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Magali

Magali
venerdì 30 dicembre 2011
Innanzitutto cogliamo l'occasione per augurare a Voi tutti un 2012 speciale! A parte gli auguri consueti di salute e serenità, noi desideriamo e auguriamo un anno magico.
Infatti la magia continua, perché noi crediamo che sia una componente essenziale del vivere, piccoli sogni che si realizzano, sorprese impensabili, è come una brillantina colorata che ricopre ciò che ci circonda per stupirci ed entusiasmarci e …
…Visto che con l’ultimo post abbiamo incuriosito qualcuno di voi … vi raccontiamo il resto. Quando ho saputo che Camilla e Carlo si sarebbero sposati, parlo al singolare perchè, a quell'epoca, Magali non era ancora entrata a far parte della mia vita, al di là di tutto, ho pensato che fosse il giusto epilogo e non so come mai mi è venuta l’idea di essere in qualche modo partecipe. Ho pensato che il biglietto doveva essere particolare e siccome, Carlo, mi è sempre apparso simpatico, come il classico inglese dotato del tipico umorismo che contraddistingue il popolo oltre Manica, ho cercato un soggetto divertente e ho ricamato questo biglietto, purtroppo non ho una fotografia di quello spedito o meglio non so dove sia finita, ma solo quella del giornale da cui l’ho tratto, non vi sembra simpatico?


Ed ora, posso dire, vi mostro come d’abitudine il ringraziamento che ho ricevuto. Ricordo ancora l’emozione che ho provato quando ho visto la lettera nella mia buca, quando l’ho avuta tra le mani ho notato il timbro perfetto e mi sono sentita felice, mai avrei immaginato di ottenere risposta!


              E mi ha molto colpito rispetto a quello di William e Kate, in quanto era proprio per me!

 

in dettaglio ...

sabato 24 dicembre 2011
... in effetti due post in un giorno sono un po' eccessivi, visto che a volte non ci facciamo vive per molto tempo, ma non potevamo non comunicarvi che abbiamo ricevuto un bel regalo di Natale, siamo arrivate prime a pari merito nel contest della cara Beny con la nostra torta  Chocò Marron.
Per noi è stata veramente una sorpresa, che ci fa molto sorridere, perchè operiamo veramente in "stato precario", abbiamo strumenti antidiluviani, un vecchio forno a gas che ogni volta che accendiamo ci chiediamo se riusciremo ad assaggiare quello che inforniamo o meglio ci domandiamo; "Saremo vive a fine cottura?", perchè il poveretto, che sta per compiere 25 anni, ogni tanto, quando meno ce lo aspettiamo si spegne, è un chiaro messaggio: esprime il desiderio di andare in pensione! Detto fra noi spero di esaudirlo al più presto.
Non possiamo che essere contente di questo inaspettato regalo natalizio e prese da un entusiasmo infantile non potevamo non rendervi partecipi immediatamente! Vi aspettiamo prossimamente per raccontarvi la storia di Carlo e Camilla ... E vi rimandiamo al post sottostante per i nostri AUGURI !!!


martedì 20 dicembre 2011
Con moltissimo piacere raccolgo l’invito Cristina e partecipo al contest The Recipe-tionist


Dovevamo scegliere una fra le tante ricette pubblicate da Cristina e prepararla, unica condzione: la sostituzione o aggiunta di un ingrediente. La scelta è stata ardua, le ho lette quasi tutte, ma il pensiero tornava sempre a quella … perché proprio a quella è legata una storia che non avevamo pubblicato sul nostro blog e quindi non potevamo che preparare Chocolate Biscuit Cake, la torta che è stata scelta per il matrimonio reale tra William e Kate. La scelta, per noi, è stata quasi d’obbligo, perché non vi avevamo raccontato che …
…tutto è iniziato con il matrimonio di Camilla e Carlo, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo prossimamente, in occasione del matrimonio di William e Kate non potevamo essere da meno e non manifestare la nostra partecipazione, quindi abbiamo preparato questo biglietto che abbiamo spedito alla futura coppia!


Dopo alcuni mesi ci è giunta gentile risposta …





Ringraziamo Cristina per averci coinvolto in quest’avventura ed averci dato la possibilità di rendervi partecipi di questo nostro spicchio di vita che noi inseriamo nello scaffale della magia, perchè ricevere questa cartolina di ringraziamento ci ha reso felici e ci ha fatto riflettere sul fatto che, come sempre, amiamo vivere piccolo cose sempre fuori dall’usuale, sentiamo la necessità, a volte scomoda, di uscire dalla routine quotidiana. Torniamo alla ricetta abbiamo deciso di sostituire i digestive al cioccolato,  qui troverete la presentazione di Cristina, con i biscotti rosa della ditta Fossier, preparati solo a Reims, noi li troviamo squisiti, a parte il colore rosa che Magali definisce “très chic”, hanno la consistenza del savoiardo, ma sono meno morbidi, ed il gusto dei pavesini, ovviamente sono unici, ma questa è la migliore descrizione che abbiamo potuto fare!


Ed ecco la nostra versione


Chocolate Biscuit Cake
Ingredienti:
Per uno stampo da 20 cm di diametro
1 pacchetto di biscotti rosa
250 g di cioccolato fondente, tagliato a pezzettini
250 ml di panna fresca da montare, non montata

Preparazione:
imburrate la teglia e rivestitela di carta da forno, con l'avvertenza di farla trasbordare un pò Spezzettate i biscotti in pezzi grossi (tagliateli a meta, al max in quarti) e metteteli direttamente nella tortiera, alla "come viene viene". Spezzettate il cioccolato e mettetelo in una terrina Scaldate la panna, portatela quasi al punto di ebollizione e poi versatela sul cioccolato: mescolate subito con una frusta, mentre il cioccolato si scioglie e continuate a mescolare, fino a quando avrete un composto liscio e denso. Versatelo sopra i biscotti, battete la teglia sul piano di lavoro in modo da non lasciare bolle d'aria e poi mettete in frigo, sul ripiano più alto, per 4 ore Trascorso questo tempo, rovesciate lo stampo su un piatto (non sarà quello da portata e poi vi spiego perchè): togliete via la carta da forno e, con la ganache che resterà sulla carta, finite di rivestire completamente il dolce. a questo punto, la ricetta dice di passarlo in frigo per un'altra ora e poi di servirlo, tagliato a fette. Secondo me, è meglio passarlo in freezer per un quarto d'ora, mezz'ora al massimo (reparto fast freeze, ovviamente): in questo modo, sarà molto più facile tagliarlo. Trasferitelo sul piatto da portata e tagliatelo a fette rettangolari. E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
giovedì 15 dicembre 2011
Per prima cosa vogliamo ringraziare di cuore le mitiche Benedetta e Martina (mi raccomando ideate qualcosa di strepitoso per il 2012!) che hanno organizzato e gestito magnificamente e pazientemente questa magica avventura che ci ha permesso di uscire un po’ dal nostro guscio conoscendo tante belle persone, ci ha consentito di cimentarci mettendo a dura prova la nostra fantasia e salute mentale (già precaria) tenendoci sveglie in piena notte pensando alle prove da superare, con un po’ di tristezza siamo giunte all’ultima sfida di Naso da Tartufo Kitchen’s che consiste in

