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Magali

Magali
domenica 29 marzo 2015
Non so ancora dove sarò quando questo post sarà pubblicato, dovrei partire, ma non sto benissimo, sapete quando vi sentite come un sacco vuoto ed è proprio così che mi sento.
A volte mi sembra di essere uno spiritello che come diceva mia nonna "esce dal fuoco" e a volte tutto l'opposto, non sono mai una linea piatta ...
Cambiando argomento se partirò, cercate di immaginare la scena, sarò sul furgone con mio marito, Cristian, un suo collaboratore, Magali e ovviamente il lievito madre, l'immancabile frittata di spaghetti, ormai presenza scaramantica da quella volta che rimanemmo bloccati incolonnati in autostrada per oltre tre ore e benedicemmo di avere con noi l'ormai famosa frittata, ricapitolando ci manca solo la pianta di basilico che non ho ancora piantato ... decisamente una strana combriccola. Praticamente bagaglio di vestiario ridotto al minimo (solo intimo, una  maglietta di ricambio), vero Elenuccia, sì dico proprio a te, saresti orgogliosa di me! Ovviamente kindle e pc al seguito, sì care gialliste dico proprio a voi non vi sbarazzerete di me! E tanto per continuare con i messaggi ora mi rivolgo a Tina che poco tempo fa pubblico su FB i danni dell'olio di palma, carissima hai creato un mostro, cioè io: ora leggo tutte le etichette ed è veramente dapertutto altro che il prezzemolo! Ti ringrazio, ma mi hai rovinato la vita ... mi sento colpevole quando mangio al mattino le fette biscottate, ne ho trovate in commercio senza 'sto olio fetente, ma sono durissime c'è da perdere i denti e il mio dentista non sarebbe contento, perchè sono una paziente dai denti sensibilissimi e quindi le cure diventano lunghe, questa ve la devo raccontare l'ultima volta sono andata all'improvviso senza appuntamento, perchè avevo male e gentilmente la mia amica Laura mi ha fatto passare, per farla breve suo marito il Dottore  mi ha fatto accomodare sulla poltrona e mi ha fatto l'anestesia locale al dentone incriminato e mentre attendevo che facesse effetto mi sono addormentata ... l'ambiente è così accogliente che mi rilasso! Ringranzio entrambi per la pazienza!
Comunque torniamo all'argomento culinario, visto che amo far colazione a casa, la mia abituale è fette biscottate con composta di frutta e, ovviamente, tè Earl Grey. Sono veramente fissata con il tè al punto tale da portarne sempre una bustina di scorta nel portafoglio, se quando vado al bar non dovessero avere il mio preferito. Chi beve tè sa che iniziare la giornata con un aroma differente è come mettersi le scarpe strette o non lavarsi i denti ...
Per farla breve ho deciso di provare a fare le fette biscottate in casa utilizzando Matilde, il mio amato lievito madre, che porto sempre con me nei miei viaggi!
E dove andare a cercare la ricetta se non nel blog della mia amica Loredana? Non la conosco personalmente (ci siamo sfiorate a Parigi, ma non ce l'abbiamo fatta ad incontrarci), ma per me è un punto di riferimento! Ho seguito passo, passo la ricetta da lei pubblicata ed ecco il risultato, tenete sempre presente che noi abbiamo un forno a gas che ha appena compiuto 28 anni!

Fette biscottate di Loredana
Dose per uno stampo da plumcake da 1lt
Ingredienti:
100 gr + 50 gr farina manitoba
125 gr farina integrale
100 gr lievito madre attivo
50 ml acqua
50 ml latte
50 ml olio di semi
50 gr zucchero di canna
un cucchiaino di malto d'orzo
sale q. b.

