I NOSTRI VIDEO ....

PER VEDERE I NOSTRI VIDEO (TROPPO DIVERTENTI!) ANDATE IN ALTO ALLA DESTRA DELLA SCRITTA HOME PAGE

Lettori fissi

Magali

Magali
giovedì 6 maggio 2010
Magali ed io riflettevamo sul fatto che, a volte, piccoli accadimenti dall’apparenza banali possano far riflettere. Proprio oggi un’amica Laura (tempo fa avevamo pubblicato una sua ottima ricetta: la torta di zia Bruna e la foto della sua Camilla) ci ha prestato un libro di ricette scritto da lei, ultima copia in suo possesso, ed un’altra ci ha chiesto un consiglio per una delicata questione familiare.
Tutto questo ci lusinga, perché questo ci fa comprendere che siamo degne di fiducia e stima (chiedo scusa se parlo al plurale, ma se no Magali si offende).
Questi valori sono scontati? Sono frutto di un rapporto immediato o lungo?
Siamo convinte che in questo gioca, in una percentuale rilevante, l’impressione che, istintivamente, recepiamo dall’altro, se questa è positiva il rapporto si evolve e si condivide un tratto di strada insieme.
In questo Magali è facilitata, in quanto dotata di un impulso naturale infallibile, un’acuta capacità di analisi e selezione degli esseri umani. Questo avvalora, sempre di più, la mia convinzione che i gatti siano dotati di un settimo senso. Lo stesso che l’ha spinta 5 anni fa a scegliere la mia casetta tra oltre 100 facenti parte del complesso residenziale, come ha fatto a capire che l’avrei tenuta con me, che ero io l’umana con cui dividere il suo cammino?
Si è basata sulla sua capacità intuitiva e questo è un esempio da seguire.
Smettiamola con la solita tiritera dell’essere diffidente in seguito alle delusioni subite, tutto ciò non fa che limitare la possibilità di nuove conoscenze che possono accrescere il nostro bagaglio umano.
Per questo non posso che concludere ringraziando le nostre care amiche per la fiducia accordataci e faremo di tutto per non deludere le loro aspettative!
Ed ora vi chiediamo nuovamente scusa circa la rapidità della ricetta odierna, ma il pomeriggio è trascorso tra inglese, informatica e fisica, quindi questo crediamo sia più che sufficiente per ottenere la vostra benevola comprensione! Magali ha preferito cucinare lasciandomi immersa nella scienza! E con questo vi abbiamo detto tutto. Vi promettiamo nei prossimi giorni di ripresentarci con più impegno!

Rolatine sfiziose
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di coscia di vitello
4 fette di prosciutto crudo
1 mozzarella
prezzemolo tritato
½ bicchiere di vino bianco secco
sale
olio di oliva

Preparazione:
scolate, asciugate e tagliate la mozzarella in 4 pezzi.
Su ogni fetta di carne mettete una fetta di prosciutto, una spolverizzata di prezzemolo, un pezzo di mozzarella, un pizzico di sale e arrotolate, fissate con uno stuzzicadenti.
Fate cuocere per una decina di minut,i a fuoco vivace, in una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva, bagnando con il vino bianco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
mercoledì 5 maggio 2010
In questo periodo stiamo dando una mano e una zampa a mio nipote nella preparazione della tesina per la maturità. E indovinate un po’… tutto questo ci ha portato a riflettere di quanto sia difficile trasmettere valori importanti come, in questo caso, l’amore per l’apprendere. Mi sono tornati alla mente gli insegnamenti di mio padre riguardo al fatto che studiare per me era un dovere come per lui lavorare e all’importanza dell’imparare. Lo studio non finalizzato al mero raggiungimento dell’agognato “pezzo di carta”, ma come patrimonio inestimabile.
Di fondamentale importanza è stata la dimostrazione da parte di mio padre di fermezza legata ad un ostinato desiderio di seguire una passione, concretizzatosi con la laurea in hindi, presso la facoltà di lingue orientali a Venezia, quando aveva sulle spalle una famiglia di tre figli, un lavoro e più di quarant’anni.
Ed è per questo che seguo mio nipote fianco a fianco da moltissimi anni, perché un gesto vale più di mille parole, sperando che l’averlo’”accompagnato”, gli abbia fatto comprendere di quanto sia importante, soprattutto oggi in questo mondo in cui i riferimenti sono effimeri e gli esseri umani molto più vulnerabili, riuscire ad esprimersi con proprietà di linguaggio e che un animo desideroso di conoscenza non proverà mai la solitudine.
Lo so queste nostre parole appaiono superate in questo mondo in cui la maggiore aspirazione sia diventare velina o calciatore, ebbene, a distanza di anni, non cambierei quell’inezia del mio sapere per niente al mondo. Non ho avuto la vita comoda con tasse universitarie pagate e tutto il giorno a disposizione per studiare, ero costretta a farlo spesso di notte e tutto questo, vi assicuro, mi ha forgiato. La mia caparbietà si è trasformata in tenacia e sono sicura che tutto ciò lo devo all’esempio paterno e a quelle notti insonni china su progetti da portare a termine.
Sicuramente in cucina siamo molto più brave, ma anche nella vita cerchiamo di impegnarci con tutte le nostre forze (non tutti i componenti della squadra, ovviamente!)


