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Magali

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domenica 17 giugno 2018
La Camargue non è propriamente la zona della route de la lavande, non se ne vedono intere distese, ma solo qualche ciuffetto qua e là. Io, comunque, la identifico con questi luoghi, mi piace il colore, il profumo. Sembra una spiga fiorita e adoro tantissimo sfiorarla e sentire l'aroma che rimane tra le dita.😊 sempre per la serie  piccole cose che danno gioia!

sabato 16 giugno 2018
Non vi capita mai di avere ingredienti in scadenza, desiderare un dolce che sappia di buono? A me è successo qualche giorno fa, complice anche il desiderio di coccolarmi, pur essendo da sola, dopo essere stata tanto male, e così ho preparato questa torta, ASSOLUTAMENTE SENZA GRASSI!
La pasta è morbidissima e vi assicuro che quando l'ho assaggiata mi sono detta: "Ah pppperò!".
Sì è proprio un dolce che sa di casa accogliente! In questa settimana quasi tutti i miei vicini sono assenti, tranne quelli "al di là del muro", l'ho condivisa con loro che hanno molto apprezzato!😋 Vi confesso che io ne ho pappato una metà abbondante 😉
In Francia uso la farina T45 paragonabile alla nostra 00, ma a me sembra, l'ho notato anche in altre preparazioni, che abbia una resa migliore.
Torta speciale di albicocche
Ingredienti per uno stampo di diamentro:
300 g di farina T45 (la nostra 00)
85 g di zucchero
1 vasetto di yourt greco bianco 0% di grassi (in realtà il vasetto era da 170 g, ma io non ho resistito a mangiarne una cucchiaiata)
1 uovo intero
1 albume
1 pizzico di cannella
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
scorz grattugiata di un limone bio
3 cucchiai abbondanti di marmellata di mele di Iucci
5 albicocche
1 cucchiaio di zucchero semolato
zucchero vanigliato

