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Magali

Magali
giovedì 28 febbraio 2019
8 - DORMI DI PIU’
Sicuramente hai bisogno di una quantità maggiore di sonno. E’ proprio così, a meno che tu non sia una di quelle persone rare che realmente dormono a sufficienza.
Senza sonno a sufficienza aumentano i rischi di incidenti stradali, insorgenza di diabete, malattie cardiache, depressione e sovrappeso indesiderato. Inoltre la vita quotidiana ne risente in termini di capacità di attenzione, apprendimento e motivazione. Non solo, si sta proprio male quando si prova confusione mentale, quando siamo intontiti, stanchi e irritabili.
Le persone non dormono a sufficienza per molti motivi ele difficoltà del sonno sono anche sintomo di alcuni problemi di salute come la depressione e l'apnea durante la notte.
La quantità giusta di ore di sonno varia da persona a persona, e dea vari momenti della vita: se sei stressato, malato o stai attraversando un periodo in cui lavori duramente, avrai bisogno di dormire di più. Qualunque sia il tuo fabbisogno, la parola chiave è costanza: assicurati un buon riposo tutte le notti.
Come
Due cose ci impediscono di dormire a sufficienza: non prendersi abbastanza tempo per il sonno e non godere di riposo profondo e continuo nelle ore adesso dedicate.
Per quanto riguarda il primo problema:
  • decidi per quanto tempo vuoi dormire ogni notte. poi, controlla il tuo programma quotidiano, vedi a che ora devi svegliarti, guarda che ora devi andare a letto la sera. Vedi cosa hai bisogno di fare, un'ora prima di andare a letto, per addormentarti in tempo; probabilmente questo comporta, ad esempio, non dovete iniziare una discussione con qualcuno!
  • Osserva le “ragioni” che ti fanno rimanere alzato oltre l'orario che hai fissato nel tuo programma. La maggior parte di queste, se non tutte, si ridurrà a una scelta fondamentale: cosa è più importante per te? La tua salute e il tuo benessere o guardare la TV per un'altra ora o fare altro che ti impedisca di andare a letto?
  • Goditi fino in fondo la sensazione di sentirti riposato e pieno di vitalità dopo aver dormito a sufficienza. Assorbi questa sensazione di benessere, inn modo tale che il tuo cervello, sperimentandole, ne vorrà di più in futuro.
Per quanto riguarda i problemi con il sonno in se stesso, ecco alcuni suggerimenti: scegli quello che possa funzionare meglio per te:
  • cerca di rilassarti un'ora o due prima dell'ora stabilita per il sonno; non mangiare specialmente cioccolata, non bere caffè o alcool, non fare ginnastica non giocare a videogiochi o fumare sigarette due o tre ore prima di andare a letto; assicurati che l'ambiente della tua camera da letto sia consono al sonno ( fresco e tranquillo e, non dovresti, dormire al fianco di una persona che russa).
  • Fai tutto quello che puoi per ridurre lo stress. Ricorda che lo stress cronico aumenta i livelli di cortisolo, ormone che rende difficile addormentarsi e che fa svegliare troppo presto la mattina.
  • Fai un patto con te stesso che preveda un programma per il giorno successivo mirato a ridurre le preoccupazioni. Sposta la tua attenzione sulle cose che ti fanno sentire felice e rilassato o semplicemente verso le sensazioni che provi anche solo immergendoti nel respiro. Porta alla mente la piacevole sensazione di trovarti con persone che ti vogliono bene. Prova compassione per te stesso.
  • Rilassati veramente. Ad esempio fai da 5/10 ispirazioni lunghe e cerca di rilassare, prossivamente, ogni parte del tuo corpo dalla testa ai piedi.
  • Potresti anche assumere integratori come magnesio e calcio per dormire.
  • La melatonina è molto indicata, in modalità sublinguale, se ti svegli nel cuore della notte e fai fatica a riaddormentarti. Anche mangiare una banana o qualsiasi altra cosa che sia veloce e facile assorbire  farà alzare il livello degli zuccheri del sangue e, di conseguenza, il livello di insulina che trasporterà al cervello più triptofano, aminoacido essenziale ed è il punto di partenza per la sintesi di alcune sostanze biologiche come la serotonina.
Vi auguro una Buonanotte!
mercoledì 27 febbraio 2019
E il nostro tour continua e si conclude alla Sinagoga ebraica. Vi segnalo il link della comunità Torino Ebraica e tengo a precisare che le foto qui pubblicate sono da me scattate, ma il copyright è della comunità che mi ha permesso di pubblicarle sul mio blog.
Non tutti sanno che gli Ebrei erano relegati nel ghetto, erano obbligati a prendere residenza in alcune parti della città a loro designate, e solo nel 1848 con lo Statuto Albertino giunse "la liberazione".
Questo significò parità di diritti e possibilità di partecipare alla vita sociale sia sul piano economico che culturale, fino ad allora pensate che gli Ebrei non potevano possedere beni immobili.
Quasi cento anni dopo, nel 1938, vi furono le leggi razziali e poi la tragedia, la Shoah: tantissimi furono gli Ebrei torinesi deportati. 
La Sinagoga, che vedete nelle fotografie sottostanti, fu inaugurata nel 1844, al posto dell'attuale Mole Antonelliana, che non fu mai luogo di culto ebraico, e poi bombardata nel 1942 e in parte ricostruita nell'immediato dopoguerra, specie il tetto del Tempio Grande e moltissimi arredi.
Attualmente la sinagoga è aperta solo per visite guidate, conferenze e riunioni, quindi, abitualmente, per ragioni di sicurezza, rimane chiusa.
Sinagoga, in ebraico betkenéset, significa “casa di riunione”, perché per l’ebreo il luogo della preghiera è ovunque. La sinagoga è la sede di incontro di una moltitudine di persone che condivide un’etica, una fede, una Tradizione, quindi è un punto di studio della Torah, di incontro e scambio oltre che di preghiera.
La sinagoga di Torino è costituita da un Tempio Grande e uno Piccolo.
Dall'esterno è visibile solo il Tempio Grande, caratterizzato da quattro cupole "a cipolla".
Qui di seguito gli interni del Tempio Grande
Nel 1972 è stato creato il Tempio Piccolo, (foto sottostante) che ha trovato posto nei locali che un tempo erano dedicati alla cottura del "pane azzimo", è sotterraneo e a forma di anfiteatro caratterizzato da soffitto a volte e pareti in mattoni a vista.
Gli arredi, chiaramente barocchi, provengono dalla sinagoga di Chieri (un paese vicino Torino).
Nel Tempio piccolo, ma separato da un muro di mattoni forati, si trova una piccola sala di preghiera (foto sottostanti). Vi sono poche file di banchi e di fronte si trova il prezioso Aron settecentesco (Armadio Sacro sempre presente nella tradizione ebraica) e sembra (leggenda o verità?) che le ante siano state dipinte di nero nel 1849 per la morte di Carlo Alberto, che promulgò il succitato Statuto Albertino, di rilevante importanza per la comunità ebraica.
Ringrazio nuovamente la mia amica Iucci per avermi coinvolto in questa avventura cittadina e spero che questo tour vi sia piaciuto!