Ringraziamo Angela per riporre in noi illimitata fiducia e cucinare le nostre ricette!

Per il suddetto motivo non abbiamo avuto molto tempo per cucinare, la ricetta di oggi è rapida, ma appetitosa. Potete anche renderla un piatto unico accompagnando con riso basmati pilaf. Oggi è il giorno preferito da Magali, si è appena svegliata e si sta già leccando i baffi!


Calamari in giallo
Ingredienti per 4 persone:

800 g di calamari
400 g di piselli freschi sgusciati
2 scalogni
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio d’oliva
una bustina di zafferano
mezzo cucchiaino di cumino
sale

Preparazione:
pulire i calamari e tagliateli a listarelle.
Pelate e affettate finemente gli scalogni.
In una padella con olio di oliva fate soffriggere gli scalogni, aggiungete i calamari, lo zafferano sciolto in due cucchiai di acqua, il cumino, il vino e regolate di sale. Fate cuocere per 10 minuti, aggiungete i piselli e fate cuocere per altri 20 minuti (il vino si deve essere consumato).
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

martedì 4 maggio 2010
La piccola cura (purché non sia l’unica!) di rifornire la zuccheriera, prima che altri la trovino vuota, è un atto di amore domestico. L’amore è grande, ma è fatto di cose piccole.
Enrico Peyretti

Questa frase rispecchia esattamente ciò che pensiamo. Io sono una persona molto brusca di modi, non sono una di quelle che dice “amore” o “tesoro”, ma con i gesti manifesto il mio affetto, compio molti segni di amore domestico, sicuramente, visto che rientrano nella quotidianità, non sempre vengono considerati nel giusto modo o meglio visto che sono abitudini non sono considerati frutto di un vero lavoro.
Ovviamente queste piccole cose devono essere accompagnate anche da tanto altro.
E’ importantissimo esternare a chi ci è vicino, senza remore, quanto la sua presenza sia preziosa ed insostituibile. Magali mi ha fatto notare di come sia fondamentale, in qualsiasi rapporto, cercare di vedere sempre ciò che ci unisce e non quello che ci separa dall’altra persona. Ha perfettamente ragione, spesso tutti noi mettiamo in evidenza i difetti e non i pregi altrui, questo non porta assolutamente a riconoscere il valore dell’altro.
Non ci siamo dilungate molto nella riflessione odierna, soprattutto per non annoiarvi, e nel congedarci non possiamo che raccomandarvi di aggiungere lo zucchero!
Oggi abbiamo ricevuto questa cartolina, ormai fate parte della nostra vita e vi rendiamo partecipi!

Oggi qui acqua a catinelle! Un diluvio ininterrotto: Magali ha detto che lei è grata di avere un riparo, in quanto con la sua folta pelliccia, avrebbe dei seri problemi! Visto il tempo, abbiamo messo mani e zampotte in pasta, è una ricetta unica, originale (non abbiamo resistito e ne abbiamo già cotti due da assaggiare a pranzo!) e se la proverete siamo sicurissime che vi piacerà se siete alla ricerca di un gusto particolare.

