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Magali

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mercoledì 16 gennaio 2019
Non sono mai andata al cinema in Francia, perché riuscire a comprendere tutte le parole non è semplice, specialmente se si ascolta, parlo per me, senza cuffia.
Di questo film mi ha parlato Sylvie il primo di gennaio e il giorno dopo passeggiando per il paese ho notato che al cinema davano proprio questo film e rientrava tra le iniziative gratuite offerte dal comune.
Il fulcro di questo film sono i paesaggi, la natura, il rapporto tra Mia e il leone e quindi i dialoghi sono di rilevanza secondaria.
Mia ha undici anni quando intesse una relazione fuori dal comune con Charlie, un leone bianco nato nella fattoria dei felini tenuta dai suoi genitori nell’Africa del Sud. Tutti e due crescono come fratello e sorella e diventano presto inseparabili. Tre anni più tardi, Charlie è diventato un leone imponente, Mia scopre una terribile verità che la fattoria nasconde: suo padre vende i leoni a dei cacciatori di trofei.
Mia è profondamente addolorata e l’unica sua ragione di vita diventa quella di salvare Charlie.
Il film è tratto da una storia vera, girato nel corso di tre anni affinchè la protagonista e il cucciolo di leone familiarizzassero crescendo insieme. E' stato patrocinato dalla Fondation Vuitton, Fondation Prince Albert di Monaco, Rolex e diretto da Gilles de Maistre, che si è avvalso dell’aiuto dello zoologo Kevin Richardson, “l’uomo che sussurrava ai leoni”.
Se desiderate vedere il sito della Fondazione Kevin Richardson CLICCATE QUI
Se desiderate vedere il suo sito personale CLICCATE QUI
Durante la proiezione oltre a scene stupende ed emozionanti, ve ne sono anche dure, che rivelano realtà atroci, ma il film è al contempo profondamente commuovente. In Italia il film esce domani, giovedì 17,  lo consiglio vivamente, perché è veramente bellissimo!
martedì 15 gennaio 2019
Odio il mese di gennaio e, di conseguenza, il mio compleanno, ieri la giornata non è iniziata come una delle migliori, nessun festeggiamento previsto, ma è stata rallegrata da piccole piacevoli sorprese che mi hanno fatto molto piacere e, quindi, ringrazio tutti di cuore.
Oggi vi parlo di questo libro
di Kazuo Ishiguro insignito del premio Nobel per la letteratura nel 2017.
Un brevissimo, si legge in meno di un'ora, e struggente racconto dell'epilogo di una storia d'amore.
La fine comune a quella di molti legami, la motivazione assolutamente no. A portare al termine questo legame non è l'estinguersi del sentimento tra la coppia, anzi ancora intenso a distanza di anni, ma le circostanze dettate per un artista al dover restare ancora sulla breccia.
Non vi svelo di più, nel caso aveste intenzione di leggerlo.
Cosa ne penso? Onestamente non lo so, la lettura scorre, la descrizione dei luoghi e situazioni come quella della  vita e carattere dei personaggi è gradevole, ma io l'ho trovato un po' asettico, come se lo scrittore, volutamente o meno questo non lo so, lo scrivesse in modo assolutamente estraneo, privo di coinvolgimento, al di sopra delle parti, ma questo è il mio modesto parere.

