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Magali

Magali
domenica 19 ottobre 2014
Rieccoci con un'altra lasagna per il famoso e amato MTC
seguendo anche questa volta le indicazioni dell'ormai mitica Sabrina
Ormai sapete che siamo un po’ folli, siamo per così dire “fuori dall’ordinario”, ma è successa una cosa incredibile proprio nella nostra cucina …
Eravamo lì intente o meglio: io impegnata a farmi dei bicipiti da far invidia ad un sollevatore di pesi e Magali che mi guardava con i suoi occhi sgranati e in cuor suo pensava che ero proprio matta, poi ad un tratto …
La sfoglia ha iniziato a parlare:” Buongiorno sono la signora lasagna, diventerò Sua Maestà quando sarò abbondantemente condita, vorrei esprimere il mio pensiero circa la mia fotogenia, argomento alla ribalta in questo periodo. Come si può affermare che una comunione di gusti, di odori, sapori, ricordi non sia di bell’aspetto? Io sono contenta della mia esteriorità e me ne vanto! Poi ho visto tante mie sorelle in questa sfida dell’MTC veramente stupende, rosse bianche, nere, verdi, tradizionali, ringiovanite, diversamente gustose, ma legate tutte dal filo conduttore dell’amore, della magia, dell’alchimia che si crea in cucina quando ci si appresta a questa sfida, non ho ben capito il perché di tanto impegno, ma ho compreso che ogni partecipante desidera essere presente, perché far parte di questo gruppo crea legami, intreccia esistenze, rende partecipi anche le persone riservate come te Helga, riesce ad estrapolare da ognuno solo ed essenzialmente cose belle, opere più o meno (parlo per Helga) perfette, ma che trasudano sentimenti positivi. Desidero ringraziare Sabrina per avermi scelto come tema del mese, perché era da un po’ che desideravo un po’ di notorietà e avevo anche voglia di propormi in nuove versioni. Auguro a tutti i partecipanti di continuare a far emergere le proprie peculiarità come le iridate sfaccettature dei cristalli, perché, forse voi non ne siete consapevoli, ma siete “forti”!
Non faccio commenti su cosa succede da noi, non oso pensare al tema del mese successivo, mi domando che capiterà? Magali, gatta zen, non si stupisce di nulla d’altronde mi ha detto che se parla lei può parlare pure la lasagna! Lo sto dando i numeri, ora ne sono consapevole!
Questa lasagna è stata chiamata così, perché è un piatto a strati ed è il piatto, per molti, del ricordo e da qui mi ricollego a mia madre di origine napoletana che soleva dirmi che  facevo il carro di picchipò, cioè mettevo sempre le cose una sull'altra fino a sfidare la sorte, e quando alla fine della preparazione della ricetta ho dovuto lavare tutto, visto che sono sprovvista di lavastoviglie e Magali si rifiuta di bagnare le sue zampotte, anche questa volta avevo fatto il carro di picchipò ed allora questa lasagna non poteva che chiamarsi così. A testimonianza di quanto scritto, vi presento il mio gocciolatoio!
Dimenticavo al posto del parmigiano ho utilizzato il morbier, un formaggio di montagna francese, di latte vaccino, con una striscia centrale erborinata, il cui gusto è molto simile ad una fontina molto saporita.Ed ecco la lasagna di picchipò!
La lasagna di picchipò
Ingredienti per 2 persone:
Per la sfoglia bianca:
gr. 65 di farina 0 di grano tenero + un po'
gr. 35 di semola di grano duro
1 uovo
Per il ragù:
150 g di salsiccia
3 zucchine medie
1 bicchiere vino rosso Dolcetto
olio di oliva
rosmarino, alloro
sale
Per la besciamella:
25 g di farina
20 g di burro
300 ml latte
100 g di morbier
noce moscata grattugiata fresca
sale