Agnolotti al caffè
Ingredienti per 4 persone:

per la pasta
200 g di farina
2 tazzine di caffè ristretto
2 uova
per il ripieno:
250 g di robiola
2 cucchiai di mandorle tritate
1 uovo
erba cipollina
sale
per condire:
20 g di burro
5 cucchiai di parmigiano grattugiato fresco

Preparazione:
per il ripieno: mettete in una scodella la robiola, le mandorle, l’erba cipollina tagliata finemente e mescolate. Regolate di sale ed aggiungete l’uovo. Amalgamate bene.
Preparate la pasta per i ravioli: mescolate, su un piano infarinato, la farina con le uova ed impastando aggiungete il caffé.
Ottenete così una pasta elastica che dovete “tirare in sfoglie” molto fini utilizzando la macchina per la pasta o un matterello. Per fare i ravioli potete utilizzare uno stampo, così è più semplice, o tagliare delle strisce identiche.
Sulla striscia mettete il ripieno in piccoli mucchietti e poi sovrapponete un’altra striscia pigiando bene a lato di ogni ripieno, tagliate con il tagliapasta i ravioli ottenuti.
Fate cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto, il tempo di cottura dipende dallo spessore della sfoglia.
Condite con burro fuso e parmigiano grattugiato fresco.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

lunedì 3 maggio 2010
Si suol dire che l’essere umano sia un essere sociale, ma, onestamente, io mi muovo a fatica in questa società densa di obblighi, doveri e di molti simili che a me affini, non lo sono per nulla.
Siamo convinte che dal dialogo nasce un miglioramento reciproco, ma io vedo solo intorno a me persone che hanno unicamente voglia di svuotare il sacco dei loro problemi, malesseri esistenziali e banalità. Magali ed io abbiamo riflettuto sul fatto che anche noi viviamo una vita ordinaria, scandita dalla quotidianità, ma noi siamo serene. Crediamo sia meglio una sana solitudine, piuttosto che uno scambio unilaterale volto solo ad alleggerirsi. Questo deriva dal concetto che gli uomini, purtroppo, di questi tempi hanno perso il gusto di unirsi per condividere “cose belle”, ma tendono, non tutti , ad associarsi nel momento del bisogno: sfoghi, lamentele, malattie …
Devo fare una piccola premessa: tempo fa ogni mio viaggio era accompagnato da un ricamo fatto durante i percorsi o la sera. Ricordo che ero in Irlanda ed ho conosciuto una signora di una certa età che era rimasta colpita da questa mia particolarità, e mi disse che lei e le sue amiche si trovavano un pomeriggio alla settimana proprio per ricamare.
Quel frangente a distanza di anni mi ritorna sempre in mente e mi fa bene al cuore, mi domando perché le persone non si trovino per ricamare, cucire, sferruzzare, preparare un dolce, leggere delle poesie, ma solo invece per parlare di malattie e soldi?
Questo sarebbe possibile, forse, se ognuno di noi riuscisse a liberarsi dalle catene che trattengono le nostre emozioni, da quelle che noi stessi ci imponiamo, da tutti quegli ostacoli che ci impediscono di librarci in volo e di sentirci più sollevati.
Il senso del dovere, il sacrificio non sono un passaporto per il paradiso, ma solo la via diretta per impedirci di essere liberi e di vedere quanto la vita possa essere semplice e straordinaria.
Per coglierne l’effettiva natura bisogna saperla guardare con gli occhi giusti, magici come quelli di Magali, ed essere così attenti ad intervenire sugli aspetti della nostra personalità che non ci aggradano e ci impediscono di vivere la vita che sogniamo. Siamo in prima persona noi gli artefici della nostra esistenza.
In questi giorni sono andata ad accudire Marina, la nonna adottiva di Magali, è stato magico, ha 16 anni,la conosco da sempre, appena arrivo mi saluta con la sua voce un po’ gracchiante e, come vedete, fa subito "testone".

Oggi vi presento una ricetta non mia, ma facilmente “copiabile”. Sono dei caprini artigianali che acquisto dall’azienda agricola Le Corbusier. Formaggio di capra misto a peperoncino, erbe aromatiche, pomodoro, noci … insomma si può dar libero sfogo alla fantasia. Sono ottimi ed indicati per un aperitivo.




