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Magali

Magali
sabato 30 giugno 2018
Non ci crederete, ha stupito anche me: ieri ero seduta su una panchina a leggere e a fianco avevo parcheggiato il mio mezzo di locomozione 😉 e una signora sconosciuta mi chiesto dove avessi comprato il coprisella! 😊😁
Da sola, sono sincera, non sono molto ligia agli orari, ma su una cosa non transigo: la cena. Cucino sempre qualcosa, al di là del fatto che ho fame 😊 credo sia una forma di doveroso rispetto nei confronti di se stessi!
Le uova sono brouillé, l'equivalente delle nostre strapazzate, ma rimangono più morbide da come le preparo abitualmente.
Le dosi sono per una persona, io, me medesima!😂
Pomodori alla coque
Ingredienti per una persona:
2 pomodori San Marzano grossi (qui li chiamano Roma)
1 uovo
10 g di burro
1 cucchiaio di latte
4 foglie di basilico
sale
pepe

Procedimento:
tagliate la calotta ai pomodori, svuotateli con l'aiuto di un cucchiaino e salateli un pochino all'interno, metteteli in piedi a testa in giù in un piatto.
Mettete una padella sul fuoco, mettete l'uovo e girate con una frusta, poi metà del burro, il latte, sale, pepe e continuate a girare finchè  non si rapprende. Togliete dal fuoco e aggiungete il restante burro e il basilico tritato.
Riempite i pomodori e servite.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
venerdì 29 giugno 2018
Al mare ho, da parecchi anni, una bicicletta, unico mio mezzo di trasporto, si è rotta la sella e l'ho sostituita, ma proprio non mi ci trovavo e, così ho rimontato la vecchia aggiustata con del nastro adesivo rinforzato. Ero ritornata alla mia comoda "seduta", ma in quello stato era proprio orripilante! L'idea della catena l'ho copiata dalla cara Iucci 😉
E così ho deciso di darle un nuovo look e l'ho fenicotterata!😂
giovedì 28 giugno 2018
Oggi vi parlo di questo libro 
che è il diario del proprietario di una libreria di libri usati a Wigtown Nel Galloway, “la regione dimenticata che occupa l’angolo sudoccidentale della Scozia”, come viene definita dall’autore Shaun Bytell, durante ogni pagina del libro ho sempre pensato alla mia cara amica Laura 😉
The book shop esiste davvero e QUI potete vedere il sito. Io l’ho scoperto solo al termine della lettura e l’autore, fisicamente, lo immaginavo diverso. E’ buffo come ci si faccia un’idea opposta nella propria mente!
Il libro è un diario quotidiano della sua vita vissuta in libreria, dei mesi di maggiore affluenza e dei periodi di magra, alla fine di ogni giornata c’è anche indicato l’ammontare dell’incasso. Le persone che si presentano in libreria, clienti abituali o saltuari, sono descritti con sagace ironia ed anche i collaboratori di Shaun sono veramente particolari. Premetto che io, pur essendo una persona che ride parecchio nella vita, non mi viene da farlo, né al cinema né leggendo, invece forse per il suo humor, che ondeggia tra l’ovvietà e l’assurdo, questo libro mi ha strappato delle risate fragorose. Sono anche descritte emozioni desuete e indicazioni letterarie, purtroppo, principalmente di autori inglesi. E’ una lettura scorrevole ideale per il periodo estivo.
Eccovi qualche stralcio:

A chi di dovere.
Referenze per Sara Pearce.
Sara ha lavorato tutti i sabati presso il Book Shop, 17 North Main Street, Wigtown, durante i tre anni in cui ha frequentato le scuole superiori. Quando dico «lavorato» uso il verbo nel senso piú vago possibile. Trascorreva intere giornate all’esterno del negozio, fumando e ringhiando ai passanti che accennavano a entrare, oppure guardava le repliche di Hollyoaks sul sito di Channel 4. Benché abitualmente puntuale, si presentava spesso al lavoro ubriaca o con forti emicranie da dopo sbronza. Era scortese e aggressiva. Non eseguiva quasi mai i compiti che le erano affidati, e nei tre anni trascorsi presso di noi non si è mai impegnata in alcunché di costruttivo senza un’esplicita richiesta. Era solita lasciarsi dietro una scia di pattume: bottiglie di bibite, sacchetti di patatine, incarti di cioccolato e pacchetti di sigarette. È stata piú volte sorpresa a rubare accendini e fiammiferi dal negozio, e nei miei confronti ha sempre tenuto un atteggiamento irrispettoso, spesso violento.
È stata una collaboratrice preziosa, e la raccomando senza riserve.

