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Magali

Magali
domenica 29 maggio 2016
E' mattino molto presto e sto scrivendo il post per oggi, tante fotografie da pubblicare che ... attendono non ho avuto voglia di metterle a posto, lo confesso. Uno dei casi rari in cui ho avuto tempo, ma scegliere, "aggiustare" le foto proprio no ...
Questa è la spiegazione di questo post un po' nudo. Vi parlo, però, di un'Amica, una persona eccezionale SuperElena, perchè stanotte ha percorso di corsa 100 km, una gara estenuante e, per tantissimi, impensabile e impossibile. Lei determinata, tenace, è arrivata al traguardo e io sono orgogliosa, perchè, so dai suoi racconti, di quanto impegno si celi dietro una prova del genere. Pubblicamente le faccio i miei complimenti, anzi COMPLIMENTI e unita a Magali non posso che dire "Chapeau!".
Le ho appena scritto che tutto questo mi ha fatto riflettere un po' sulla mia vita, un po' di quanto, forse, mi sia adagiata ed è venuto il momento di scrollarmi ed agire!
Ora andiamo in cucina, questa è una ricetta rimasta nell'"archivio" dall'anno scorso, non che non abbia pasticciato di recente in cucina, anzi, ho preparato parecchie cosucce proprio per distogliere la mente, ma anche in questo caso devo mettere a posto le foto! Lo so, sono pigrona ad oltranza e Magali non è da meno. Ma vi sembra normale avere un gatto così?
Qui l'ho "beccata" in piena notte ...
Ed ora andiamo in cucina ...
Branzino in salsa al porto
Ingredienti per due persone:
due filetti di branzino
150 g di piselli freschi sgusciati
8 asparagi
1 zucchina
1 scalogno
100 ml panna di soia
½ bicchierino di porto
½ cucchiaino di senape di Digione
sale
pepe
olio d’oliva

Preparazione:
pulite le verdure: affettate sottilmente la zucchina.
Fate bollire per due minuti gli asparagi.
In una padella con dell’olio fate soffriggere lo scalogno, pulito e affettato sottilmente, mettete la panna e la senape, adagiatevi i filetti di pesce, sfumate con il porto, dopo qualche minuti girate il pesce e adagiatevi sopra le verdure, regolate di sale e pepe.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 22 maggio 2016
Ormai sapete che vi parlo di una Parigi "inusuale", perchè ormai è la mia seconda casa e quindi amo scoprire  luoghi non turistici, qui in effetti ci sono già stata, ma in primavera passeggiare lungo la rive gauche della Senna è stupendo e si arriva qui ... al 37 rue de la Bucherie
“Shakespeare&Co” è una libreria inglese, la cui nascita risale al 1919 è già da allora fungeva anche da sala di lettura, dal 1921 la sua sede era in rue de l’Odeon dove rimase fino al 1921. La sua fondatrice Sylvia Beach aveva creato a Parigi il fulcro della cultura anglo-americana e i più grandi scrittori ed artisti del calibro di Eza Pound, Man Ray, Francis Scott Fitzgerald, e addirittura stampò, per la prima volta, libri banditi negli USA e in Inghilterra come l’Ulisse di Joyce.
A causa dell’occupazione la libreria fu chiusa nel 1941 e nel 1951 ne fu aperta un’altra “Le Mistral”, l’attuale in rue de la Bucherie, da George Withman, ma alla morte di Sylvia il nome divenne, appunto, “Shaspeare and Company” ed attualmente è gestita da sua figlia. Ancor oggi oltre al servizio di libreria, si svolgono incontri con scrittori anglo-americani, discussioni letterarie e rappresenta un vero punto di riferimento per chiunque desideri leggere libri in inglese.
Passando proprio un mese fa ho scoperto che hanno aperto anche un caffè, non avevo tempo di entrare, ma mi sono ripromessa di farlo la prossima volta "armata" di un ottimo libro!
Ed ora andiamo in cucina e veramente contente di essere riuscite a partecipare al contest di Flavia. Ci piace tantissimo, solo che spesso non riusciamo ad essere presenti: consiste nel “curiosare” nel blog della vincitrice del mese, scegliere una ricetta ed eliminare o aggiungere o sostituire un solo ingrediente.
Si scoprono ricette nuove, complicate, semplici e a proprio gusto se ne può scegliere una, è come entrare in casa di una persona amica, questo mese la vincitrice è Antonietta  e questa volta sono "andata" nella sua cucina. Lei è un’ottima cuoca, preparata, attenta. La cucina rispecchia anche il carattere di una persona e lei è una donna tenace, non si ferma davanti alle avversità, prova, riprova e va avanti. E’ una donna forte, personalmente so cosa significa, essere così ti aiuta a superare gli ostacoli, ma a volte il prossimo si abitua a questo tuo essere in questo modo, al saperti rialzare sempre, quindi con tutto il cuore le mando un abbraccio! Questo, per me, traspare da quanto ho letto sul suo blog, mi piace perché lei fa un ottimo e bellissimo pane e, per me, tutte le persone che fanno un buon pane hanno un cuore grande e di questo ne sono convinta anche, perché, non potrebbe essere diversamente visto le sue origini campane. Io amo le persone del sud, soprattutto della Campania, perché nonostante le vicissitudini della vita sanno sempre “colorarle” con l’ironia e sono contentissima di aver avuto questa qualità in eredità da mia mamma napoletana.
Ho “spulciato” il blog di Antonietta dedicandoci un’intera serata, ci sono ricette stupende, ma alla fine ho scelto questo condimento alle verdure, perché reduce dal cheese cheesecake ero un po’ svogliata, abbinandolo ad una pasta fresca ai cereali, fatta da Magali con le sue zampotte!
Pasta ai cereali alle verdure di Antonietta
Ingredienti per due persone:
per la pasta:
70 g di farina ai cereali
30 g di semola rimacinata
1 uovo
per il sugo di Antonietta:
320g di gnocchi sardi pasta fresca ai cereali
1 melanzana
2 zucchine
1 peperone
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
½ cipolla
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio evo
½ bicchiere di vino bianco
sale