Preparazione:
setacciare la farina con il lievito, aggiungete lo zucchero, la cannella, il bicarbonato, il sale e la scorza grattugiata del limone, mescolate bene, poi l’uovo e l’albume e lo yogurt impastate bene fino ad ottenere una palla. Avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigorifero per 30 minuti circa.
Tiratela fuori dal frigo e stendetela con il mattarello, mettetela in uno stampo foderato di carta forno, facendo bene aderire la pasta ai bordi.Bucherellate  fondo e bordi con una forchetta. Mettete la marmellata distribuendola in modo uniforme.
Tagliate le albicocche in metà e poi a fettine nel senso della lunghezza e disponetele nello stampo. Visto che le mie albicocche non erano molto mature le ho spolverizzate con zucchero semolato.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Tirate fuori dal forno, fate raffreddare e se lo desiderate spolverizzate il bordo con zucchero a velo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 15 giugno 2018
La mia prima auto è stata una 126 battezzata Clementina, poi ho avuto una Uno chiamata Ugo ed ora ho un Kangoo, detto Otto, questa breve cronistoria è proprio per parlarvi di quest’ultimo. Quando arrivo al mare praticamente non ci sta più uno spillo, viene caricato in tutti gli angoli, preparo i pacchetti più minimal da mettere sopra lo spazio sulle ruote, sotto i sedili, nella zona dei contenitori, che ringraziando Dio quest'auto ha sopra il parabrezza, insomma alla fine quando scarico è una caccia al tesoro per trovare la roba! Capite voi se uno vuole portare l’acqua particolare che lì non trova, la macchina da cucire, il paniere preparato come regalo alla vicina, la borsa frigo con la scorta di carne (per i carnivori ovviamente), la pianta di basilico (quest’anno pure la menta), tutte le ante della cucina rilaccate (carico eccezionale), scorte di cibo per Magali, attrezzatura fotografica, il pc e vino a gogò e, ovviamente, lo spazio per Magali, capite voi che un minimo di logistica e preparazione psicologica ci va prima di affrontare l’impresa del carico!😄 Praticamente un trasloco!😂 E ogni volta prima della partenza dico a me stessa:"Porto poco!"😂
Le bottiglie di vino stavolta sono state veramente molte, ma è così: una bottiglia al vicino che sta a “destra” mio fornitore di verdure (per luglio dice che ritorna con una cassetta apposta per me, gli ho detto che dall’anno scorso è diventato l’uomo dello zucchino 😁, da quando mi riempì di questa verdura di tutte le dimensioni immaginabili pure grandi come una clava!), poi la coppia di vicini al di là del muro vino pure per loro unitamente a parmigiano, olio e qualcosa di carino per lei, poi il nuovo vicino di sinistra (che affitta e cambia sempre) e lui mi chiede, non conoscendomi e guardandomi con sguardo stupito:”Perché?” e io:”Perché siete il primo vicino pulito in 17 anni!”, i miei amici svizzeri discreti, ma presenti, e la distribuzione del vino ancora continuerà nei prossimi giorni.
Perché faccio ciò? Perché porto un pensiero a molti? Semplicemente perché in questo piccolo paese di pescatori, immerso nella natura dove, geograficamente, a destra e a sinistra non c’è nulla, quando arrivi e percorri gli ultimi 40 km che ti porteranno a destinazione, ti rendi conto che stai arrivando in un posto speciale. (se non vi siete ancora annoiati il racconto prosegue dopo le foto)
Lo è per il paesaggio, la fauna, ma soprattutto per le persone, ti sembra di entrare in una bolla iridescente di “bene” e io non posso che contribuire con piccoli atti di gentilezza a tutto questo. Il vicino al di là del muro (uomo d’altri tempi) che quando arrivo mi fa il baciamano, il vicino che abita all’entrata anche lui agé che si stupisce ed è felice solo perché mi ricordo il nome del suo cane e quando mi incontra si toglie il suo panama in segno di saluto, la signora che vende le ostriche che mi regala sempre un'ostrica in più, il pescivendolo che mi regala il limone, poi René il signore che mi taglia le piante, di origine toscana, che mi parla in italo/francese e mi fa schiantare dalle risate quando mi dice passami la granata (scopa in dialetto toscano) o quando gli dico che voglio che lui mi faccia qualche lavoretto di massoneria (come dice lui muratura) e lui mi risponde te lo faccio proprio a modino, lo ripete spessissimo e Modino è diventato il suo soprannome, i miei vicini vicini che ridono perché appena arrivo mi vedono con lo spazzolone e lo straccio in mano che pulisco la terrazza e mi dicono “Solo tu!”, un’altra vicina che mi dice “Se hai bisogno della menta vieni a raccoglierla” e gli esempi che potrei citare sono tantissimi.
I tempi ovviamente qui sono slow, quelli tipici di un paesino del meridione, ma tutto funziona perfettamente e vedere di sabato mattina presto un addetto del comune che pulisce la stradina dietro casa mia, togliendo le erbacce dallo scalino del marciapiede, non guarda il cellulare e, soprattutto, lavora alacremente ti fa sentire contento di pagare le tasse.
Molti si stupiscono del fatto che io resti qui da sola, in tutte le stagioni, senza auto e solo con la bicicletta … ops non da sola, in compagnia di Magali che è originaria di questo luogo, non tutti lo farebbero, ma l’importante è non pensare alle cose brutte che potrebbero succederci ovunque, ma a quelle belle e il sentire la voce della vicina che mi chiama al di là del muro (io non ho campanello) per darmi l’insalata o i pomodori o dell’altra che mi invita a colazione, mi trasmette la sensazione di essere amata e quindi la prossima volta Otto sarà ancora più carico!😉
giovedì 14 giugno 2018
In Camargue capita spesso di vedere un'immagine di questo genere, ci sono persone che vanno persino a fare la spesa a cavallo, in giro per le strada o sulla spiaggia, ma a Parigi quando ho visto questi due guardie repubblicane sono rimasta stupita, non mi era mai capitato in tanti anni che ci vado sono rimasta proprio a bocca aperta!😃
mercoledì 13 giugno 2018
Oggi vi parlo di questo libro
Stoner è stato pubblicato nel 1965 e non ha ottenuto molto successo, ma ripubblicato nel 2003 incominciò ad ottenere il successo dei lettori che cominciano a porsi domande sul senso della vita, sull’essere soddisfatti della propria esistenza e sulla propria capacità di modificarla.
William Stoner è figlio di agricoltori che hanno sempre accettato il proprio destino, vivendo anzi solo sopravvivendo, ed è un uomo qualunque che conduce una vita altrettanto qualunque.
Ha un attimo in cui dà una svolta al suo vivere laureandosi e scoprendo la sua vocazione per l’insegnamento a cui si dedica con passione, si sposa con la prima donna che incontra, che si rivela cattiva e indisponente, ha anche un’amante occasionale, contrasti con un collega prevaricatore ed arriva, così, alla vecchiaia e alla pensione a cui mai arriverà.
Dopo quell’unico momento iniziale di svolta, durante la vita Stoner ha alcune occasioni di cambiamento, ma non le coglie, come tanti noi, non ha il coraggio di mutare, di affrontare l’incerto che lo avrebbe portato, forse, ad un miglioramento. Il lettore si identifica con i suoi timori, le sue miserie, ma anche con le sue grandezze, il suo stoicismo, la sua sopportazione, lui ha la capacità di rigenerarsi nella letteratura, in una religione fatta a modo suo, si costruisce un suo mondo, contribuisce ad una pubblicazione, che prende in mano con difficoltà negli ultimi istanti di vita.
Le ultime pagine sono semplicemente struggenti e non ho potuto che sentirmi addolorata nel “lasciar andare via” il Professore che durante il romanzo è stato capace di trasmettermi dolcezza, tenerezza, intransigenza nei confronti di se stesso, mi ha avvolto nella sua tristezza di uomo debole, capace di rinunciare alla felicità, forse per codardia o chissà per non far male al proprio prossimo. Un'esistenza come tante, ma un libro assolutamente unico.