Oggigiorno è talmente raro trovare il tempo per leggere che, quando capita, mi sembra il piú puro dei piaceri; piú puro di qualsiasi altra esperienza sensoriale. Quando avevo una trentina d’anni dovetti mettere la parola fine a una relazione molto importante per me: ricordo che in quel momento l’unica cosa che riuscivo a fare era leggere, cosí cominciai ad accumulare una montagna di libri nei quali mi immergevo per sottrarmi al mondo che avevo intorno e dentro di me. I paesaggi di Jonathan Meades, William Boyd, José Saramago, John Buchan, Alastair Reid, John Kennedy Toole e altri mi proteggevano dai miei stessi pensieri e li sospingevano ai margini della mia coscienza, dove continuavano a sfilare in silenzioso corteo senza arrecarmi disturbo. Innalzai una barriera fisica sulla mia scrivania, una barriera fatta di libri, e man mano che leggevo il muro veniva lentamente giú, fino a sparire del tutto.

Hanno speso centosettantacinque sterline e si sono portate via sei borse piene di libri. Cose del
genere capitano assai di rado, ma mi aiutano a ricordare quanto le persone possano affezionarsi alle librerie e perché io abbia scelto di entrare in questo mondo.

Verso sera io e Callum siamo andati a farci una birretta, poi sono passato alla cooperativa per comprare del latte. Mike era al lavoro, con un’aria decisamente mogia. Gli ho chiesto notizie del gatto randagio che aveva fatto sterilizzare, e mi ha detto di essere stato preso a male parole da una signora che, proprio ieri, l’ha accusato di averle rapito il gatto. A quanto pare il micio era scappato di casa settimane fa, ma lei non aveva mai smesso di cercarlo. Non è stata felicissima di sapere che gli avevano tagliato le palle.

Il cliente che stamattina ha acquistato il Diario di Samuel Pepys ha letto la massima di Einstein dipinta sull’esterno del bancone («Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sul primo ho ancora dei dubbi») e mi ha chiesto: «È autentica?» A quanto pare è piuttosto dubbia, e sono in molti a credere che Einstein non abbia mai pronunciato quella frase.

Stavo uscendo dalla cucina con la mia tazza di tè quando un tizio in giacca da lavoro e pantaloni di poliestere una spanna piú corti del normale mi è rovinato addosso e me l’ha quasi fatta cadere.
– È mai morto nessuno qui? – mi ha chiesto poi. – Nessuno ci ha ancora lasciato le penne cadendo da una scaletta?
– Non ancora, – gli ho risposto, – ma speravo proprio che oggi fosse il gran giorno