Preparazione:
per il ragù: pulite e sciacquate le zucchine, tagliatele a pezzettoni, fatele cuocere in acqua bollente salata (circa 3 dita) con il rosmarino e l’allora.
Scolatele dal liquido di cottura, che terrete da parte, e passatele al mixer, aggiungete un pochino dell’acqua di cottura per ottenere una crema.
Togliete la salsiccia dal budello, sgranatela con una forchetta per ridurla in pezzi.
In una padella mettete la salsiccia e fate soffriggere con alloro e rosmarino. Aggiungete il vino e fate evaporare, aggiungete la crema di zucchine e un pochino d’olio, fate cuocere dolcemente per una mezzora affinchè gli ingredienti si sposino bene.
Per la sfoglia: mettete sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua.
Lavorate molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello.
Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.
Per la besciamella:
fate intiepidire il latte tenendone da parte un bicchiere.
Nel frattempo in una casseruola, a fuoco basso, fate fondere il burro, togliete dal fuoco, aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaio di legno.
Mettete sul fuoco basso ed aggiungete poco per volta il latte tiepido, man mano che la salsa si addensa.
Aggiungete alla fine il morbier tagliato a dadini e mescolate finchè non si sia sciolto. Aggiungete una copiosa grattugiata di noce moscata, solo un pizzico di sale, (perché il formaggio e la salsiccia sono molto saporiti) e mescolate bene il tutto.
Aggiungete il latte che avete tenuto da parte se la besciamella si fosse troppo rappresa, prima di essere utilizzata.

La composizione della lasagna:
mettete a bollire abbondante acqua salata con l’aggiunta di due cucchiai di olio d’oliva.
Preparate una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.
Tagliate la sfoglia in grandi rettangoli.
Buttatene un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolateli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddateli nell'acqua gelida e metteteli a scolare nello scolapasta e poi distendeteli sul tavolo su un canovaccio pulito.
Continuate in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.
In una teglia da forno versare due mestoli di ragù (crema di zucchine e salsiccia), e stenderli bene fino a coprire il fondo.
Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù (crema di zucchine e salsiccia), uno di besciamella, fino a riempire lo stampo.
Cuocetele in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Spegnete il forno e lasciate riposare qualche minuto prima di servirle.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 13 ottobre 2014
Tutti i membri dell'MTC, credo si sentano quasi in colpa, in questo momento così doloroso per molti, a scriver di cucina,  non ci sono parole per commentare gli ultimi accadimenti, dobbiamo prendere ancora una volta esempio e non lamentarci per cosucce da nulla che possono inficiare la nostra quotidianità.
Ed ora andiamo in cucina: immagino l’espressione di ogni partecipante all’MTC la mattina del 5 del mese … io non ho persone con cui rapportarmi se non la mia assistente pelosa, che sveglio puntualmente appena vengo a conoscenza del tema mensile, lei prega la Ale che venga pubblicato ad ora più consona, alle nove lei ha già fatto colazione e si è appena riaddormentata, le ho spiegato che non tutto ruota intorno a lei, ma …
Appena letto il tema del mese della sfida dell'MTC
MTC di Ottobre 2014!!



proposto da Sabrina, di cui abbiamo seguito le esaustive e precise indicazoni, sono stata contentissima, perché la lasagna è un piatto che va fatto per i molti che, in Italia, si identifica con il nucleo familiare ed essendo io praticamente “senza famiglia” lo preparo raramente. Per me, più che altro, rappresenta il piatto del ricordo, mia nonna preparava il ragù, mia madre ed io la sfoglia, i profumi si spandevano nella cucina mescolandosi alle nostre chiacchiere, si creava un’armonia, un’alchimia che ancora oggi ho nel cuore e che cerco di ricreare con Magali che essendo anche lei senza famiglia mi comprende appieno.
Ritorniamo a noi, come d’abitudine sono andata da lei, ma questa volta avevo già le idee chiare, purtroppo essendo reduce da disavventure varie di salute, l’appetito in questo periodo non è proprio dei migliori e di conseguenza il pensiero di cucinare e mangiare certi cibi come il pesce proprio non mi va a genio …
Riritorniamo a noi, ho avuto quest’idea e Magali ovviamente mi ha dato il suo benestare, mi ha detto che Sabrina ha perfettamente ragione dicendo che la lasagna deve essere succulenta, ma se tutti sono costantemente a dieta come si fa a conciliare il tutto? E udite, udite la pelosotta ha detto che sono riuscita nell’intento!
Insieme abbiamo preparato questa lasagna con in mente un piano strategico ben preciso: farla assaggiare all’ignaro padrone di casa, carnivoro e godurioso di intingoli, salse per eccellenza e questo è stato il suo verdetto: “Gustosa, ben condita, è proprio la tipica lasagna!”, quindi se la preparate mi raccomando: “Sssttt, non dite niente a nessuno!”
Ho preparato una bella teglia, circa 6 porzioni abbondanti, e ho avanzato anche due barattoli di ragù da surgelare. Ed eccola …

