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Magali

Magali
domenica 24 maggio 2015
A volte mi sembra di non far nulla, poi quando giungo da voi per scrivere  il post settimanale ho sempre qualcosa da raccontare...
Innanzitutto vi segnalo il singolo della mia carissima amica Stefania Evangelista, di cui vi ho già parlato più volte, vi prego di ascoltare il promo e vi convincerete anche voi del fatto che è davvero bravissima!
Stefania è una persona speciale, coraggiosa, perché insegue, giustamente, i suoi sogni e passioni. Oltre all’ insindacabile talento, è una donna tenace, capace di trasmettere emozioni unite al desiderio di non arrendersi, quindi merita assolutamente successo e se volete contribuire anche voi potete acquistare il suo singolo su Amazon e a me non  resta che dirvi, come farebbe la famosa Sophia: “Accattatavillo”.
E dalla canzone al cinema ... non potevo farmi sfuggire questo film francese, che a Parigi ha sbaragliato i botteghini, invece in Italia è arrivato in sordina
Posso dirvi che è la storia d’amore tra un professore di filosofia Clément Le Guern, obbligatoriamente trasferito per un anno da Parigi ad Arras, e Jennifer esuberante parrucchiera. Lui oltre che ad essere insegnante, è uno scrittore impegnato, serio, compassato, lei, invece, madre single, sempre allegra, colorata, appassionata di Jennifer Aniston e karaoke.
Nonostante le differenze culturali e sociali tra i due nasce una passione, che sicuramente si trasforma in amore, ma …
Vi consiglio vivamente questo film, nonostante sia, per me, a tratti un po’ lento, (vi auguro di non addormentarmi come ho fatto io, mi è calata la palpebra per una decina di minuti), perché finalmente la protagonista si comporta da Donna con la D maiuscola. E’ veramente una rivalsa contro la stupidità, che spesso, travolge le donne innamorate, Jennifer pur soffrendo, senza parole, scenate, non attende e agisce al suono di “I’ll survive” di Gloria Gaynor. La lentezza di alcune parti del film è assolutamente riscattata dal finale.
Ed ora andiamo in cucina e … pasta sia, rapida, veloce, inusuale  come richiede il tema del mese, la pasta al pomodoro scelto dalla brava vincitrice del mese precedente Paola Sabino e secondo le regole dell’MTC  
Ed ecco la ricetta
Gli spagretti al pomodoro
Ingredienti per 4 persone:
240 g di spaghetti
200 g di pomodorini semisecchi
200 g di agretti (circa mezzo mazzo)
2 cipollotti
2 cucchiai di panna
sale
Olio d’oliva

Preparazione:
lavare e pulire gli agretti e i cipollotti.
Tagliare i cipollotti in senso longitudinale.
In una padella mettete i cipollotti, gli agretti, sale e fate cuocere con il coperchio una decina di minuti. Aggiungete i pomodorini tagliati a pezzi e fate cuocere per altri cinque minuti.
Fate cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata, scolateli, aggiungete la panna al sugo e fate saltare gli spaghetti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 17 maggio 2015
Conoscete tutti la mia passione per i film francesi, di recente sono andata a vedere questo
Si svolge a Parigi, nei quartieri più difficili come il 18esimo e nella sua periferia, ma potrebbe essere stato girato in qualsiasi grande metropoli. Il tema principale è quello dell'immigrazione, mi ha fatto riflettere e invito tutti coloro che pensano che le persone che gli extracomunitari vengono a rubare il lavoro agli europei dovrebbero andare a vedere questo film e si ricrederebbero. Narra di persone che lavorano, che vivono nella paura perchè non hanno i documenti in regola che cercano regolarmente di ottenere, ma invano ... Si creano anche situazioni divertenti, ma lo sfondo rimane amaro, pur non avendo una fine negativa sono uscita angosciata, quasi in colpa per la mia vita, perchè bisogna ripeterselo sempre "siamo fortunati!".
Samba non è altro che il titolo del protagonista di origine senegalese che, nonostante il fatto che sia in Francia e lavori da 10 anni, non ha un permesso regolare, la sua vita si incrocia con Alice, dirigente d'azienda, che si sta riprendendo da un esaurimento causato dal troppo lavoro e, al momento, è impegnata come volontaria in un centro che si occupa di aiutare i clandestini a regolarizzare la propria situazione. Due mondi opposti che si incontrano, che entrano in contatto attraverso una comunicazione, a volte impacciata, ma diretta, efficace. E' un film in cui non vi sono dialoghi superflui, ma silenzi, sguardi eloquenti che non fanno assolutamente sentire la mancanza della parola.
E' un film che merita di essere visto, perchè semplicemente è giusto così e lo consiglio vivamente a chi, spesso, erroneamente pensa che gli immigrati "rubino" il lavoro agli Italiani. Ottimi interpreti Omar Sy, che ricorderete nel film "Quasi amici", e Charlotte Gainsbourg, attrice richiestissima in molti film francesi.

