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Magali

Magali
domenica 20 aprile 2014
Innanzitutto auguriamo una Serena Pasqua a voi tutti voi e per farlo prendiamo in prestito questo splendido uovo creato da Pierre Hermé per l'occasione. Non è straordinario?

La sua "partenza" non poteva, per me, passare inosservata: in onore di un grande.

Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato !!!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo, ma anche la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell’amore. Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza. Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini! Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.
Gabriel Garcia Marquez

Ed ora passiamo ad un argomento faceto. Vi presentiamo un'altra ricetta per l'MTC
, vogliamo ringraziare Cristiana, vincitrice con stra-merito del mese scorso, perchè con questa tema ha fatto sì che ci mettessimo in gioco con entusiasmo. Questo sicuramente è un abbinamento classico, ma ci ha fatto piacere creare una presentazione da "festa" anche con ingredienti di base "poveri". Confesso che preparare il rognone non è stato molto piacevole.


Non c'è rognone senza risotto
Ingredienti per 2 persone:
un rognone di vitello
1 bicchiere di acqua
1/3 di bicchiere di aceto balsamico
½ bicchierino di porto
prezzemolo tritato fresco
un pizzico di estragone
1 noce di burro
3 cucchiai di panna
sale

Per il risotto:
125 g di riso carnaroli
2 porri
olio di oliva
1 noce di burro
1 bicchierino di vino bianco secco
brodo vegetale
zenzero fresco
parmigiano grattugiato fresco

Per la cialda parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
Per il rognone:
la sera precedente sciacquate rapidamente il rognone sotto l’acqua corrente, privatelo dal grasso e tagliatelo a fettine. In un contenitore di vetro mettete l’acqua, l’aceto balsamico e il porto, aggiungete il rognone mettete il coperchio e ponete in frigorifero.
Il giorno seguente scolate e sciacquate sotto l’acqua corrente, asciugate bene.
In una padella mettete una noce di burro, una volta fusa aggiungete il rognone, mescolate, aggiungete la panna, un pizzico di sale, il prezzemolo, l’estragone e fate cuocere cinque minuti.

Per il risotto:
pulite, lavate, tagliate a metà i porri nel senso della lunghezza e affettateli.
In una pentola mettete l’olio e appena diventa caldo aggiungete il riso, fate tostare qualche minuto e aggiungete i porri, mescolate bene il tutto. Aggiungete il vino bianco e fate evaporare a fuoco vivace. Aggiungete un mestolo di brodo, fatelo assorbire, aggiungetene un altro fino alla fine della cottura del riso. (Il tempo di cottura dipende dalla qualità del riso che avete utilizzato).
Aggiungete lo zenzero grattugiato fresco, il parmigiano grattugiato e la noce di burro. Mescolate.
Coprite e lasciate riposare per un minuto fuori dal fuoco.

Per la cialda: in una padella antiaderente mettete il parmigiano formando una striscia lunga e stretta, una volta fuso arrotolatela su una forma da cannolo.

Con l'aiuto di un coppapasta quadrato disponete il risotto nel piatto, poi utilizzandone uno più piccolo posizionato sopra disponete il rognone ed infine la cialda.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
domenica 13 aprile 2014
Eccoci con il consueto appuntamento mensile, la mitica tenzone dell'MTC
La vincitrice del mese scorso e, quindi, colei che ha deciso il tema di aprile, è Cristiana. Appena saputo che dovevamo cimentarci con il quinto quarto siamo rimaste veramente male ... Io vegetariana da ormai ben 19 anni, Magali adora il pesce, che preferisce di gran lunga alla carne e, vista la sua estrazione sociale très chic, odia tutte le frattaglie, ci siamo guardate dritte negli occhi con fare interrogativo ... Nessuna delle due era in grado di dare una risposta, volevamo issare bandiera bianca!
Poi, all'unisono, ci siamo date una bella scrollata e ci siamo dette che non potevamo arrenderci.
Abbiamo messo in moto le nostre meningi, talmente intensa era la nostra concentrazione che il rumore, da esse prodotto, era diventato infernale. Siamo andate dal carnivoro di casa e gli abbiamo proposto una serie di idee e lui ne ha scelte alcune, quindi, questo mese, se non siamo state all'altezza della situazione sapete con chi dovete prendervela. Noi abbiamo fatto del nostro meglio!
Come d'abitudine abbiamo tratto una piccola pillola di saggezza, derivante dalla nostra ferma convinzione che, se ci si sofferma, da ogni evento si può trarre insegnamento: quindi quando si perdono le speranze, ci si sente smarriti, non all'altezza del compito, bisogna solo trovare un team perfetto, guardarsi negli occhi e dire in coro: "Ce la possiamo fare!"
Street tripe
Ingredienti per 20 polpettine:
300 g di trippa mista
50 g di mortadella
1 uovo piccolo
la mollica di pane di mezzo panino bagnata nell’acqua
2 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco
½ bicchiere di vino bianco
1/2 cipolla bianca
sale
pepe
pangrattato
olio di oliva