“ Scrivere una lettera a Babbo Natale. Da quanto non lo fate? :) Voglio 10 desideri scritti di proprio pugno, possono essere desideri materiali e non, dalla pace nel mondo al kitchen aid, purché lo desideriate davvero! Ovviamente voglio anche le motivazioni...e una torta ispirata ad un desiderio! Può essere una torta grande di qualunque forma, un rotolo o una minicake decorati con qualunque cosa dalla glassa reale al fondente, NON biscotti grissini mousse gelati etc. La cosa importante è che rappresenti davvero quello che desiderate di più al mondo!

La prova aggiuntiva per le aspiranti ripescate (come noi che non abbiamo visto la penultima sfida) è invece un biscotto o una tortina decorati in qualche modo che siano adatti ad essere appesi all'albero di Natale.

Come sempre mi sono consultata con la mia fedele aiutante Magali ed in verità immediatamente sono balzati alla mente i desideri estrosi, diversi che, ovviamente, rispecchiano la nostra personalità fuori dall’ordinario e cosa preparare per le due prove, ma dalla grammatica alla pratica c’è differenza …

Iniziamo con la lettera ...

Caro Gatto Natale (ogni tanto Magali prende il sopravvento),
non   pensavo   alla  mia  veneranda età di essere qui a scriverti, a “tirar” fori i    miei    desideri.
Ho trascorso una vita dedicata agli altri e per una volta esco fuori dagli schemi ed esprimo desideri solo per me, al di là della facile retorica del bene universale, della salute e via dicendo, ed ora ecco tra fantasia e realtà, desideri vecchi e nuovi:


1.   Vivere a Parigi
2.   Avere, una volta nella vita, un’abbronzatura color cioccolato (e non il solito caffelatte)
3.   Possedere un quadro di Van Gogh, dai colori forti, penetranti e nello specifico “il campo di grano”.
4.   Desiderare, anche solo per un pomeriggio, che si avverasse la magia che Giacomo (il gatto rosso del   mare) diventasse alto due metri e si sedesse al mio fianco in auto, con il codone che esce dal finestrino, sarebbe stupendo vedere gli sguardi degli altri automobilisti.
5.   Avere una dentatura perfetta
6.   Avere la tinta di capelli che desidero e che nessun parrucchiere azzecca mai!
7.   Affetto incondizionato.
8.   Una cucina super accessoriata con un frigorifero rosa, perché la nostra dopo 25 anni di onorato servizio reclama la pensione!
9.   Unghie naturali infrangibili!
10. E l’ultimo desiderio lo lascio a Magali: uscire quando voglio e pesce appena pescato tutti i giorni.

In queste prove ci siamo veramente impegnate per fare del nostro meglio, abbiamo cercato di trasporre la nostra fantasia alla realtà, sudato come fossimo in pieno agosto, lavorato per un giorno intero tra risate, momenti di panico ed alla fine siamo giunte alla meta, i nostri risultati non sono eccelsi, ma noi siamo contente di aver partecipato. Magali in realtà, ha ringraziato Dio, di non essere dotata di dita prensili, ma solo di zampotte pelose, almeno così è naturalmente esentata da questi lavori manuali, anche perché lei è più portata per incarichi di dirigenza! Ed ora vi presentiamo cos’abbiamo combinato!

Iniziamo con la prova aggiuntiva da “appendere”, noi abbiamo creato un calendario dell’”Addento”, così dall’inizio di dicembre potete cominciare ogni giorno in dolcezza.

Innanzitutto vogliamo ringraziare la nostra cara amica Laura, (che alcuni di voi già conoscono attraverso le nostre parole e le sue ricette) che ci ha “salvato” prestandoci la forma di pino, in quando noi non siamo riuscite a trovarla in acquisto, Vi consigliamo vivamente di scegliere un’altra forma di biscotto, perché i fori, in questa forma di pino, vanno praticati in punta e non vi dico quanti se ne rompono! Abbiamo mietuto un sacco di vittime, se ingrasseremo a dismisure sarà per colpa di tutti i biscotti che abbiamo dovuto preparare prima di riuscire ad averne ventitré interi! Abbiamo anche vissuto un momento di panico, quando li abbiamo montati sul pannello ed il famigerato numero 11 è caduto, menomale che è rimasto incolume ed ha potuto riprendere subito il suo posto!
La ricetta l’abbiamo presa dal blog della nostra cara amica Minù, modificandola un po’.



Calendario dell’Addento
Ingredienti:
400 g di farina
150 g di zucchero di canna fino
250 g di burro morbido
3 uova
6 cucchiaini di spezie per pain d’epices (
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato

Per decorare:
250 g di pasta di mandorle
1 albume
colorante verde

Preparazione:
in una terrina setacciate la farina, il lievito, il sale, il bicarbonato e le spezie.
A parte lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero finché diventa cremoso, aggiungete quindi le uova, amalgamate bene.
Infine incorporate la farina e lavorate fino a creare una palla di impasto morbida, ma consistente.
Avvolgete nella pellicola trasparente l’impasto e lasciatelo riposare per più di un ora in frigorifero, se preferite che i biscotti rimangano più sottili fare riposare una notte prima di utilizzarlo.
Stendete il pan di zenzero su una superficie infarinata ottenendo uno spessore di circa mezzo centimetro, procedete tagliando i biscotti con la forma di pino, poggiateli su una teglia ricoperta di carta da forno, su ogni sagoma mettete un pezzetto di uno stuzzicadenti un po’ grande, tipo spiedino, e praticate il foro, infornate a 180° per 8-10 minuti.
Fate raffreddare, stendete finemente la pasta di mandorle colorata, tagliate le forme di pino, sbattete l’albume, spennellate i biscotti ed agiate su ognuno una forma di pasta di mandorle.
Fate passare il nastrino per appendere in ogni biscotto e sono pronti per essere appesi.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

