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Magali

Magali
lunedì 10 maggio 2010
Innanzitutto ringraziamo tutti coloro hanno avuto la pazienza di votarci al concorso di cui sopra.
Oggi mentre ero in piscina (sono costretta ad un nuoto perenne, durante tutte le stagioni, due volte alla settimana per combattere il mal di schiena) Magali vorrebbe venire anche lei, ma, pur amando molto l’acqua, si astiene perché la sua pelliccia è troppo folta e ad asciugarsi ci impiega un’eternità, pensavo che una caratteristica, per me, molto importante è la forza di volontà.
Tornata a casa, parlando con la pelosotta siamo arrivate alla conclusione che l’intelligenza, la perspicacia sono fondamentali, ma se non si ha quel desiderio di andare avanti, la costanza e la caparbietà di riuscire, tutto il resto non conta.
Non importa cosa quale stimolo ci dia la spinta di proseguire, ma bisogna continuare e, durante i momenti di scoraggiamento, non guardare avanti e vedere quanto ancora sia arduo il cammino da percorrere per arrivare alla meta, ma voltarsi indietro e rendersi conto di quanto siamo stati bravi ad essere arrivati fino qui, ad aver superato gli ostacoli, di non esserci fatti sopraffare dallo sconforto. Dobbiamo imparare, in qualsiasi impresa che intraprendiamo, a basarci sul passato, a quanto, nel corso della nostra vita, siamo stati in grado di “non gettare la spugna” e siamo convinte che tutto questo contribuirà al raggiungimento dei nostri obbiettivi.
Durante i nostri innumerevoli percorsi abbiamo sviluppato una certa tenacia, che ci porta, di solito ad avanzare, in quanto siamo convinte che il movimento sia fonte di vita, cercando di non farci abbattere dalle difficoltà, non è semplice, ma sicuramente dopo un periodo pesante, quello successivo sarà o apparirà ai nostri occhi più semplice da vivere. Se oggi siete un po’ abbattuti, passerà sicuramente, perché voi troverete la forza di andare avanti, Magali ed io ne siamo certe.
Ed ora ecco la ricetta del giorno …


Rotolini dell’ultimo minuto
Ingredienti per 8 rotolini:

8 fette di affettato di tacchino
160 g di formaggio fresco tipo Philadelphia
4 cetriolini in agrodolce
4 cucchiaini di senape
sale
8 fili di erba cipollina per legare

Preparazione:
tritate i cetriolini.
In una scodella mescolate il formaggio fresco, la senape e i cetriolini, regolate di sale.
Su ogni fetta di tacchino spalmate un po’ di crema, arrotolate e legate con un filo di erba cipollina
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 9 maggio 2010
Come consuetudine la domenica anche il nostro cervello si riposa e si prepara ad una settimana di riflessioni tra i fornelli!
Oggi ho ricevuto una piacevole sorpresa, mio cognato mi ha gentilmente portato un piatto cucinato da lui,: buonissimo, così ho colto “l’arancino” al balzo e l’ho inserito nel blog di oggi, ormai tutti sanno che la domenica non amo molto cucinare!
Di dimensionin più ridotti sono anche indicati come aperitivo.


Arancini di Roberto
Ingredienti per 4 persone:

per i bianchi:
200 g di riso
1 uovo
1 mozzarella
3 cucchiai di pecorino grattugiato

per i rossi:
200 g di riso
1 uovo
200 g di salsa di pomodoro
200 g di piselli sgusciati
3 cucchiai di parmigiano grattugiato

panpesto
olio di oliva

Preparazione:
fate cuocere il riso in acqua bollente salata. Scolatelo. Fate raffreddare ed aggiungete le due uova ed impastate.
Dividete l’impasto in due ed in uno aggiungete il pecorino, mentre nell’altro, 3 cucchiai di salsa di pomodoro e il parmigiano.
Con la restante salsa di pomodoro avrete già preparato un sugo con i piselli molto ristretto.
Scolate e tagliate a dadini la mozzarella.
Con il riso “bianco” formate delle palle al cui centro mettete della mozzarella.
Con il riso “rosso” formate delle palle al cui centro mettete del sugo con i piselli.
Passate gli arancini nel panpesto e friggete in olio d’oliva.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 8 maggio 2010
Come ben sapete il sabato e la domenica non vi annoiamo con le nostre riflessioni, quindi cogliamo l’occasione per sostituirle con la presentazione un amico pelosotto dalle qualità uniche! Si chiama Vito e coabita con Eleonora, Federica, Alessandra e marito. E’ veramente un micio simpatico e speciale per questo abbiamo deciso di mostrarlo nelle sue molteplici attività.


