I NOSTRI VIDEO ....

PER VEDERE I NOSTRI VIDEO (TROPPO DIVERTENTI!) ANDATE IN ALTO ALLA DESTRA DELLA SCRITTA HOME PAGE

Lettori fissi

Magali

Magali
Visualizzazione post con etichetta antipasto - stuzzichino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antipasto - stuzzichino. Mostra tutti i post
sabato 24 agosto 2019
Complici gli ingredienti dell'orto ricevuti dalla mia vicina, mi sono ritrovata a preparare questo gazpach, che forse non sarà perfetto, ma vi assicuro ottimo e l'ho sevito come finger food per l'aperitivo. Vi confesso che io non amo il gusto del cetriolo, perchè assomiglia a quello del melone che destesto, ma in questa preparazione non mi ha dato fastidio. Si puo' tranquillamente surgelare, come ho fatto io essendo solinga!😉 all'epoca della preparazione. Vi lascio la ricetta.
Gazpacho
Ingredienti per due persone:
4 pomodori maturi
1/2 cetriolo
1 cipolla rossa piccolina
1/2 spicchio d'aglio
olio extra vergine di oliva
aceto (io di mele)
fior di sale
pepe nero

Preparazione:
tuffate i pomodori nell'acqua calda, togliete la pelle, privateli dei semi e tagliateli a tocchi.
Pelate il cetriolo, la cipolla e lo spicchio d'aglio privandolo dell'anima.
Mettete tutto nel mix, regolate con il sale, il pepe, l'aceto e l'olio.
Riponete in frigorifero, servite ben freddo accompagnato da crostini.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
sabato 29 dicembre 2018
Eccoci al nostro consueto appuntamento settimanale. A me capita, quando ho ospiti di proporre sempre le stesse ricette, ma questa volta ho provato i tanto decantati baci di dama salati della Van Pelt!
Quindi se volete un'idea creativa perfetta per queste feste come finger food, antipasto, apericena non dovete fare altro  che provarli! La preparazione è tratta dal blog di Alessandra.
Baci di dama al pesto
Ingredienti per circa 20 baci di dama:
100 g di farina di mandorle
100 g di farina debole
100 g di burro freddo di frigorifero
dai 50 ai 70 g di Parmigiano reggiano grattugiato
un cucchiaino di sale
facoltativo: qualche goccia di brandy

per il ripieno
formaggio morbido spalmabile (o mascarpone)
pesto buono

Considerate due cose
la prima, è che il ripieno deve essere cremoso al punto giusto per poter essere spalmato
la seconda, che il pesto ha un gusto nettamente prevalente su tutto: è per questo che non dovete esagerare.

