CONTATORE

Sommario

l'MTC

l'MTC
dal 10 al 25 del mese

The Recipe-tionist

The Recipe-tionist
Dal 15 al 31

I NOSTRI VIDEO ....

PER VEDERE I NOSTRI VIDEO (TROPPO DIVERTENTI!) ANDATE IN ALTO ALLA DESTRA DELLA SCRITTA HOME PAGE

Lettori fissi

Magali

Magali
martedì 13 novembre 2018
Sabine Weiss è una fotografa, nata in Svizzera nel 1924, fa parte della famiglia dei fotografi "umanisti", che dagli anni ’30, giravano per le strade per incontrare la gente, le semplici felicità della vita, ma anche le difficoltà e le ingiustizie. Sabine Weiss pubblica il suo primo reportage fotografico a 21 anni nel 1945. Divede la sua attività tra fotografie indipendenti e quelle ordinate dalla stampa e dalla pubblicità. Lavora anche per il giornale Vogue. Nel 1955 ottiene anche il riconoscimento del pubblico americano con un’esposizione individuale all’Art Institute di Chicago.
Dimenticavo scusate per i riflessi sulle foto, ho comprato un polarizzatore (pure stra ben recensito), ma non serve praticamente a nulla, al max per i riflessi dell'acqua, si accettano consigli in merito.
La mostra che ho visto al Centro Pompidou
riguarda il periodo dal 1945-1960 e propone una nuova lettura delle fotografie de questa ultima rappresentante della fotografia umanista a partire dai suoi archivi personali.
Nel 2016 Salone della fotografia a Parigi ho avuto il piacere di assistere a una conferenza di Sabine Weiss e la cosa che più aveva colpito, a parte la sua bravura e professionalità, era di quanta passione riponesse ancora nello scattare fotografie, quanta curiosità avesse ancora nei confronti della vita nonostante i suoi 92 anni!
Veramente una donna da prendere come esempio!
Parigi
New York
Mosca
Parigi



lunedì 12 novembre 2018
La fotografia per me, a volte, è un gioco, mi piace divertirmi con i colori, esasperarli fino a renderli splendenti e surreali, quasi a uscire dal grigiore della realtà, da quella patina anonima che ci avvolge.
Dichiarare la finzione, quanti lo fanno, in questo campo, nella vita ... 
Io non sono capace di mentire, mascherarmi, sono così come appaio e spero vi piacciano gli scatti di oggi.

domenica 11 novembre 2018
Il rifacimento di una facciata, lavori in corso "camuffati" in modo divertente, non possono che donare buon umore anche a una giornata grigia, n'est-ce-pas?

sabato 10 novembre 2018
Questo di oggi è il post n° 1111😉
Ormai quando preparo un dolce alle mele, il mio pensiero corre e raggiunge Loredana, quindi, carissima, sappi che se, ogni tanto, ti fischiano le orecchie siamo Magali ed io che ci improvvisiamo pasticcione e facciamo qualche esperimento "meloso".
Non vi sto a descrivere, per non tediarvi, le motivazioni che mi hanno spinto a tentare questo esperimento, ma devo dirvi che, visto la "sanità" dell'impasto si può assolutamente mangiare avendo la coscienza tranquilla!😇😂
Utilizzando questo stampo da 17 cm circa viene bella alta!
Torta di mele sperimentale
Ingredienti per uno stampo da 17 cm:
150 g di farina di riso
1 cucchiaino di lievito per dolci
80 g di mandorle
80 g di zucchero muscovado
1 banana matura
70 g di latte parzialmente scremato
3 cucchiai di olio di semi di girasole
2 cucchiaini di un insieme di spezie (cannella, badiana, garofano, cardamomo)
1 mela grande

Preparazione:
setacciate la farina e unite il lievito e le spezie.
Nel robot tritate finemente le mandorle, aggiungete la banana, poi lo zucchero. Infine pian piano la farina e il latte, alla fine l'olio.
Pelate la mela, privatela del torsolo e tagliatela con la mandolina (io ne una che taglia un pochino più spesso di quella abituale e ho usato quella).
Imburrato lo stampo a cerniera mettetevi metà dell'impasto, poi ricoprite con le mele, poi l'altra metà dell'impasto e disponete le fettine di mela tagliate a metà.
Io ho fatto sciogliere un cucchiaio di zucchero in tre cucchiai di acqua e ho spennellato le mele.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti.
Togliete dal forno, fate raffreddare, togliete dallo stampo.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
venerdì 9 novembre 2018
Da tempo avevo letto di questa sala da thé
che ha la particolarità di unire thé e tricot. Organizzano corsi e condividono la passione per i ferri e l'uncinetto che qui, nonostante sia una grande metropoli e vanno tutti di corsa, riescono a ritagliarsi spazi per questi lavori manuali, da noi desueti, e lo fanno in spazi comuni scambiando quattro chiacchiere unite a una tazza di thé. I filati sono esposti e per gli acquisti più significativi, ci si può rivolgere in questa merceria.
Già solo i biglietti da visita non sono deliziosi?
Da tempo desideravo andarci, ma essendo sempre di corsa unita al fatto che fosse in un quartiere non nei miei percorsi abituali, il tutto è caduto nel dimenticatoio e pure io me ne ero assolutamente scordata😆
Il fato, però, ci ha messo lo zampino ed ha voluto che un cliente mi fissasse un appuntamento di lavoro nel 13esimo arrondissement, un quartiere praticamente non turistico, ma residenziale e di uffici.
Ho preso il bus e mi sono avviata verso il luogo del rendez-vous. Ho percorso un tratto a piedi scoprendo un mondo incredibile, mi guardavo attorno come una bambina: alti casermoni moderni che nascondevano viuzze stupefacenti, graffiti, ristoranti caratteristici e vivaci e passeggiando sono attratta dall'ingresso di questo locale
Sbirciando meglio subito alla memoria mi è soggiunto "L'oisive thé" e proprio ho esclamato "Oh!"
Per farla breve il cliente mi ha dato buca avvertendomi proprio mentre ero già sul luogo dell'appuntamento ed allora ho preso la palla al balzo e ho deciso di "pranzare" nella sala da thé.
Ho preso un thé e una fetta di torta, che onestamente non era eccelsa, o meglio senza infamia e "molto" senza lode, ma l'atmosfera mi ha altemente ripagato!