martedì 26 febbraio 2019
L'altra settimana su iniziativa della mia amica Iucci, che si rivela molto comprensiva nei miei riguardi, sapendo che, per i miei problemi di salute, posso decidere solo all'ultimo momento l'evoluzione della mia giornata, abbiamo partecipato a una visita guidata nella nostra città sulla Torino ebraica. Un'occasione, per me, di scoprire aspetti di questa città, in cui sono nata, ma che non conosco e so che riserva scorci stupendi.
Il tour partiva dalla Mole Antonelliana, che doveva essere alta 47 metri e destinata a tempio ebraico, poi l'architetto Antonelli volle sfidare se stesso, slanciandosi verso il cielo e raggiungendo l'altezza di 167,5 metri, che per un edificio in muratura, alla fine dell'ottocento, era veramente eccezionale. La comunità ebraica non accettò più la mole come tempio dicendo che non era loro intenzione arrivare così in alto per connettersi direttamente con Dio!
Siamo arrivate in via Po dove abbiamo "incontrato" le "pietre d'inciampo", in tedesco dette Stolpersteine e sono state ideate dall’artista Gunter Demnig, al fine di creare un’opera comprensibile a tutti e distribuita nel tessuto urbano delle città europee: nel selciato sono poste, davanti alle abitazioni delle vittime deportate, delle pietre ricoperte da piastre in ottone, della misura di 10x10 cm, su cui è inciso il nome, la data di nascita, quella di morte o l’indicazione “sopravvissuto”.
Le pietre d’inciampo hanno inizio a Colonia nel 1992, fino ad oggi, 2019, ne sono state installate 71.000 e a Torino è stata posata la cinquantamillesima. Si “inciampa” nella pietra, ci si ferma a riflettere e si dona un’individualità alle vittime della persecuzione nazista.
Ci siamo soffermati davanti al Palazzo degli Stemmi.
Per poi arrivare in Piazza Carlo Emanuele II detta Piazza Carlina
E poi nel ghetto ebraico dove ci sono ancora i negozi con le insegne in ebraico.
Le abitazioni conservano ancora le grate alle finestre.
Questo è il cortile interno.
E vi aspetto domani con le foto conclusive della visita!







lunedì 25 febbraio 2019
Ho visto questo video che mi ha affascinato. Impastare mi dà gioia, soddisfazione e mi riconcilia con il mondo.
Ho riguardato queste scene innumerevoli volte e penso che se ciascuno di noi ritornasse alle "cose" sempliciti, prive di sovrastrutture, mettesse le "mani in pasta" ne gioverebbe sia lo spirito che la panciotta!
Per chi fosse curioso CLICCHI QUI
domenica 24 febbraio 2019
Una foto scattata mentre ero su un autobus a Parigi, postandola che nella vita bisognerebbe sempre riuscire a cogliere l'attimo, non badare alla perfezione del possibile risultato, ma solo all'istante assoluto. Buona domenica!
sabato 23 febbraio 2019
Da Natale avevo un panetto di burro che stava per giungere alla scadenza ... Solitamente non lo uso molto, ma io cerco di non buttare mai nulla e ho fatto queste tortine, che vi assicuro mi hanno riconciliato con il mondo e mi hanno riportato alla mia infanzia, quando non la torta era con il burro!
Dedico questo dolce a Loredana, perchè il pensiero corre sempre fino a lei quando preparo un dolce con il pomo della discordia.
Avevo scattato tantissime foto, ma la scheda non so come mai le ha cimite e mi sono rimaste solo queste, avevo avanzato anche fatto dei bei biscotti con l'avanzo di pasta e anche le foto di questi ultimi sono scomparse!
Tortine mille mele- Tortine R 😉
Ingredienti per 5 tortine stampo diametro 10 cm:
Per la frolla:
180 g di farina
80 g di burro
73 g zucchero a velo
24 g di farina di mandorle
1 uovo
un pizzico di sale

Per la farcitura:
2 mele golden
il succo di un limone
66 g di zucchero
40 g di burro
½ cucchiaino di cannella in polvere
qualche cucchiaio di confettura di albicocche
qualche lampone se lo desiderate non è fondamentale