Preparazione:
gli ingredienti vanno lavorati tutti assieme. Potete usare un mixer oppure impastare a mano, usando gli stessi accorgimenti della pasta frolla: burro freddo di frigorifero, tagliato a cubetti, mani gelate e lavorazione veloce
Tagliate il burro freddo a cubetti e poi metteteli di nuovo in frigo per un'altra mezz'ora, per evitare che il calore delle mani possa compromettere la riuscita della ricetta
Appena avrete ottenuto un impasto omogeneo, smettete di lavorarlo: se è sufficientemente freddo, potete procedere con la pezzatura, altrimenti avvolgetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo, da mezz'ora a una o due ore
Stendete un foglio di carta da forno su una teglia: le più indicate sono quelle per i biscotti, basse e rettangolari. Tenete le mani per 30 secondi sotto l'acqua fredda del rubinetto. Asciugatele e procedete con la pezzatura, prelevando delle piccole porzioni di impasto a cui darete la forma di palline: devono essere più piccole dei baci di dama dolci, se possibile. sistematele sulla teglia, un po' distanziate fra di loro
Accendete il forno a 150°C modalità statica e infornateli per 15 minuti: attenti a sfornarli quando sono ancra bianchi. Devono essere appena cotti e un buon modo per verificarlo è spostarli leggermente dal fondo della teglia: se si staccano senza fare resistenza,ci siamo
Lasciateli raffreddare SENZA TOCCARLI per almeno un quarto d'ora. Se disobbedite, sappiate che il bacio si sbriciolerà rovinosamente sotto le vostre dita e se tenterete di nascondere il corpo del reato mangiandolo, questo provocherà ustioni di terzo grado alla vostra lingua. Quindi, obbedite e andate in un'altra stanza, lontani dal profumo e dalle tentazioni ad esso connesse
Sono migliori 3-4 giorni dopo la cottura:in teoria, dovreste conservarli in una scatola di latta a chiusura ermetica, dove potete tenerli anche per una settimana, perchè col riposo acquistano in bontà. Vanno invece farciti poco prima dell'uso,sistemati in pirottini e poi serviti, con l'aperitivo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
sabato 14 aprile 2018
Siete alla ricerca di qualcosa di stuzzicante? Da servire come aperitivo o antipasto, allora provate questi biscottini, la ricetta originale è per canestrelli, ma noi non avevamo lo stampo, l'abbiamo tratta dal blog della mitica Alessandra.
Biscottini alle acciughe
Ingredienti:
130 g di farina 00
100 g di burro freddo
poco tuorlo (solo per tenere assieme l'impasto, se non dovesse stare assieme)
70 g di parmigiano grattugiato (ridotti a 50)
2 o 3 acciughe sotto sale, diliscate e dissalate
facoltativo: prezzemolo e/o limone (io non li ho usati)

Procedimento:
si frullano bene le acciughe e si passano anche al setaccio, per evitare che rimangano lische. Con la punta delle dita si impastano la farina e il burro a tocchetti e poi si aggiungono il formaggio e le acciughe: se l'impasto dovesse risultare appiccicoso, potete aggiungere un po' di farina o un po' di parmigiano, a seconda dei gusti. A me, però, non è successo, per cui ho proceduto come da ricetta. Importantissimo, come sempre per le frolle salate e le sablé, non lavorare troppo l'impasto, onde evitare che "bruci" il burro. Se vi va di aggiungere prezzemolo e o limone, il momento è adesso: del limone, meglio la scorza del succo: è più profumata, evita di aggiungere altri elementi liquidi e dà anche un po' di colore, alla fine. A questo punto assaggiate e se è il caso aggiustate di sale. La risposta è "no, non è il caso", perchè fra acciughe e parmigiano siamo ben sistemati, ma non si sa mai. In teoria, bisognerebbe far riposare l'impasto, in frigo, coperto da pellicola: in pratica, dipende: io ormai faccio sablè ad ogni occasione e quindi "ho la mano" e riesco a fermare la lavorazione in tempo. Ma una mezz'ora di riposo, a questi impasti, non può che far bene. Infarinate il piano di lavoro e il mattarello, stendete la pasta ad uno spessore di mezzo cm e con un tagliabiscotti formare le sablè, che vanno messe subito su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate a 180 gradi, modalità statica, per 10-12 minuti. Tiratele via quando sono ancora chiare e non toccatele assolutamente nei primi dieci minuti. Lasciatele raffreddare bene, riponetele in una scatola di latta a chiusura ermetica e sforzatevi di dimenticarvele, perchè sono migliori uno o due giorni dopo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 10 ottobre 2016
In questo periodo siamo di corsa, la nostra vita sempre caratterizzata da problemi pesanti, reali che, a volte ci tolgono il respiro, ma poi mano nella zampa, come abbiamo più volte ribadito, andiamo avanti. E così anche, se stanche, siamo partite per Parigi per lavoro e siamo ritornate con una riflessione in più: nei momenti in cui sembra veramente impossibile riuscire a sopportare altro, bisogna “caricarsi” ancora di più, sembra un controsenso, ma funziona! Ci spieghiamo meglio, bisogna “buttarsi” in qualcosa di pratico, di "manuale", lavorare, stancarsi ancora di più, per poter non pensare e crollare in un sonno ristoratore. Magali ha preferito solo mettere in atto l’ultima parte di questa teoria che, detto tra noi, lei reputa assolutamente assurda. Siamo contente di essere in grado di imparare sempre qualcosa dalla vita, perché, per noi, questa è la sua vera essenza, riuscire ad arrivare alla fine del percorso mutate nella nostra anima, con tante piccole perle di sagezza e certe di aver compreso quanto i valori materiali, se pur essenziali, assumano scarsa importanza. Tutto è un tramite e deve, assolutamente, essere valutato in questo senso.
Ora andiamo in cucina: queste ricette hanno origine dal fatto che Magali è francese di nascita e italiana d’azione, io invece l’inverso e che l’amore per la Francia ci unirà sempre.
Da Parigi torniamo d’abitudine con il pain Poilâne, per me Unico, e qualche altra “scorta” e, se pur di fretta, la borsa frigo che, sempre ci accompagna, al ritorno è “ricca” di formaggi. Senza nulla togliere ai prodotti italiani, troviamo solo che quelli francesi siano diversi e, siccome, ci piace cambiare eccoci tornate in patria con tante prelibatezze.
Contente di approdare nuovamente a quest’isola, volutamente, felice rappresentata dal nostro blog, a quest’oasi a cui mensilmente attingiamo calore, umanità, affetto che rimane l’MTC ancora una volta insieme ci presentiamo, come d’abitudine, con l’imprecisione e l’ironia che da sempre ci caratterizza.
Poi arriva la bravissima e simpaticissima Mai, vincitrice “Suprema” della sfida precedente, autrice anche dell'infografica