Preparazione:
sciogliere il lievito con il latte, un cucchiaino di zucchero (tolto dal totale) e 50 gr di farina.
Lasciar riposare per 30'.
Unire il resto degli ingredienti e impastare fino ad avere un composto omogeneo.
Dare la forma e posizionare nello stampo precedentemente unto con dell'olio e cosparso con un pò di farina o foderato con carta forno, oppure utilizzate direttamente uno stampo in silicone.
Lasciar lievitare per circa 8 ore ( per me la lievitazione è stata più rapida, forse per merito del lievito rinfrescato la sera prima e del forno tiepido), comunque l'impasto deve superare il bordo dello stampo, triplicando il proprio volume.
Volendo spennellare con latte a temperatura ambiente ( io non l'ho fatto).
Cuocere in forno caldo a 180° per 30'.
Far raffreddare una notte, il giorno dopo tagliare a fette alte mezzo centimetro, utilizzando un coltello a lama liscia e ben affilato.
Far tostare in forno caldo a 120° fino a che non risulteranno perfettamente croccanti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 22 marzo 2015
Molti di voi, forse, in questo periodo si sentiranno un po' come noi, sommersi da tante cose da fare, ma al contempo sommersi in una nuvola di "confusione" ... Per spiegare e, sicuramente vi annoiereste, ci vorrebbe troppo tempo, anche perchè ci sarebbe tutta una vita da raccontare, troppo diversa da quella di molti e non di facile esternazione. Ma passiamo a cose più pratiche: qui da noi diluvia, ma vogliamo augurare a voi tutti un periodo di rinascita all'insegna del nuovo, di tanti progetti da realizzare, brevemente e nel vero senso della parola una
Buona Primavera!

Ed ora passiamo in cucina: avevamo un "fondo" di marmellata di marroni che languiva ed allora abbiamo deciso di fare questo dolcetto, rivelatosi ottimo, con queste dosi vengono due porzioni abbondanti o tre più piccole. Se desiderate una consistenza tipo budino, come la nostra, utilizzate l’agar agar, se preferite ottenere una crema dessert, quindi più morbida, non utilizzatelo. Io ho utilizzato una crema di marroni con dei pezzi, una squisitezza!
Budino marroni e cioccolato
Ingredienti per 3 persone:
50 g di cioccolato (io ho utilizzato un cioccolato oltre 70% di cacao della Leone)
200 g di tofu cremoso
2 cucchiai di polvere di mandorle
3 cucchiai di crema di marroni
1 cucchiaino di agar agar
Facoltativo per guarnire:
io ho utilizzato sia sul fondo che sopra ogni coppetta dei biscotti alle noci e mandorle tritati .

Preparazione:
fate fondere a bagnomaria il cioccolato e aggiungete la polvere di mandorle. Mescolate bene per ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il tofu e la crema di marroni (io ho utilizzato il mixer a immersione per donare cremosità) e amalgamate bene. Sciogliete l’agar agar in un pochino di acqua, aggiungete al composto e amalgamate bene.
Ripartite il composto in 3 coppette e mettete in frigorifero almeno 4 ore prima di servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 13 marzo 2015
Questa volta arriviamo un po’, come si suol dire, con “la lingua a penzoloni”, gli ultimi quindici giorni sono stati parecchio intensi, ma non potevamo mancare al consueto appuntamento con l’MTC
Questo mese la proposta arriva da Flavia, che per noi è l’emblema del buonumore, del desiderio di vivere, sperimentare e sicuramente l’allegria regna a casa sua! La ricetta è la pasta brisé e noi abbiamo seguito le sue esaustive indicazioni.
Mentre preparavamo la nostra versione ci siamo chieste il perché della nostra mensile partecipazione, lo riconosciamo noi non siamo precise, siamo pasticcione e siamo presenti per far sì che tutti gli altri componenti possano eccellere, ebbene sì noi siamo l’ultima ruota del carro, la ciofeca dell’MTC, ma siamo sempre contente di esserci, perché questo significa che ci siamo messe alla prova, abbiamo imparato cose nuove, messo in moto i neuroni per preparare qualcosa di diverso.
La nostra proposta nasce da una rivisitazione della brandade de morue, un piatto molto diffuso nel sud della Francia a base di baccalà e patate, ma credo di origine portoghese, volutamente abbiamo sostituito l’aglio con la cipolla per non rendere troppo pesante il tutto. Ormai a tutti noi sono note le origini francesi di Magali (qui potete leggere la sua storia) che, ovviamente, è stata l’ispiratrice, lasciando, volutamente, il tuo tocco.
Quiche à la brandade di Magali
Per la pasta brisée:
250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Per la farcia:
250 g di baccalà
300 g di patate
½ l di latte
1 cipolla bianca
alloro
timo
50 g di gruyère grattugiato
prezzemolo
2 zucchine
2 uova
50 ml di panna
pepe