L’alterlasagna
Ingredienti per una teglia per 6 persone:
Per la sfoglia verde:
gr. 135 di farina 0 di grano tenero + un po'
gr. 65 di semola di grano duro
gr. 60 di spinaci
2 uova

Per il ragù:
1,5 kg di pomodori piccadilly
100 g di fiocchi di soia
200 ml di brodo vegetale
1 gamba di sedano
1 cipolla bianca piccola
1 carota
1 bicchiere di vino rosso Dolcetto
olio d’oliva
un pizzico di zucchero
sale
zucchero

Per la besciamella:
2 cucchiai farina
3 cucchiai olio extra vergine delicato
500 ml latte di soia
noce moscata grattugiata fresca
sale

parmigiano grattugiato fresco


Preparazione:
Per il ragù: 
sciacquate i pomodori, asciugarli, tagliarli a metà, metteteli in una casseruola con coperchio e fate cuocere per circa 20 minuti. Passateli scolando già un po’ d’acqua di cottura.
Intanto pulite il sedano, la cipolla e la carota e tritate il tutto finemente con la mezzaluna.
Portate a ebollizione il brodo vegetale e versatevi i fiocchi di soia, abbassate il fuoco mescolate e fate cuocere qualche minuti, fino ad assorbimento del brodo.
In una casseruola con dell’olio d’oliva, fate soffriggere gli odori tritati, aggiungete la soia, mescolate bene e aggiungete il vino, una volta evaporato, aggiungete la passata di pomodoro, un pizzico di zucchero e regolate di sale.
Fate cuocere per un’oretta a fuoco lento.

Per la sfoglia: 
mettete sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua.
Lavorate molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello.
Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.

Per la besciamella:
fate intiepidire il latte tenendone da parte un bicchiere.
Nel frattempo in una casseruola mescolate con un cucchiaio di legno, l’olio e la farina.
Mettete sul fuoco basso ed aggiungete poco per volta il latte tiepido, man mano che la salsa si addensa, ci impiega un pochino di tempo in più rispetto alla besciamella tradizionale.
Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata e regolate di sale.
Aggiungete il latte che avete tenuto da parte se la besciamella si fosse troppo rappresa, prima di essere utilizzata.