lunedì 14 gennaio 2019
Ho voluto fare una sopresa ad Helga per il suo compleanno ... 
perchè lei odia il mese di gennaio e il suo compleanno, forse per questo motivo, non è mai con il morale al top, trascorre sempre come una giornata qualunque ... e allora in punta di zampotte arrivo io
domenica 13 gennaio 2019
Ho piacere di condividere queste fotografie con voi, perchè per me sono speciali, sicuramente avrei potuto "ritoccarle" e renderle più intense, ma sono stufa della modica della realtà😝
A volte mi è capitato di vedere il mare che "luccica", ma mai di immortalarlo o perchè avevo scordato la macchina fotografica o perchè la luce non era giusta, invece quando ho visto questi scatti sono rimasta incantata e spero che a voi trasmettano la medesima magia.
sabato 12 gennaio 2019
Preparando questo dolce, ovviamente, il mio pensiero non poteva che essere rivolto a Loredana, quindi se lei ha iniziato l'anno con la torta di mele number 0 io voglio farlo con la torta di mele lettera L 😉
E' particolare e, ovviamente, ottima, pur essendo senza uova!😉
Se preferite evitare lo yogurt (io l'ho fatto per evitare i grassi visto il mio colesterolo: il fetente numero 2😱) potete usare 90 ml di olio invece che due cucchiai.
Torta lettera L - Fondant mele e cioccolato e streusel alle noci
Ingredienti per uno stampo da 22 cm:
200 g di mele golden grattugiate (il peso si riferisce alla sola polpa)
115 g di farina manitoba integrale
85 g di farina 00
50 g di zucchero di canna (muscovado)
3 cucchiai di noce di cocco in polvere
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
2 cucchiai di olio di semi di girasole
1 vasetto di yogurt bianco compatto da 125 g 1% di grassi
220 ml di succo di mele

per lo streusel:
50 g di gherigli di noce
20 g di farina 00
40 g di zucchero di canna (muscovado)
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio abbondante di mandorle in polvere

Preparazione:
preriscaldate il forno a 180°.
In una terrina mescolate la polpa grattugiata, lo zucchero, la farina, il lievito, la cannella, la noce di cocco, il bicarbonato e il sale. Mescolate bene, poi incorporate lo yogurt, l’olio e il succo di mela.
Ungete uno stampo a cerniera e mettetevi dentro l’impasto.
Preparate lo streusel: tritate grossolanamente i gherigli, io mi sono aiutata prima con un batticarne e poi con un coltello. Mescolate il resto degli ingredienti, con la punta delle dita come se preparaste un crumble.
Infornate il dolce e fate cuocere per dieci minuti.
Poi aprite il forno e spolverizzate il dolce con tutto lo streusel e fate cuocere per ulteriori 30 minuti circa (praticamente il dolce deve cuocere circa 40 minuti).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 11 gennaio 2019
In qualsiasi cosa trovo che l’inizio sia più semplice, si è carichi di entusiasmo, curiosità, ma i veri “coraggiosi” si vedono alla dirittura di arrivo, non a quella di partenza.
Tento e inzio quest'avventura secondo il seguito generale (mio e vostro) vedrò se continuarla durante lo scorrere dell'anno. Dalla prossima settimana designerò un giorno fisso da dedicare a quest'iniziativa.
Vi faccio una confidenza, in un frangente recente e spiacevole, ho messo in pratica questo “insegnamento” e, onestamente, mi ha aiutato, non che non sia stata male, ma l’ho superato meglio di altre volte.
La prima parte: “Sii buono con te stesso”, consta di 11 “passi”, ovviamente iniziamo con il primo. Tenete presente che tutto, forse, può apparire scontato e semplice, ma vi assicuro non lo è.