Ed ora devo dire che oggi Magali ed io ci siamo veramente impegnate, non abbiamo resistito ed abbiamo assaggiato: buona e raffinata, solo un po’ laboriosa! Ed ecco a voi la ricetta.



Torta da leccarsi i baffi
Ingredienti:

2 grandi pere sode
1 l di acqua
6 cucchiai di succo di limone
1 bustina di vaniglina

per la pasta brisé:
200 g di farina
100 g di burro
7 cl di acqua
2 cucchiaini di zucchero
1 pizzico di sale

per la crema:
70 g di burro
80 g di zucchero vanigliato
80 g di mandorle tritate
1 cucchiaio di maizena
1 uovo
100 ml di panna da cucina
1 cucchiaio di rhum

3 cucchiai di confettura di albicocche

Preparazione:
per la pasta: nel robot mettete la farina, il burro freddo di frigo, l’acqua fredda, lo zucchero e il sale. Avviate alla massima potenza e nel giro di pochi minuti si formerà una palla. Avvolgete nella pellicola alimentare e mettete in frigo fino al momento di utilizzare.
Pelate le pere, togliete i semi, tagliatele in metà. Mettetele in una scodella con tre cucchiai di limone.
Fate bollire l’acqua con tre cucchiai di limone e la bustina di vaniglina. Mettete le pere e fate bollire per qualche minuto. Scolate e fate raffreddare. Tagliate ogni metà in quattro parti.
Dividete il burro in pezzi in un’insalatiera et lavoratelo con l’aiuto di una spatola o forchetta per ammorbidirlo fino a che diventi una crema.
In un’altra insalatiera mescolalte lo zucchero vanigliato, la maizena e le mandorle tritate. Aggiungete il burro e mescolate bene. Aggiungete l’uovo mescolando bene, poi il rhum e la panna, mescolate bene fino ad ottenere una crema omogenea.
Togliete la pasta brisé dal frigorifero et stendetela. foderate uno stampo da crostata di circa 28 cm di diametro imburrato precedentemente.
Versate la crema di mandorle, disponete sopra le pere e spennellatele con la confettura riscaldata e passata al setaccio.
Preriscaldate il forno a 180° e infornate la torta per 30 minuti.
E come dice magali “leccatevi i baffi!”
venerdì 7 maggio 2010
Oggi siamo ancora di corsa, come lo siamo state durante tutta la settimana … e quindi la ricetta di oggi è semplicissima, mentre la scrivevo ho pensato che, in effetti, forse una parte di coloro che mi leggono l’apprezzerà, perché non tutti hanno a disposizione molto tempo per cucinare. Questo piatto è un ricordo della mia infanzia, lo faceva sempre mia nonna e a me piaceva tantissimo, forse perché non me lo preparava sovente.
In effetti mangiare sempre la “solita minestra” è scocciante ed a volte anche solo un piatto povero, ma non usuale fa piacere alle papille.
Un po’ come nella vita a volte basta cambiare, ogni tanto, anche se di poco la routine quotidiana come ad esempio seguire un percorso nuovo andando al lavoro, andare a far colazione al bar,
fare un bel pediluvio caldo (come quello che farò tra poco perché sto letteralmente gelando), grattare la panciotta a Magali … o quello che più vi aggrada fa bene a noi stessi.
Si inizia con la teoria dei piccoli passi, piccoli cambiamenti a fronte di quelli più eclatanti che possono sempre verificarsi quando meno ce l'’spettiamo!
Per esperienza personale vi dico che è molto più semplice lamentarsi che scegliere di cambiare. Ho vicino a me persone che hanno la possibilità tangibile per modificare il loro stile di vita e poi per abitudine, paura, indolenza non lo fanno, ma si amareggiano sul loro presente! Ma? Magali dice che gli esseri umani sono difficili da capire ed io concordo pienamente.
Domani è il giorno del dolce e vi promettiamo che ve ne presenteremo uno da leccarvi i baffi!
Oggi, essendo il giorno della verdura, non interessa per nulla a Magali che guardate dove si è messa per non cucinare, solo che ha omesso un piccolo particolare!