Ed ora andiamo in cucina, con piacere anche questo mese riusciamo a partecipare al contest della simpaticissima Flavia
Questa volta siamo a "casa" di Giulietta e "spulciando" tra le sue ricette abbiamo scelto questa, perchè lo confessiamo non abbiamo mai fatto una ricetta di Montersino, e avevamo proprio desiderio di un dolcino, di quelli che confortano e affermiamo che non ha assolutamente deluso le nostre aspettative! Indovinate un po' chi ha dato il tocco finale alle tortine?
Capresine all'olio d'oliva
Ingredienti (quantità dimezzata per circa 8 capresine da cm 7 di circonferenza)
gr. 125 farina di mandorle (in originale: mandorle non pelate)
gr. 7 cacao amaro in polvere
gr. 7 liquore di amaretto (ingrediente permesso: io gr. 14 di rum)
gr. 125 zucchero semolato
gr. 135 uova
gr. 100 cioccolato fondente
gr. 50 olio EVO (pure io ho preferito quello ligure, più leggero)
zucchero a velo q.b.

olio e farina di riso per gli stampini (ho usato uno stampi in silicone con fori da cm 7)

Preparazione:
mischiate la farina di mandorle con circa la metà dello zucchero (60 gr.) e con il cacao in polvere.
Montate le uova con il resto dello zucchero sino ad ottenere una massa bianca e spumosa.
Nel frattempo, in una ciotola a bagnomaria, fate sciogliere il cioccolato fondente al quale, dopo la liquefazione, aggiungete l'olio.
Incorporate alla montata di uova e zucchero, il mix di polveri, quindi il cioccolato fuso con l'olio ed infine il rum.
Ungete gli stampini con olio e infarinarli con farina di riso, versarvi il composto ed infornare a 200° per circa 10 min.
Fate raffreddare e spolverizzate con zucchero a velo
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 10 maggio 2015
Ecco Magali finalmente dorme serena senza collare, per lei è stata una liberazione! Pochi giorni fa, come molti sanno, abbiamo avuto conferma che la cisti che le hanno asportato chirurgicamente non era di natura maligna. Ora attendiamo solo la ricrescita della pelliccia! Chi condivide la propria vita con un pelosotto comprende benissimo quanto ci si senta smarriti quando questo sta male ... Ringraziamo, nuovamente, e con il cuore tutti coloro che hanno chiesto sue notizie.
Per me riflettere è importantissimo, sono una donna “in” nel senso che amo stare a casa, la solitudine, e anche l’MTC è uno spunto per mettere in moto le mie celluline grigie come direbbe Hercule e le mie compagne del martedì sera non possono che essere d’accordo!
Il tema del mese, la pasta al pomodoro scelto dalla brava vincitrice del mese precedente Paola Sabino, è l’inno alla semplicità:  se soppesiamo i nostri pensieri ci rendiamo conto che è molto difficile rendere originale nell'aspetto, nei sapori una ricetta che secondo le regole di questo mese dell’MTC   essere facile e rapida …
Sono una persona complicata, intricata, inquieta, ma vivo semplicemente, non pretendo, mi accontento di poco, forse questo non sempre è positivo, ma io sono veramente contenta di ciò che ho, materialmente non mi manca assolutamente nulla, non che non abbia desideri, ma i miei sono più legati a "cose" non tangibili come il tempo dello svago, l'affetto ... ma sono conscia del fatto che ogni persona pensante e intelligente ha delle "mancanze" e proprio facendo appello al mio raziocinio, al mio vissuto, riesco veramente ad essere contenta e come non potrei avendo al mio fianco Magali che con la sua fidata, silente, insostituibile presenza mi aiuta a scorgere  l'arcobaleno che è sempre presente in ogni mio giorno.
E' arrivato il tempo di tornare alla tenzone, appena letto il tema della sfida, sono andata da Magali che mi ha subito suggerito la pasta da utilizzare, non ho potuto che condividere questa sua scelta, sicuramente unica.
La pasta in questione raffigura l’ampelmann, l’omino del semaforo berlinese, portatami direttamente dalla capitale tedesca da mio marito, che appena può va lì per immergersi nella città da lui amata, nell’ordine, nei tanti musei di storia …
Quindi il titolo di questa ricetta non poteva che essere la pasta del semaforo per il tipo di pasta utilizzata, i colori degli ingredienti rigorosamente rosso, giallo e verde, il tempo rapido di esecuzione (se volete far ancor prima non togliete la pelle ai pomodorini) pari a quello di attesa a un semaforo all’ora di punta!
E’ una pasta super semplice, ma dal gusto assicurato, a volte mi capita di replicare ricette che poi al gusto non sono molto buone, questa è stata testata: l'abbiamo pappata in un battibaleno!
Pasta del semaforo
Ingredienti per due persone:
160 g di pasta
300 g di pomodori piccadilly
1 peperone piccolo
una manciata di capperi
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva
sale
semi di sesamo