Preparazione:
nei due giorni antecedenti la preparazione della torta mettete il baccalà salato a pezzi, con la pelle rivolta verso l’alto, in un’insalatiera e coprite con acqua, cambiatela frequentemente.
per la pasta: versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
Stendete la pasta di 2-3 mm di spessore. Rivestite una tortiera e mettete il frigorifero per 20 minuti.
Scaldate il forno a 190°C. Bucherellate il fondo del guscio di pasta e cuocetelo in bianco, per 15 minuti. Abbassate la temperatura a 170°C, togliete i pesi e la carta e rimettete in forno per 5-10 minuti. Lasciate da parte mentre preparate il ripieno.
Pulite il prezzemolo e la cipolla, tritateli finemente e mettete da parte.
Prendete i pezzi di baccalà e fateli cuocere nel latte insieme all’allora e al timo per venti minuti circa. Una volta cotto, fate raffreddare, scolatelo, togliete la pelle e riducetelo in pezzetti con l’aiuto di una forchetta e togliete bene tutte le spine.
Pelate le patate, tagliatele a pezzi e fatele cuocere in acqua. Non ho aggiunto sale visto che saranno mescolate al baccalà. Una volta cotte, scolatele e schiacciatele con la forchetta.
Unite il baccalà con le patate, mescolate bene e aggiungete un cucchiaio di latte di cottura e il prezzemolo e la cipolla, mescolate bene il composto.
In un’altra terrina mettete le uova e la panna, mescolate bene, aggiungete il pepe e il formaggio e mescolate al composto di patate e baccalà.
Pulite le zucchine e affettatele finemente con la mandolina, mettetele in una terrina, conditele con olio e pepe, mescolate bene.
Mettete il composto nel guscio di pasta brisée e poi mettete le zucchine.
Infornate per circa 15 minuti. Cinque minuti prima della fine cottura spolverizzate con un pochino di formaggio.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 8 marzo 2015
Eccoci qui, questa domenica un po' di corsa, ecco qui la foto di un elemento commestibile acquistato a Parigi ... io l'ho comprato basandomi sulla fiducia, non mi ha entusiasmato. Non l'avevo mai visto qui in Italia, io vi domando: "Che sarà?". La prossima domenica la risposta!
Ed ora la locandina di un film che le persone della mia età ricorderanno ...
E voi sapete che, soprattutto, a Parigi mi piace andare a zonzo e scoprire cose nuove ed è proprio nel supermercato di alimenti asiatici che ho notato il tamarindo, ovviamente mi ha subito incuriosito e l’ho comprato senza neanche sapere che farne. Ho subito chiesto alla cassiera come si poteva utilizzare, ma lei mi ha risposto che non l’aveva mai assaggiato … tornata a casa ho letto che un ingrediente basilare della salsa Worcester, ma i frutti maturi possono essere utilizzati anche per dolci e sciroppi.
Ho voluto subito provarlo in una ricetta salata, il cui gusto era veramente un giusto equilibrio tra dolce e salato. Ecco qui la foto del tamarind ...
  
Ed ecco la ricetta ...



Patate agrodolci caramellate al tamarindo
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di patate
2 spicchi d’aglio
1 scalogno
Peperoncino in polvere
Olio di oliva
sale
Per la salsa:
2 cucchiaini di tamarindo liquido
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di miele io ho usato millefiori
3 cucchiai di salsa di soia

