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Magali

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martedì 26 ottobre 2010
C’è un proverbio che dice “il buongiorno si vede dal mattino”, ma Magali ed io diciamo “il buongiorno questo sconosciuto”. L’altra settimana ho accompagnato un’amica a fare delle terapie e mentre l’aspettavo in auto, sono sopraggiunti i vigili urbani ed uno dei due si rivolge a me apostrofandomi “ma lei sta in seconda fila, come mai?”. Non sto qui a disquisire sul fatto che avevo torto, ma mi rattrista constatare un’altra volta che l’educazione si è persa, come il saluto …
In Francia, probabilmente sono più attenti alle apparenze di quanto lo siamo noi, ma il buongiorno è d’obbligo e, per quanto mi riguarda, a me fa piacere, perché lo ritengo un senso di civiltà ed educazione. Forse possono apparire inutili formalità, ma noi riteniamo che salutare sia un modo per entrare in comunicazione con il prossimo, un’introduzione doverosa e soprattutto indispensabile quando si entra o si esce da un luogo ove ci sono altre persone. Persino Magali mi ha detto che tra gatti si usa salutarsi, quindi noi umani che ci crediamo così superiori ed evoluti, forse non lo siamo poi tanto.
La scorsa settimana, come già vi ho raccontato, abbiamo fatto una scappata al mare solo tre giorni, ormai Giacomo è conosciuto da tutti eccolo qui e la pelosotta nera è una delle sue fidanzate, d’altronde come si fa a non essere sedotte dal suo fascino!





Oggi vi presentiamo dei fagioli che abbiamo comprato in Francia, si chiamano fagioli di Paimpol, paesino della Bretagna.
Hanno una particolarità, mangiandoli non producono gli spiacevoli inconvenienti dei fagioli che acquistiamo in Italia, sembra impossibile, ma è così.
Li ho fatti vedere alla mia amica verduriera Antonietta e lei mi ha detto, che qui in Piemonte, non li aveva mai visti. Vorrei sapere, da voi, se in qualche altra parte d’Italia esistono e come vengono chiamati.
Noi abbiamo fatto una semplice minestra, ma era solo una scusa per presentarvi questo “fagiolo magico”.



Minestra di fagioli di Paimpol
Ingredienti per 4 persone:
1,200 g di fagioli (pesati da pulire)
2 pomodori san marzano
1 spicchio di aglio pelato
sale
olio di oliva

Preparazione:
sgusciate i fagioli.
Pelate e fate una dadolata di pomodori.
In una casseruola fate soffriggere l’aglio aggiungete i pomodori e fate cuocere 2 minuti. Aggiungete i fagioli, 1 litro d’acqua circa, sale e fate cuocere per circa 45 minuti.
A cottura ultimata se desiderate una minestra un po’ più spessa passate parte dei fagioli.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

2 commenti:

Minù ha detto...

Eh si, è davvero fascinoso Giacomo!!! E la pelosetta nera è molto chic e charmante!
Anche io ho notato che s'è persa l'abitudine del saluto e le persone in genere sono sgarbate e nervose. Forse sarà la vita troppo frenetica che si conduce, si è sempre di corsa, sempre in ritardo, si ha sempre qualcosa da fare e pochissimo tempo per farlo, lo stress aumenta e di conseguenza la buona educazione e il piacere della comunicazione vanno a farsi benedire!
Che dire di questa minestra: io adoro i fagioli e li mangio a minestra, a zuppa, in insalata e con la pasta e per fortuna non mi fanno nessun effetto collaterale, per cui ne mangio in quantità e con gusto!
Bacioni a te e carezzina a Magali

cristi ha detto...

Che belli questi mici. Giacomo poi... Interessante la storia dei fagioli. Il nome del paese l'avevo sentito, i fagioli così non l'ho mai visti. E sono buoni come dei borlotti o cosa?

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