che ha scelto come ricetta di questo mese le tapas, da lei eseguite con originalità e maestria,  ed allora noi non potevamo che scegliere come filo conduttore il formaggio francese unendo la sua bontà allo svuotamento del frigorifero! Mai ti prego di scusare Magali, ma proprio non sono riuscita a trattenerla!
Magali ha affrontato la sfida del mese secondo il suo punto di vista … creando queste Tapas Imprecheese.
Gatas - Tapas
Ingredienti:
2 dischi di pasta sfoglia
70 g di emmental francese
40 g di mandorle tritate
1 uovo
20 g di burro
sale

Preparazione:
stendete il primo disco di pasta sfoglia su carta forno e posizionatelo sulla placca del forno, imburratelo con il burro morbido, ripartite uniformemente l’emmental grattugiato, le mandorle, un pizzico di sale, lasciando un centimetro per il bordo, spennellate l’altro disco di pasta sfoglia con dell’acqua e sovrapponetelo a quello farcito e pressate bene. Ponete al centro della sfoglia un bicchiere dal diametro di circa 6,5 cm, poi con un coltello tagliate prima in quarti, partendo dal bicchiere verso il bordo, poi ogni quarto in due ed infine ogni ottavo in tre, otterrete così 24 parti. Spennellate con il tuorlo a cui avrete mescolato un cucchiaio di acqua, procedete arrotolando su se stessa ogni parte. Spennellate nuovamente con il restante tuorlo.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti, una volta tolto dal forno, quando è ancora caldo dividete bene le varie parti con l’aiuto di un coltello.
E come dice Magali “leccatevi i baffi”.