Preparazione:
spazzolare bene le patate sotto l’acqua fredda, poi tagliarle, nel senso della lunghezza, a metà, e poi in quattro (da una patata 8 spicchi).
Sciacquate ed asciugate bene con uno strofinaccio.
Mettetele in un’insalatiera aggiungete 2 cucchiai di olio, un pizzico di sale e mescolate.
Per la salsa: per quanto riguarda il tamarindo io ho trovato i frutti privati della pelle, ma non dei noccioli, risultano abbastanza legnosi un po’ come i datteri. Ho messo due cucchiaini di questa purea in due cucchiai di acqua calda ho mescolato bene, cercato di amalgamare il più possibile, ho passato al colino e ne ho ricavo due cucchiaini.
In una scodella mettete gli ingredienti della salsa: il tamarindo, lo zucchero, il miele e la salsa di soia, mescolate bene, l’insieme deve avere un sapore equilibrato agrodolce.
Pelate lo scalogno e affettatelo con la mandolina. Pelate gli spicchi d’aglio,
Fate cuocere le patate in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti, ricordandovi di girarle a metà cottura.
Poco prima della fine della cottura delle patate, fate scaldare due cucchiai di olio di oliva in una padella aggiungete lo scalogno e fate dorare. Aggiungete l’aglio, il peperoncino, dopo due minuti aggiungete la salsa e le patate e fate cuocere a fuoco medio per circa 2 minuti, praticamente finchè tutto il liquido non sia stato assorbito e alla fine risultano avvolte da un morbido caramello agrodolce.
Servite subito.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
domenica 1 marzo 2015
Leggo abitualmente il settimanale "Internazionale" e nell'ultimo numero questa fotografia mi ha particolarmente colpito, invitandomi a riflettere su tutto quello che ho e che, forse troppo spesso, dimentico di avere. Vi riporto, integralmente, qui sotto ciò che c'è scritto nel riquadro:
Spazio Vitale - Hong Kong, Cina - 2 febbraio 2015 Meno di 6 metri quatrati è lo spazio in cui vivono una donna e suo figlio all'interno di un appartamento condiviso a Hong Kong per il quale pagano l'equivalente di 430 euro al mese. Il 25 febbraio il segretario delle finanze della città ha presentato il bilancio per il 2015, che include sgravi fiscali e alre misure a sostegno delle classi più povere. Le famiglie a basso reddito che vivono in alloggi pubblici saranno esentate dal pagamentee di un mese di affitto.
Sicuramante anche a voi capita di aver qualcosa che sta lì e deve essere terminato … vi avevo già parlato in questo post della cream di sesamo nero

E' un dolce semplice da tè o prima colazione, ma il sesamo gli dona un gusto unico.

Dolce nero
Ingredienti:
75 g di crema di sesamo nero
1 vasetto di yogurt bianco (150 g)
30 g di miele
60 g di zucchero di canna
160 g di farina
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci
sesamo nero per spolverizzare
zucchero a velo

Preparazione:
preriscaldare il forno a 180°. Mescolate gli ingredienti nell’ordine in cui li ho elencati nella preparazione e amalgamate bene con l’aiuto di un battitore elettrico. Versate il composto in una teglia foderata di cartaforno. Spolverizzate con i semi di sesamo nero. Infornate per 30 minuti. Lasciate raffreddare.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 22 febbraio 2015
Sono una persona a cui piace scoprire cose nuove, assaggiare nuovi sapori. A Parigi amo andare per negozietti vari e proprio, durante la mia ultima permanenza, nel mio supermercato asiatico mentre girovagavo nel reparto frutta e verdura, la mia attenzione è stata subito attirata da questo frutto, soprattutto per il suo colore desueto per qualcosa di naturale e commestibile: un incredibile rosa shocking ... e quindi non potevo non comprarlo!
Tramite internet ho appreso che si chiama frutto del drago, si mangia semplicemente tagliandolo a metà e con un cucchiaino, è succoso ed il gusto è simile ad una pera incrociata con un kiwi. Aiuta l'eliminazione delle scorie contenute nel nostro corpo, è ricco di vitamina C, calcio e fosforo. Ha anche un alto contenuto di antiossidanti. Voi l'avete visto in Italia?
Qui, a Torino, piove e fa ancora freddo, quindi ho colto l'occasione per preparare un'altra ricetta tratta dal ricettario del caffè svedese a Parigi, di cui vi avevo parlato in questo post
una zuppa semplice, ma avvolgente e confortevole come un abbraccio. Sullo sfondo della seconda foto fa capolino il mio pane integrale fatto con il lievito madre un'accoppiamento veramente vincente per chi ama le cose semplici.

