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Magali

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domenica 21 febbraio 2010
Oggi ho riflettuto molto sul fatto che, nella vita, se riusciamo a fare qualcosa che amiamo siamo più sereni. Lo so voi penserete “bella scoperta” ed avete ragione, ma credo sia molto più difficile scoprire ciò verso cui siamo portati, piuttosto che perseguirlo. Tempo fa ho letto “Il codice dell’anima” di James Hillman, un libro bellissimo in cui l’autore esprime il concetto che siamo noi a scegliere i nostri genitori per diventare ciò a cui siamo destinati. Noi siamo quello che siamo solo perché siamo stati generati da determinate persone, li abbiamo scelti per avere la certezza di essere quello a cui eravamo destinati. Possiamo essere mediocri, far parte di un gruppo o emergere per particolari talenti, chi ci genera rientra nel nostro destino ed è designato a far sì che noi diveniamo ciò che dobbiamo essere. Questo grazie alle vicende della famiglia o alla sensibilità e all’incitamento dei nostri genitori.
Rifletto sul come sono e so che non potrei essere altrimenti se, non fossi stata generata da mio padre e mia madre, se, purtroppo, grazie a loro, non avessi sofferto, come è stato, se non avessi dovuto crescere prima del tempo, se non avessi acuito la mia sensibilità non sarei Helga. Ora, dopo tanto peregrinare, so che siamo qui per percorrere un cammino, che ci piaccia o no, anche l’essere umano più insignificante vive un’evoluzione e più la sofferenza è forte e lacerante, più veloce e il progresso evolutivo.
Riuscire a comprendere, quale sia il proprio talento , fa star meglio, è come arrivare in un porto sicuro, se si è individuato un obbiettivo bisogna solo organizzarsi per raggiungerlo e non ci si sente smarriti come su una barca alla deriva senza la conoscenza della propria destinazione. Ed è altrettanto pesante proseguire consapevoli del fatto di non essere sulla strada giusta.
Immaginate, banalmente, come si può obbligare un melo a produrre pere, impossibile! E come può essere sereno un essere umano se, costretto, a fare ciò verso cui non è portato?
Io credo che il consiglio che si possa dare a chi si ama, qualsiasi età abbia, sia di riuscire a comprendere il proprio talento, anche se a noi sembra assurdo, perché solo così saremo circondati da persone felici.
Oggi la pelosotta ed io abbiamo molto riflettuto e poco cucinato!
La domenica non abbiamo mai molta voglia di preparare cose elaborate e quindi oggi vi presentiamo un piatto all’insegna della super semplicità, ma vi assicuriamo che è molto appetitoso!


Frittata patate e cipolle
Ingredienti per 4 persone:

3 patate medie
3 cipolle grandi
4 uova
olio di oliva
sale

Preparazione:
Pelate e affettate finemente con la mandolina le patate e le cipolle.
In una padella antiaderente con un po’ d’olio d’oliva fate cuocere a fuoco basso le patate e le cipolle per una ventina di minuti aggiungendo il sale. A fine cottura togliete dal fuoco.
In un’insalatiera sbattete le uova con il sale, aggiungete le patate e le cipolle.
In una padella antiaderente fate riscaldare un po’ di olio di oliva e mettete a preparazione..
Fate cuocere a fuoco basso e dopo circa dieci minuti, quando la preparazione ha preso consistenza, giratela dall’altro lato con l’aiuto di un coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”.

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