Montapatas - Montaditos
Ingredienti:
pain poilâne
camembert
moutarde de dijon
1 pera soda
1 uovo
farina
pangrattato casalingo da avanzi di baguette
sale
olio di oliva
foglie di prezzemolo
pepe

Preparazione:
pelate la pera, tagliarla in metà, privarla dei semi e tagliarla a fette spesse 0,5 cm. Passatela nella farina, nell’uovo battuto con un pizzico di sale, e poi nel pangrattato facendolo aderire bene.
Friggete in padella con olio caldo fino a doratura da ambo i lati.
Tagliare il formaggio a fette.
Fate tostare e le fette di pane. Tagliate ogni fetta in quattro trance. Spalmarvi sopra un velo di senape, quella di Digione è molto forte, quindi ne basta proprio poca. Su ogni trancia di pane adagiate la pera, il formaggio, spolverizzate con pepe e decorate con le foglie di prezzemolo.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

Uña de gato – Pinchos
Ingredienti:
8 pomodorini ciliegino
8 gamberi
8 capperi
70 g di fromage de chèvre fresco
1 cucchiaini di erbe di Provenza
½ bicchierini di Cognac
sale
1 noce di burro

Preparazione:
togliete la calotta ai pomodorini (tenetela da parte) e svuotateli, salateli all’interno e capovolgeteli per eliminare bene la loro acqua.
In una padella antiaderente fate sciogliere il burro, adagiatevi sopra le code di gamberi precedentemente pulite, fate cuocere un minuto, aggiungete il cognac e fate consumare a fuoco vivo per pochi minuti. Aggiungete al termine un pizzico di sale.
In una scodella mescolate il formaggio di capra con le erbe di Provenza.
Riempite i pomodorini con il formaggio, su ogni pomodorino posizionate un gambero, richiudete con la calotta, ponete il cappero e infilzate!
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 10 maggio 2016
Post zampa-gestito.
Anche questa volta Helga mi ha passato la mano e io con le mie zampotte ho fatto il possibile.
Ed eccomi qui a partecipare con sommo piacere all’MTC
Il tema è proposto dall’insuperabile coppia Annalu e Fabio è il cheesecake ed io mi sono cimentata con una versione salata.
E che dire dell’infografica della spiritosissima infografica di Daniela
Visto il tema del mese non potevo non pubblicare questa foto in cui sorrido, non sono carina?
Pensando ai video indizi di Annalu e Fabio, alle divertentissime e bellime grafiche di Daniela, io come potevo essere da meno? Certo, in versione modesta, ma sempre pronta a mettermi in gioco e come voi ben sapete, anche se, molto superiore a molti miei simili, sono pur sempre un gatto!
Ecco il mio video!

E la mia grafica!
Questa ricetta era partita con i migliori presupposti e, poi, all’atto pratico, detto fra noi, non è venuta un granchè e per questo l’ho chiamata “Cheesecaké” (leggasi Ciscakè) e a voi le ovvie deduzioni … A questo punto mi è venuto in mente Forrest Gump …
Spero di cuore che questo post ilare riesca a “compensare” la mia partecipazione culinaria! Non ci credeva nemmeno Helga, ma quando li ha assaggiati la comunione di sapori e spezie l'ha convinta!

Cheesecaké (Ciscaké)
Ingredienti per tre cheesecake:
per la base:
100 g di fette bio a base di farina integrale, segale e sesamo
50 g di burro
per il ripieno verde:
50 g di tofu
30 g di formaggio di capra cremoso
70 g di spinaci (solo le foglie)
cardamomo in polvere
sale
per il ripieno giallo:
50 g di tofu
30 g di mascarpone
1/2 cucchiaino di curcuma
sale
per il topping:
una barbabietola rossa media
½ cucchiaino di agar agar
2 cucchiai di grappa
sale