Preparazione:
sciacquate bene, asciugate e tagliate la trippa a listarelle.
In una casseruola con dell’olio fate soffriggere la cipolla pulita e affettata sottilmente.
Aggiungete la trippa mescolate, poi il vino, salate poco, mettete il coperchio e fate cuocere lentamente per circa un ora a fuoco dolce.
Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Con il mixer tritate la trippa e la mortadella, poi mettete il composto in una terrina, aggiungete la mollica del pane, l’uovo, il parmigiano, sale, pepe. Amalgamate bene il tutto.
Formate delle polpettine, passatele nel pangrattato e friggetele in abbondante olio bollente.
Appoggiatele un attimo su carta per fritti e servitele calde.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 6 aprile 2014
Non amo le rimpatriate, infatti solitamente non partecipo, ma la classe delle elementari mi è rimasta nel cuore, ricordo perfettamente tutti i nomi, potrei recitarvi subito l’appello, proprio per questo motivo ho accettato di buon grado l’invito ad incontrarci per una cena. Praticamente non li vedevo da oltre 40 anni! Ebbene sì avete letto bene, credo che se ognuno di noi si volti indietro, pensando ad una data specifica del passato, non ci si capaciti di come il tempo sia trascorso così rapidamente! A me, in qualche frangente, appare quasi sprecato. O meglio sprecato è quel tempo che non ha una connotazione specifica nel ricordo, che è trascorso uguale, simile a quello che lo ha preceduto.
Ma ritorniamo all’altra sera: eravamo presenti in otto, ovviamente “cresciuti”, ma per me è stato come ritrovare un allegra “brigata” con cui scherzare e ridere fino alle lacrime.
Quindi non posso che ringraziarli per avermi coinvolto, perché insieme siamo stati bene e perché seppur “grandi” siamo proprio mattacchioni, quindi non posso che concludere dicendo “Alla prossima ragazzi!”
 
L'altra settimana è stato il compleanno di SuperMario, uno dei ragazzi che lavora con mio marito a cui siamo molto affezionati, l'ho saputo all'utlimo momento e ho preparato questa torta casalinga che avevo visto sul blog della mia cara amica Elena, io ho messo meno burro e un po' meno zucchero, avendola, poi, ricoperta di marmellata e alla fine aveva un aspetto fin troppo casalingo, ma i ragazzi, forse troppo benevoli, l'hanno gradita.


Crostata della signora Braito
Ingredienti (teglia da 23 cm)
200 g di farina 00
100 g di zucchero
120 g di burro
2 uova + 1 tuorlo sbattuti con la forchetta
1 cucchiaio scarso di cremor tartaro
1 cucchiaio di rum
un pizzico di sale
un barattolo di marmellata alle fragole

Preparazione:
mettete in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e il rum. Mescolate e poi unite le uova leggermente battute a parte. Lavorate bene fino ad ottenere una bella crema. Infine unite il burro morbido Spalmate il composto nello stampo foderato con carta forno e imburrato. Dopo aver spalmato l'impasto sullo stampo, fate delle leggere fossette con il dorso di un cucchiaio (non troppo profondo,altrimenti vi buca il fondo e perdete la marmellata) e ricoprite interamente con la marmellata, così avremo parti più o meno profonde dove è affondata la marmellata. Infornare a 170° per circa 45 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 30 marzo 2014
Era da molto tempo che volevo iniziare questa avventura, solo che ci sono periodi in cui sono spesso via da casa e quindi ho sempre rimandato. Finalmente, come si suol dire,  ho preso il coraggio alla mano e seguendo le preziose indicazioni di Loredana alla fine ce l'ho fatta e sono ben lieta di annunciarvi la "nascita" di Matilde Desiderio il mio lievito madre. L'avventura è iniziata il 14 marzo (S. Matilde) e si è concluda il 24 marzo (S. Desiderio). 
E' iniziato praticamente un filo diretto tra me e Loredana che è stata veramente gentilissima ed un validissimo supporto, lei è bravissima e chi, ancora non la conosce, può constatarlo andando sul suo blog. Non la conosco personalmente, ma l'immagino una donna determinata, che ama sperimentare, imparare cose nuove e che è sempre pronta alla sfida.
Ora vi presento il mio primo esperimento, è una ricetta che ho letto sul blog di Dauly che a sua volta l'aveva letta su quello dell' Araba Felice quindi pensate un po' il filo invisibile che ha unito Torino, Parma, Sulmona, l'Arabia in questa ricetta. Unica variante, da parte mia, l'utilizzo del lievito madre. Grazie a tutte!
Lo so il risultato non è bellissimo, ma per me è un vero successo, perchè è il primo e poi, ormai tutto l'etere lo sa, il mio forno ha 27 anni, non cuoce sopra e quindi questo panbrioche, per me, sa un po' di miracolo!
E' ottimo per la prima colazione, tostato con pane e marmellata è semplicemente squisito.


