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Magali

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lunedì 19 aprile 2010
C’è un silenzio di pace, quando il deserto dispensa di sera la sua frescura, dandoci l’impressione che siamo ormai giunti al porto tranquillo e le vele sono ammainate. C’è il silenzio del meriggio, quando sotto il sole battente cessano pensieri e movimenti… E c’è il silenzio profondo, quando di notte si trattiene anche il respiro e ci si mette a origliare.
Antoine de Saint-Exupéry

Io adoro il silenzio, non la semplice assenza di suoni, ma quello tipico del deserto, in cui si diventa più vigili, i pensieri si illuminano di chiarezza insperata, che ci dà la possibilità di vivere esperienze più intense.
Prima anche io, come molti, per necessità o per scelta, vivevo quotidianamente immersa nei rumori, nel vociare, spesso vacuo.
Si acquisisce come abitudine il vivere superficialmente, non ci si sofferma più a far risiedere nel cuore e nella mente i valori importanti dell’esistere. Si riempiono solo di banalità ed è sempre più difficile liberarli dalle sovrastrutture futili imposte dal nostro tempo.
Molti preferiscono farsi travolgere continuamente dalla frenesia del fare, dello stare continuamente con gli altri del muoversi … si arriva ad avere paura della solitudine, della pace, della tranquillità forse, perché, in quei momenti, ci si trova soli con stessi e si potrebbe anche scoprire di non stare bene in compagnia dell’essere che siamo diventati.
Sono convinta che per tutti, giunge un momento dell’esistenza in cui si trascorre più tempo da soli e tutto questo deve essere veramente un passaggio positivo, di crescita interiore.
Invito ognuno di voi a “calarsi” anche solo per cinque minuti al giorni nel proprio silenzio e di liberare dolcemente il vostro cuore e la mente dalle impurità accumulate nel corso del tempo.
Il bellissimo piatto che vedete nella foto mi è stato regalato dalla mia carissima amica Maria Pia, tra i gatti c’è anche Magali, la quale è stata entusiasta quanto me di questo squisito pensiero. Se date un’occhiata al suo blog ( http://dituttounpoceramica.blogspot.com/ ) potete vedere il bellissimo e coloratissimo piatto a forma di pesce, di sua creazione, accurata la presentazione e ottimo il contenuto pappato personalmente!
Ed ora ecco la ricetta del giorno, io sono molto limitata e lo sarò per parecchio tempo, ho un dito della mano destra vistosamente fasciato (non scendo in particolari cruenti, ma ieri non è stato per nulla piacevole) e devo stare molto attenta a non bagnarlo … cercherò di fare del mio meglio e, mi scuso fin d’ora se i prossimi piatti saranno semplici, perché cucinati ad una mano e quattro zampotte!


Capricci frettolosi
Ingredienti per 4 persone:

2 uova
4 asparagi
4 fette di provola
1 cucchiaio di maionese
2 cucchiai di ricotta
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale e pepe
olio di oliva

Preparazione:
con le uova preparate due frittatine sottili.
Fate lessare gli asparagi in acqua bollente salata.
In una scodella amalgamate la ricotta con sale, pepe e parmigiano.
Prendete una frittatina spalmatela di maionese e dividetela in quattro. Su ogni fetta di provola, mettete un pezzo di frittata, l’asparago e arrotolate.
Disponete la crema di ricotta sull’altra frittatina, arrotolate e tagliate in quattro pezzi.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

2 commenti:

maria pia mascaretti ha detto...

Helga e Magalì grazie per la vostra amicizia !
Adesso raccomando ad Helga di riposare la mano
e a Magalì di aver cura della sua bipede collaboratrice !

cristi ha detto...

La fantasia non è compromessa da cadute e tagli eh??? Brava brava! anzi pardon brave, brave!

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