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Magali

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giovedì 11 novembre 2010
Ieri sarebbe stato il compleanno di mio padre, che ormai non c’è più da ben 15 anni, ma che avrebbe compiuto 73 anni … non volevo parlarvene … Poi oggi la saggia Magali, mi ha detto: "Perché no?" E per l'ennesima volta aveva ragione lei, in effetti esternare il pensiero per la mancanza di una persona cara, significa darle ancora vita, ricordare è importante e riuscire a percepire la presenza della persona amata, a coglierne lo sguardo, sentirne il profumo, lo è ancora di più … pensate che ho ancora una sua agendina, che portava sempre con sé, tutta avvolta nell’alluminio per conservarne il suo odore … lo so è stupido, ma quando il dolore è lacerante, improvviso, faresti qualsiasi cosa, anche la più insulsa per riuscire a sopravvivere … ed io, come molti, sono andata avanti anche se la sofferenza emotiva era così intensa da trasformarsi in acuto spasmo fisico al cuore, era come se fosse stretto in una morsa.
Non appartengo a quella schiera di persone che ama santificare chi non c’è più, mio padre era un essere umano con pregi e difetti: non aveva il senso dell’umorismo, era stonato, ma si ostinava a cantare, non era affettuoso, ma aveva due grandi doti l’intelligenza e l’onestà. Se dovessi definirlo con un solo aggettivo, la prima espressione che mi verrebbe in mente è giusto, aveva tre figlie, ma non ha mai fatto favoritismi …
Da lui ho ereditato forse troppi difetti: la testardaggine, la tenacia, la correttezza ad oltranza, ma lo ringrazio per avermi trasmesso una cosa per me importantissima: la curiosità e l’entusiasmo nell’apprendere, nell’esplorare nuovi cammini.
Vi ringrazio per avermi, come sempre pazientemente, ascoltato, ma sono certa che chiunque di voi abbia perso una persona cara, mi capirà e giustificherà questo mio scritto.
Ora torniamo in cucina: ci mancano solo 50 ricette alla fine del blog! E tutto dipende dai punti di vista, potrebbero apparire tante, ma ne abbiamo già pubblicate 315, quindi ci attende ancora un piccolo sforzo per arrivare alla meta.
Magali è sempre impegnata in prima fila … mi suggerisce sempre nuove idee e mi trasmette ogni giorno un entusiasmo rinnovato!
Ed ecco la ricetta del giorno, abbiamo provato a cucinarla con il sidro, che noi amiamo moltissimo.

Trippa al sidro
Ingredienti per 4 persone:
800 g di trippa
1 cipolla
1 bottiglia di sidro brut
timo
2 foglie di lauro
2 carote
3 mele golden
1 limone
olio di oliva
1 noce di burro
sale e pepe

Preparazione:
pelate e affettate carote e cipolle.
Tagliate la trippa a listarelle.
In una casseruola con dell’olio fate soffriggere la cipolla e aggiungete la trippa.
Bagnate con il sidro, aggiungete le erbe aromatiche e le carote, salate e pepate.
Cuocete dolcemente per 1 ora e mezza (il sidro deve essersi consumato)
Pelate e tagliate le mele in 12 parti.
Strofinatele con il limone affinchè non anneriscano.
In una padella con del burro fate cuocere le mele per due minuti.
Servite la trippa accompagnata dalle mele.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

4 commenti:

Ylenia ha detto...

Ci sono cose inspiegabili come la morte, un mistero che porta tantissima sofferenza in chi purtroppo la vive da vicino. L'unico modo per restare immortali è il ricordo, essere protagonisti della propria vita, e seppur in punta di piedi lasciare un segno. Tuo padre ha lasciato il segno e vive attraverso i tuoi ricordi, e ti ringrazio per avercene parlato.

Non mi piace questo countdown del blog, cioè in genere si fa il conto alla rovescia per qualcosa di bello, ma che chiudiate tutto non è mica bello!! Quindi io spero che voi ci ripensiate e che all'anno nuovo torniate, seppur con un progetto diverso che vi dia nuovi stimoli.

Che dire della ricettina di oggi, assolutamente originale e del tutto estranea alle mie poche conoscenze culinarie, proprio per questo mi incuriosisce. Sarà sicuramente una bontà!!

Mammabarbi ha detto...

Ieri in un libro che ho cominciato a leggere (scritto per altro da un'amica) ho visto la parola "ricordare" sotto una luce nuova. L'autrice ne spiegava l'etimologia per dare un senso al suo scritto. Ricordare vuol dire "dare di nuovo al cuore", l'ho trovato di una semplicità e di una limpidezza infinita e ho pensato di condividerlo. Ecco perchè il ricordo è così importante.

cristi ha detto...

Sto via due giorni e perdo un mucchio di post!
Carini come sempre per l'antefatto e per la ricettina.

maria luisa ♥ ha detto...

Condivido in tutto e in pieno quello che ha detto Ylenia, aggiungo solo...resta..voglio continuare a leggerti....! Un abbraccio

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