Preparazione:
per la base: sbriciolate le fette e versate sopra il burro fuso non caldo. Mescolate bene e versatelo sul fondo dei coppapasta rivestiti di carta acetata, precedentemente poggiati su un foglio di cartaforno. Pressate bene con l'aiuto di pesta carne e riponete in frigo 10-15 minuti a rassodare.
Per il ripieno verde: pulite gli spinaci e sbollentateli, in pochissima acqua, per due minuti. Scolate, fate raffreddare, una volta freddi strizzateli per eliminare l’acqua di cottura.
Frullateli, unite il tofu, il formaggio di capra, il sale e il cardamomo.
Per il ripieno giallo: frullate il tofu, mascarpone, curcuma e sale.
Mettete lo strato di ripieno verde sulla base e mettete in frigorifero per un’ora.
Poi mettete uno strato di ripieno giallo e rimettete in frigorifero.
Fate cuocere la barbabietola precedentemente frullata con il sale, aggiungete infine la grappa in cui avrete fatto sciogliere l’agar agar. Mescolate, fate cuocere ancora due minuti e togliete dal fuoco.
Un volta ben raffreddato mettetelo sopra le cheesecakes e riponete in frigorifero per due ore circa.
Mettere in frigo a rassodare per circa un'ora.
Eliminare i coppapasta e la carta acetata dalle cheesecakes.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 14 giugno 2015
Nell'ultimo post vi ho raccontato che ho partecipato ad un matrimonio di Betta e SuperMario (di cui vi ho già parlato parecchie volete nel blog)  e vi ho promesso un piccolo reportage, foto ne ho scattate tantissime, ne ho scelte alcune per soddisfare la curiosità generale!
Ecchime con gli occhi chiusi, ma mi ero appena tolta i bracciali antinausea (non vi proeccupate compariranno nell'ultima foto) e c'era un sole abbagliante, allora udite udite (a chi può interessare) vestito Sinequanone, collana, borsetta, scarpe per un totale di 15 € tutto compreso e senza Mastercard. Le scarpe le ho pagate 5 €, suola di vero cuoio, e quelli che vedete sopra sono un paio di orecchini (1€) che ho adattato e cucito con filo invisibile, sono MagHelga lo so!
E come potevo limitarmi in un'occasione del genere, più la situazione è difficile, più la fashion buyer (dei poveri) che è in me prende il sopravvento: fare figura spendendo il giusto (se possibile il minimo). Dovete sapere che mio marito veste sempre sportivo e vestito così lo vedrete solo al prossimmo matrimonio (prossimamente su questi schermi) quindi, onestamente, i soldi spesi per lui sono assolutamente sprecati. Qui la sfida era ardua, perchè, forse, ho il vantaggio da vesire una taglia piccola, mentre mio marito è over 50 (non scrivo la taglia giusta se no l'istanza di divorzio arriva in men che non si dica), la camicia era l'unica cosa che aveva e ancora gli andava bene, quindi ricapitolando: giacca, pantaloni, cintura, scarpe per un totale di ... indovinate un po' ...  il prossimo post, quando lo saprete mi assumerete tutti come vostra fashion buyer di fiducia! Nella seconda foto vedete mio marito con Paolo un ragazzo che collabora con lui.

Ed ecco gli sposi!!!

Ecco i bravissimi Alessandro e Stefania che si sono occupati dell'intrattenimento 
La Signora Torta Nuziale di Luca Montersino
Ed ora andiamo in cucina (la mia) questa ricetta la trovo molto carina alla vista, ottima per un aperitivo o un antipasto e ai piselli potete sostituire qualsiasi verdura. 
Con questa ricetta partecipo al contest di Kiara nella categoria vegetariana, ci sono dei premi stupendi!!! 
Tiramisù ai piselli
Ingredienti per 6 persone:
300 g di piselli
3 uova
60 g di parmigiano
250 g di mascarpone
olio oliva
8 grissini con semi di sesamo
20 g parmigiano grattugiato
sale e pepe