Ed eccoci alla prova desiderio, ovviamente non potevamo non scegliere il primo della lista, la città in cui vorremmo vivere, in cui siamo a nostro agio, ne conosciamo ogni angolo, anche i meno battuti ed ogni volta che ci ritorniamo, troviamo sempre luoghi nuovi, magici da esplorare.
Ormai è da oltre trent’anni che ci ritorniamo parecchie volte l’anno, il solo scrivere di questa città ci fa venire le lacrime agli occhi, perché, per noi, è narrare dell’unico luogo dove in assoluto ci sentiamo a casa!
Ed ecco cosa siamo riuscite a fare



H&M à Paris
Ingredienti:
Per la base:
650 g di farina
5 uova
1 ½ bustina di lievito
180 g di burro
180 g di zucchero
2 bicchiere di latte

Un po’ di impasto per biscotti pan di zenzero (vedi ricetta sopra)

Per la copertura:
300 g di pasta di mandorle
Coloranti artificiali: nero, rosa, verde, blu, giallo
Perline argentate

Preparazione:
lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, aggiungere un uovo alla volta e la farina setacciata ed il lievito, pian piano aggiungete il latte, amalgamate bene.
Mettete l’impasto in una teglia di forma rettangolare foderata di carta forno,
Infornate in forno, preriscaldato a 180° per un’ora abbondante.
Con l’impasto per biscotti fate le forme della Tour Eiffel, del gatto e della donna e fatele cuocere in forno 8-10 minuti.
Stendete la pasta di mandorle e coprite tutta la torta in parte in azzurro, in parte in verde. Ritagliate le sagome ed appoggiatele sui biscotti, dipingetele, decoratele ed appoggiatele sulla base.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 30 novembre 2011
Con la nostra Chocò Marron siamo arrivate tra le dieci finaliste del contest della carissima Benedetta "love me cake. spupazzatemi di coccole" del blog  La vita segreta delle torte .
Ieri appena l'ho letto sono andata subito a scrollare Magali (ebbene sì invidiatela pure lei trascorre il 90% del suo tempo a dormire, sonnecchiare, sognare ...) e a darle la lieta novella. Lei mi ha guardato, affatto stupita, e mi ha detto che ne aveva certezza, perchè la Chocò Marron è una delizia magica, da gustare lentamente ad occhi chiusi, e chiunque ne è rapito. Io, d'altro canto, non pensavo assolutamente di riuscire ad arrivare tra le dieci ricette prescelte. Superata questa prova non ci resta che quella gustativa e ... Vi diremo come va a finire.
Lo so pensate che siamo impazzite ben due post uno di seguito all'altro e, in confidenza, sarei ben lieta di riappropriarmi di quella nota marcata di follia che mi caratterizza, di quell'aggettivo "strana" che mi accompagna da una vita, ma che, ultimamente, mi ha un po' abbandonato, relegandomi in un angolo troppo grigio!  Vi lascio con questa, per me, stupefacente immagine scattata dalla finestra della mia cucina. A presto ...
sabato 26 novembre 2011
Desidero ringraziare, unitamente a Magali, tutti coloro che continuano a venirci a trovare e trovano sempre lo stesso identico post ..., coloro che ci scrivono, che ci chiedono notizie, che desiderano che ritorniamo con costanza a "questo schermo", insomma tutti quelli a cui manchiamo ... desideriamo dirVi grazie di cuore per continuare ad essere presenti, nonostante la nostra latitanza, nella vita di questa strana coppia!
Interrompiamo la nostra assenza dal blog per partecipare al contest "love me cake spupazzatemi di coccole" del blog La vita segreta delle torte indetto dalla nostra "nasina" Benedetta.



Ero molto dubbiosa, non sapevo se riproporre una ricetta già sperimentata oppure buttarmi nell’ignoto, per questo ho chiesto consiglio alla mia fidata assistente Magali, lei mi ha guardato con i suoi occhioni e mi ha detto che dovevo concentrarmi sul bene assoluto, dovevo pensare a qualcosa di magico …
Tutto ciò mi appariva così difficile, in questi momenti in cui ovunque volgi lo sguardo vedi solo eventi negativi, ho, però cercato di comprendere bene la risposta della pelosotta, di estraniarmi da ciò che mi circonda, dal mio stato d’animo e di entrare in un universo invitante, colorato, zuccheroso e così, rapita da quest’atmosfera, mi sono sentita decisamente pronta ad affrontare, con lo spirito giusto quest’avventura.
Magali ed io, così ben predisposte, abbiamo pensato e ripensato a come coccolare, coccolarsi con un dolce … la prima cosa che ci è venuta in mente è che uno degli ingredienti doveva essere per forza il cioccolato (e se no dove sta il godimento gastrico!), ogni boccone doveva essere in grado di trasmettere affetto puro, bisognava assolutamente che fosse un dolce che evocasse solo sensazioni stupende, che tutte le papille fossero coinvolte in un concerto di note gustative assolutamente intonate ed allora ecco cosa abbiamo preparato.







Chocò Marron
Ingredienti :
150 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
100 g di cioccolato al latte
250 g di crema di marroni
75 g di zucchero
4 uova
1 cucchiaio di farina + 1 cucchiaio per lo stampo
150 g di burro

Per decorare:
cacao amaro
marron glacé
Preparazione:
imburrate e infarinate uno stampo con cerniera da 22 cm di diametro. Preriscaldate il forno a 150°.
Rompete il cioccolato in grossi pezzi, fateli fondere a bagnomaria o al microonde, amalgamate ed aggiungete il burro ammorbidito in pezzi, mescolate. Incorporate la crema di marroni e il cucchiaio di farina, continuate ad amalgamare fin quando l’impasto non sia omogeneo.
Rompete le uova separando i tuorli dagli albumi. Aggiungete i tuorli al composto di cioccolato e crema di marroni. Montate gli albumi a neve ben ferma, incorporate lo zucchero. Aggiungeteli, gradatamente, al composto precedentemente preparato, mescolando dall’alto verso il basso. Versate l’impasto nello stampo, precedentemente imburrato e infarinato con un cucchiaio di farina, e fate cuocere in forno per un’ora.
Togliete dal forno, fate riposare dieci minuti e voltate il dolce su una griglia e fatelo raffreddare completamente.
Al momento di servire spolverizzare con del cacao amaro e decorare, se lo si desidera, con dei marron glacé.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 15 ottobre 2011
E’ notte fonda e sto scrivendo il post della quinta sfida di Naso da tartufo’s kitchen ,
, sono veramente in ritardo e spero di farcela, Magali mi sta spronando dormendo sulla poltrona …
Dovevamo immaginare di gestire un ristorante e di inventare un menù da proporre ad un prezzo fisso di 25 euro. I costi devono essere dettagliati per una e per 50 persone.
Appena letto di questa sfida ho subito desiderato cercare un nome per il mio ipotetico ristorante e gira che ti rigira ho deciso di chiamarlo