Preparazione:
in acqua bollente tuffate un minuto i pomodori avendo inciso il fondo, scolare, privarli della pelle e tagliarli a metà.
Pulire il peperone e tagliarlo a listarelle.
Sciacquare i capperi bene e asciugarli.
In una padella mettete lo spicchio d’aglio pulito, tagliato a metà con l’olio e aggiungere i peperoni, fate cuocere 10 minuti, aggiungete i pomodori, i capperi e il sale e fate cuocere 5 minuti.
Fate cuocere al dente la pasta.
Scolarla e farla saltare in padella per un minuto, spolverizzate con i semi di sesamo e servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 3 maggio 2015
"Post ricco mi ci ficco", perchè questa volta ho ancora più cose da dire ...
Innanzitutto ringrazio tutti coloro che si interessano alla pelosotta; Magali su una decina di punti se n'è già tolti sei, proprio perchè io sono mossa a pietà e le tolgo il collare, comunque martedì toglierà i restanti, attendiamo fiduciosi l'esito della biopsia.
Poi desidero ringraziare Laura, perchè mi ha portato dal suo viaggio a Berlino questa cioccolata, che è come concedersi un giorno in un piccolo paradiso, come cita il sito! Questo mi ha fatto piacere, per il pensiero che ha avuto nei miei confronti, ricordandosi di me mi ha scaldato il cuore, grazie Laura!
Visto il titolo della ricetta non posso che pubblicare delle foto che inneggiano alla primavera, scattate durante il mio ultimo viaggio a Parigi.
E per la serie "incontri in un parco parigino" e ... anche i belli leggono!
Qui sono davanti al Palais Galliera dove sono andata a vedere la mostra di Jeanne Lanvin e i miei occhi hanno brillato davanti ai modelli ideati con estro e determinazione, confezionati con tessuti ormai desueti come la seta, impreziositi da perline e cristalli swarovski, da questa stilista di raro talento che raggiunse l'apice della sua carriera negli anni 1920/1930 e ancora oggi le sue creazioni riescono a trasmettere emozioni.
Ed ora andiamo in cucina: come sapete mi piace sempre andare alla scoperta di qualcosa di nuovo e questo mi riesce più facile quando sono a Parigi, semplicemente perchè lì sono sempre in giro, proprio durante il mio ultimo viaggio sono andata nel "mio" supermercato asiatico e ho trovato questi spaghettini di riso integrali, mi hanno colpito, perchè non li avevo mai visto.
Spaghetti primavera
Ingredienti per quattro persone:
200 g di spaghetti di riso integrale
16 fiori di zucca
300 g di taccole
2 cipollotti
olio extra vergine di oliva
sale
parmigiano grattugiato fresco o salsa di soia