La composizione della lasagna:
mettete a bollire abbondante acqua salata con l’aggiunta di due cucchiai di olio d’oliva.
Preparate una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.
Tagliate la sfoglia in grandi rettangoli.
Buttatene un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolateli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddateli nell'acqua gelida e metteteli a scolare nello scolapasta e poi distendeteli sul tavolo su un canovaccio pulito.
Continuate in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.
In una teglia da forno versare due mestoli di ragù e stenderli bene fino a coprire il fondo.
Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella e una buona manciata di parmigiano grattugiato al momento (in tutto circa un etto), fino a riempire lo stampo.
Cuocetele in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Spegnete il forno e lasciate riposare qualche minuto prima di servirle.
E come dice Magali “Leccatevi i baffi!”
domenica 5 ottobre 2014
Chi ha un blog sa perfettamente che, a volte, o perché si è stanchi o per mancanza di idee o perchè si desidera solo scrivere cose belle od altri innumerevoli motivi non si ha voglia di pubblicare o addirittura viene in mente di “chiuderlo” definitivamente senza, in realtà, validi motivi.
Poi avviene qualcosa e ci si rende conto di volerlo raccontare … piacevole o meno, ci sarà sempre qualcosa da esternare.
Sono stata a Parigi per lavoro, non ho avuto tempo di fare foto, vedere mostre, troppo impegnata con il lavoro e poi sono stata male, parecchio male: soffro da oltre dieci anni di una malattia, che fortunatamente, non mi ha mai dato, finora, grossi problemi, è catalogata come sindrome (non ci sono cure definitive, ci si può solo augurare che non peggiori) di Meniere i cui sintomi principali sono crisi acute di nausea, vertigini che possono durare anche più giorni. Per farvela breve sono stata male tre giorni di fila immobilizzata a letto, ma la cosa più grave che sono stata male nel metrò, non potevo assolutamente far altro che accasciarmi e restare immobile in attesa di avere un momento di effimero benessere per riuscire a trascinarmi a casa. E’ una malattia invalidante, non riconosciuta, che limita il vivere quotidiano, che ti instilla insicurezza, perché in qualsiasi momento potresti uscire e stare male … io non ci penso e mi vinco, appena mi sono sentita un pochino meglio sono uscita da sola, non vi nego che avevo paura, ma penso che bisogna vincersi e andare avanti e poi perché, dietro l’angolo, puoi anche trovare cose belle. Come sapete cerco sempre di dare una spiegazione, un significato a qualsiasi evento della mia vita, ebbene l’acuirsi di questa brutta bestia, mi ha fatto riflettere su tante cose, sul fatto che, spesso, ci limitiamo a non vivere la nostra esistenza, dobbiamo realizzare qualche sogno, godere con gli occhi e la mente, far sì che il nostro essere nella sua totalità venga invaso dal bello da piccoli, grandi progetti che devono diventare realtà per significare la nostra vita, perché, se non agiamo così, questo sarebbe veramente un torto nei confronti di noi stessi ed anche di coloro che soffrono veramente ed hanno delle limitazioni fisiche nella loro quotidianità. Proprio per questo timorosamente mi vinco, per tutti coloro che so, non possono assolutamente farlo.
Vi ho scritto questo, perché, come dice Terzani, “si è soliti pensare che il dolore sia sempre altrui”, ma invece all’improvviso può toccare ognuno di noi, questo non ci deve far vivere nel terrore, ma deve aprire la via della sensibilità ai problemi del nostro prossimo, basta solo conoscere, diffondere con la speranza che in questo paese in cui ci sono molti "dimenticati" ciò avvenga in modo sempre meno accentuato, proprio a tal proposito, vi prego di dedicare un attimo di tempo ed andare su questo sito,  segnalatomi dalla mia cara amica Bruna, di questo vi ringrazio anticipatamente.
Beh ora dovrei compensare con una ricetta mega, ma mi sa che vi deluderemo, perché dopo i brutti eventi parigini al ritorno abbiamo anche avuto il febbrone familiare (per fortuna la pelosotta esclusa) di cui subiamo gli strascichi, quindi ci dovete perdonare e accontentarvi di questa ricetta semplice, dai colori ancora estivi, attuabilissima ancora in questo periodo.

Cavatielli gamberi e fagiolini
Ingredienti per quattro persone:
300 g di cavatielli
300 g di pomodori datterini
150 g di fagiolini
300 g di code di gamberi
1 scalogno
maggiorana
olio di oliva
sale
peperoncino

Preparazione:
fate cuocere in acqua salata i fagiolini precedentemente puliti, scolateli.
Tuffate i pomodori in acqua bollente per un minuto, pelateli e tagliateli in due.
In una padella antiaderente fate cuocere per un minuto da ambo le parti i gamberi, fate raffreddare, sgusciateli e privateli del “filo” nero.
In una padella antiaderente con dell’olio di oliva fate soffriggere lo scalogno, affettato sottilmente, aggiungete i pomodori, il sale e peperoncino. Fate cuocere 10 minuti, aggiungete i gamberi, i fagiolini, la maggiorana e fate cuocere altri 5 minuti.
Fate cuocere i cavatielli in abbondante acqua salata, scolateli e fateli saltare in padella con il sugo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 26 settembre 2014
Crediamo che con questo saremo bandite dall'MTC
Cerco di imbastire un post … la ricetta l’ho preparata avant de partir, anche perché non avrei avuto né tempo, né pace, né strumenti, rien de rien insomma … avrete capito che io e Magali al seguito, siamo via per lavoro.
Ora, vi confesso, sono a letto sdraiata con il pc portatile sul mio tavolinetto, che dovrei brevettare, che mi segue ovunque, ovviamente quando mi sposto in auto, Magali è acciambellata ai miei piedi e mi ha detto che lei ha fatto fin troppo e non ha nessuna voglia di aiutarmi a scrivere la ricetta, anche perché, come ben sapete, le sue zampotte pigiano troppi tasti insieme …
In questo momento vorrei avere la bionicità della Ale, la precisione di Loredana, di Mai, di Flavia, di Annalena, di tutte voi e invece ho solo la mia stanchezza, sconclusionatezza, schifezza, "straccezza", lo so straccezza non esiste, ma rispecchia appieno il mio status attuale, credo di aver camminato oltre 50 km al giorno in questa settimana, di aver salito e sceso rampe, rampe e ancora innumerevoli rampe di scale, di aver corso per prendere il metrò, di aver organizzato troppo, di aver bruciato troppe calorie nonostante tutto quello che ho mangiato, se non lo avete capito il nostro intento è di farvi pena, non ho neanche la forza di farci una foto con l’autoscatto, anche perché dovrei cercare la macchina fotografica, nella bagarre dei miei bagagli, ma se vedeste una nostra immagine in questo momento sicuramente ci eleggereste la “CC”: la Coppia Ciofeca dell’MTC.
Non eravamo neanche arrivate in vetta e già rotoliamo rovinosamente … con tutti i chicchi che ci seguono … ebbene sì non ci resta che vaneggiare … ma cos’è l’MTC? E' una magica avventura che ci fa andare avanti ...
Magali si è svegliata all’improvviso e, non ci crederete, sta cantando:
" ... Forse ti sembrerà strano
ma la stanchezza
ci ha un po’ preso la mano
ed ora siamo quasi convinte che
non può esistere una ricetta che non c’è ...”