Chi non conosce la favola del re che non chiedeva mai per favore … e la frase significativa di questa fiaba, che mia nonna era solita ripetermi quando facevo i capricci, era “L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”.
Non ho badato molto “al risparmio”, ma ad utilizzare ingredienti di prima qualità. Ho ipotizzato che il mio ristorante sia luogo di delizie in cui assaporare pietanze sfiziose, accattivanti e sfatare, così, il mito dell’inesistenza dell’erba voglio!





Prima Portata






Spaghetti del re
Ingredienti per 50 persone:
4 kg spaghetti al peperoncino 20 euro (5 euro/kg)
200 gamberi biologici 100 euro (16 gamberi 8 euro)
10 kg Pomodori perini 10 euro (1 euro/kg)
50 cucchiai di sale 0,75 cent
100 cucchiai di Olio di Oliva 10 euro
50 cucchiai di vino bianco 2,5 euro
50 fogli di brick 7 euro (0.14 cent a foglio, confezione da 8 fogli 1,12 euro)
Totale a persona: 3 circa euro Totale per 50 persone: 150,25 euro

Preparazione:
immergete i pomodori in acqua bollente per un minuto, pelateli privateli dei semi e tagliateli a dadini.
Fate scongelare i gamberi.
In una padella antiaderente con dell’olio di oliva fate saltare il pomodoro e aggiungete i gamberi, il sale e sfumate con il vino bianco.
Fate cuocere gli spaghetti al peperoncino al dente. Fateli saltare in padella con il sugo.
Potete servire in un foglio di brick passato in forno per due minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”


Seconda portata



Seppia provenzale
Ingredienti per una persona:
10 kg di Lamelle di seppia 50 euro (5euro/kg)
10 g di Peperoni 25 euro (2,5 euro/kg)
10 kg di Pomodori perini 10 euro (1euro/kg)
1,250 g di Quinoa biologica 6 euro (2,5 euro/kg)
150 cucchiai Olio di oliva 15 euro
25 cucchiai di sale 0,38 cent
Peperoncino 2,5 euro


Totale per una persona: 2,17 euro Totale per 50 persone: 108,88 euro

Preparazione:
immergete i pomodori in acqua bollente per un minuto, pelateli privateli dei semi e tagliateli a dadini.
Far cuocere in forno i peperoni per circa 45 minuti, farli raffreddare, pelarli, privarli dei semi e tagliarli a striscioline.
Tagliare la seppia a dadi
In una casseruola mettete l’olio aggiungete i pomodori , la seppia, il peperoncino e il sale, fate cuocere per circa 30 minuti, aggiungete i peperoni e fate cuocere ancora 15 minuti.
Risciacquate la quinoa sotto l’acqua corrente. Fatela cuocere in due volte il suo volume di acqua fredda. Portate ad ebolizione, coprite e lasciate cuocere per circa 12 minuti, finchè i semi della quinoa non siano “esplosi” (praticamente si devono aprire), se vedete che manca acqua aggiungetela finchè la cottura non è ultimata. Salate a fine cottura. Condite con olio di oliva.
Servite la seppia accompagnata dalla quinoa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”



Terza portata









Bavarese ciocco cocco
Ingredienti per una persona:
1,250 g di biscotti sablé al cocco 9 euro (0,90 euro/125 gr)
2 l di latte parzialmente scremato 2,64 (1,32 euro/litro)
670 g di burro 4,39 euro (1,64 euro/250 gr)
1.500 g di cioccolato 70% di cacao Perugina 23.85 cent (1,59 euro/100gr)
25 tuorli d'uovo 4,2 euro (1 euro/6 uova)
250 g zucchero a velo 10 euro
1.250 ml di panna da montare per dolci 3.45 euro (1,38 euro/500ml)
62,5 g di gelatina in fogli 2 euro
1650 ml litri di latte di cocco 6,6 euro (1,60 euro/400 ml)
330 g di zucchero 0,28 cent (0,85 cent/kg)
Noce di cocco grattugiata per decorare 2,5 euro cent


Totale per una persona: 1,37 euro Totale per 50 persone: 68,91 euro

Preparazione:
fate fondere il burro.
Riducete in briciole i biscotti e amalgamateli al burro fuso.
Mettete questa preparazione in cerchi coppapasta monoporzione di circa 8 cm di diametro o in altri più grandi, in mancanza, in uno stampo a cerniera senza il fondo, (usate l’accortezza di rivestire il bordo con carta forno) e pressate bene con l’aiuto di un bicchiere o di un batticarne. Mettete per un’ora in frigorifero.
Fate fondere il cioccolato a bagnomaria. Fate bollire il latte e versate a filo sui tuorli mescolando con una frusta senza interruzione.
Rimettete la casseruola sul fuoco con lo zucchero a velo e cuocete a fuoco basso mescolando con la frusta senza interruzione per alcuni minuti.
Aggiungere metà la gelatina strizzata, precedentemente fatta ammorbidire in acqua fredda, poi il cioccolato fuso. Mescolate bene e lasciate raffreddare.
Montate la panna. Incorporate delicatamente in tre volte la crema al cioccolato alla panna.
Mettete questa mousse nel cerchio, sopra ai biscotti tritati, Riponete in frigorifero per 3 ore.
Riscaldate il latte di cocco con lo zucchero, aggiungete l’altra metà della gelatina strizzata, precedentemente fatta ammorbidire in acqua fredda, mescolate bene e lasciate raffreddare. Versate il composto sulla bavarese e riponete in frigo per altre 2 ore.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”


Alla fine dei conti la nostra spesa è stata:
Totale menù a persona: 6,56 euro Totale menù per 50 persone: 328,04 euro


Con la speranza di aver solleticato il vostro palato, appagato gli occhi, vi auguriamo di trovare nella realtà un ristorante "Erba Voglio" dove siate coccolati come lo sareste "da noi".