Preparazione:
mettete a scaldare in una padella di ghisa antiaderente l’olio con la cipolla e lo spicchio di aglio, aggiungete zucchine, melenzana e peperone tagliati a cubetti e spadellate per un paio di minuti, sfumate con il vino bianco, salate, togliete l’aglio e lasciate cuocere coperto per 10 minuti.
Nel frattempo preparate la pasta disponendo su un piano di lavoro le farine mescolate, ponete al centro l’uovo e impastate, se vedete che risulta troppo “dura” aggiungete un pochino di acqua. Impastate bene e poi passatela nella nonna papera fino al penultimo “scatto” come spessore. Dalle strisce ottenute ricavate quattro quadrati circa 11x11 cm. (con la pasta avanzata ho fatto dei maltagliati). Cuocete la pasta in acqua bollente salata con un cucchiaio di olio, per 5 minuti. Scolate, farcite con il sugo, spolverizzate con il parmigiano. (Io ne ho messo anche un pochino nel sugo prima di farcire). Se desiderate aggiungete una spolverata di pepe.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 15 maggio 2016
Post zampa-gestito.
Helga ed io cerchiamo sempre di pubblicare tra le prime, perchè dopo sarebbe proprio dura, perchè voi producete troppe meraviglie. Solo che questa volta ho dovuto far un'eccezione, se avete voglia di leggere vi spiegherò il motivo ed eccomi qui dunque in rappresentazna di Helga a partecipare, con versione dolce, all’MTC
Carissimi Annalu e Fabio , vincitori fantastici del mese precedente, vi "beccate" pure la mia versione sucrée.
Non posso che citare anche l' infografica di Daniela, che detto tra noi, è la mia musa ispiratrice.
Leggendo il regolamento questa frase continuava a risuonare nel mio cervellino "Sono AMMESSE le monoporzioni e tutte le forme dell'universo mondo", solo che non riusciva a concretizzarsi in un'idea. Poi tutto è apparso nitido, tutto è partito dalla mia foto, quella che ho pubblicato nell'altro post.
Gli altri indizi li riassumo qui:
Nella foto io sorrido, smile, poi una bocca: ecco trovata la forma! Ma voi direte "E la lattina di Coca Cola?".
Non avevo, ovviamente uno stampo a forma di labbra, e così mi sono "industriata" e con le mie zampotte, pian piano ho fatto lo stampo, a testimonianza di ciò la foto sottostante!
Ed ora vengo al titolo della ricetta, visto che è un dolce con il sorriso, non poteva che essere una "Cheese" cheesecake! Lo so sono veramente fuori dal comune, ma so che mi volete bene proprio per questo!
Cheese Cheesecake (la ripetizione ha un suo perché)
Ingredienti per un sorriso lungo 12 cm:
per la base
75 g di biscotti Speculoos
35 g di burro
per la crema:
100 g di formaggio Philadelphia
30 g di latte condensato
10 g di zucchero vanigliato
2,5 g di gelatina (1/2 foglio)
per il topping:
1 melograno
20 g di zucchero
2,5 g di gelatina (1/2 foglio)