mercoledì 27 giugno 2018
In questo post vi avevo parlato del gruppo di scrittura ed oggi vi ripropongo un altro mio scritto, l'immagine a cui i partecipanti dovevano ispirarsi era questa. Ricordo che quesa fotografia mi aveva trasmesso una sensazione di inquietudine, trasformatasi nel corso della scrittura.
Non solo correre
Tutti i giorni correva sulla spiaggia, metodicamente alla stessa ora, non poteva farne a meno, era diventato il suo antidoto per non pensare, per estraniarsi dalla realtà. Non le importava del freddo, del vento tagliente che le sferzava il viso o del caldo soffocante, che quasi le toglieva il respiro. Era l’unico momento in cui lei e solo lei assumeva la massima importanza, in cui non chiedeva conferme ad altri e nessuno si appoggiava a lei, ma, soprattutto, in cui si sentiva veramente libera.
Sentiva l’energia fluire in tutto il corpo, riusciva a visualizzare ogni organo che da ogni respiro traeva linfa vitale, i pensieri non esistevano, era assolutamente in pace con se stessa. Aveva, ormai, assunto un ritmo cadenzato, ogni balzo era realmente un “progredire”, un esercizio di tenacia fisica che conduceva ad un’evoluzione della sua anima.
Correva, correva senza meta, totalmente immersa nella natura che la circondava, al punto di guardare, ma non vedere, così come faceva con la sua vita, che le scorreva addosso, come se non le importasse del fluire del tempo, perché il suo “vivere” era assolutamente scialbo, monotono e privo di significato o meglio era, in assoluto, un’esistenza in funzione degli altri.
Un giorno interruppe la sua corsa, di colpo si distrasse, qualcosa la distolse dal suo incedere, ormai, automatico, il suo sguardo fu rapito da una densa foschia che albergava sul mare argenteo, non pareva minacciosa, perché, in lontananza, intravedeva il cielo di un blu intenso, il cui contrasto quasi strideva con la massa bianca. Al fermarsi del suo corpo, una concatenazione di pensieri iniziava a far guisa nei meandri della sua mente. Fino a quel momento anche la corsa, che a lei pareva uno spazio confortevole in cui rifugiarsi, era diventata come la sua vita, ripetitiva, incolore, poi quella maledetta nuvola, aveva rivoluzionato tutto, l’aveva messa di fronte all’imprevisto, al brivido trasmesso dall’insolito, sentiva l’emozione prendere il sopravvento e con essa l’impulso di cambiare. Voleva, assolutamente, carpire la magia di quell’attimo, renderlo proprio, ma soprattutto palpitante. Desiderava il colore, i contrasti, la passione, l’emozione, in quel momento di statica riflessione comprese che doveva diventare la protagonista della propria vita, connotare i propri giorni con allegria e spensieratezza, ma, soprattutto, renderli differenti e, in quanto tali, indelebili nella memoria, anche se questo voleva dire correre da sola, ma, in fondo, non è quello che aveva fatto finora?


martedì 26 giugno 2018
Ripensando alle mie ultimi vicissitudini comiche, l'unica cosa che mi viene in mente è: solo io! Sì solo io posso! Le ho definite Helgate, cioè le caxxate di Helga 😂.
Magali ormai mi conosce e non ci fa neanche più caso! 😹
Inizio con quelle di "scrittura". Io sono negata a scrivere con il cell, non so forse ho le dita troppo grosse, il fatto è che scrivo una cosa per un'altra e non me ne rendo neanche conto, non so come fanno a venir fuori vi faccio qualche esempio la destinataria è stata la mia amica Bruna:
faccio qualche puzza = faccio qualche pulizia
miss = kiss
ho pizzato fuori = ho spazzato fuori
e poi
Dovevo togliere una macchia e invece di utilizzare lo smacchiatore, ho spruzzato l'antipulci! (Hanno la bomboletta molto simile😁)
Sono andata a buttare l'immondizia, senza cellulare e non chiedetemi come abbia potuto fare, ma le chiavi di casa (sono sola) si sono impigliate nel sacchetto e io me ne sono accorta solo quando sono cadute in fondo al cassonnetto che, tra le altre cose, era pure quasi vuoto, così per prenderle ho dovuto issarmi sul bordo e basculare all'interno fino a riuscire a prenderle ... e se fossi caduta rovinosamente?😮
Ieri mattina mentre facevo la doccia ho notato che l'acqua era appena tiepida e non bella calda e non riuscivo a spiegarmi il motivo, visto che nessuno, essendo sola, l'aveva potuta consumare ... spiegazione: ho fatto tutta la doccia con la manopola orientata verso l'acqua fredda e pretendevo pure che arrivasse l'acqua calda 😄
Ho messo la lavatrice e a ben oltre la metà del ciclo di lavaggio, mi sono accorta di non avere messo il detersivo! 😲
In ultimo, proprio ieri sera, questo però non è dipeso da me, un'intera bottiglia di candeggina posta nel ripiano più alto dell'armadio dei detersivi, inspiegabilmente aveva un taglio sotto, il contenuto è colato inesorabilmente sui piani sottostanti e sul fondo 😈, vedete cosa mi invento per trascorrere le serate 😉😂  Anche gli oggetti si sono adeguati a me!😁
Non so che ci posso fare se sono così!
Magali essendo sempre compita mi guarda dall'alto in basso, scuote la testa e ... se non mi capisce lei vuol dire che siamo proprio a posto!!!