sabato 17 settembre 2011

Ringrazio tutti quelli che mi seguono anche se da un po' di tempo qui di magnà non si parla, ma solo di vita, sì la mia che, molto spesso, si accomuna alla vostra. Sono una donna dai modi bruschi, dal pessimo carattere, che nasconde una profonda sensibilità, che stride con questo involucro. Pochi riescono a comprendermi, ad andare al di là delle apparenze, ad avere la pazienza di strofinare per far emergere la brillantezza. Scrivo per dirvi che il cammino continua faticosamente, molto faticosamente, ma vado avanti, anzi andiamo avanti Magali ed io, zampotta nella mano e crediamo che domani sarà sicuramente migliore, anche perchè un altro tratto è stato percorso e non ci siamo arrese, nonostante le difficoltà. Potrei vivere comodamente, invece mi pongo domande, esploro i meandri più nascosti e profondi di me stessa: "Perchè?" ho domandato alla mia pelosa compagna e lei, come sempre, mi ha guardato con i suoi occhi smeraldini e mi ha risposto: "Perchè sei una persona coraggiosa", non credo alle mie orecchie e ricambiando il suo sguardo ribadisco stupita: "Coraggiosa?" e lei continua: "Sì coraggiosa, perchè non nascondi la tua fragilità, vai avanti anche a costo di soffrire, convinta che tutto ciò ti porterà ad un'evoluzione interiore, alla serenità a cui hai diritto e che nessuno potrà più ferirti con le sue parole, perchè qualsiasi essere umano anche se strano o diverso ha diritto a conservare le sue caratteristiche se non lede la libertà altrui".
In effetti, in questi momenti, mi sento molto più fragile che coraggiosa e, vi confesso, che spesso, per trovare la forza, rileggo queste righe che voglio condividere con voi, che scrisse mia madre tanti anni fa poco dopo la mia nascita:


Con il braccino
roseo, grasso
che sbuca dalla manica
ormai corta,
la bocca dischiusa
in un lieve sorriso
tu dormi, piccina
fra le mie braccia.
Come vorrei chiuderti
in questo cerchio magico
e proteggerti dai dolori!
Ma crescerai e soffrirai,
perché vivere è anche soffrire
e io prego che quel giorno
ci siano ancora
le mie braccia
per darti, come ora,
il sonno serenatore.

Mia madre non c'è più da tantissimi anni e per motivi non dipendenti dalla sua volontà non ha potuto mantenere fisicamente la sua promessa e proteggermi con il suo abbraccio, ma io sono convinta che ogni volta che rileggo queste sue parole so che posso farcela e credo che questo sia significativo del fatto che l'amore vada al di là dello spazio e del tempo.
sabato 10 settembre 2011

Lo so vi ho trascurato, Magali ogni giorno mi ripeteva “Ma ti sei dimenticata del blog?”.
In realtà non è così: il periodo che sto attraversando è particolarmente pesante, sicuramente a causa del mio carattere troppo preciso, mi pongo troppi interrogativi e trovare delle risposte esaustive non è semplice e costa un impiego di energia notevole, anche se si è compreso il cammino da intraprendere quello è solo il primo passo, proseguire è la parte più ardua.
In questi giorni è riemerso in me un impulso che non provavo da molto tempo: quello di fuggire. Consapevole della stupida vacuità di questo desiderio, non lo seguo, ma è la risposta al mio stato d’animo, mi dà la dimensione di quanta inquietudine provi, ma so che tutto ciò non è altro che un ennesimo scalino da superare, un altro tratto di salita che mi porta avanti … verso il nuovo.
In questo periodo ho anche maturato la certezza di aver investito di troppa importanza alcune persone, tutto ciò mi ha distolto dal mio percorso e mi ha fatto ricadere in errori già commessi come il mettere altri al primo posto.
Colgo l’occasione per ringraziare e lo dico di cuore, i molti che ogni tanto vengono a vedere se Helga e Magali hanno pubblicato qualcosa, gli amici che si preoccupano per il mio silenzio e quelli che mi sono vicini, ve lo dico in confidenza, quando si è soli, quando ci si sente soli nel più profondo della propria anima, un gesto affettuoso scalda il cuore.
Come ho già scritto in precedenza, certi pezzi del cammino vanno necessariamente percorsi in solitudine e non in cordata, perché solo così rappresentano un rinnovamento catartico, ma per me l’avere certezza che esistano delle presenze, pelosotte o meno, vicine o lontane, che hanno fiducia in me e sanno che ce la posso fare, mi dà forza. Lo so potrei accontentarmi e non cercare risposte, ma la mia indole vulcanica è sempre alla ricerca del “meglio”.
mercoledì 10 agosto 2011
E' notte fonda, ma è una notte speciale ... quella di San Lorenzo legata ai desideri ... stasera Magali ed io siamo andate alla ricerca di un'ipotetica stella cadente.
Beh siamo state un bel po’ con il naso rivolto all’insù, ma nessuno di quei puntini luminosi si è mosso di un millimetro …
Onestamente in questo momento della nostra vita, anche se difficile e, forse lo sarà ancora di più nel prossimo futuro, non possiamo desiderare nulla di più.
Siamo completamente appagate, se proprio andiamo alla ricerca spasmodica di un desiderio da realizzare è quello di avere il coraggio, la forza per portare a compimento tutti gli impegni che abbiamo messo “in cantiere”.
Sono molti, ambiziosi che esigono determinazione, impegno intellettivo, sicurezza interiore, equilibrio emotivo, Magali dice che con lei al mio fianco ce la posso fare, io sono un po’ più timorosa, ma quando guardo la mia fedele aiutante nei suoi occhioni smeraldini, trasparenti e magici non posso che fidarmi ed iniziare questo viaggio … perché nella vita possiamo svicolare, nasconderci, fermarci, ma troveremo sempre davanti lo scheletro che non abbiamo affrontato, la nostra paura più recondita quando meno ce l’aspettiamo farà capolino. Tutto questo ci può spaventare, perché proviamo il timore di fallire, ma non è detto che sia così, semplicemente perché ora siamo sicuramente più forti.


Ed ora ecco cosa vi proponiamo per la delizia delle nostre panciotte!