1 - STAI DALLA TUA PARTE
La prima cosa essenziale iniziando questo percorso è comprendere che devi stare dalla tua parte, spesso siamo stati educati a credere di valere meno degli altri o forse in fondo a noi stessi sentiamo di non meritare la felicità.
Iniziamo con il chiederci se noi siamo buoni amici di noi stessi. Per rispondere a questa domanda dobbiamo capire se siamo troppo duri con noi stessi o pensiamo di non essere all’altezza o che ciò che abbiamo realizzato durante la giornata non sia degno di essere preso in considerazione. Oppure non siamo in grado di proteggerci dai maltrattamenti degli altri o siamo troppo rassegnati al nostro dolore od simo troppo lenti nell’espletare certe azioni che potrebbero rendere la nostra vita migliore.
Ne consegue che non possiamo aiutare gli altri se prima non siamo in grado di farlo con noi stessi.
Dobbiamo capire e accettare che il nostro dolore, quello di cui abbiamo bisogno, quello che desideriamo sono importanti per noi stessi, solo così qualsiasi cosa possiamo intraprendere sarà ricca di forza e entusiasmo.
Per attuare questo durante la giornata dobbiamo chiederci: sto dalla mia parte e sto salvaguardando il mio interesse?
E’ essenziale porsi questa domanda quando siamo tristi, preoccupati, delusi. Quando altre persone o situazioni ci forzano a fare qualcosa oppure quando sappiamo di dover fare qualcosa per il nostro bene e non lo stiamo facendo. In questi momenti devi portare alla mente il pensiero di essere con qualcuno che ti vuole bene, questo ti farò capire che sei importante, che vali ed è il primo passo per comprendere che sei dalla tua parte.
Ricorda cosa provi quando stai dalla parte di qualcuno in difesa di un bambino, un amico, un animale. Questo sentimento deve essere sempre maggiore e tu ne devi essere consapevole, cerca anche di assumere una postura eretta volta a proteggere qualcuno e lo sguardo concentrato.
Ricorda un momento in cui hai dovuto essere forte ed energico come durante il compimento di uno sforzo fisico e l’essere scampato a un serio pericolo.
Cerca di vedere te stesso come un bambino vulnerabile ed estendi a lui questo senso di protezione. Cerca di percepire cosa provi in questa situazione in cui ti auto proteggi e cerca di rafforzare queste sensazioni. Allontana le possibili resistenze che potresti provare nel prenderti cura di te stesso.
A questo devi chiederti quale sia la cosa migliore da fare per stare veramente dalla tua parte e poi cerca di farla impegnando tutto te stesso.
Riassumendo: stare dalla tua parte significa prenderti cura di te stesso, desiderare di essere felice e non arrabbiato o preoccupato, volere che le persone ti trattino nel migliore dei modi, ti stai adoperando affinchè la tua vita futura sia migliore, che il tuo prossimo ti tratti meglio. Tutti questi pensieri positivi lasceranno tracce altrettanto positive nel tuo cervello. E’ doveroso trattare le persone con rispetto, compassione, gentilezza, ma non dimenticare che anche tu fai parte di quelle persone. Tu con i tuoi diritti, opinioni, bisogni e desideri che hanno la medesima importanza di quelli altrui.
giovedì 10 gennaio 2019
Nel 2018 per un anno intero, mese dopo mese, ci ha fatto compagnia Edith con i suoi disegni che hanno segnato il trascorrere delle stagioni, per quest’anno ho scelto un percorso un pochino più impegnativo. Casualmente, o forse il caso non esiste ed è stata una coincidenza fortuita, in Francia mi sono imbattuta in un libro il cui titolo ha attirato la mia attenzione “il potere delle piccole cose”, una sorta di esercizi settimanali per cambiare la propria vita, piccole pratiche che ci aiutano a modificare il nostro cervello per vivere meglio. Il compito è arduo mutare il proprio modo di agire, non è cosa semplice, ma spesso, forse disperdiamo ancora più energie per modificare gli altri a tutti i costi, senza renderci conto che è assolutamente pura follia.
Questo percorso è rivolto principalmente a me stessa, perché solo “impegnandomi” con voi ho certezza di arrivare fino in fondo.
Sarà proficuo? Non lo so, ma io desidero tentare e se voi vorrete unirvi vi basterà leggere ogni settimana gli insegnamenti di Rick, e mettere in pratica i suoi esercizi. A proposito l’autore è Rick Hanson, neuropsicologo ha insegnato a Oxford, Stanford, Harvard e attualmente all’università di Berkeley, non posso ovviamente riportarvi le sue testuali parole, ma cercherò di trasmettermi a parole mie i suoi insegnamenti in modo sintetico e esaustivo (almeno lo spero).
Ho imparato che nella vita nulla viene regalato, che tutto ciò che si ottiene è frutto di costanza, tenacia, la mia spesso è altalenante, ma desidero tentare, pensate che questo progetto è già da un anno che mi frulla in testa, ma forse non era il momento.
Quindi oltre al club della bottiglia, oggi ne fondo uno altrettanto importante “Il club del miglioramento” e questo, per me, è più arduo, non se e dove arriverò, se sarò sola o qualcuno di voi ci sarà alla 52esima settimana, ma adesso ho una certezza assoluta: l’importante è iniziare, partire, mettersi in marcia inchiuppata e tosta come diceva NM, la filosofa dei poveri.
Allora cosa ne pensate?

ELENCO RICETTE

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