Pizzicotti Corbusier


domenica 2 maggio 2010
Oggi abbiamo ricevuto una mail da una famiglia, che non conosciamo, che ci segue: 4 umani (Alessandra, Eleonora, Federica e marito) e un gattone Vito, che dalla descrizione deve essere bellissimo.
Voi vi chiederete perché vi parliamo di questo? Ebbene quello che hanno scritto ci ha fatto venire le lacrime agli occhi, perché, a volte, ci sentiamo veramente stupide a continuare quest’impresa, e questo ci fa capire che non è così. Il fatto che qualcuno ci legga, ci scriva, apprezzi le nostre parole o il nostro cibo, ci dà un’immensa gioia, perché siamo convinte che diffondere “buone cose” non può che produrre bene ed il fatto che qualcuno raccolga il nostro verbo o cucini i nostri piatti, pensandoci ci fa credere di essere utili.
Il mondo di oggi è così difficile, questi ragazzi che ci vivono sono per me degli eroi, ieri è venuto mio nipote per preparare insieme la tesina della maturità, io lo guardavo ed ero così contenta di essere vecchia, di non dover affrontare tutti i problemi connessi alla mancanza di comunicazione visiva e verbale, all’estrema tecnologia che oggi è a disposizione di tutti … loro hanno molto, ma tutto questo li ripaga delle difficoltà del vivere quotidiano? Penserete che siamo “saltate di palo in frasca”, ma non è così. Il nesso c’è, il poter pensare che Magali ed io possiamo creare interesse anche in ragazzi, ci fa piacere … d’altronde come si fa a non intenerirsi davanti alle foto della pelosotta? E poi pensare che lei costantemente mi aiuta in cucina, scrive, fa da modella …. incuriosirebbe chiunque!
Comunque ancora un grazie speciale alla cara famiglia che ci ha scritto con tanta simpatia e affetto.
E ... da domani riprenderemo con le nostre riflessioni! (si salvi chi può!)

Come sapete la domenica non abbiamo mai molta voglia di cucinare e così prepariamo cose semplice e veloci, ma … buone, buone, buone


Mozzarella in carrozza
Ingredienti:
1 mozzarella
7 fette di pancarrè
2 dl di latte
1 uovo
3 cucchiai di farina
sale e pepe
olio d’oliva

Preparazione:
scolate, asciugate la mozzarella e tagliatela a fette sottili.
Tagliate le fette di pancarré a metà.
Su ogni metà fetta mettete una fetta di mozzarella, salate e ricoprite con l’altra metà di fetta di pane.
Sbattete l’uovo con una presa di sale.
In un piatto fondo mettete il latte.
Passate il sandwich nel latte, farina e poi nell’uovo.
Friggete in una padella antiaderente in abbondante olio.
Mettete su un foglio assorbente e servite caldo.
Pepate secondo il vostro gusto.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

sabato 1 maggio 2010
Eccoci qua come ogni primo del mese la fotografia di rito: Magali ed io, insieme!
Oggi è il primo maggio e Magali, da lavoratrice indefessa, si è fatta immortalare per l’occasione con fazzolettino e garofano.
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti voi una giornata di riposo!
Sono passati 4 mesi e speriamo di non avervi annoiato! (se questo si è verificato ovviamente è solo colpa mia e non di Magali che si rinnova quotidianamente!)

Noi abbiamo cucinato lo stesso ... vedete il post seguente ...

Oggi vi presentiamo questo dolce casalingo, ottimo per la prima colazione o a merenda, Magali ed io lo abbiamo fatto con amore, come ogni piatto presentato finora. I nostri piatti sono per la maggior parte semplici, ma ci nella preparazione mettiamo veramente tutti i nostri migliori sentimenti!
Ora bando alle chiacchiere e leccatevi i baffi!


Torta di ricotta
Ingredienti:

300 g di farina
300 g di ricotta fresca
130 g di zucchero
3 uova
1 dl di latte
1 bicchierino di rhum (se non lo volete mettere aggiungete più latte)
1 bustina di lievito
la scorza grattugiata di un limone
70 g di gocce di cioccolato

Preparazione:
in un’insalatiera sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la ricotta, la scorza del limone, il latte e il rhum e mescolate. Aggiungete dolcemente la farina setacciata e il lievito. Infine gli albumi montati a neve ben ferma e le gocce di cioccolato.
Mettete l’impasto in una teglia imburrata (io ne ho usata una ciambella) cuocete in forno a 180° per 50 minuti.
Spolverizzate con zucchero vanigliato.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

ELENCO RICETTE

ELENCO RICETTE
clicca sul micio!

Cerca nel blog

Archivio blog