Preparazione:
per la frolla: mettete il burro a temperatura ambiente, poi zucchero a velo, mescolate, poi l’uovo e le altre polveri: farina, farina di mandorle, sale.
Avvolgete in una pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Spremete il limone.
Pelate le mele, privatele del torsolo con un leva torsoli, e passatele nel succo di limone.
Affettate sottilmente con una mandolina.
Fate fondere il burro e stemperatevi lo zucchero finchè non si scioglie, aggiungete la cannella.
Stendete la frolla all’altezza e foderate gli stampi precedentemente imburrati.
Sul fondo di ogni tortina mettete un velo di marmellata di albicocche e poi le fettine di mela sovrapposte e spennellate ogni tanto con il composto a base di burro fuso.
Infornate in forno preriscaldato a 160° per circa 30 minuti.
Togliete dal forno, fate intiepidire e sformate delicatamente.
Farcite mettendo un lampone al centro di ogni tortina.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 22 febbraio 2019
Spesso piccole cose banali mi portano a riflettere: tempo fa mi sono stupita che SuperMario, uno dei collaboratori di mio marito, percepisse il rumore del rubinetto aperto nel bagno adiacente o quello del compressore per gonfiare la ruota del camion che era parcheggiato lontano nella strada.
Vi dicevo queste "banalità", su quanto fosse per lui "normale" sentire questi rumori e, per me invece, affetta da acufeni e sordità parziale, assolutamente il contrario cioè non percepirli mi hanno fatto riflettere in modo più ampio.
Molti rifiutano l'aggettivo normale, al contrario, per altri il voler connotare qualcosa o qualcuno in tale modo è sinonimo di sicurezza.
Io credo che sia altamente superfluo in quanto molto soggettivo.
Normale, nella norma, gran parte delle persone si definiscono tali e altre amano non esserlo.
E poi qual è la norma? Un comportamento simile a un vasto numero di persone? Se ci riflettete dovrebbero anche essere diviso per sesso, luogo di appartenenza, abitudini, età e le disquisizioni sarebbero innumerevoli.
Parlando con una persona a me molto cara e saggia a proposito di ciò, mi disse che ognuno di noi si può sentire diverso finchè non si inserisce in un gruppo di persone a sè simili e questa semplice affermazione è oltremodo veritiera.
La disquisizione si potrebbe protrarre all'infinito: io, anomala, sicuramente anormale, fuori norma, non normata e come me ogni singolo individuo, perchè ognuno è unico.
Qualcuno di voi si chiederà quanto penso, quando penso ... sono fuori "norma"? Lo faccio sempre, sicuramente mi riesce più facile quando svolgo un lavoro manuale, non ne posso fare a meno, inutile, superfluo può darsi, ma come dico sempre finchè non si fa danno e non si nuoce la libertà altrui tutto è lecito😜
E voi, in questa immagine tratta da internet, vedete la giovane o la vecchia?  Per la maggior parte delle persone sarà più "normale" notare la giovane, ma la vecchia vi assicuro esiste! (Per i curiosi sotto c'è la spiegazione) 😉
La guancia e il mento della giovane rappresentano il naso rincagnato della vecchia. 
L'orecchio della giovane è l'occhio destro della vecchia.
La collana della giovane è la bocca a fessura della vecchia.
Il décolleté della giovane è il mento della vecchia.
A questo punto credo che per tutti sia "normale" vedere anche la vecchia! 😁
E se leggendo questo post vi sentirete "fuori dalla norma", allora i "normali" dove sono?
giovedì 21 febbraio 2019
Quando preparo le perle mi rendo conto che sono davvero prezioso e se solo si riuscisse a metterle in pratica con costanza si avrebbe un notevole miglioramento. Lo so voi potete dire che chi ci vive intorno se ne frega di migliorare, ma ricordate che noi possiamo, purtroppo, cercare di modificare solo noi stessi e non il nostro prossimo!