lunedì 25 giugno 2018
Dal 2013 si svolge il Campionato di Francia di barbecue nella piazza centrale del paese.
Si è concluso proprio ieri ed io, pur essendo vegetariana da 23 anni (ormai lo sanno anche i muri!😁), sono andata a curiosare. Mi piace girovagare, c'è allegria e si assapora un po' di aria di festa. Qui nel sud, in questo posto molto "rustico" rispetto alla Costa Azzurra, la gente è godereccia, ama bere e mangiare e, appena, c'è qualche manifestazione arrivano a frotte!
Le foto non sono eccelse, perchè vi assicuro c'era sempre parecchia gente, ma vi danno un'idea dell'atmosfera.
 
In vita mia non ho mai visto tanti uomini ai "fornelli"!😂
E c'è anche chi arriva di corsa portando il ghiaccio!
E' presente, ovviamente, anche lo stand del Pastis!😄
Non ho fotografato l'assalto dei "carnivori", ma invece sono riuscita ad assaggiare questa torta, fatta anch'essa al barbecue, ed era buona, la cupoletta era una mousse di pesca.

domenica 24 giugno 2018
Per me questa è proprio una fotografia che "sa" di estate: io adoro i girasoli e la mia vicina di casa mi ha svelato che ne esistono di varie sfumature e, di questo, io non ne ero a conoscenza.
Qui intorno molte risaie sono state sostituite da interi campi di questo magnifico fiore. Distese immense che, in questo periodo, appaiono come bagliori estivi.
E non perdete i post di domani: avvenimento, come dicono da queste parti, super!


sabato 23 giugno 2018
A volte si desidera mangiare qualcosa fatto con semplici ingredienti, ma che sia un po' diverso dal solito e appetitoso.😋
Complice di questo un bel barattolo di conserva fatta in casa regalatami dalla mia amica Iucci, che ormai tutti voi conoscete e vi invito a provare questa ricetta, soprattutto se da avete ancora voglia di accendere il forno😅, altrimenti potete rimandarla a settembre!😉
Vi assicuro che la ricetta è ottima e si può mangiare tranquillamente anche il giorno dopo, quindi potete fare una bella teglia e così avete la cena per due sere!😉
Lasagne di zucchine
Ingredienti per una teglia rettangolare 17X25 cm:
700 g di zucchine un po’ cicciotte
besciamella (io l’ho fatta con il latte di soia)
noce moscata
sugo di pomodoro fresco (io la conserva di iucci)
abbondante parmigiano grattugiato fresco
sale