Preparazione:
pulite i fiori di zucca, privandoli del pistillo, lavateli e asciugateli.
Pulite le taccole privandole del “filo”.
Pulite i cipollotti, lavateli e tagliateli in senso longitudinale.
In una padella fate soffriggere i cipollotti con l’olio, aggiungete le taccole e fate cuocere quasi fino a cottura, poi aggiungete i fiori di zucca e fate cuocere qualche minuto.
In una pentola con acqua bollente salata, immergete gli spaghettini, spegnete il fuoco, mettete il coperchio e fate stare in ammollo per 4/5 minuti.
Scolate e sciacquate sotto l’acqua calda, fateli saltare in padella e, secondo il vostro gusto, spolverizzate con parmigiano grattugiato fresco (come ho fatto io) o aggiungete salsa di soia.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 26 aprile 2015
E’ una corsa di beneficenza un po’ pazzerella, il cui motto è “tagliare il traguardo il più colorati possibile”.
Si svolge in varie città del mondo e appena ho visto che aveva luogo in quella che per me è del cuore, proprio in un periodo in cui sarei stata presente, ho colto l’occasione al volo, ho partecipato ad un’estrazione a sorte, ho vinto un pettorale e quindi sola soletta sono andata alla partenza nella piazza dell’Hotel de Ville. Onestamente c’era una moltitudine di giovani, di persone “cresciute” ben poche, ma io non potevo mancare, per innumerevoli motivi, ma quello principale è “il non adagiarsi” ed eccomi qui in versione “linda”, notare l’abbigliamento di ultra recupero visto che non garantiscono che il colore dai vestiti si tolga proprio bene …
Il percorso è veramente fattibile da tutti solo 5 chilometri (io senza allenamento ci ho impiegato 35 minuti) e si snoda principalmente lungo la Senna, una meraviglia per gli occhi, soprattutto in una giornata limpida e soleggiata come domenica, quindi che desiderare di più? Chiamarla corsa è riduttivo, più che altro è divertimento, musica, allegria: ad ogni chilometro c’è un passaggio in cui vieni spruzzato di colore: giallo, blu, verde, fucsia, per giungere all’arrivo al ponte Iena tra la Tour Eiffel e il Trocadero, completamente iridato.
Mi sono sentita viva, emozionata, felice di aver partecipato! Questo ha dato il via ad una serie di riflessioni che non fanno altro che avvalorare la mia idea che nell’esistenza è necessario vivere e non vegetare, per quello avremo a disposizione l’eternità!
Sono arrivata ad un’altra conclusione più materiale che non potrei mai e poi mai correre per dimagrire, praticamente sono riuscita persino a mangiare durante la corsa, all’arrivo e per tutta la giornata ingurgitando un sacco di schifezze tutte lecite, perché avevo corso! L’importante è essere in pace con la proprio coscienza! Unico neo, ma ovviamente giustissimo, gli animali non sono ammessi e di questo Magali, vedendomi arrivare in questo modo, ne è stata ben contenta!
Ora veniamo proprio a Magali eccola qui la povera stella! Abbiamo deciso di farle togliere una cisti apparentemente benigna (attendiamo con ansia l'esito della biopsia) prima che si ingrandisse troppo e lei fosse troppo vecchietta per sopportare l'anestesia. L'abbiamo fatta operare qui a Parigi in quanto c'è un chirurgo che conosciamo e in cui riponiamo la nostra fiducia. Eccola il giorno dell'operazione ... devo portare il collare affinche non vada a toccarsi la ferita, vicino alla zampa posteriore, dove ci sono una decina di punti che dovrrà togliere entro dieci giorni. Quando sono con lei glielo tolgo e la tengo sotto controllo, solo che basta una svista ...
Ci scusiamo per il lungo antericetta, ma il blog per noi è un po' come il diario della nostra vita che condividiamo con tutti i quali hanno la pazienza di seguirci.
Ed ora andiamo in cucina con questo cheesecake che fa bene al "morale", scusate la foto sfocata, ma fatta al volo ...
Cheesecake al cioccolato
Ingredienti:
325 g di formaggio fresto tipo Philadelphia
250 g di gallette
125 g di burro
325 g di cioccolato fondente
110 g di zucchero a velo
50 g di farina
2 uova medie
1 pizzico di sale
qualche lampone per guarnire