Panbrioche dell'unione
Ingredienti:
385 g di farina 00
63 g di acqua tiepida
120 g di panna acida
120 g di yogurt bianco
2 cucchiai di zucchero
40 g di burro fuso e freddo
175 g di lievito madre attivo
un pizzico di sale

Preparazione:
sciogliete il burro e farlo raffreddare,
In una ciotola mescolate la panna acida con lo yogurt, lo zucchero, il burro fuso e freddo e l'acqua rimanente, impastate 300 g di farina con il lievito madre, unite il mix preparato, continuate ad impastare unendo poco per volta la restante farina fino ad avere un composto morbido e non appiccicoso, non troppo duro per non compromettere la sofficità del panbrioche.
Mettere a lievitare coperto in luogo tiepido per 12 ore, rovesciate l'impasto sul tagliere, rilavorarlo brevemente, dividetelo in 4 parti e formare quattro palline, imburrare uno stampo da plumcake e mettetevi le palline ottenute, lasciare riposare 30 minuti e cuocere a 190°c per 30-35 minuti a seconda del vostro forno, appena sfornato spennellare il panbrioche con burro fuso.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 23 marzo 2014
Il blog, per me soprattutto quando postavo quotidianemente, è un po' una "meditazione tra i fornelli". Sono una persona solitaria, lo ammetto non amo molto i miei simili, preferisco la compagnia silenziosa di Magali. Mi spiego meglio mi piacerebbe ascoltare racconti fantastici di viaggi, libri, condividere foto, ma purtroppo la quotidianità fa sì che ognuno di noi viva nella routine, a volte odiata, ma fonte di tanta certezza.
Il movimento è vita, ma è anche cambiamento, andar incontro a nuove sfide, porta sgomento, perchè l'ignoto tanto utopicamente desiderato, in verità è affrontato da pochi.
Non so a quale schiera appartengo, so solo che ora attraverso un momento in cui ho certezza assoluta di cambiamento, l'ho annuso nell'aria come Magali quando le apro la portafinestra e lei va sul balcone e cerca di carpire l'inimmaginabile ... uno strano malessere, a volte, mi investe, non mi spaventa, ma vorrei solo cessasse, ma ho imparato a lasciarmi andare a non contrastare le mie sensazioni, tutto avrà un senso e risposta, bisogna aver solo la pazienza di attendere e la consapevolezza di tutte le cose belle che ho.
E così nell'attesa, per distrami, vado in cucina accompagnata da Magali che si mette su una sedia e mi guarda con la sua aria stupita che mi fa ben sperare ...
Ed ecco cos'abbiamo preparato proprio ieri ed erano talmente buoni che sono già tutti finiti!
Abbiamo seguito per una volta, caso rarissimo, papale papale la ricetta di giallo zafferano che trovate qui, ho solo variato in proporzione gli ingredienti, perché avevo a disposizione meno mirtilli.
Muffin ai mirtilli
Ingredienti per 12 muffin:
125 g di mirtilli
165 g di farina (per la versione senza glutine ho usato il mix C per dolci Schar)
85 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale
1 e 1/2 cucchiaini di lievito per dolci
50 g di burro
1 uovo
70 g di latte e 70 g di yogurt intero bianco
½ cucchiaino di scorza di limone grattugiata