7  PERDONA TE STESSO
Tutti fanno confusione e fanno errori. Io, tu, i vicini, tutti insomma.
E’ importante riconoscere gli errori, imparare da essi, così da non ripeterli, e sentirsi dispiaciuti nella giusta misura. La maggior parte delle persone continua a punirsi ben oltre il necessario: così facendo siamo ingiustamente auto-critici.
La nostra personalità ha molte diverse sfaccettature, tutte presenti nella nostra mente. Ad esempio, una parte di me mette la sveglia alle 6:00 di mattina per alzarsi e fare esercizio fisico... poi quando suona la sveglia, un'altra parte di me pensa: “Chi ha rimesso questa maledetta sveglia?!”
Per spiegarlo in maniera più completa, dentro ognuno di noi coesistono un critico e un custode interiore. Per la maggior parte delle persone, quel critico brontola continuamente, in cerca di qualcosa di qualcuno da identificare come colpevole. ingigantisce le piccole defaillances trasformandole in problemi enormi, ti punisce continuamente per errori passati, ignora il contesto più ampio e non riconosce gli sforzi che hai fatto per fare ammenda punto.
Ecco perché hai bisogno che il tuo custode interiore stia dalla tua parte: per relativizzare le tue debolezze i tuoi errori, per evidenziare le tue numerose buone qualità, per incoraggiarti a tornare sulla retta via quando ti sei perso e per dire francamente al critico interiore: “Stai zitto adesso!”
Come
Inizia scegliendo qualcosa di relativamente piccolo, rispetto al quale si è ancora piuttosto duro con te stesso, e propri metodi sotto descritti. in seguito lavora con tematiche più significative.
Cominciamo:
  • inizia entrando in contatto con la sensazione che provi quando qualcuno si prende cura di te, qualcuno che è presente in questo momento nella tua vita o lo è stato nel passato. Percepisci la sensazione dell'amore di questa persona nei tuoi confronti, ed è possibile a quel punto che altri aspetti di lui e di lei si affaccino alla tua mente diventando aspetti del tuo custode interiore.
  • Rimani con la sensazione di essere amato, porta alla mente alcune delle tue buone qualità.
  • Questi suggerimenti ti aiuteranno ad affrontare qualsiasi cosa richieda perdono, in particolare perdono verso te stesso.
  • Ad esempio: se hai mentito al lavoro, piantato in asso un amico o mentito al tuo partner, se hai provato contentezza per la sfortuna di qualcuno riconosci i fatti: quello che è accaduto il contesto e la situazione specifica e alla fine i risultati che ne sono conseguiti sia per te stesso che per gli altri.
  • Nota tutti i fatti che possono essere difficili da affrontare come quando hai urlato nei confronti di qualcuno o altre azioni negative sono proprio queste che ti tengono bloccato, quindi riconoscere sempre la verità ti può rendere libero.
  • Cataloga quello che è accaduto in tre gruppi: colpe morali, incapacità, ignoranza o qualsiasi altra cosa. Le colpe morali meritano una ”punizione” proporzionata, rimorso o anche vergogna, ma l'incapacità e l'ignoranza richiedono soltanto una correzione, niente di più. Ricorda che questo punto è molto importante.
  • In modo onesto, tra te e te, assumi la responsabilità delle tue colpe morali, della tua ignoranza delle tue capacità. Afferma mentalmente o a voce alta o scrivi tutto ciò di cui ti ritieni responsabile e permetti a te stesso di percepire la tua sincerità.
  • Aggiungi, inoltre, che NON sei responsabile delle cattive interpretazione delle reazioni esagerate delle altre persone. lasciati pervadere dal sollievo che deriva da ciò di cui non sei responsabile e lascia che penetri dentro te stesso.
  • Riconosci i progressi che hai già fatto per imparare da questa esperienza, per riparare le cose passate per fare ammenda. Lascia che questo penetri profondamente dentro di te e apprezza te stesso.  Valuta poi se resta ancora qualcos'altro da fare sia nel tuo cuore che nelle relazioni con gli altri o all'esterno del mondo e decidi di farlo. Lascia entrare dentro di te la consapevolezza che lo stai facendo e apprezzati anche per questo. Confrontati anche con il tuo custode interiore per appurare se c'è ancora qualcosa da fare.
  • E ora perdona te stesso in maniera attiva. Ripeti mentalmente oppure in forma scritta affermazioni del tipo: “Io perdono me stesso (ed elenca le cose per cui ti perdoni), io mi sono preso la responsabilità e ho fatto quello che potevo per rendere le cose migliori”.  Potresti anche chiedere al custode interiore di perdonarti, così come alle persone a cui pensi di aver fatto dei torti.
  • Potresti aver bisogno di fare uno più dei processi qui descritti di doverli ripetere più volte per perdonare te stesso completamente. L’esperienza di essere perdonato da te stesso potrebbe richiedere un po' di tempo prima di essere assorbita profondamente. Aiutala a penetrare sia a livello del corpo che del cuore e cerca di comprendere che se smetterai di tormentarti, questa esperienza sarà anche di sostegno agli altri.

mercoledì 20 febbraio 2019
All’età di 85 anni, il 19 febbraio, è morto il famoso stilista Karl Lagerfeld, rappresentativo couturier della Maison Chanel.
Colpiva per il suo aspetto eccentrico, una persona particolare, di grande talento, innamorato della sua gatta Choupette (in italiano Zuccherina) al punto di nominarla sua erede, dicendo agli altri di non preoccuparsi, perché il suo patrimonio era talmente vasto che ce ne sarebbe stato abbastanza per tutti.
Un grande nel suo lavoro e, per me, una persona capace di avere il coraggio di apparire sempre in modo eccentrico al punto di creare veramente un’icona con la sua persona e anche quella di Choupette, fino al punto di creare un marchio a lei dedicato che, non ci crederete, solo nel 2014 ha incassato quasi 3 milioni di euro.
Le sue creazioni sono infinite, vi ripropongo una serie di borse ironiche, divertenti, che rispecchiano il suo animo irriverente. Questa è la dimostrazione che, arrivati, ad un certo punto della vita, bisogna rompere gli schemi, dare un taglio alla monotonia e "tuffarsi" nel nuovo!