E dalla coppia ciofeca la ricetta ciofeca ovvero


Ricetta Anam – senza nome perché troppo stanche per trovarne uno
Ingredienti per 4 persone:
per la base:
6 biscottoni del Mulino Bianco, l’ultima creazione di Banderas che sono ottimi, ma tenete presente che ognuno sono 98 calorie … noi ci siamo portate dietro il paccone e ce lo siamo scofanato tutto ...
50 g di burro
Per il riso al latte:
500 ml di latte
110 g di riso
50 g di zucchero
Per il coulis:
250 g di lamponi più alcuni per decorare
60 g di zucchero
2 cucchiai di acqua

Preparazione:
per il riso abbiamo seguito le esaustive indicazioni di Annalena, per quanto riguarda la sua ricetta dolce, che vi prego di andare a leggere perché non abbiamo la forza di scrivere.
Spezzettate grossolanamente i biscottini, fate fondere il burro e unitelo alle briciolone.
In una casseruola mettete lo zucchero, i lamponi sciacquati e asciugati, l’acqua e portate a ebollizione. Spegnete, fate raffreddare e passate ad un colino.
Con l’aiuto di un coppapasta di circa 9 cm di diametro, fate uno strato dell’impasto di biscotti, poi di riso al latte, decorate con i lamponi e irrorate con il coulis.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 13 settembre 2014
Eccoci qui nuovamente impegnate con moltissimo piacere nell'MTC
Questo mese non abbiamo una ricetta precisa da replicare, ma un argomento "a largo spettro" limitato, solo, dal metodo di cottura, per il resto abbiamo potuto esprimerci nel modo più "nostro". La scelta di questo argomento è toccata alla preparatissima Annalena a cui espriamo tutta la nostra ammirazione, perchè Magali ed io siamo pasticcione, impazienti. Come vedete dal banner, lei ha scelto il riso, vi consiglio di andare a leggere il suo post veramente preciso e scritto con competenza.
Abbiamo voluto preparare questa ricetta, in rete ce ne sono infinite versioni, a modo nostro, sulla scia dell'estate, dei luoghi splendidi che ci ospitano ormai da tantissimi anni, dove ogni estate ritroviamo paesaggi unici, incontaminati, selvaggi e dove io ho trovato la pelosotta. La Camargue con il suo parco naturale che arriva fino al bordo del Mediterraneo, comprendendo il delta del Rodano, un posto magico dove il cielo è sempre intensamente ble e il sole splende quotidianamente, un piccolo paradiso, dove, lontane dal mondo, riusciamo a sentirci libere rimanendo ogni volta stupite ed incantate davanti a questo spettacolo della natura, un luogo semplice in cui si fondono colori e sapori forti, dove noi ci sentiamo profondamente a nostro agio.
 

L'idea di questa ricetta è stata di Magali, perchè in fondo la Camargue è la sua terra (per chi non avesse ancora letto la sua storia ed è curioso può cliccare qui), ingrediente essenziale il riso rosso detto anche selvatico o selvaggio tipico di questa zona. Per la cottura del riso abbiamo seguito le esaustive indicazioni di Annalena inerenti la cottura per assorbimento ed ecco qui la nostra versione della salade camarguaise.