Per decorare:
dei piselli
parmigiano grattugiato

Preparazione:
fate bollire i piselli in acqua salata per due minuti. Metteteli in un colino, fate scorrere dell'acqua fredda, scolateli e condite con un filo d'olio.
Lavorate il mascarpone con tuorli, aggiungete il parmigiano.
Montate a neve gli albumi, aggiungeteli al composto mescolando dall'alto verso il basso.
In una padella antiaderente mettete un quadrato di cartaforno, quando sarà calda mettete due cucchiai di parmigiano e spargete in modo da avere la dimensione che vi interessa, togliete dal fuoco e procedete così con le altre cialde.
Sbriciolate i grissini.
In un bicchierino sul fondo mettete i grissini (vi consiglio di amalgamarli con un pochino di olio), poi dei piselli, della crema ed, in ultimo, dei piselli per decorare uniti alla cialda di parmigiano o a delle scaglie.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 16 novembre 2014
Se avete voglia di leggere tutto il post non ve ne pentirete e capirete come mai siamo di nuovo presenti con la versione salé, per partecipare all’amato MTC
Seguendo sempre le indicazioni della mitica Francy!
Io amo molto Pablo Neruda, quando ero giovane ho letto tanto di lui, e le odi elementari sono da sempre facenti parte della mia vita, ho ancora un diario, avevo 18 anni, in cui ne sono riportati tantissimi stralci. Ed è proprio lui che ho disturbato per questa sfida dell’MTC (spero che da lassù non se ne voglia), sono andata a ripescare un’ode tra le tante, eccone uno stralcio

Profonda
e soave sei,
polpa pura, purissima
rosa bianca
sepolta,
fiorisci
là dentro
nella terra,
nella tua piovosa
terra
originaria…
……………………………………
Universale delizia,
non aspettavi
il mio canto,
perché sei sorda
e cieca
e sepolta.
A malapena
parli nell’inferno
dell’olio
o canti
nelle fritture
dei porti,
vicino alle chitarre,
silenziosa,
farina della notte
sotterranea,
tesoro infinito
dei popoli.
Da ode alla patata – Pablo Neruda

Questi muffins potevano anche essere chiamati i muffin della tenacia, perché li avevo già fatti una volta, solo che essendo, questo forno uno sconosciuto, li avevo infornati, ma lui, in realtà, non era alla temperatura giusta e non erano spompati … mi ero ripromessa di non rifarli ed invece, rieccomi, ops rieccoci qua.
In realtà la guarnizione era di noci pecan tritate, ma in questa seconda volta non ne avevo più le avevo usate tutte …
Potevano anche essere chiamati i muffin del mistero, perché non so come mai, confesso la mia ignoranza, con la cottura le patate violette assumono una colorazione verde … anche muffin alieno non sarebbe stato male.
Ritornando al titolo ho scelto questo proprio, perché, su suggerimento di Magali, ho scattato questa foto, lo so la luce non è perfetta, ma non potevo attendere per rifarla. Vi rendete conto una “disgraziata” (cioè io) che deve prendere un metrò per andare in fiera (tragitto che dura un’ora e mezza tra bus/metrò/RER) e invece devia, scende prende un bus, per andare lungo la Senna, con i muffins al seguito, li mette sul parapetto e scatta la foto … ma che farò la prossima volta per l’MTC? Questa volta è tutta colpa di Magali che mi ha suggerito l’idea, siamo proprio una strana coppia, sempre più stravagante, ma che senso avrebbe la vita se scorresse sempre lungo gli stessi binari? A che varrebbe esistere se non si vivessero nuove avventure, emozioni? Ed è per questo che siamo fiere di presentarvi i nostri muffins in Paris (senza noci pecan) parafrasando il mitico film di Woody Allen Midnight in Paris. Dimenticavo sono anche gluten free!


Muffins in Paris
Ingredienti per 6 muffins medi:
100 g farina di riso
50 g di farina fior di mais
4 g di lievito in polvere per salati
un pizzico di bicarbonato
1 uovo
120 g di yogurt greco
20 g di burro
40 g di formaggio di pecora media stagionatura
2 patate viola
1 pizzico di curcuma
zenzero grattugiato fresco
sale

