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Magali

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sabato 17 aprile 2010
Se seghi un albero, getterà di nuovo, se ferisci una persona con una spada la ferita guarirà dopo un po’, e se qualcuno ti conficca una freccia nel cuore, puoi estrarla, ma la ferita provocata da una parola non guarisce mai. Non si può annullare l’effetto di quella parola. L’albero del rancore che hai piantato getterà radici profonde nel terreno e suoi rami arriveranno fino alla stella rossa.
da Calila ed Dimna

Calila e Dimna è «uno dei sei o sette libri antichi persiani più importanti, la nostra prosa più bella»: così scrive Kader Abdolah, egli ha raccolto questo tesoro della sua terra e lo ha offerto ai lettori occidentali, è ricco di moniti ed esortazioni come quella che ho riportato oggi.
Una frase cattiva detta sotto l’impulso della collera, può lasciare delle tracce indelebili e che, a volte, possono alimentare l’odio di generazioni. Pensiamo che il verbo possa morire al suo nascere, appena proferito e dissolto il suo suono, ma non è così e la sua energia negativa prolifica dando origine a un male senza fine.
Quando siamo arrabbiati, dovremmo veramente controllare le parole, perché feriscono, la lacerazione è profonda. Io ho perdonato, ma non ho dimenticato. Mi sono impegnata per far sì che il male svanisse, ma non ci sono riuscita, ci sono frasi che ormai sono diventate cicatrici dentro di me, che vorrei cancellare, ma è impossibile. Vi capiterà, come accadrà anche a me, di adirarvi, ricordiamoci tutti insieme di questa frase e pensiamo veramente prima di proferire verbo … questo non vuol dire non esprimere le proprie opinioni, ma significa solo esternare quello che veramente pensiamo. Non servono scuse postume ad una frase cattiva, il dolore sordo, lacerante è stato provocato e la ferita, con il tempo, si potrà rimarginare, ma non scomparirà.

Ed ecco la ricetta del giorno

Coquitos
Ingredienti:

3 albumi
120 g di zucchero
200 g di cocco grattugiata

Preparazione:
a bagno maria montate a neve ferma gli albumi con lo zucchero. Togliete dal fuoco ed aggiungete la noce di cocco grattugiata.
Con l’aiuto di una siringa formate delle palline e mettetele sulla placca del forno imburrata.
Fate cuocere in forno a 180° per circa 30 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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