Torta C&C (chèvre e courgettes)
Ingredienti:
1 confezione di pasta brisé
3 zucchine grandi
1 cipolla bianca grande
2 uova
200 ml di panna da cucina (1 confezione)
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 confezione di formaggio di capra (1 rotolo)
Un pizzico di noce moscata grattugiata
1 cucchiaio di erbe di Provenza
Olio di oliva
Sale

Preparazione:
la pasta brisé la potete fare (cercate la ricetta nel blog) ed è semplicissima oppure la comprate pronta.
Srotolate la pasta e foderate uno stampo da forno.
Tagliate la cipolla e le zucchine precedentemente pulite e lavate con la mandolina.
Fate soffriggere la cipolla in poco olio di oliva, aggiungete le zucchine, salate e fate cuocere 5 minuti.
In un’insalatiera sbattete le uova, salate, aggiungete la panna, il parmigiano, la noce moscata e amalgamate bene. Aggiungete le zucchine e mescolate.
Versate il composto nello stampo.
Mettete in forno a 180° per 30 minuti.
Affettate il formaggio di capra e a metà cottura disponetelo ordinatamente sulla torta.
Servite tiepida.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

sabato 30 luglio 2011

Lo so che in questo periodo cucino poco e rifletto molto e di questo vi chiedo scusa, ma ho piacere di esternarvi le mie sensazioni,ho qualche ricetta “di scorta”, ma sono troppo pigra per scriverla e troppo assorta in mille pensieri e progetti , quindi spero vi accontenterete di mero cibo per l’anima.
Volevo dire a Voi tutti, ad ognuno di Voi che mi segue, indipendentemente dal fatto che lasci un commento o meno, che mi fa un enorme piacere e mi trasmette un’enorme carica.
Ne ho parlato con la mia confidente pelosa e lei mi ha detto: “Rifletti, non è solo questo” e dato che ho la grande fortuna di avere lei al mio fianco che mi “illumina” il cammino e me ne fa scoprire meravigliosi anfratti e meandri, ho seguito, come sempre, il suo consiglio e sono arrivata alla conclusione che per l’ennesima volta ha ragione. In effetti la cosa più importante, per me, è riuscire a trasmettere delle sensazioni, mi rende felice la consapevolezza di avere delle persone a me simili, che comprendono nel profondo ciò che scrivo.
E’ come se foste tutti ipoteticamente al mio fianco e, credetemi, non sto scherzando.
Anche io ho le mie incertezze e i miei momenti di sconforto e da quando ho scritto il post “andare avanti” non sapete quante volte l’ho riletto per non indietreggiare e l’avere certezza che qui e là ci siano altre persone che stanno camminando insieme a me, rende meno gravosa la salita.
Di primo acchito queste parole possono apparire prive di senso, ma io so perfettamente che chi, in questo momento, ha intrapreso una nuova strada o fatica su un percorso iniziato da tempo ha ben compreso quanto ho scritto, so che le mie parole non sono vane, forse, non siamo in molti, ma sicuramente uniti dallo stesso obiettivo.

Vi riporto delle parole, di un poeta a me molto caro, che trovo molto significative.

……..
e allora,
avendo ciò provato,
visto che siamo uguali
scrivo,
scrivo della tua vita e della mia, del tuo amore e dei miei,
di tutti i tuoi dolori,
e allora
siamo già diversi
perché, la mia mano sulla tua spalla, come vecchi amici
ti dico in un orecchio:
non soffrire,
il giorno sta arrivando,
vieni,
vieni con me,
vieni
con tutti
quelli che ti assomigliano,
i più semplici,
vieni,
non soffrire,
vieni con me,
perché anche se tu non lo sai, questo io lo so bene:
io so in che direzione andiamo, ed è questa la parola:
non soffrire
perché vinceremo, vinceremo noi,
i più semplici,
vinceremo,
anche se tu non lo credi, vinceremo.

Pablo Neruda – Ode all’uomo semplice - Da Ode alla vita ed altre odi elementari.
domenica 24 luglio 2011
Vi ricordate la torta sexy (basta scorrere in giù di qualche post per vederla) ... lo sappiamo è tardi, ma non potevamo non riportare il giudizio inerente alla quarta sfida, perchè da quando abbiamo iniziato l'avventura del blog abbiamo deciso di metterci in gioco condividendo con voi gioie e dolori. In questo caso l'evento è positivo, il merito maggiore di questa vittoria va a Magali che mi ha portato a riflettere e a creare la torta "Freud e il sesso", in effetti questo dimostra che, a volte, per il raggiungere il traguardo occorre condividere il cammino, fidarsi, completarsi a vicenda.
Ringraziamo sentitamente Beny e Marty per averci reso partecipe di questa meravigliosa e strabiliante avventura di Naso da tartufo’s kitchen
e la "giudichessa" ... ed ecco cos'hanno scritto di noi!


Helga squadra STEWART voto 10 ----> giudizio: "Questa torta mi ha fatto davvero morire, mi sono sentita davvero fiera di poterla ammirare, un'idea bellissima e molto arguta applicata in modo magistrale! l'idea delle diverse visioni dell'immagine mi ha assolutamente conquistato, appetibile e vagamente goduriosa ma con un'idea di base ragguardevole!" VINCITRICE
sabato 23 luglio 2011