Preparazione:
sminuzzate i biscotti con il mixer.
Fondete il burro a bagnomaria, mescolatelo con i biscotti. Rivestite il fondo di una tortiera apribile del diametro di 22 cm con carta da forno e versarvi i biscotti, premendoli sul fondo. Ponete la base in frigorifero per 30 minuti.
In una terrina mescolate il formaggio con lo zucchero a velo, la farina e il sale.
Fate fondere il cioccolato a bagnomaria e mischiatelo e mescolatelo al formaggio pian piano e delicatamente. Poi con procedete con lo sbattitore elettrico a bassa velocità e aggiungete le uova una per volta.
Versate il composto nella tortiera e livellate la superficie. Cuocete per 1 ora a 180 °C. Spegnete il forno, aprire leggermente lo sportello e fare raffreddare la cheesecake nel forno per 1 ora.
Ponete la cheesecake in frigorifero per una notte. Io ho decorato con alcuni lamponi e accompagnato, per chi lo desiderasse, da panna.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 19 aprile 2015
Questo mese ce l'abbiamo fatta a partecipare al mitico contest di Flavia che ci piace tanto "per condividere non per competere"
non volevamo mancare, perchè siamo ospiti di Cristiana, così siamo andate a guardare tutte le sue ricette e tra le tante, invitanti, abbiamo scelto questa e su consiglio di Magali le abbiamo dato una connotazione, come ha detto lei, chic! Come già vi ho detto l'altra volta condivido la mia vita con una gatta parlante, quindi che ci posso fare?
Abbiamo seguito la sua ricetta sostituendo o omettendo un ingrendiente e questa la nostra versione.
Gnocchi si semolino di Cristiana
Ingredienti per quattro persone:
500 ml di latte intero
125 g di semola
1 tuorlo
50 g di parmigiano
10 g di burro
sale
basilico tritato un mazzetto
100 g di mozzarella di bufala 8 code di gamberi
500 g di pomodori San Marzano
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva

Preparazione:
portate ad ebollizione il latte con un pizzico di sale. Gettate la semola a pioggia ed iniziate a mescolare energicamente con un cucchiaio di legno. Abbassate la fiamma. Quando il composto tenderà a staccarsi dalla pentola togliete dal fuoco ed aggiungete il tuorlo, il parmigiano e il burro.
Rovesciate su un tagliere e far raffreddare.
Preparate il sugo. far soffriggere uno spicchio d'aglio con un filo d'olio, aggiungete i pomodori lavati e tagliati in pezzi. Spolverare con un pizzico di zucchero e uno di sale. Far cuocere per 15 minuti circa.
Passate il sugo al passaverdure per eliminare le pellicine dei pomodori.
Riprendete il semolino, aggiungete il basilico tritato e posizionate il composto in coppapasta del diametro di 9 cm.
Fate gratinare gli “gnocchi” in forno a 180 °C fino a doratura con del parmigiano reggiano spolverizzato sopra e una noce di burro.
Togliete il filino nero dai gamberi con l’aiuto dei uno stuzzicadenti e fate cuocere In acqua bollente per due minuti. Scolate e private del carapace. Mettete in un piatto fondo e irrorate con un po’ di olio extra vergine di oliva.
Guarnite ogni porzione con due gamberi e servite con il sugo di pomodoro.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 13 aprile 2015
Questa volta ci sono e lo dico veramente con la massima sincerità, solo e unicamente per essere presente.
Dovete sapere che oltre a vivere con una gatta parlante divido la mia esistenza con elettrodomestici che hanno la medesima caratteristica, quindi non posso assolutamente parlar male del mio forno, perchè mi ha comunicato che come pena ci sarà l'abbandono immediato e definitivo da parte sua, ma posso almeno descriverlo. A febbraio ha compiuto 28 anni, è a gas, cuoce solo dal basso, la funzione grill non sa neanche cosa significhi, ho cercato di spiegarlo, ma lui da quell’orecchio non ci sente. Avrei dovuto mandarlo in pensione proprio quest’anno, ma poi si sono verificati una serie di imprevisti e non è stato possibile, perché la sua sostituzione darebbe il via ad una serie di cambiamenti a “catena” e questo, sia per l’oneroso carico di lavoro e l’assoluta mancanza di tempo, anche stavolta passa in cavalleria.
Comunque nonostante ciò Magali ed io ci siamo cimentate con l’appuntamento mensile con l'MTC
Questa volta la ricetta è stata scelta dalla bravissima Caris (questo aggettivo è limitativo!) di cui abbiamo seguito le esaustive istruzioni optando per il pan di spagna montato a caldo, dimezzando solo le dosi. 
Siamo perfettamente consce che voi tutte preparate creazioni stupende e vi preghiamo, come d'abitudine di essere clementi e di apprezzare la nostra tenacia! Non possiamo negare a noi stesse che una caratteristica che ci contraddistingue è l'immane coraggio e devo aggiungere per quanto mi riguarda anche "faccia tosta" a ripresentarci ogni mese qui all'MTC! Ora vi spieghiamo il titolo della ricetta: Magali ed io diamo praticamente il nome proprio a tantissime cose: lievito madre, stampante ecc. e quando siamo indecise si guarda il santo del giorno, per questo il nome del santo di domenica 12 aprile, giorno della creazione di questa nostro lavoro, è S. Divina Misericordia, proprio quella che ci auguriamo abbiate nei nostri confronti!
Ora Magali è veramente esausta e si riposa dopo l'immane fatica!
Siamo partite dal presupposto di voler per i suddetti motivi creare un dolce semplice, unendo armonicamente pochi "sapori" per far entrare un raggio di sole a casa nostra!
Dicevamo Magali è stanchissima, perchè ha voluto apporre personalmente la sua iniziale sul Pan di Spagna.
Pan di Spagna della Misericordia
Ingredienti:
Per il Pan di Spagna a caldo (di Iginio Massari):
uova 250 g di uova
zucchero 175 g di zucchero
semi di un baccello di vaniglia
farina bianca 00 (w 150-170) 125 g
fecola 50 g