Preparazione:
per la base: tritate i biscotti e versatevi sopra il burro sciolto ma non caldo. Mescolate bene e distribuiteli sul fondo del coppa pasta, precedentemente oleato, e poggiato su un foglio di carta da forno. Pressate bene con l'aiuto di un cucchiaino e riponete in frigo 10-15 minuti a rassodare.
Per il ripieno: mettete il mezzo foglio di gelatina ad ammollare in acqua fredda. Nel frattempo riscaldate il latte condensato, facendo attenzione che non attacchi, e scioglietevi la gelatina ben strizzata.
Mescolate benissimo con la frusta il formaggio, unitevi lo zucchero e il latte condensato, amalgamate bene il tutto e tenete in frigo fino al momento dell'utilizzo.
In una ciotola montate con il frullino il formaggio e lo zucchero, aggiungete il latte condensato con la gelatina, amalgamate bene il tutto.
Versate il composto sulla base di biscotti e vedrete che si “auto livella”. Mettete in frigo a rassodare per circa un'ora.
Per il topping: mettete il mezzo foglio fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda. Sbucciate il melograno e schiacciate con pazienza i semi in un colino estraendo, così, il succo. Prelevate 70 g di succo e unite lo zucchero e mettete sul fuoco, scioglietevi la colla di pesce ben strizzata.
Togliete dal fuoco, fate intiepidire e mescolate di tanto in tanto, quando vedete che inizia ad addensarsi versatela sul dolce. Lasciate addensare in frigo per tre ore o tutta la notte.
Preparare la decorazione: tagliare una striscia di carta acetata della misura della circonferenza dell'anello che verrà utilizzato per la decorazione, piegarla a metà e tagliare formando un triangolo. Stenderlo sul piano di lavoro.
Eliminate il coppapasta dalla cheesecake e servite.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 10 maggio 2016
Post zampa-gestito.
Anche questa volta Helga mi ha passato la mano e io con le mie zampotte ho fatto il possibile.
Ed eccomi qui a partecipare con sommo piacere all’MTC
Il tema è proposto dall’insuperabile coppia Annalu e Fabio è il cheesecake ed io mi sono cimentata con una versione salata.
E che dire dell’infografica della spiritosissima infografica di Daniela
Visto il tema del mese non potevo non pubblicare questa foto in cui sorrido, non sono carina?
Pensando ai video indizi di Annalu e Fabio, alle divertentissime e bellime grafiche di Daniela, io come potevo essere da meno? Certo, in versione modesta, ma sempre pronta a mettermi in gioco e come voi ben sapete, anche se, molto superiore a molti miei simili, sono pur sempre un gatto!
Ecco il mio video!
video

E la mia grafica!
Questa ricetta era partita con i migliori presupposti e, poi, all’atto pratico, detto fra noi, non è venuta un granchè e per questo l’ho chiamata “Cheesecaké” (leggasi Ciscakè) e a voi le ovvie deduzioni … A questo punto mi è venuto in mente Forrest Gump …
Spero di cuore che questo post ilare riesca a “compensare” la mia partecipazione culinaria! Non ci credeva nemmeno Helga, ma quando li ha assaggiati la comunione di sapori e spezie l'ha convinta!

Cheesecaké (Ciscaké)
Ingredienti per tre cheesecake:
per la base:
100 g di fette bio a base di farina integrale, segale e sesamo
50 g di burro
per il ripieno verde:
50 g di tofu
30 g di formaggio di capra cremoso
70 g di spinaci (solo le foglie)
cardamomo in polvere
sale
per il ripieno giallo:
50 g di tofu
30 g di mascarpone
1/2 cucchiaino di curcuma
sale
per il topping:
una barbabietola rossa media
½ cucchiaino di agar agar
2 cucchiai di grappa
sale