Preparazione:
fate fondere il burro a fuoco molto basso oppure nel microonde e fatelo intiepidire. Sciacquate accuratamente i mirtilli, asciugateli e infarinateli e teneteli da parte. In una ciotola mescolate la farina con il lievito, lo zucchero, un pizzico di sale e la scorza di limone.
A parte, in un’altra ciotola, sgusciate l’uovo e mescolatelo con lo yogurt e sbattete per qualche istante, quindi versate anche il latte e il burro ormai tiepido.
Una volta miscelati questi ingredienti liquidi, versateli nella ciotola degli ingredienti secchi e mescolate energicamente con un cucchiaio per un paio di minuti, fino ad ottenere un composto omogeneo e fluido. Unite a questo punto anche i mirtilli.
Mescolate delicatamente per non romperli, distribuendoli bene in tutto l’impasto. Distribuite il composto (che risulta abbastanza sodo) negli appositi stampini in silicone (io li ho precedentemente spennellati con burro fuso) e riempiteli arrivando a circa 2/3. Cuocete i muffin ai mirtilli nel forno già caldo a 180° (statico) per circa 30 minuti, quindi sfornateli e fateli raffreddare.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 16 marzo 2014
Ancora una mostra vista a Parigi in cui ho scoperto la capitale attraverso lo sguardo di uno dei più grandi fotografi : Gyula Halász, conosciuto con lo pseudonimo di Brassaï (Braşov, allora ungherese, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984). Si trasferì a Parigi a soli tre anni e l’amò con tutto se stesso.
La mostra si intitola “Brassai, Pour l’amour de Paris”: la storia di un’eccezionale passione che ha unito Brassaï per più di cinquant’anni alla capitale immortalandone gli angoli e tutti coloro fossero legati a lei: intellettuali, artisiti, amanti, gente comune.
Brassai
Vedere queste opere "dal vivo" è stato per me come entrare in un'atmosfera d'altri tempi fatta principalmente di luci ed ombre che hanno reso questa città ancora più incantata, gran parte delle fotografie sembrano dei dipinti, hanno innumerevoli sfumature e contrasti evidenti e guardarle per me è stato emozionante e spero lo sia anche per voi.
Picasso
Mano di Picasso
... e la visita continua
Brassai era anche affascinato dai graffiti che vedeva sui muri di Parigi ...

Ed ora andiamo in cucina e rieccoci! MTC siamo qui!
Anche questa volta abbiamo seguito le indicazioni di Fabiana fata della creatività!
Ed ecco la notra ricetta


Soufflé spinaci e feta con un tocco rosa
Ingredienti per 4 soufflé monoporzione:
200 ml di panna fresca
2 cucchiai da minestra di maizena
20 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
4 uova medie
200 g di spinaci
50 g di feta
2 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco
sale
pepe
emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 2 cucchiai

Per la salsa:
30 g di burro
30 g di farina
450 ml di acqua
20 g di canina essiccata
bacche rosse
sale