Zuppa di broccoli allo zenzero – Broccolisoppa med ingefära
Ingredienti per 4 persone:
1 cipolla gialla
2 cime di broccoli
1 l di brodo vegetale
1 dl di panna
zenzero grattugiato fresco
sale
pepe
olio di oliva

Preparazione:
fate rinvenire la cipolla affettata sottilmente in una casseruola con dell’olio di oliva. Aggiungete i broccoli puliti, lavati e tagliati a pezzi. Aggiungete il brodo vegetale e fate cuocere per 20 minuti, passate la zuppa al mixer, aggiungete poi la panna e lo zenzero grattugiato fresco, portate ad ebollizione, salate e pepate.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 15 febbraio 2015
Oltre al tormentone del timore di ingrassare, le mie amiche sono a conoscenza di un altro: il famoso riordino!
A differenza di molti, sono una persona che cerca di ascoltare le parole elargite dalle persone care e, in questo frangente, devo ringraziare la mia amica Bruna, che mi ha dato il prezioso consiglio: di procedere “senza pietà”. Questa frase riecheggia nella mia mente ogni qual volta mi metto all’opera: mi affretto lentamente in quest’opera di riordino (vi assicuro che non salto un giorno), ma vado avanti e questo è l’importante.
Proprio in questo periodo mi son trovata sottomano questo libro: “Manuale di pulizie di un monaco buddista” dall’apparenza insignificante, ma l’ho sfogliato e ne ho tratto alcuni spunti che hanno rafforzato il mio pensiero, mi hanno stimolato e, quindi, ho pensato di condividerle con voi.

“Fare pulizie non è semplicemente togliere lo sporco, ma è in stretta relazione con lo spazzar via le nubi che oscurano la nostra anima.
Siate grati alle cose che vi sono state utili e quando non ne avete più realmente bisogno fatele risplendere di una luce nuova donandole a chi ne può fare buon uso. Questo significa averne cura.
Zengosaidan è un’espressione idiomatica zen che significa “non pentirti di ciò che hai fatto in passato, non preoccuparti per il futuro e dedicati con tutte le tue forze a non avere mai rimpianti”, questo concetto nel contesto delle pulizie dell’anima si traduce nella regola del non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.”

E’ difficile dar via tante cose, ma veramente gli spazi per quanto grandi, non possono contenere l’inverosimile, io ho tantissimi vestiti, a volte mai indossati, borse quasi nuove, libri di arredamento, bricolage mai utilizzati, servizi di bicchieri, vassoi che non uso più e ho imparato a donarle, le persone che desiderano riceverle a me fanno una grande cortesia e loro sono entusiasti di cose praticamente nuove.
Io mi sento serena, ho ancora tanto lavoro da fare, ma mi guardo indietro e vedo quello che ho già fatto e non posso che concludere con: “Grazie Bruna!”. Dimenticavo ho ancora foto scattate a Parigi da pubblicare prossimamente!

Ed ora una ricetta per me vegetariana, ma saporita per tutti.

Polenta's sandwich
Ingredienti per 4 sandwich:
200 g di farina per polenta
1 peperone giallo
1 zucchina
1 carota
1 scalogno
2 cucchiai di aceto balsamico (facoltativo)
olio di oliva
formaggio di capra
parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
preparate la polenta (potete usare benissimo quella precotta o va benissimo se l’avete avanzata) e mettetela in una pirofila a raffreddare.
In una padella con un pochino di olio fate soffriggere lo scalogno affettato sottilmente, aggiungete le carote tagliate a julienne, e fate cuocere qualche minuti, poi il peperone a striscioline e dopo qualche minuto aggiungete la zucchina anch’essa taglia a julienne e l'aceto balsamico, salate e fate cuocere per una decina di minuti.
Tagliate dei cerchi di polenta con un coppapasta di circa 8 cm di diametro.
Mettete in una teglia un cerchio di polenta, poi la verdura, e una fetta di formaggio di capra, un altro cerchio di polenta, un’altra fetta di formaggio di capra e spolverizzate con il parmigiano grattugiato.
Infornate affinchè il formaggio si sciolga.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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