Per guarnire:
noci pecan, ma noi le avevamo finite

Preparazione:
Sistemate i pirottini di carta negli incavi della teglia da muffins oppure ungeteli e infarinateli bene, fondo e bordi.
Pelate le patate, affettatele con la mandolina e fatele cuocere in acqua bollente salata per un minuto, scolate e mettetele da parte.
Preriscaldate il forno a 190°C modalità statica.
Fate sciogliere il burro a bagnomaria e tenete da parte.
Tagliate il formaggio a pezzetti.
In una ciotola grande setacciate le farine col lievito e il bicarbonato. Aggiungete il formaggio a pezzetti, il sale, la curcuma, lo zenzero grattugiato. Mescolate bene, fate la fontana e tenete da parte. In una ciotola media sbattete l’uovo con lo yogurt, aggiungete il burro fuso e le patate. Amalgamate bene e versate il composto nella ciotola degli ingredienti secchi.
Con un cucchiaio mescolate brevement, sempre 10-11 giri di cucchiaio solo per amalgamare gli ingredienti.
Riempite i pirottini per 2/3 o al bordo, infornate, abbassate la temperatura a 180°C e cuocete per circa 20-25 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stecchino.
Lasciateli riposare 5 minuti poi toglieteli dalla teglia e fateli raffreddare su una gratella.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
giovedì 26 giugno 2014
A quest'ora gli anni scorsi ero già al mare, per motivi vari sono ancora in città e mi "fa" strano ... In effetti anche lontana da Torino non smetto mai di lavorare, ma stare qui con questo tempo balzano mi sembra impossibile ... ma chi ne risente di più è Magali che è alquanto spossata, cerca di riposare e si risveglia solo per mangiare e per tifare la sua beniamina, che, ieri, sera non ha fatto faville, ma per lo meno è ancora in gioco!
Ebbene sì, lo sappiamo, siamo diventate un incubo! E tutta colpa di Ale e dell'MTC, ormai è diventata una piacevole ossessione! Abbiamo seguito le indicazioni dia Tiziana, sempre più presente nei nostri pensieri e nella nostra cucina ...
Ed ecco la nostra ricetta, questa volta tutta vegetariana, quindi da un lato sono stata un po' egoista, ma dall'altro generosa, perchè ho desiderato riproporvi la salsina di Nonna Olimpia, che vi assicuro è ottima in questo utilizzo, come ripieno ai pomodori ed anche su crostini di pane, se desiderate potete, come ho fatto io in questo caso, omettere l'aglio. Per la piadina abbiamo dimezzato le dosi di Tiziana e utilizzato farina integrale e utilizzato l'olio in luogo dello strutto. Bisogna tenere presente che, con questa farina, la piadina bisogna farla cuocere più a lungo ed è difficile stenderla senza che si rompa.
Ed ecco la nostra piadaaaaaa




Piadina estiva con il tocco della nonna
Per la piadina
Ingredienti per 3 piadine:
250 g di farina integrale
62 g di acqua
62 g di latte parzialmente scremato fresco
50 g di olio extra vergine di oliva
7,5 g di lievito per torte salate
5 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Per la farcia:
200 g salsina di Nonna Olimpia
2 pomodori cuore di bue
80 g di valeriana

Preparazione:
fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete l'olio con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 450 grammi, dividetela in 3 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
Spalmate la piadina con la salsina di Nonna Olimpia, su una delle piadina mettete le fette di pomodoro, un pizzico di sale, ricoprite con la valeriana, ripiegatevi sopra la metà della piadina e servite tiepida o fredda.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
domenica 15 giugno 2014
Anche se a Magali stanotte "calavano" un po' le palpebre ...
ha resistito ed insieme abbiamo assistito al trionfo italiano. Speriamo solo non debbano mai scontrarsi Francia e Italia, altrimenti sarà dura decidere per chi fare il tifo ...
E stasera saremo davanti alla televisione e in coro grideremo
"Allez les Bleus!"
Rieccoci è stato detto "Piada" e noi aggiungiamo "Che Piada Sia!", sempre per partecipare a quello che per noi è diventato un divertente gioco a cui ci accostiamo, sempre, con dovuta referenza: l'MTC,  seguendo, anche questa volta, le indicazioni della bravissima Tiziana.
Questa volta abbiamo pensato ad una piadina arrotolata ottima per la stagione estiva, potete anche portarla in spiaggia e gustarla sotto l'ombrellone!
Anche questa volta abbiamo dimezzato le dosi di Tiziana ed ecco qui i nostri rotolini!
Pesce rotolo
Ingredienti per 3 piadine:
250 g di farina 00
62 g di acqua
62 g di latte parzialmente scremato fresco
50 g di strutto
7,5 g di lievito per torte salate
5 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Per la farcia:
100 g di pesce spada affumicato
150 g di crema di yogurt
erba cipollina fresca