Preparazione:
Innanzi tutto scaldate il forno a 200°.
Con l’aiuto di un pennello imburrate generosamente gli stampi, ungendo fondo e bordi.
Con lo stesso criterio spargete il formaggio grattugiato negli stampi, in modo che ne siano interamente ricoperti, avendo cura di non toccare più l’interno con le dita.
Riporre in frigo fino al momento di utilizzarli, volendo anche in freezer (come ho fatto io).
Ripassate ancora i bordi con un altro po’ di burro pomata e far raffreddare nuovamente.
Pulite, sciacquate gli spinaci e fateli cuocere in acqua bollente salata per tre minuti. Scolate e appena sono freddi strizzateli bene e tritateli con la mezzaluna.
Sbriciolate la feta, aggiungetela agli spinaci insieme a due cucchiai di parmigiano e amalgamate bene il tutto.
Mescolate la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. Allontanare dalla fiamma e unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
Rompete le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
Unite i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezioni prima di aggiungere il successivo.
Aggiungete il composto di spinaci e formaggio precedentemente preparato.
Salate quanto necessario (tenete presente che la feta è un formaggio molto saporito), pepate e mescolate bene.
Montate gli albumi a neve, con delicatezza e in più riprese, unite gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola. Il composto deve risultare ben omogeneo.
Versare negli stampi riempiendo solo fino ai 2/3 della loro altezza.
Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.
Infornare immediatamente e cuore senza mai aprire per 15/18 per stampi monoporzione oppure 25/30 per uno stampo unico.
In ogni caso sorvegliare (come ha fatto Magali) e togliere dal forno quando gonfio e ben dorato in superficie.
Per la salsa: mettete l’acqua in una casseruola aggiungete la rosa canina e portate a bollore, fate bollire per alcuni minuti, mettete un coperchio spegnete il gas e lasciate riposare per una decina di minuti, poi filtrate. Sciogliete il burro a calore moderato, in una casseruola capiente e aggiungere la farina. Con l'aiuto di un cucchiaio di legno, mescolate vigorosamente, fino a formare un impasto morbido (roux). continuare a mescolare fino a quando il roux inizia ad assumere un colore leggermente brunito. Togliete dal fuoco.
Aggiungete il “brodo” ancora caldo, cominciando ad incorporarne due cucchiai: procedere così, fino ad arrivare a un quarto della dose complessiva. Prendete una frusta e gradatamente incorporare il resto dell’infuso.
Mettere la casseruola sul fornello, a fiamma media e far sobbollire per 15-20 minuti. Mescolare spesso con la frusta, per evitare che la salsa si attacchi al forno. Se la salsa dovesse diventare troppo spessa, aggiungerte un po' di brodo. Salate e aggiungete le bacche rosse.
Accompagnate i soufflé con la salsa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
giovedì 13 marzo 2014
Eccoci qui con il consueto appuntamento con l'MTC
Il tema del mese è stato scelto da Fabiana vincitrice con estremo merito del mese di febbraio. Ha scelto il soufflé e noi abbiamo faticato parecchio!
Magali, dopo questa fatica improba si sta ancora riposando e ha pregato per il prossimo mese di scegliere un tema che sia più alla nostra altezza o meglio bassezza!
Abbiamo seguito tutte le indicazioni di Fabiana e alla fine ecco il nostro risultato, come scusante dobbiamo dire che il nostro forno di 27 anni cuoce solo sotto, e mi ha detto che ha fatto tutto il possibile!

Soufflé salmone e emmentaler
Ingredienti per 4 soufflé monoporzione:
200 ml di panna fresca
2 cucchiai da minestra di maizena
20 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
4 uova medie
50 g di salmone affumicato
100 g di Emmentaler grattugiato
sale
pepe
emmentaler a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 2 cucchiai

Per la crema:
1 avocado
1 cipolla bianca fresca
2 cucchiai di grappa
aneto
anice stellato
1 cucchiaino di burro
sale

Preparazione:
per il soufflé: innanzi tutto scaldate il forno a 200°.
Con l’aiuto di un pennello imburrate generosamente gli stampi, ungendo fondo e bordi.
Con lo stesso criterio spargete il formaggio grattugiato negli stampi, in modo che ne siano interamente ricoperti, avendo cura di non toccare più l’interno con le dita.
Riporre in frigo fino al momento di utilizzarli, volendo anche in freezer (come ho fatto io).
Ripassate ancora i bordi con un altro po’ di burro pomata e far raffreddare nuovamente.
Tritata con la mezzaluna il salmone.
Pulite, sciacquate gli spinaci e fateli cuocere in acqua bollente salata per tre minuti. Scolate e appena sono freddi strizzateli bene e tritateli con la mezzaluna.
Mescolate l’emmentaler con il salmone.
Mescolate la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. Allontanare dalla fiamma e unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
Rompete le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
Unite i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezioni prima di aggiungere il successivo.
Aggiungete il composto di salmone e formaggio precedentemente preparato.
Salate quanto necessario (tenete presente che il salmone è molto saporito), pepate e mescolate bene.
Montate gli albumi a neve, con delicatezza e in più riprese, unite gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola. Il composto deve risultare ben omogeneo.
Versare negli stampi riempiendo solo fino ai 2/3 della loro altezza.
Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.
Infornare immediatamente e cuore senza mai aprire per 15/18 per stampi monoporzione oppure 25/30 per uno stampo unico.
In ogni caso sorvegliare (come ha fatto Magali) e togliere dal forno quando gonfio e ben dorato in superficie.
Per la salsa: pelate l’avocado e tagliatelo a pezzi. Lavate, pulite e affettate sottilmente la cipolla fresca. Mettete quest’ultima in una casseruola e cuocete con una noce di burro, dopo un minuto aggiungete l’avocado, aggiungete 20 ml di acqua e mettete il coperchio e fate cuocere qualche minuto, aggiungete il sale, l’aneto, l’anice stellato, la grappa e fate sfumar ancora due minuti.
Togliete dal fuoco, levate l’anice stellato e con il mixer riducete ad una crema.
Accompagnate i soufflé con la crema.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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