Ed ora ecco il mio ricordo d’infanzia …


Zucchini all’uovo
Ingredienti per 4 persone:

500 g di zucchini novelli
3 uova
1 cipolla bianca
20 g di parmigiano grattugiato
sel et poivre
olio di oliva

Preparazione:
puilite e tagliate gli zucchini a rondelle.
Pelate e affettate finemente la cipolla.
In una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva fate soffriggere la cipolla ed aggiungete gli zucchini e il sale, fate cuocere per 15 minuti. Aggiungete le uova, salate e amalgamate con un cucchiaio di legno. Fate cuocere finchè le uova non sono rapprese e spolverizzare con parmigiano grattugiato.
Pepate secondo il vostro gusto.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.
giovedì 6 maggio 2010
Magali ed io riflettevamo sul fatto che, a volte, piccoli accadimenti dall’apparenza banali possano far riflettere. Proprio oggi un’amica Laura (tempo fa avevamo pubblicato una sua ottima ricetta: la torta di zia Bruna e la foto della sua Camilla) ci ha prestato un libro di ricette scritto da lei, ultima copia in suo possesso, ed un’altra ci ha chiesto un consiglio per una delicata questione familiare.
Tutto questo ci lusinga, perché questo ci fa comprendere che siamo degne di fiducia e stima (chiedo scusa se parlo al plurale, ma se no Magali si offende).
Questi valori sono scontati? Sono frutto di un rapporto immediato o lungo?
Siamo convinte che in questo gioca, in una percentuale rilevante, l’impressione che, istintivamente, recepiamo dall’altro, se questa è positiva il rapporto si evolve e si condivide un tratto di strada insieme.
In questo Magali è facilitata, in quanto dotata di un impulso naturale infallibile, un’acuta capacità di analisi e selezione degli esseri umani. Questo avvalora, sempre di più, la mia convinzione che i gatti siano dotati di un settimo senso. Lo stesso che l’ha spinta 5 anni fa a scegliere la mia casetta tra oltre 100 facenti parte del complesso residenziale, come ha fatto a capire che l’avrei tenuta con me, che ero io l’umana con cui dividere il suo cammino?
Si è basata sulla sua capacità intuitiva e questo è un esempio da seguire.
Smettiamola con la solita tiritera dell’essere diffidente in seguito alle delusioni subite, tutto ciò non fa che limitare la possibilità di nuove conoscenze che possono accrescere il nostro bagaglio umano.
Per questo non posso che concludere ringraziando le nostre care amiche per la fiducia accordataci e faremo di tutto per non deludere le loro aspettative!
Ed ora vi chiediamo nuovamente scusa circa la rapidità della ricetta odierna, ma il pomeriggio è trascorso tra inglese, informatica e fisica, quindi questo crediamo sia più che sufficiente per ottenere la vostra benevola comprensione! Magali ha preferito cucinare lasciandomi immersa nella scienza! E con questo vi abbiamo detto tutto. Vi promettiamo nei prossimi giorni di ripresentarci con più impegno!

Rolatine sfiziose
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di coscia di vitello
4 fette di prosciutto crudo
1 mozzarella
prezzemolo tritato
½ bicchiere di vino bianco secco
sale
olio di oliva

Preparazione:
scolate, asciugate e tagliate la mozzarella in 4 pezzi.
Su ogni fetta di carne mettete una fetta di prosciutto, una spolverizzata di prezzemolo, un pezzo di mozzarella, un pizzico di sale e arrotolate, fissate con uno stuzzicadenti.
Fate cuocere per una decina di minut,i a fuoco vivace, in una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva, bagnando con il vino bianco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
mercoledì 5 maggio 2010
In questo periodo stiamo dando una mano e una zampa a mio nipote nella preparazione della tesina per la maturità. E indovinate un po’… tutto questo ci ha portato a riflettere di quanto sia difficile trasmettere valori importanti come, in questo caso, l’amore per l’apprendere. Mi sono tornati alla mente gli insegnamenti di mio padre riguardo al fatto che studiare per me era un dovere come per lui lavorare e all’importanza dell’imparare. Lo studio non finalizzato al mero raggiungimento dell’agognato “pezzo di carta”, ma come patrimonio inestimabile.
Di fondamentale importanza è stata la dimostrazione da parte di mio padre di fermezza legata ad un ostinato desiderio di seguire una passione, concretizzatosi con la laurea in hindi, presso la facoltà di lingue orientali a Venezia, quando aveva sulle spalle una famiglia di tre figli, un lavoro e più di quarant’anni.
Ed è per questo che seguo mio nipote fianco a fianco da moltissimi anni, perché un gesto vale più di mille parole, sperando che l’averlo’”accompagnato”, gli abbia fatto comprendere di quanto sia importante, soprattutto oggi in questo mondo in cui i riferimenti sono effimeri e gli esseri umani molto più vulnerabili, riuscire ad esprimersi con proprietà di linguaggio e che un animo desideroso di conoscenza non proverà mai la solitudine.
Lo so queste nostre parole appaiono superate in questo mondo in cui la maggiore aspirazione sia diventare velina o calciatore, ebbene, a distanza di anni, non cambierei quell’inezia del mio sapere per niente al mondo. Non ho avuto la vita comoda con tasse universitarie pagate e tutto il giorno a disposizione per studiare, ero costretta a farlo spesso di notte e tutto questo, vi assicuro, mi ha forgiato. La mia caparbietà si è trasformata in tenacia e sono sicura che tutto ciò lo devo all’esempio paterno e a quelle notti insonni china su progetti da portare a termine.
Sicuramente in cucina siamo molto più brave, ma anche nella vita cerchiamo di impegnarci con tutte le nostre forze (non tutti i componenti della squadra, ovviamente!)