Preparazione:
fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 450 grammi, dividetela in 3 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda.
Per preparare i rotolini di piadina sarà necessario stendere l'impasto più sottile rispetto a quello delle normali piadine, inferiore a 5 mm. Inoltre, se non avete una piastra grande, dovrete anche fare delle palline di impasto più piccole, circa 115 grammi altrimenti sborderanno dal testo. Procedete con stesura ottenendo delle piadine dello spessore di pochi millimetri. Cuocetele pochi istanti per lato, non devono essere cotte come quelle normali altrimenti si seccherebbero. 
Mescolate la crema di yogurt con l'erba cipollina tagliata finemente.
Appena ogni piadina è cotta e ancora molto calda, mettetevi sopra la crema di yogurt e fate un secondo strato sottile di pesce spada affumicato, arrotolatela subito su se stessa.  Se aspettate troppo rischiate che la piadina raffreddandosi non sia più molto malleabile e faticherete ad arrotolarla senza romperla.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
venerdì 13 giugno 2014
Se dovessimo dare un voto al tema di questo mese daremmo il massimo, perché la ricetta di base è spensierata e fantasiosa ed era da tantissimo tempo che volevamo provarla, ma, come d’abitudine, se non abbiamo una motivazione netta, precisa, pulsante Magali ed io ci adagiamo.
Siamo reduci da una sfacchinata al mare (non abbiamo potuto usufruire del sole) è stato solo lavoro, ma al ritorno ci attendeva una pessima sorpresa a Torino: un sole malato afoso, umidità a palla con relativo ammosciamento di pâtes et pattes!
Ebbene sì siamo veramente spompate, ma come d’abitudine, per noi l'MTC, questo appuntamento è irrinunciabile, quindi ci siamo messe all’opera seguendo le esaustive indicazioni della bravissima Tiziana, vincitrice del mese di maggio,  e … udite, udite il sopravvento l’ha preso Magali, mettendosi al timone e imponendo la rotta.
Purtroppo non facciamo parte del PiadaMundial, ma in occasione di tale evento lei non poteva assolutamente tradire la sua terra natia e quindi ha pensato a questa piadina con l’augurio di portar buona sorte alla Francia. La squadra francese è detta Bleus, per questo la ricetta è a base di un formaggio il bleu e dell’andouille de Géméné un salume tipico della Bretagna. 

Ed eccola a far il tifo per la sua squadra!
Ed ecco la nostra ricetta

Piadina bleu
Ingredienti per 3 piadine:

250 g di farina 00
62 g di acqua
62 g di latte parzialmente scremato fresco
50 g di strutto
7,5 g di lievito per torte salate
5 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Per la farcia:
200 g di formaggio bleu
150 g di andouille di Géméné
pepe macinato fresco

se desiderate prezzemolo fresco tritato

Preparazione:
fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 450 grammi, dividetela in 3 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
Tagliate a fettine il formaggio e mettetelo su una metà delle piadine, sull'altra metà disponete l'andouille, spolverizzate con il pepe, ripiegatevi sopra la metà della piadina e servite calda. Se desiderate spolverizzate con il prezzemolo fresco tritato.E come dice Magali "leccatevi i baffi!"

ELENCO RICETTE

ELENCO RICETTE
clicca sul micio!

Cerca nel blog

Archivio blog