggero.
La cosa più strana è che, da quel lontano ottobre 1995, sono tornata in quella chiesa come minimo 60 volte ed ho sempre cercato quella scala che portava alla piccola cappella, ma neanche con l’ausilio della piantina, non sono stata più in grado di trovarla.
Ma la magia non finisce qui, nel 2008 per Natale una mia cara amica e suo fratello (che non sapevano nulla del mio legame con questa chiesa) per ricambiare alcuni miei favori, mi regalarono una stampa antica e, conoscendo il mio amore per Parigi, non ebbero dubbi e scelsero un soggetto riguardante la città da me sempre amata, il mio stupore fu immenso quando scartando il pacco vidi la Chiesa di Sant’Eustachio!


Non conosco il motivo per cui questo luogo ricorra nella mia vita, l’unica cosa di cui ho certezza è che qualsiasi affanno renda il mio cuore pesante, qualsiasi angoscia mi renda impossibile respirare, andando in quel luogo, io sono sempre invasa dalla pace, dalla serenità, dalla consapevolezza che tutto sia risolvibile.
Spero di non avervi annoiato con questo mio racconto e che anche voi abbiate un luogo magico in cui possiate trovare conforto.
Ed ecco la ricetta di oggi, ideale per un secondo, per un aperitivo un po’ diverso, vi assicuriamo che è veramente ottima!


Mattonella gamberi e fagiolini
Ingredienti:
300 g di fagiolini
100 g di semolino
20 g di funghi secchi
2 uova
½ l di latte
1 carota
1 cipolla
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 manciata di parmigiano grattugiato fresco
olio d’oliva
sale e pepe

Preparazione:

fate rinvenire i funghi secchi in acqua tiepida.
Fate bollire i fagiolini verdi puliti. Scolateli e tagliateli a pezzetti.
Pulite la carota e la cipolla e tritatele, fatele rosolare in una padella antiaderente con un po’ di olio, aggiungete i fagiolini, i funghi, scolati e strizzati, e i gamberetti, salate e fate insaporire per alcuni minuti.
Fate bollire il latte con un pizzico di sale e versatevi a pioggia il semolino, e, mescolando, fate cuocere 15 minuti. Togliete dal fuoco e fate intiepidire.
In un insalatiera mettete le verdure con i gamberetti, aggiungete il semolino, le uova, il prezzemolo, il parmigiano, sale (se necessario) e pepe e amalgamate con cura.
Versate il composto in uno stampo da plumcake imburrato.
Fate cuocere in forno a 180° per 35 minuti.
Fate intiepidire, sformatelo e servitelo tagliato a fette.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

3 commenti:

Ylenia ha detto...

Mi son venuti i brividi a leggere questa storia, ci son cose che non si riescono a spiegare, o forse dentro di noi conosciamo bene il perchè. Grazie per averci reso partecipi, ancora una volta, di una cosa così intima quanto bella. Se dovessi tornare a Parigi cercherei questa chiesa.

Ottima questa mattonella, ricca di colore e sapore.
Buona continuazione a te e alla pelosetta.

cristi ha detto...

La vita è piena di coincidenze...Bello il tuo racconto e bellissima la mattonellia, Helga.

Manu ha detto...

Tesoro bello, grazie per aver condiviso questa grande emozione, ho la pelle d'oca!!!io devo assolutamente tornare a Parigi, ci sono stata solo una volta con le mie amiche e in 3giorni abbiamo girato tantissimo, ma ovviamente non abbiamo visto abbastanza!La prossima volta prima di andare chiedo a te dei consigli sui giri da fare!

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