Pochette da sera😻

Quindi non posso che concludere dicendo "Bon voyage Karl" e chissà se anche "lassù" riuscirà a stupire!
martedì 19 febbraio 2019
Ho riflettuto, e per me, non lo si è mai ... Essere pronti a dire addio a una persona cara che parte per l'ultimo viaggio, al naufragio di un amore o semplicemente a dire no, ma non lo si è neanche per le cose belle. Essere pronti al relax, alla semplicità, a partire, a cambiare vita o semplicemente a un abbraccio inaspettato ...
Meditiamo, pratichiamo sport, forgiamo la mente e lo spirito, ma ci illudiamo di essere preparati ad affontare "quel momento" bello o brutto che sia, che può stordirci, stupirci, devastarci, illuminarci.
In realtà siamo esseri fragili, alcuni, come me, sempre alla ricerca di quell'introvabile libretto di istruzioni per vivere.
Qualcuno ha la fortuna, o per meglio dire la saggezza, di trascorrere il cammino della propria vita affiancata da un compagno a sè simile, una persona capace di comprendere, capire l'altro a livello affettivo e psicologico, forse non arrivare all'alto punto di condividere gli stati d'animo del partner, ma di accettarli e supportarli.
Per non tediarvi, concludo dicendo che mi sto "attrezzando" con tenacia per essere pronta, perchè mi illudo che soffrirei di meno in caso di esperienze negative, e saprei apprezzare e godere pienamente quelle positive, ma non sono certa di riuscir a raggiungere l'obiettivo!
lunedì 18 febbraio 2019
Il suo nome è Ralph Kiefer e me l'ha segnalato Fabio durante uno dei suoi viaggi.
Se vi capita di andare a Monaco di Baviera potrete imbattervi in questo artista. Nulla lo ha fermato, neanche il fatto che il suo strumento non sia propriamente da trasporto: lui gli ha messo le ruote!
Io lo trovo originale, determinato e assolutamente da prendere da esempio, per la serie: "volere è potere!"
Questo è il suo SITO e alcuni suoi video QUI e QUI
domenica 17 febbraio 2019
Ho aggiornato la ricetta di ieri e il succo misterioso non era niente altro che ...
il liquido di conservazione di ceci in barattolo😂 Incredibile di come, una volta montato, assomigli all'albume!
E ora usciamo dalla cucina! 
Il tenero Giacomo
Oggi è la festa del gatto quindi non posso che augurare tante coccole a tutti i nostri aMici 😻
Il nostro pensiero è rivolto anche ai Mici Marini che sono sempre nei nostri pensieri! Mi riprometto sempre di raccogliere un po' foto e fare un bel post.
Oltre alla foto di Giacomo che ora vive come un principe a casa della mia cara Amica Bruna vi lascio anche due video delle nostre micie casalinghe.
Se avete piacere di vedere il video di Magali CLICCATE QUI 
quello di The Queen CLICCATE QUI
sabato 16 febbraio 2019
Avrei potuto pubblicare questa ricetta un po' più avanti, perchè sarà ottima anche quest'estate, ma non ho potuto resistere, perchè aspetto le vostre reazioni!
Della serie "non si butta mai niente", della serie "ho voglia di qualcosa di dolce, godurioso, ma non calorico, della serie "ho voglia di sperimentare", con tutti questi "della serie" vi presento questa mousse che contiene oltre al tofu (che non è così usuale) anche un ingrediente misterioso, che infatti, è indicato come succo, ma non di cosa, forse sarebbe meglio definirlo liquido di ... Indovinate un po' di che si tratta! Sono brava e vi metto anche la fotografia, dopo averlo montato a neve, così vi facilito il compito😂
Ingrediente misterioso!
Vi garantisco che il sapore dopo il riposo in frigorifero migliora in modo esorbitante e vi assicuro che ingannerà i palati più sopraffini. E se avrete il coraggio di provare mi direte cosa ne pensate. La fotografia è scattata appena fatta, ante frigorifero, dopo rimane più compatta. 😋
Mystère mousse
Ingredienti per tre persone:
100 g di cioccolato fondente 47% cacao
100 ml di succo o meglio liquido di conservazione di ceci in barattolo
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale
3 gocce di limone
200 g di tofu
3 cucchiai di sciroppo d’acero
una punta di cucchiaino di spezie (cannella, badiana, garofano, cardamomo)

Preparazione:
dividete la tavoletta in quadretti e fate fondere il cioccolato a bagno maria. Una volta fuso, lasciate nel bagno maria.
Filtrate il succo e mettetelo in una terrina e montate con le fruste elettriche a neve, prima dolcemente e poi più velocemente. Quando inizia a montare aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale e il succo del limone.
Continuate con le fruste elettriche fino a che non sia montato a neve ben ferma.
Passate, lungamente, al mixer il cioccolato fuso con il tofu sgocciolato, una volta ben amalgamato aggiungete lo sciroppo d’acero, incorporate poi questo composto ai “bianchi” a neve nella terrina, mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.
Ripartite il composto in piccoli stampi e metteteli in frigorifero almeno due ore prima di servire. Sarebbe meglio preparare questa mousse per lo meno 6 prima di gustarla.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 15 febbraio 2019
Per fortuna ieri è trascorso e oggi è un altro e spero nuovo giorno!
Questo "passo", forse perchè lo sento a me molto vicino, l'ho trovato molto illuminante e quindi da oggi mi affretterò molto lentamente come una tartaruga 🐢 in fuga😂
6 - RALLENTA
La maggior parte di noi corre troppo. Immaginiamo che tu ti imbatta  in un amico che non vedi da un po' e gli chiedi:”Come stai?”.Vent’anni fa la risposta tipica sarebbe stata:” Bene”, ma adesso la risposta più probabile è: “Male , indaffarato”.
Siamo Intrappolati con mail, telefonate, lunghe giornate di lavoro,  accompagnare i bambini da un posto all'altro, cercare di stare al passo con chiunque sia più veloce di noi.
Qualunque siano i motivi che causano tutto ciò nella tua vita, è piuttosto facile sentirsi come un cuoco, nell'ora di punta del ristorante, che deve preparare ordini veloci per il pranzo.
Ma la velocità provoca molti effetti collaterali negativi:
tutto questo fa sì che il nostro cervello rilasci ormoni che stimolano al massimo i nostri centri nervosi, come l'adrenalina e il cortisolo; una risposta, dunque, che indebolisce il nostro sistema immunitario e demoralizza.
Il sistema nervoso si mette in stato di allareme. Poniti questa domanda: hai mai notato che quando acceleri, sei più veloce nel cercare cose che ti fanno preoccupare e che ti irritano?
Ti dà meno tempo per pensare lucidamente per prendere decisioni.
Anche se “ il bisogno di velocità” può essere diventato un modo di vivere, è sempre possibile fare un cambiamento. Inizia con le piccole cose e lasciale crescere. Onestamente, rallentare è una di quelle azioni apparentemente piccole che potrebbero, però, cambiarti realmente la vita.
Come
Ecco alcuni modi per rallentare. Ti suggerisco di seguirne solo alcuni, non affrettarti a rallentare!
  • Fai alcune cose più lentamente del solito. Porta la la tazza con calma alle labbra, fai finire gli altri di parlare prima di saltare nel corso di una conversazione o fai una passeggiata per andare a una riunione invece di precipitarti. Termina un lavoro prima di passare al successivo. Diverse volte al giorno fai un lungo e lento respiro.
  • Togli il piede dall'acceleratore. Una volta in autostrada, mia moglie mormorò:”Cos’è tutta questa fretta?” Mi fece comprendere che rallentare di qualche chilometro avrebbe significato arrivare solo pochi minuti dopo, ma essere molto più rilassati durante il tragitto.
  • Quando suona il telefono, immagina che sia la campana di una chiesa di un tempio che ti ricorda di respirare di rallentare.
  • Resisti alla pressione, proveniente dagli altri, di fare le cose prima di quanto tu abbia veramente bisogno. Come dice il proverbio “l'altrui incapacità di programmare non deve diventare la mia emergenza”.
  • Trova ciò che è buono, riguarda un preciso momento, così com'è, e avrai meno bisogno di sfrecciare verso la cosa successiva. Ad esempio, se sei bloccato da una telefonata, guardati intorno per notare qualcosa di bello e di interessante, oppure goditi il senso di pace che provi semplicemente respirando.
Con il tempo, porta a termine gli impegni presi e nel frattempo fai attenzione a non assumerne e di nuovi. Nota e sfida ogni pressione interna che ti spinge continuamente a fare e a prendere sempre nuovi impegni. Quale effetto produce il tuo modo di vivere sulla qualità della tua esistenza: correre all'impazzata ti rende più felice? Oppure più stressato è stanco?
Nel frattempo, immergiti nell'agio e nel benessere che deriva dal rallentare, e non ti sorprendere se le persone ti dicono che sembri più fiducioso, riposato, maggiormente presente a te stesso e più felice.
E’ la tua vita e di nessun altro. Rallenta e goditela!