giovedì 8 novembre 2018
Una nota di colore nell'abbigliamento con il tempo grigio contribuisce a scacciare via quell'atmosfera di tristezza che accompagna l'autunno e l'inverno. Questa foto parigina in cui, forse, questa ragazza è un po' eccessiva, ma sicuramente si nota e ha deciso di vivere la vie en rose, mi ha subito trasmesso allegria! Ingrandendo la foto si vede che ha una custodia per cellulare a forma di labbra, ovviamente rosa!😄 Magali si è innamorata del suo giubbotto 😻
mercoledì 7 novembre 2018
In questi post uno e due vi avevo parlato del gruppo di scrittura, si sceglieva una fotografia e da questa ognuno dei partecipanti doveva trarre ispirazione. E di seguito il mio racconto. E se vi siete divertiti prossimamente ci sarà un seguito😉
(immagine tratta da internet)
Il nuovo gioco
“Lo conosci il nuovo gioco che spopola in questo momento in internet?”
“No, assolutamente”
“Prenotare un biglietto del treno a fianco di uno sconosciuto e trascorrere il fine settimana in sua compagnia? Un azzardo temerario e sconsiderato, non credi?”
“Sì, assolutamente” risposi senza neanche dar peso alla domanda.
Poi una volta arrivata a casa, nella solitudine della sera, nella mia mente continuano a rimbalzare le parole: gioco, treno, sconosciuto, viaggio … gioco, treno, sconosciuto, viaggio … fino a trasformarsi in un richiamo incessante al punto di accendere il pc, connettermi e, come un automa, prenotare un posto, il mio posto vicino a lui.
Lui? Ma lui chi? Mille domande affollano la mia mente, del tipo che aspetto avrà? Si potrà intessere un dialogo interessante? Puzzerà? Si, perché anche questo è importante, gli odori, per me, sono fondamentali, io sono molto sensibile al punto di portare sempre con me un campioncino di profumo quando utilizzo i mezzi pubblici, perché voi non sapete come l’eau de parfum “Ascella pezzata” sia in gran voga tra i viaggiatori!
Comunque tornando allo sconosciuto, penso tra me e me: salgo sul treno e se percepisco che il mio compagno di viaggio non è degno di tale nome, scendo e me la batto!
Nella vita se pensi di poter avere sempre una via di fuga diventi più intraprendente, se pensi che oggi è l’unico tempo di cui hai certezza diventi più coraggioso.
Oggi è il giorno della partenza e io, come d’abitudine, arrivo alla stazione pochi minuti prima del treno, si sono famosa per le mie “fast connection” casa/stazione, ogni volta miglioro il tempo!
E’ tutto così rapido che non riesco a pensare a nulla, percepisco lo stridere dei freni, affretto il passo e finalmente salgo “in carrozza”. Attendo fino all’ultimo per raggiungere il mio posto, dando, così, la possibilità agli altri passeggeri di accomodarsi. Buon segno, il mio posto è il 14, e non poteva essere altrimenti visto che è il numero che da sempre ricorre nella mia vita. Ripeto tra me e me la solita tiritera, il 14 sono nata, abitavo all’interno 14, il 14 mi sono fidanzata e … basta con questa lagna, non ti distrarre concentrati sul passeggero numero 13.
Che stupida sono, ma che vuol dire buon segno? Questo lo potrò affermare solo dopo essermi seduta! Ci sono, l’ho individuato è lì seduto accanto al finestrino a fianco a lui il mio posto vuoto … mi dirigo spedita, lo fisso incredula, mi accomodo, in silenzio poggio la mia mano sulla sua, penso tra me e me che ha un ottimo profumo, il treno parte, un nuovo viaggio ha inizio.

ELENCO RICETTE

ELENCO RICETTE
clicca sul micio!

Cerca nel blog

Archivio blog

Ci siamo anche noi!

Tutti Uniti!

Tutti Uniti!

Siamo

Siamo