Preparazione:
per la base: sbriciolate le fette e versate sopra il burro fuso non caldo. Mescolate bene e versatelo sul fondo dei coppapasta rivestiti di carta acetata, precedentemente poggiati su un foglio di cartaforno. Pressate bene con l'aiuto di pesta carne e riponete in frigo 10-15 minuti a rassodare.
Per il ripieno verde: pulite gli spinaci e sbollentateli, in pochissima acqua, per due minuti. Scolate, fate raffreddare, una volta freddi strizzateli per eliminare l’acqua di cottura.
Frullateli, unite il tofu, il formaggio di capra, il sale e il cardamomo.
Per il ripieno giallo: frullate il tofu, mascarpone, curcuma e sale.
Mettete lo strato di ripieno verde sulla base e mettete in frigorifero per un’ora.
Poi mettete uno strato di ripieno giallo e rimettete in frigorifero.
Fate cuocere la barbabietola precedentemente frullata con il sale, aggiungete infine la grappa in cui avrete fatto sciogliere l’agar agar. Mescolate, fate cuocere ancora due minuti e togliete dal fuoco.
Un volta ben raffreddato mettetelo sopra le cheesecakes e riponete in frigorifero per due ore circa.
Mettere in frigo a rassodare per circa un'ora.
Eliminare i coppapasta e la carta acetata dalle cheesecakes.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 8 maggio 2016
Quando torno da Parigi ho sempre una "montagna" di fotografie, scorci, eventi, locali, a dimostrazione che questa città ha sempre qualcosa di nuovo da propormi. Come ben sapete il tempo e tiranno e io sono anche un po' pigra nel riordino, quindi per oggi solo alcuni scorci di questa primavera un po' balzana, ma vi prometto ancora "per chi vuole ascoltare" tante nouvelles parisiennes.
Ed ora passiamo in cucina: lo confesso il 90% delle mie relazioni avviene tramite internet, ebbene sì questo ha favorito ancor di più la mia “orsitudine”. Magali è preoccupata, perché dice che per il prossimo inverno mi sarà cresciuta anche la pelliccia!
Sono una persona socievole, non sono scontrosa, parlo con chiunque ascoltando e mettendomi al livello di tutti, ma amo la solitudine, mi rafforza, mi ricarica, mi aiuta nella riflessione, e il computer è un mezzo per comunicare con la propria tempistica.
Vi ho fatto questo preambolo, perché da un anno partecipo a un gruppo, formatosi a marzo dell’anno scorso, l’obiettivo è quello della lettura di tutti i romanzi di Agatha Christie, siamo già oltre la metà, ne leggiamo uno alla settimana e il martedì sera ci riuniamo, ovviamente via internet, e ne discutiamo. Ci chiamiamo scherzosamente le signore del delitto e la ricetta di oggi, me l’ha “passata” una di queste amiche del "giallo" il cui nick è Perla, simpaticissima e cuoca eccellente!
Come potete ben vedere la fotografia è intera, perché l’ho fatta e “mandata” in ditta, in quanto io non amo le torte con la crema al limone, mentre mio marito ne è ghiottissimo, l’hanno divorata in un giornata, quindi non posso che ringraziare Perla per l’ottima ricetta. Durante l’ultimo soggiorno a Parigi, al ristorante ha ordinato per ben due volte questo tipo di dessert e io gli ho detto: “ma scusa non puoi prendere un altro dolce che così lo assaggio pure io?” e lui “No, prendo questo perché tu a casa non lo prepari mai!”. Ecco accontentato l’Ultradoppio!
Torta al limone di Perla
Ingredienti per una tortiera di 22 cm:
per la pasta frolla:
300 g di farina 00
200 g di burro freddo
100 g di zucchero semolato
1 uovo intero
un pizzico di semi di vaniglia
un pizzico di sale
Per la crema:
1 limone non trattato di Sorrento (ricetta originale 2 limoni)
2 uova
150 g di mandorle
200 g di zucchero
2 cucchiai di marmellata di albicocche

Preparazione:
preparate la pasta frolla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigorifero a riposare fino all’utilizzo.
Mettete il limone in una casseruola con dell’acqua e fate bollire finchè non diventa morbido. Scolate, fate raffreddare, eliminate i semi e frullate.
Montate i tuorli con lo zucchero, aggiungeteli al limone, aggiungete anche le mandorle tritate e, infine, gli albumi montati a neve ben ferma.
Stendete la pasta frolla, io per praticità lo faccio su un foglio di carta forno, foderate la tortiera, mettete la marmellata di albicocche sul fondo e spargetela bene, mettete l’impasto.
Se avanza della pasta, come nel mio caso, create la classica “griglia” con le strisce.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 1 maggio 2016
Lo so siamo in ritardissimo per il nostro usuale appuntamento settimanale, ma siamo giustificate. Siamo reduci da un viaggio di ritorno in auto da Parigi durato dieci ore sotto una pioggia incessante lungo tutto il percorso, una nuvola che si è talmente affezionata da accompagnarci fino a casa!
Devo fare i complimenti alla mia valigia di pelliccia (leggi Magali) che praticamente ha dormito lungo tutto il viaggio senza avanzare richieste di alcun genere.
Anche questa domenica siamo troppo stanche per andare a "spulciare" nel nostro archivio di ricette e, quindi, vi proponiamo una mostra che abbiamo visto e che, visto l'argomento, non potevamo farci scappare. Unico appunto da parte della Lady che lei non compare tra le opere esposte!
La mostra si può visitare al Musée en Herbe, come definisco io caché, in una viuzza che sbuca in rue de Rivoli, ed è consigliata a visitatori dai 3 ai 103 anni! Essendo per i francesi periodo di vacanza dalla scuola, era pieno di bambini veramente entusiasti per le opere esposte: è presente una copia del quadro originale (Fontana, Warhol, Picasso, Munch, Monet e tantissimi altri) e l’interpretazione di Philip Geluck, vignettista belga, purtroppo da noi poco conosciuto. Il suo eroe è un gattone, la cui mole è simile a quella di un signore di mezza età, che ama la vita tranquilla, ma in lui sussiste sempre un pizzico di malizia.

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