giovedì 14 febbraio 2019
Volutamente dedico questo post a tutte le anime "rattoppate", illuse, disilluse, a chi in coppia o solo o, peggio, solo in coppia, si sente un cerotto sul cuore.
Tanto gli innamorati saranno già festeggiati, allora questo angolino è per chi non riceverà sorprese, grandi o piccole, non andrà a cena fuori e quindi carissime lettrici e forse qualche lettore, se vi sentite in sintonia con questo mio post, stasera facciamo una cosa tutta nostra, una sorta di flash mob virtuale e "casalingo", alle ore venti versiamo un bicchiere di vino, di acqua, di quello che desiderate, innalziamolo e brindiamo a noi pensandoci reciprocamente!


mercoledì 13 febbraio 2019
Continuo sulla scia dei ricordi: l'altro giorno tra vecchie cose, ho trovato questi due fogli che mi hanno portato alla memoria tempi passati. Sembra impossibile, come a volte, il tempo trascorso non incida sull'entità e profondità delle emozioni.
Ringrazio mio padre, perchè, forse proprio con la sua severità ed il suo esempio, mi ha lasciato un'eredità inestimabile: la tenacia. A questo devo pensare quando non mi sento determinata.
Lui a 38 anni, sposato, tre figlie, un lavoro, è stato in grado di laurearsi, persino a Venezia, allora questa facoltà  non esisteva a Torino, con votazione 110 e lode in lingue e letterature orientali.
Qualcuno si domanderà perchè scrivo questo. Lo faccio perchè spero che possa essere di esempio come lo è stato per me, vi prego di leggere i voti per ogni esame. Io mi sono laureata con grandi sacrifici, per motivi che preferisco non ricordare, lavorando e studiando spesso di notte, convinta da sempre che lo studio sia un mezzo per "aprire" la mente, un patrimonio prezioso che nessuno potrà mai portarmi via, raggiungibile solo a costo di impegno e sacrificio.
Per studio intendo anche impegnarsi in qualcosa che ci piace, arricchirci, crescere, non mollare, andare avanti e migliorarci ... è comprendere che è possibile a qualsiasi età.
La prima pagina della tesi di mio padre

I suoi voti
martedì 12 febbraio 2019
Preparando una ricetta, mi è venuto in mente una piccola cosa che mi ha scaldato il cuore: quando da bambina, mia madre, spesso preparava, una torta margherita o zebrata o di mele, per merenda e io no vedevo l'ora di "pulire" la terrina con il cucchiaio!
Sono sicura che questo mi accomunerà a molti di voi, una piccola cosa, che continuo a fare, anche se da piccola aveva un altro sapore, perchè legata alla spensieratezza, al desiderio di gustare una fetta di torta, anche se semplice, ma preparata con amore. Adesso la vita è così complessa, ma spesso sono gli esseri umani che la rendono tale!

lunedì 11 febbraio 2019
Come vi avevo promesso ecco l seguito di "Le ho mai raccontato del vento del nord" di cui vi ho già parlato QUI
I protagonisti di questo amore virtuale e appassionante: Emmi e Leo, li ritroviamo qui ne "La settima onda". Le emozioni sono diventate palpabili, talmente Glattauer ha reso incalzante il libro precedente, fino ad arrivare all’incontro reale.
Leo, sentendosi completamente coinvolto, impotente, imbrigliato decide di rompere i ponti con Emmi, lasciare l’Europa e partire per Boston per ricominciare da capo.
Emmi non riesce ad accettare la sua scelta e fa di tutto, pur essendo ancora sposata, per riallacciare i rapporti con Leo, il quale in America ha iniziato una nuova storia d’amore apparentemente appagante con Pamela.
Leo ritornerà? Rincontrerà Emmi?
Il libro ti coinvolge, perché vuoi conoscere l’epilogo, ma io avrei evitato di scriverlo, perché giunta alla fine, mi sono resa conto che è troppo scontato e, fossi stata Glattauer, avrei scelto una fine diversa.
A conclusione vi posso dire che se io fossi stata Emmi il mio ipotetico Leo sarebbe stato un cesso, 😂 (scusate il francesismo, ma rende l'idea), perché la realtà non è una favola!