Preparazione:
pulite e tagliate le zucchine nel senso della lunghezza (io ho utilizzato una mandolina con taglio un pochino più spesso) e mettetela in uno scolapasta a strati, spolverizzando con del sale. Lasciatele a riposare per un quasi due ore.
Preparate la besciamella, mettete il sale, noce moscata e due cucchiai di parmigiano.
Preparate il sugo di pomodoro secondo i vostri gusti.
Scolate bene le zucchine, asciugatele bene, per eliminare tutta la loro acqua.
Sul fondo della pirofila mettete del sugo, poi le zucchine salsa di pomodoro, besciamella e parmigiano, nuovamente le zucchine salsa di pomodoro, besciamella e parmigiano e fate così fino a terminare tutti gli ingredienti.
Infornate in forno preriscaldato a 180° e fate cuocere 40 minuti circa.
Per servire meglio ho fatto una porzione con un coppapasta.
Con il parmigiano grattugiato fate delle cialde per decorare.
Potete servire caldo o tiepido.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
venerdì 22 giugno 2018
A volte la nostalgia assale, si Parigi mi manca, ma, ormai, la conosco talmente bene per sapere che l'estate è il peggior periodo per essere là. I motivi sono tanti: il caldo, la chiusura di tanti posti interessanti, i turisti. Questa saracinesca si trova in pieno centro e BHV sta per Bureau de l'Hotel de Ville, che è un grande magazzino simila a La Rinascente, si trova prorpio in rue de Rivoli di fronte all'Hotel de Ville, ed è un riferimento per moltissimi parigini, specie per il suo reparto ferramenta, bricolage, tappezzeria, vernici, serrature e ... Uomini, vi dono questa chicca se volete fare un incontro maschile andate lì nel seminterrato c'è questo reparto e ne troverete in abbondanza!
Questa foto è della sezione abbigliamento uomo, un immobile distaccato, e si trova in una via stretta, difficile fotografarlo senza auto che sfrecciano!
Mi ha colpito, indovinato voi perchè!😉
giovedì 21 giugno 2018
Queste fotografie, una scattata un momento prima dell'altra,  mi hanno fatto riflettere su come possano rispecchiare la mia esistenza e, forse, quella di molti: a volte è in bianco e nero, forse un po' sottotono per le mie aspettative, poi senza che nulla, in realtà muti, appare diversa, colorata e tutto assume una connotazione differente. Mi sento appagata e desidero solo che l'istante si fermi e non fugga inesorabilmente. L'importante è saper scorgere anche le tante sfumature di grigio 😄 che possono dare un senso alla nostra esistenza.
Solo adesso, scrivendo, mi rendo conto che oggi è il giorno del solstizio d'estate con il tramonto più lungo, inizia ufficialmente questa stagione amata e odiata allo stesso tempo e ho un proposito da proporvi (bel gioco di parole 😉) arriviamo alla fine di questa giornata pienamente soddisfatti, che ne dite non vi sembra una bella idea? E allora che ottimo 21 giugno sia!


mercoledì 20 giugno 2018
Ognuno ha lo spasimante che si merita!😁 Io ho lui: Cappuccino è il gatto di una coppia che abita al di là del muro a tre o quattro casette da me. Lui è la mia ombra, appena arrivo, arriva pure lui, altrimenti è già in mia attesa sul muretto! Poi si mette vicino, vicino, sul tavolo e non mi lascia un attimo. Quando la sera vado a buttare l'immondizia, ho delle sere molto mondane 😄, lui spunta all'improvviso e mi accompagna. Spesso la sera rimane da me nel giardinetto, allora devo saltare il muro e accompagnarlo a  casa! Io lo chiamo affettuosamento Puccio, praticamente 6 chili e mezzo di affetto tangibile!😻(nella terza foto, sullo sfondo c'è il mio portatile, quindi potete farvi un'idea delle proporzioni). Il nostro è un amore nascosto, perchè Magali lo odia come tutti i suoi simili!

martedì 19 giugno 2018
Oggi vi parlo del bar dei poeti,  un posto unico per la sua collocazione, un angolo di tranquillità, semplicemente dei tavoli in questa piccola piazzetta, il proprietario è un signore di 72 anni simpatico e sempre con il sorriso sulle labbra, ti saluta come si usa da questa parti: "Ça va?" e io non faccio che rispondere: "Ça va!" . D'altronde non potrebbe essere diversamente in un posto come questo, dove se giri per le vie del paese al mattino presto, quando iniziano ad aprire i negozi, ad arrivare i fornitori, capita più volte di incontrare persone che mentre lavorano cantano! A me, onestamente, non è mai capitato in nessun altro luogo. Al bar dei poeti, ci sono delle lavagne dove sono scritte delle frasi tratte da poesie e se vuoi entrare ancora più nell'atmosfera non puoi far altro che ordinare come aperitivo un Pastis o detto in provenzale Pastega, è un liquore all'anice, se ne mettono circa due dita e si aggiunge acqua e ghiaccio. Unico diffetto, da queste parti non sono soliti portare stuzzichini di accompagnamento 😞
lunedì 18 giugno 2018
Cerco, per quanto posso, sempre con la mia macchina fotografica, anche perchè quando non lo faccio mi capita sempre qualcosa che avrei voluto immortalare 😌. L'altra mattina passeggiando sul lungomare, ho notato questa ragazzina, probabilmente vestita così in occasione della festa votiva che si è appena conclusa, era assorta, con questo sorriso sulle labbra, da sola assorta nei suoi pensieri!

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