Insalata selvaggia
Ingredienti per 4 persone:
150 g di riso rosso
300 g di gamberetti
3 calamari freschi
1 gamba di sedano
sale
Olio extra vergine d’oliva
Il succo di un limone

Per la maionese aromatizzata:
un tuorlo d’uovo
olio di oliva quanto basta
succo di limone
1 spicchio d’aglio

Preparazione:
fate cuocere il riso seguendo le indicazioni di Annalena per quanto riguarda la cottura per assorbimento.
Intanto pulite i calameri e fateli cuocere in acqua bollente per circa 5 minuti.
Fateli raffreddare e tagliateli.
Togliete la testa ai gamberetti, fateli cuocere in acqua bollente salata per due minuti. Fateli raffreddare e terminate di pulirli.
Fate cuocere in forno il peperone, mettetelo poi in un sacchetto di carta e poi di nylon, fate raffreddare, togliete la pelle e tagliate a tocchetti.
Pulite la gamba di sedano per toglierle i fili e tagliate a tocchetti.
In un’insalatiera mettete il riso, i calamari, i gamberetti, il peperone, il sedano e mescolate delicatamente.
In una scodella mescolate l’olio extravergine con sale e limone, condite il riso con gli altri ingredienti.
Per la maionese utilizzato il tuorlo dell’uovo a temperatura ambiente, aggiungete pian piano l’olio di oliva, mescolate facendo assorbire, prima di aggiungerne altro. Raggiunta la dovuta consistenza aggiungete il sale ed il limone. Schiacciate l’aglio recuperatene il succo e mescolatelo alla maionese.
Servire l’insalata accompagnata dalla maionese.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

domenica 7 settembre 2014
E come nei migliori film ... "Il ritorno". In effetti siamo tornate da un po', ma, come ben sapete, siamo pigre e ci impieghiamo un po' a riprendere i nostri ritmi. Quest'estate siamo state molto fortunate, a differenza di molti, dal punto di vista climatico: il sole è spuntato ogni giorno della nostra vacanza. In effetti i giorni di effettivo riposo non sono stati molti, ma il solo fatto di poterne godere ha veramente amplificato questo periodo. Quando si ha più tempo a disposizione, si riflette e il buon proposito del tempo che verrà è quello di cercare di non essere mai demoralizzata, di vedere sempre i lati positivi della mia vita: Magali ha detto che farà di tutto per aiutarmi e per scrollarmi nei giorni no!
Per dare buon inizio a tutto questo, vi proponiamo questa ricetta ricca di estate, sole ed allegria ...
Spaghetti del buonumore
Ingredienti per quattro persone :
500 g di pomodorini ciliegino
320 g di spaghetti
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di origano
2 cucchiaini di zucchero
8 cucchiai di pangrattato
parmigiano grattugiato fresco
peperoncino
olio extra vergine di oliva
sale

Preparazione :
preriscaldate il forno a 140°. Lavate i pomodorini, asciugateli e tagliateli in due. Stendete della carta forno sulla placca del forno e adagiatevi i pomodori con la pelle rivolta in basso. In una scodella mescolate l’origano, lo zucchero, sale e olio q.b., mescolate. Ripartite questa preparazione sui pomodori, mettete in forno per 45 minuti. Una volta confit togliete dal forno e fate raffreddare.
Oliate una padella piccola, fate scaldare e aggiungete il pangrattato, fatelo dorare mescolando, una volta dorato versatelo in un piatto foderato di carta forno.
In una padella grande, versate dell’olio aggiungete l’aglio, precedentemente pulito, tagliato a metà e privato dell’anima, e il peperoncino. Fate rosolare finchè l’aglio sarà dorato.
Fate cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata. Scolateli e versateli nella padella contenente l’aglio e il peperoncino. Rimettete la padella sul fuoco, aggiungete i pomodorini e la metà del pangrattato e abbondante parmigiano. Fate saltare la pasta e mescolate per ben amalgamare tutti gli ingredienti.
Servite e spolverizzate ancora con il resto del pangrattato e altro parmigiano.
E come dice Magali « leccatevi i baffi ! »

domenica 20 luglio 2014
Eccoci qui ad augurarvi un piacevole e sereno periodo di relax. Qualcuno di voi forse non andrà in vacanza, anche la mia non sarà propriamente tale, ma auguro a voi, come a me, di trascorrere qualche giorno piacevole staccando la mente e facendosi guidare solo da spensieratezza e allegria! Magali, come d'abitudine, farà vita in gran relax e si unisce a me nell'augurarvi ...

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