martedì 12 giugno 2018
Solitamente in estate, se sono al mare, faccio colazione nel piccolo spazio che ho all'aperto, mi piace sentire la brezza del vento fresco, guardare le piante che mi circondano e prendermela comoda, perchè le petit déjeneur è il pasto che amo di più. Anche se lontanta mi sento, comunque a casa, anche perchè c'è sempre qualche dolcezza che me la ricorda, vero Iucci?😉
lunedì 11 giugno 2018
Ieri la mia giornata è stata, per motivi di salute, decisamente NO, ma il solo fatto di poter essere qui, stamattina, a scriverlo per me è una gran cosa. Non sono ancora propriamente in forma, ma non demordo e poi come potrei, con la mia fedele Magali, che non vedendomi alzare ieri continuava a saltare sul letto e a chiamarmi.
Soffro della sindrome di Meniere, una malattia come tante, ce ne sono di peggiori, non vi sono cure risolutive, ma solo al bisogno, cioè quando sopraggiunge la crisi, ma la cosa obbligatoria è stare assolutamente immobili, ogni movimento, anche solo ruotare leggermente il capo, non fa altro che aggravare la situazione, quando si è distesi nel letto e si decide di cambiare posizione, prima che il corpo si assesti nella nuova si è assaliti da nausea e vertigine, senza contare il mal di testa che ancora oggi è qua con me! Ieri la crisi è stata lunga quasi 24 ore in cui non si può far nulla, perchè ogni cosa dà fastidio, è come essere su una nave in tempesta e soffrire il mal di mare e non poter scendere, si può solo attendere che passi. 
E durante questo tempo non ho fatto altro che pensare, riflettere, su quanto sia fortunata, per avere al mio fianco tante persone che mi vogliono bene, loro, forse, non sanno neanche quanta importanza rivestano nel mio quotidiano, anche se sono lontane e  se, alcune non le conosco, per me ognuna di loro è un tassello del puzzle della mia esistenza, che mi fa sentire amata.
Per me che ho dovuto crescere in fretta, che ho fatto da genitore ai miei, che ho studiato la notte per poter laurearmi, per me che ho sempre cercato di tirar fuori la mia forza fino a farne una corazza, per me che adesso che sono diventata vecchia, non sapete quanto faccia bene al cuore sentire il vostro affetto e, ripeto, forse voi non ve ne rendete neanche conto di quanto ogni "tassello" sia importante nel mio puzzle: ci sono quelli che stanno agli angoli, basilari per dare regolarità al tutto, quelli con l'incastro particolare, capaci di donare creatività, quelli colorati, che sanno illuminare l'insieme, quelli più cupi, ma altrettanto importanti, perchè donano equilibrio, quelli così particolari a cui non riesci a dare una collocazione, ma quando l'hai trovata, ti rendi conto di quanto siano fondamentali e nel mio puzzle ci sono, ovviamente, anche quelli pelosi😻. E alla fine in giorni in cui ho solo il pensiero come  mio compagno, mi rendo conto della mia ricchezza, di quanto io, che mi sento perennemente accompagnata da una sensazione di solitudine interiore, sia, in realtà, un pezzetto contornato da tantissimi altri che insieme non possono che creare un'immagine stupenda. Non posso che concludere ringraziando ognuno di voi per esserci.💗

ELENCO RICETTE

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