Siamo in attesa dei risultati della quarta sfida, oggi siamo pigre, ma io desidero scrivere sul blog senza “obbligo di ricetta”. Mi trovo in un piccolo paradiso, sono assolutamente certa che esista la comunanza dei luoghi, ma so anche che se si ha l’animo tormentato qualsiasi posto, per quanto stupendo, diventa insopportabile e si desidera solo fuggire. In questo momento della mia esistenza sono molto serena, è stato un cammino lungo, durato anni, trascorsi quasi da eremita tra me e me, ma ora posso dire che sono molto migliorata, il passato doloroso esiste non lo nego, ma ora è in un angolo, dove non mi fa più soffrire. Ora sono di nuovo pronta a vivere, ad emozionarmi e ad accettare quello che il presente e il futuro mi possono offrire. Sono maturata, so cosa desidero e sono conscia di quello che non ho più né la voglia, né la forza di sopportare, sono perfettamente consapevole di quello che merito. Ho atteso per anni i cambiamenti altrui che ero convinta rovinassero il mio vivere, non sono avvenuti, perché solo chi ha una forte motivazione può mutare ed allora mi sono detta che solo io potevo volere il mio bene al punto tale da tirar fuori tutta la mia forza e cambiare me stessa. Non è semplice, è più facile incolpare gli altri, ma testarda come sono ce l’ho messa tutta ed ora dopo tanta salita sono arrivata quasi in cima. Non è stato indolore, lo confesso, molte volte avrei voluto mollare, avrei desiderato un incitamento, un abbraccio, ma pur in mezzo al mio prossimo, ero sola, perché è inutile raccontarsi ipocrisie, solo soffrendo in solitudine, si elabora, si metabolizza, si lotta e lentamente si arriva … qualche amicizia mi è stata vicina, ma non ho voluto pesare su nessuno, perché solo io conoscevo l’entità della mia sofferenza che mi aveva indebolito nel corso del tempo, ma mi spronava ad andare avanti a testa alta verso il nuovo. Il passato era dolore, il futuro poteva essere migliore e così sono giunta ad essere la persona che sono ora soddisfatta, pronta a scommettere sulla sua vita.
Forse qualcuno si chiederà perché vi racconto questo, lo faccio, ovviamente su consiglio di Magali gatta zen, perché può capitare a chiunque di trovarsi spauriti senza punti di riferimento, degni di tale nome, ed allora non vi disperate, guardate dentro di voi e tirate fuori anche solo un granello della forza che vi è rimasta e iniziate il cammino di risalita. Procedendo vi renderete conto che l'energia aumenta di pari passo, non vi nascondo che avrete giorni in cui penserete di non farcela, viveteli, prendete lo scoramento per mano e vedrete che il giorno dopo sarete pronti a ricominciare a camminare.
giovedì 21 luglio 2011
Volendo partecipare al contest del blog Il rifugio di zia Topolinda siamo entrate in crisi, perché noi non siamo mai state a dieta …, mi correggo in questo momento non ci crederete ne sto facendo una ingrassante … quindi che cucinare? Ne ho parlato con la pelosotta e lei mi ha detto che qui va di gran moda la dieta Dukan che consta di quattro fasi 2 per dimagrire e 2 per stabilizzare il peso raggiunto:
1 - Una fase di ATTACCO breve e folgorante, dai risultati immediati. Durante questa fase la dieta è composta da 72 alimenti a base di proteine pure.
2 - Una fase di CROCIERA che porta direttamente al Giusto Peso. Durante questa fase, la dieta prevede l'alternanza di giornate di Pure Proteine alimentari (Fasi PP) e giornate di Proteine accompagnate dalle 28 Verdure raccomandate (Fasi PV).
3 - Una fase di CONSOLIDAMENTO da 10 giorni per chilo perso che segna un primo ritorno verso un'alimentazione equilibrata. Una libertà controllata il cui obiettivo è far consolidare questo peso recentemente conquistato e ancora vulnerabile. Questa fase vede il ritorno progressivo di alimenti di piacere con i due pasti di gala.
4 - Una fase di STABILIZZAZIONE definitiva basata su 3 regole semplici, concrete, poco fastidiose ma non negoziabili. Questa fase è la parte più facile, ma allo stesso tempo la più indispensabile del nostro metodo per dimagrire perché il 95% delle persone che seguono una dieta recupera poi il peso perduto.

Siccome Magali ed io siamo quasi due scimmie siamo andate a curiosare e abbiamo scoperto questa ricetta, ovviamente dietetica, che abbiamo modificato solo variando il tipo di spezie. Ognuno di voi le potrà calibrare e integrare secondo il proprio gusto.





Quiche di verdure e tofu
Ingredienti per 4 persone:
2 zucchine
2 carote
1 cipolla
220 g di tofu
3 uova
rosmarino tritato
zenzero in polvere
cumino in polvere
sale e pepe
olio di oliva

Preparazione:
sbucciate e grattugiate finemente le carote, le zucchine e la cipolla. Far rosolare le verdure in una padella con poco olio d’oliva. Mettere il tofu morbido in una ciotola e battere fino ad ottenere una pasta liscia. Aggiungere le uova, un pizzico di zenzero e di cumino, il rosmarino tritato, il sale e il pepe e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Incorporare le verdure, poi versare il composto in uno stampo . Cuocere in forno a 180°, servire tiepido.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 14 luglio 2011
Eccoci alla quarta sfida di Naso da tartufo’s kitchen


SFIDA BARBONCINO
Svergogniamoci : una sfida sul pornocibo...quanto potete osare? Realizzate una ricetta che in qualche modo sia "sessualmente evocativa" ed ovviamente del tutto commestibile. Può essere un dolce, un piatto di carne etc. Si può usare qualunque tipo di cibo e decorazione commestibile, pornocibo o "food porn" significa (cito da wikipedia) "fotografie o scritture riguardo al cibo in cui si definisce o descrive il cibo eroticamente.nella sua sensualità ed appetibilità"

Ho iniziato a navigare in internet, spulciando qua e là, ma la musica in merito era sempre quella, una serie indescrivibile principalmente di tette e poi di tutto il resto …
Voi non mi conoscete, ma fin quando non trovo una soluzione a qualsiasi questione, trascorro notti insonni, perché diventa un chiodo fisso … ma nulla non riuscivo a venirne a capo.
Allora ho chiesto aiuto a Magali, proponendole il quesito della sfida e lei mi ha risposto: “I pensieri, talvolta, diventano fissi, fino a coinvolgere tutta la tua mente … rifletti”.
Nel sentire questa risposta, per me per nulla esaustiva, mi sono detta, ma non è ciò che sto facendo?
Lo so che la nostra preparazione doveva essere non banale, originale e chic, molto facile a dirsi, in questo campo basta un attimo per scivolare nel volgare …
Questa sfida mi ha dato conferma, ancora una volta, di quello in cui credo da sempre e cioè che alimentare il cervello, imparare cose nuove, leggere, studiare, a qualsiasi età, non può che essere positivo … voi direte e cosa ci azzecca? Beh per farla breve, l’anno scorso ho aiutato mio nipote nella preparazione della tesina (qualcuno ricorderà i miei posts demenziali di quel periodo) e tra i vari argomenti lui presentava Freud, che tra l’altro ha scritto “Tre saggi sulla teoria sessuale”, di colpo mi è sovvenuto alla memoria un suo ritratto … che vi propongo in versione dolce. Trovata la soluzione mi sono rivolta a Magali: “Chi meglio di lui può rappresentare questa sfida e poi mi sembrava in pieno stile con gli studi delle nostre nasine!”, la pelosotta mi ha ricambiato con uno sguardo sornione, contenta in cuor suo, che ancora una volta avessi ben compreso il suo consiglio.
Sempre su suo suggerimento, ho osato nella presentazione dando sfogo un po’ alla mia follia, perché “Semel in anno licet insanire” (una volta all’anno è lecito impazzire), ho cercato di calarmi nella parte e avere il coraggio di cucinare la ricetta proprio come mi vedete qui sotto …









Ed ecco la nostra creazione !