Ed ecco alcune frasi:
Non esistono istruzioni per l’uso con annessa planimetria per l’avvistamento e il salvataggio della felicità. Ognuno cerca la propria a modo suo, o ovunque creda di poterla trovare il prima possibile.

Non tutti sono tagliati per movimenti d’onda leggeri. C’è chi vive la bonaccia come quiete interiore, e chi come eterno ristagno.

La fuga non è mai un punto d’arrivo, è sempre e soltanto un rinvio.

Si guarda solo avanti, alla presunta meta, e non ai lati, dove scorrono quegli attimi per cui vale intraprendere il viaggio.
domenica 10 febbraio 2019
Questa foto l'ho scattata, con un obiettivo particolare, dal Centre Pompidou, come se Parigi fosse vista da un oblò. Una foto ritrovate tra le molte che, ancora, ho da mostrarvi!
Buona Domenica!

sabato 9 febbraio 2019
Questa ricetta riprende una già da me pubblicata e sperimentata, ma, ovviamente, ho inserito delle varianti, nata per smaltire della farina ai cereali e interrompere la routine "colazionosa" delle treccine.
Il nome "El treciun" trae spunto da "El ciapet" 😂 e la dedico con il cuore a lui e alla sua compagna! 😍
Altro che indipendenza, ringraziamento o compleanno: oggi per "noi" è una ricorrenza esattamente un anno fa lui, il monello rosso che tante e tante volte mi aveva fatto stare in pena, in attesa del suo ritorno, è stato accolto dalla mia amica Bruna. Lui che è entrato nei nostri cuori e annovera una serie di diminutivi da far invidia a personaggi di alto lignaggio, lui, ignaro, di quanta gioia riesce a trasmettere a tutti noi. Grazie di cuore ancora cara Amica mia per avergli aperto il tuo cuore, non ti sarò mai abbastanza grata per questo e per emulare la famosa Nilla: "Grazie dei fior"
El treciun
Ingredienti:

250 gr di farina ai cereali
1 uovo medio
50 gr di zucchero muscovado
75 g lievito madre rinfrescato
62 ml di acqua tiepida
170 di yogurt greco
5 gr di sale
80 gr di uva passa
3 cucchiaio di acqua
1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio

Preparazione:
in una terrina mettete la farina, il lievito madre, il sale e lo zucchero e il lievito e cominciate ad impastare, aggiungete lo yogurt e per ultimo l’uovo, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita. Fate riposare quattro ore circa, poi sgonfiate l'impasto. Tagliate poi la pasta in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. In una ciotolina mettete l’acqua e l’acqua di fiori di arancio e spennellate le strisce, e poi mettete l’uva passa sulle tre parti.
Arrotolatele poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi "salsicciotti".
Uniteli da un capo e cominciate ad intrecciare.
Adagiate la treccia su una placca da forno unta di olio. Lasciate lievitare tutta la notte.
Se volete sbattete un tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellatelo sulla superficie (io non l’ho fatto).
Infornare in forno già caldo e statico a 200°C per circa 20 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 8 febbraio 2019
Ho visto questo film
non per scelta, ma per caso. Ero uscita a fare una commissione, ma il negozio era ancora chiuso, ho dato una scorsa all'ora: troppo presto, così mi sono incamminata a piedi verso il cinema che è al fondo della via in cui abito e così casualmente ho deciso di andare a vedere "La favorita", perchè avevo visto il trailer e mi aveva ispirato.
Inghilterra, 1700, la regina Anna è una donna dalla salute malferma, facilmente influenzabile, che si lascia facilmente trascinare dai piaceri della carne che offuscano la visione obiettiva che dovrebbe avere per guidare il suo paese. La "favorita" del momento è Lady Sarah, astuta e manipolatrice, che vuole condurre la Regina a perseguire il suo fine, quello di proseguire la guerra che l'Inghilterra sta combattendo contro la Francia, anche a discapito del popolo su cui graverebbero ulteriori tasse. Sopraggiunge la cugina di Lady Sarah: Abigail, caduta in disgrazia, che inizia la sua vita a corte come domestica, ma pian piano in modo subdolo, intelligente e astuto inizia la sua "scalata" spinta non da alti ideali polici, ma meramente da un'ambizione personale. 
Scendendo a compromessi e utilizzando qualsiasi mezzo, persegue il suo scopo, riuscendo a spodestare la cugina dal ruolo di favorita. L'epilogo del film mostra Abigail, giunta ad avere acquisito il ruolo a cui ambiva, ma in realtà assolutamente infelice.
Al di là della trama, della caratterizzazione dei personaggi, dello spaccato storico, a me questo film non è piaciuto, perchè mi ha profondamente annoiato, devo essermi pure addormentata, l'ho trovato lungo in certi punti e alla fine mi sono detta:"Perchè girare questo film?" Con questo mio pensiero vado controcorrente, in quanto la critica cinematografica è molto positiva.
giovedì 7 febbraio 2019
Eccoci al nostro consueto appuntamento:
5 - VEDI IL BUONO CHE C’E’ IN TE
C'è del buono in ogni persona, ma spesso è più facile vederlo negli altri piuttosto che in sé stessi. ad esempio, pensa a un amico o un'amica Cosa ti piace di lui o di lei? sicuramente ciò che ti piace include qualità come senso dell'umorismo, correttezza, onestà, intelligenza, spiritualità, pazienza, passione, altruismo, curiosità, determinazione, talento, grinta o buon cuore.
Vedere queste caratteristiche positive nel tuo amico ti farà sentire rassicurato, a tuo agio e pieno di fiducia. e bene riconoscere quello che c'è di buono negli altri.
Compreso in te stesso!
Ognuno di noi è come un mosaico con molte tessere, alcune delle quali sono molto belle, alcune neutre altre, invece, hanno bisogno, come dire, di un po' di lavoro. E’ importante vedere l'intero mosaico. Ma a causa del pregiudizio negativo innato del cervello, teniamo a fissarci su quello che non va in noi stessi invece di vedere quello che va bene.
Il tuo cervello costruisce nuove strutture, basate principalmente quello su cui poni la tua attenzione; i neuroni che si accendono insieme, si cablano insieme. Concentrandoti sulle “cattive” tessere del mosaico che rappresenti, rapporti, fondamentalmente, il senso di essere mediocre, inferiore agli altri o pieno di difetti. Questo blocca lo sviluppo del valore e della fiducia in te stesso, che deriva, invece, dal riconosce le “tessere” buone.
Questi risultati, derivati dal pregiudizio negativo, non rendono giustizia e, di sicuro sono molto potenti: rappresentano, inoltre, una delle cause principali per le quali la maggior parte di noi prova sentimenti di inadeguatezza o di dubbio relativi a se stessi;
Conoscere i tuoi punti di forza e le tue virtù significa semplicemente vedere te stesso in maniera accurata. Allora, riconoscendo il buono che c'è in te, ti sentirai meglio e ti avvicinerai agli altri avendo meno paura di venire rifiutato; perseguirai i tuoi sogni con maggiore fiducia nel fatto che vai successo.
Come
Prendi in esame una piccola cosa buona di te. Forse Sei particolarmente socievole, aperto, coscienzioso, immaginativo, cordiale, sensibile o tenace. Sii consapevole dell'esperienza di questa caratteristica positiva. Esplora le sensazioni che provoca nel tuo corpo, i toni emozionali e ogni atteggiamento punto di vista che l'accompagna.
Prendi un po' di tempo per sostenere, con i fatti la certezza di avere realmente questa buona qualità lasciandoti convincere che è così. Cerca i segni che dimostrino la sua esistenza per un giorno o per una settimana, e ascoltati quando l'avrai trovata.
Nota ogni difficoltà che potresti trovare nella accettare il fatto che tu possiedi questa buona qualità, come ad esempio pensieri del tipo ma io non sono sempre così, oppure Ma ho anche delle parti negative. Cerca di stare dalla tua parte, e vedi te stesso realisticamente, includendo appieno le tue buone qualità. Va bene anche non mostrarle di continuo: Ecco quello che significa essere un mosaico; ecco quello che significa essere un essere umano.
Ripeti questo processo anche per gli altri punti di forza e le altre virtù che possiedi.
Apriti alle cose buone che gli altri li. Comincia con un amico, e guarda se stesso attraverso i suoi occhi. Cos’è che questa persona apprezza di te? Cosa le piace? Che cosa la diverte? Cos’é che rispetta ho ammira? Se il tuo amico stesse raccontando a qualcun altro delle tue qualità, cos'è che potrebbe dire?
Ripeti ripeti Questo esercizio con diverse persone, prendendo in esame diversi aspetti della tua vita, e magari anche periodi diversi della tua esistenza; fallo con altri amici, un membro della famiglia, il tuo partner, un insegnante ho un collaboratore. Poi fai in modo che la conoscenza che le altre persone hanno di te diventi la conoscenza che tu hai di te stesso. Addolcisci il tuo viso, tuo corpo e la tua mente per lasciare entrare la conoscenza di questa verità, l'intera verità del tuo personale mosaico.
Sia che l'apprezzamento di te stesso Sì origini da te o dalle altre persone, Fai in modo che la cosa più corretta delle tue cose buone si trasforma in sentimenti di riconoscimento del tuo valore, di felicità e di pace.
Percepisci ora una voce calma dentro di te, che proviene dal centro di te stesso, e che in modo fermo e onesto stia spiegando tutte le tue qualità. Ascolta quella voce. Fai in modo che quello che dice penetri dentro di te e venga da te assorbito. Se vuoi, Puoi scrivere la lista e rileggerla ogni; non è necessario mostrare a qualcuno.
Mentre vai avanti nella tua vita, Cerca degli esempi di integrità, resilienza, amorevolezza e altre buone qualità. Quando vedi Queste qualità, apriti alla possibilità di sentirti bene dentro te stesso.
Permetti che tutte le sensazioni positive, relative al tuo essere buono, riempiano gradualmente il tuo cuore i tuoi giorni.
mercoledì 6 febbraio 2019
L'altro giorno ho fatto questa, per me, utile scoperta: avevo terminato la crema e, solitamente, ne ho sempre di scorta, mi è venuta la curiosità di scoprire quando fosse stata prodotta, questo non ha niente a che vedere con la scadenza che "parte" da quando aprite il prodotto.
Sulla confezione, sia quella cartacea, e poi anche sul barattolo è riportato un codice numerico o alfanumerico, che varia da sei a otto cifre, questo dipende dalla ditta di produzione. Per alcuni prodotti mi ha dato codice inesistente, il prodotto, allora, è contraffatto? Boh!
E' sufficiente andare su questo sito CHECK COSMETIC oppure su questo CHECK FRESH selezionare la marca del prodotto (ovviamente devono essere nell'elenco), inserire il codice numerico.
Qui di seguito alcuni esempi. Ho scoperto così che una delle creme che ho acquistato pochi mesi fa, giorno in cui in profumeria vi era uno sconto ben del 30%, è bensì scaduta ... ho provato sui due siti, ma la risposta è stata la medesima.

ecco un altro esempio


martedì 5 febbraio 2019
Come sapete ho tantissime foto da pubblicare, queste le ho scattate durante le vacanze natalizie, tanto per "colorare" un po' queste giornate di grigio inverno! A questo servono, a mio parere, le fotografie, i bei ricordi, le forti e piacevoli emozioni che viviamo, ad assimilarli, metterli da parte e "tirarli" fuori per donarci attimi di gioia assoluta. Dovremmo essere così "saggi" da averne un'utopica valigia colma.

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