Ringraziamo Angela per riporre in noi illimitata fiducia e cucinare le nostre ricette!

Per il suddetto motivo non abbiamo avuto molto tempo per cucinare, la ricetta di oggi è rapida, ma appetitosa. Potete anche renderla un piatto unico accompagnando con riso basmati pilaf. Oggi è il giorno preferito da Magali, si è appena svegliata e si sta già leccando i baffi!


Calamari in giallo
Ingredienti per 4 persone:

800 g di calamari
400 g di piselli freschi sgusciati
2 scalogni
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio d’oliva
una bustina di zafferano
mezzo cucchiaino di cumino
sale

Preparazione:
pulire i calamari e tagliateli a listarelle.
Pelate e affettate finemente gli scalogni.
In una padella con olio di oliva fate soffriggere gli scalogni, aggiungete i calamari, lo zafferano sciolto in due cucchiai di acqua, il cumino, il vino e regolate di sale. Fate cuocere per 10 minuti, aggiungete i piselli e fate cuocere per altri 20 minuti (il vino si deve essere consumato).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 4 maggio 2010
La piccola cura (purché non sia l’unica!) di rifornire la zuccheriera, prima che altri la trovino vuota, è un atto di amore domestico. L’amore è grande, ma è fatto di cose piccole.
Enrico Peyretti

Questa frase rispecchia esattamente ciò che pensiamo. Io sono una persona molto brusca di modi, non sono una di quelle che dice “amore” o “tesoro”, ma con i gesti manifesto il mio affetto, compio molti segni di amore domestico, sicuramente, visto che rientrano nella quotidianità, non sempre vengono considerati nel giusto modo o meglio visto che sono abitudini non sono considerati frutto di un vero lavoro.
Ovviamente queste piccole cose devono essere accompagnate anche da tanto altro.
E’ importantissimo esternare a chi ci è vicino, senza remore, quanto la sua presenza sia preziosa ed insostituibile. Magali mi ha fatto notare di come sia fondamentale, in qualsiasi rapporto, cercare di vedere sempre ciò che ci unisce e non quello che ci separa dall’altra persona. Ha perfettamente ragione, spesso tutti noi mettiamo in evidenza i difetti e non i pregi altrui, questo non porta assolutamente a riconoscere il valore dell’altro.
Non ci siamo dilungate molto nella riflessione odierna, soprattutto per non annoiarvi, e nel congedarci non possiamo che raccomandarvi di aggiungere lo zucchero!
Oggi abbiamo ricevuto questa cartolina, ormai fate parte della nostra vita e vi rendiamo partecipi!

Oggi qui acqua a catinelle! Un diluvio ininterrotto: Magali ha detto che lei è grata di avere un riparo, in quanto con la sua folta pelliccia, avrebbe dei seri problemi! Visto il tempo, abbiamo messo mani e zampotte in pasta, è una ricetta unica, originale (non abbiamo resistito e ne abbiamo già cotti due da assaggiare a pranzo!) e se la proverete siamo sicurissime che vi piacerà se siete alla ricerca di un gusto particolare.

Agnolotti al caffè
Ingredienti per 4 persone:

per la pasta
200 g di farina
2 tazzine di caffè ristretto
2 uova
per il ripieno:
250 g di robiola
2 cucchiai di mandorle tritate
1 uovo
erba cipollina
sale
per condire:
20 g di burro
5 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
per il ripieno: mettete in una scodella la robiola, le mandorle, l’erba cipollina tagliata finemente e mescolate. Regolate di sale ed aggiungete l’uovo. Amalgamate bene.
Preparate la pasta per i ravioli: mescolate, su un piano infarinato, la farina con le uova ed impastando aggiungete il caffé.
Ottenete così una pasta elastica che dovete “tirare in sfoglie” molto fini utilizzando la macchina per la pasta o un matterello. Per fare i ravioli potete utilizzare uno stampo, così è più semplice, o tagliare delle strisce identiche.
Sulla striscia mettete il ripieno in piccoli mucchietti e poi sovrapponete un’altra striscia pigiando bene a lato di ogni ripieno, tagliate con il tagliapasta i ravioli ottenuti.
Fate cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto, il tempo di cottura dipende dallo spessore della sfoglia.
Condite con burro fuso e parmigiano grattugiato fresco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

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