Freud e il sesso
Ingredienti:

Per la base:
650 g di farina
5 uova
1 ½ bustina di lievito
180 g di burro
180 g di zucchero
1 bicchiere di latte

Per la copertura:
500 g di pasta di mandorle
Coloranti artificiali: nero, rosa, verde

Preparazione:
lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, aggiungere un uovo alla volta e la farina setacciata ed il lievito, pian piano aggiungete il bicchiere di latte.
Stendete la pasta di mandorle e coprite tutta la torta, ritagliate la sagoma ed appoggiatela, dipingete i capelli, decorate con i cuori.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 13 luglio 2011
Prima di tutto volevo aggiungere una mia (anzi nostra, se non scrivo così poi la pelosotta si offende) riflessione su questo contest: credo che il vivere non sia fine a se stesso, ma è significativo della nostra evoluzione ed ogni accadimento ha, sicuramente, un risvolto più profondo e, a volte, differente dal suo apparire. Naso da Tartufo’s kitchen, per me e Magali, finora è stata una bellissima esperienza, perché unisce persone sconosciute attraverso una passione comune, una squadra che si pone un obiettivo e per ciò si contatta, si organizza, si consiglia … Le sfide proposte sono, per noi, stimolanti e se le si affrontano con occhio attento fanno emergere tante riflessioni, per nulla banali. Insomma noi siamo contente di partecipare, perché tutto ciò aguzza la nostra fantasia, il nostro ingegno, sopperiamo la mancanza di pratica con l’originalità, andiamo a scovare nei cassetti della nostra memoria tutto ciò che ci può essere utile, insomma, è un modo per mettersi alla prova e per uscire dalla routine di cui, onestamente, tutti siamo vittime. Concludiamo ringraziando ufficialmente, per il loro rilevante impegno, Benedetta e Martina, le nostre care nasine, che hanno messo in atto questa tenzone e veramente, da quando loro sono entrate nella nostra vita, in cucina non ci siamo mai divertite tanto!

Eccoci alla quarta sfida di Naso da tartufo’s kitchen (nei prossimi giorni vi proporrò la ricetta sexy)

Ecco in che cosa mi dovevo cimentare:

SFIDA COCKER SPANIEL
Cosa sapete cucinare senza usare le mani? Va bene qualunque tipo di ricetta qualunque tipo di preparazione, qualunque lunghezza e qualunque pasto. Potete usare qualunque parte del vostro corpo che non siano le mani...come quando avete le mani sporche o bagnate! In questa sfida è obbligatoria la presenza di un passo passo fotografico di qualcuno che vi segue o ancora meglio di un video.

Devo ringraziare Benedetta e Martina, perché queste prove della quarta sfida a cui abbiamo partecipato ci hanno veramente stuzzicato e hanno tirato fuori la nostra, soprattutto mia, follia, Magali, come ben sapete, è molto zen. Questo ci ha fatto comprendere dell’immensa fortuna che abbiamo nel poter usare tutti i nostri arti, nell’essere sane e solo per questo motivo siamo contente di essere al mondo, di respirare, di poter vedere cose belle. Scrolliamoci tutti e bandiamo le elucubrazioni mentali che non portano a nulla e se vi sentite tristi, cucinate senza mani, dopo, tutto vi sembrerà veramente splendido, anche la cosa più banale!
Non è stato semplice, anche perché d’istinto mi veniva sempre di “mettere le mani avanti”, ma alla fine tra una risata e l’altra sono riuscita ad arrivare fino in fondo ed ecco qui sotto il risultato, poi se volete le prove ecco il video


Ed ecco la versione finale



Uovo galleggiante
Ingredienti per 4 persone:
4 uova
3 zucchine
Sale
Basilico

Preparazione:
far cuocere le uova alla coque o sode, come preferite.
Far cuocere in acqua bollente salata le zucchine tagliate a pezzi.
Passarle al mixer con po’ di acqua di cottura e delle foglie di basilico, se volete potete unire anche due cucchiai di panna da cucina.
Tagliare le uova in due parti.
Ripartire la mousse nei piatti, in ciascuno adagiare l’uovo e guarnire con foglie di basilico.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 12 luglio 2011
Chi ci segue e ci conosce, sa che Magali è una vera lady, una micia molto zen, ma qui assume una personalità opposta vi mostro il suo sport preferito: non vede l’ora di saltare il muro del nostro giardinetto per andare a rotolarsi ripetutamente sul marciapiede di cemento polveroso che si trova al di là e vi assicuro che, per lei, questa è l’espressione massima della felicità!
Devo confessarvi che anche io, sulla scia del suo esempio, sto allentando molto i miei freni e mi sto coccolando molto




Questa ricetta la dedichiamo a Emil un ragazzino molto simpatico, che ama la nostra cucina, si sottopone volentieri ai nostri esperimenti e, non ci crederete, finora non ne ha bocciato neanche uno! Cogliamo l’occasione per salutarlo e per mandargli un bacione e un ronron speciale!
Con questa piatto partecipiamo al contest del blog Pan per focaccia .


Volevamo creare qualcosa di diverso dalla solita torta salata o insalata da portare ad un picnic ed allora pensa che ti ripensa abbiamo inventato questa ricettina, che, ovviamente, il nostro sommo esperto Emil ha provato e ha trovato deliziosa.


Per Emil
Ingredienti per 4 persone:
8 funghi champignon grandi
4 cucchiai di quinoa
2 uova piccole
1 mollica di pane ammorbidita in acqua con poco aceto
Timo
1 bicchiere di vino bianco
Sale
Pane grattugiato
Prezzemolo tritato

Preparazione:
risciacquate la quinoa sotto l’acqua corrente.
Buttate la quinoa in due volte il suo volume di acqua fredda salata. Portate ad ebolizione, coprite e lasciate cuocere per circa 12 minuti, finchè i semi della quinoa non siano “esplosi” (praticamente si devono aprire),
se vedete che manca acqua aggiungetela finchè non arrivate alla cottura.
Strizzate e tritate la mollica di pane.
Pulite i funghi privateli del gambo che taglierete a pezzettini e farete saltare in padella per qualche minuto con poco olio di oliva e sale. Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
In una scodella mescolate l’interno dei funghi, la quinoa, le uova, la mollica di pane, il timo e il sale.
Mettete il ripieno all’interno delle teste dei funghi precedentemente salate.
Cospargete con pane grattugiato e prezzemolo.
Mettete in una pirofila, irrorate con un filo d’olio ed aggiungete il bicchiere di vino, un pizzico di sale e fate cuocere a 180° per 20 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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