Per la bagna:
100 ml di tè verde al mandarino e gelsomino
100 g di zucchero
50 ml di rum

Per la farcia:
un ananas
2 cucchiai di fruttosio (se l’ananas è già dolce potete non metterlo)

Per l’iniziale in pasta di zucchero:
200 g zucchero a velo
25 g di miele
3 g di gelatina in fogli
15 ml di acqua
colorante nero

Per finire:
panna fresca

Preparazione:
per il Pan di Spagna: scaldate le uova, lo zucchero e i semi di vaniglia mescolando in continuazione fino a 50°C; montate in planetaria per 15-16 minuti in 3° velocità.
Setacciate due volte la farina con la fecola e incorporare delicatamente con la marisa. Mettete il composto in teglie alte 4-4,5 cm e cuocere a 180° per 22 minuti tenendo un cucchiaio di legno fra il bordo (se usate teglie con spessori più alti, il tempo aumenta e la temperatura passa a 170°).
Per la farcia: sbucciate bene l’ananas e tagliatene alcune fette che terrete da parte per decorare il bordo.
Private la restante parte, del centro nodoso e tagliate a pezzetti. Mettetelo in una casseruola con due cucchiai di fruttosio e fate cuocere a fuoco lento finchè la polpa non sia ben cotta. Passate al mixer.
Per lo sciroppo: fate bollire acqua e zucchero fino a ridurli di un terzo, mescolate bene e spegnete il fuoco.
Aggiungete il liquore dopo che lo sciroppo si è raffreddato per ottenere una nota più alcolica.
Per l’iniziale: mettete la gelatina a pezzetti in ammollo nell’acqua. Mettete sul fuoco per pochissimi istanti il miele con l’acqua e la gelatina, amalgamate e fate sciogliere bene il tutto. Fate raffreddare e mescolate bene con lo zucchero a velo aiutandovi con le mani fino ad ottenere una massa omogenea, aggiungete alcune gocce di colorante nero. Stendete con l’aiuto di un matterello spolverizzando sempre di zucchero a velo. Ritagliate la sagoma che vi interessa con l’aiuto di un cutter. Con queste dosi ho avanzato molta pasta di zucchero.
Per finire: montate la panna fresca. Tagliate le fette di ananas della misura giusta per coprire il bordo della torta.
Una volta raffreddato tagliate il Pan di Spagna a metà, bagnatelo con lo sciroppo, farcite con la composta di ananas, rimettete sopra la metà. Ricoprite con la panna e decorate il bordo con le fette d’ananas. Posizionate la M di Magali.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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