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Magali

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lunedì 22 novembre 2010
Vorrei che qualcuno di voi mi aiutasse a capire, questa volta vi apro veramente la mia anima …
Perché io in questa città in cui vivo, non mi sento a casa mia … ma non basta sto veramente male ad uscire nel vedere tutte le case male assortite, dalle facciate trascurate, stinte, intrise della sottile povere ferruginosa prodotta dallo sferragliare del tram … i fazzoletti di carta, i depliants dei supermercati e tutto quello che le nostre tasche non hanno voglia di contenere giace in balia del vento, i cassonetti dell’immondizia vicino ai quali sono ammassati le più astruse cianfrusaglie, i marciapiedi sconnessi …
Oggi mio marito, quando siamo usciti, mi ha detto “Helga sembri un’aliena”.
In realtà, io non sembro, ma mi sento un’aliena, anzi dirò di più sto proprio fisicamente male nel vedere tutto ciò.
Forse ho un senso estetico più spiccato rispetto al mio prossimo oppure sono un’attenta osservatrice, ma tutto questo, forse, è un’ulteriore conferma della mia diversità, mi sforzo, ma non posso essere contenta di vivere in un posto simile …
La cosa ancora più triste che molti sono costretti a vivere in posti ancora peggiori, ancora più maltrattati …
Siamo stati la capitale d’Italia … ma cos’è e cosa sarà la nostra nazione?
Io sogno solo di scappare via … di vivere in un plastico o in un villaggio della Lego … mi ci vedo già Magali ed io un po’ squadrate, tutte fatte di mattoncini, ma esisteranno anche quelli per fare i capelli grigi e le orecchie da gatto?
E poi il nostro prossimo ci domanda, perché non amiamo uscire di casa … quello che ci circonda è in questo stato, come tutte le zone semi centrali della città, certo il centro è più curato, ma devi camminare “senza cuore”: una serie innumerevole di persone chiede la carità, addirittura dorme per strada e passando, noi cerchiamo di aiutare un po’ tutti …
Sicuramente coloro i quali vivono in un ambito più ristretto hanno occhi e cuore molto più protetti.
Per sdrammatizzare un po’ ecco un’altra foto scattata a metà ottobre quando sono andata al mare, è la figlia di Giacomo, per fortuna anche lei stava bene, è solo un po’ timida.

Questa, realistica, ma un po’ triste, la possiamo definire una riflessione da lunedì …
Ed ora bando alle chiacchiere ecco la ricetta di oggi, semplice, ma originale e veramente carina alla vista, ideale anche per un apericena.

Camembert insolito
Ingredienti per 6 persone:
3 piccoli camembert (lo potete sostituire con del brie o caprice des dieux)
6 fajitas
erba cipollina
burro

Preparazione:
preriscaldate il forno a 180°. Riducete le fajitas in modo che stiano nella scatola di camembert.
Mettete ogni fajitas nella metà della scatola di camembert, poi aggiungete del formaggio tagliato a fette, un po’ di erba cipollina tagliata finemente e una piccola noce di burro. Passate in forno per 8 minuti e servite subito.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

4 commenti:

cristi ha detto...

Cavoli io non conosco neppure le fajitas! La ricetta mi pare ben fatta, creativa come in genere lo sono le tue. Pardon le vostre.

Ylenia ha detto...

A me Torino diciamo che piace, nel senso che vivendo nel profondo Sud noto così tanta diversità che una città lontanamente diversa dalla mia suscita in me grande curiosità. Purtroppo la associo all'ex fidanzatino dei miei 18-20 anni e quindi non ho per niente voglia di tornarci. :D
L'Italia non è affatto il così "Bel Paese" che vorremmo, ogni città ha le sue piaghe, vive disagi (spazzatura, inciviltà, delinquenza) e non è mai valorizzata come dovrebbe essere. Provo tantissima pena per i vagabondi e per chi mi chiede la carità, e nel mio piccolo cerco di dare qualche spicciolo proprio a tutti. Comunque sia a volte una passeggiata suscita infinite riflessioni, mi capita quando sono sui mezzi pubblici e noto un pò di tutto. Non resta che trovare il proprio posto nel mondo, ovunque si è, se si raggiunge un certo equilibrio e si sta bene con se stessi e con chi realmente amiamo, la città finisce col diventare un contorno, bello o brutto che sia, e dobbiamo cercare di non farci rendere infelici da esso.
Ops, come al solito mi sono dilungata e costringo voi a leggere un papiro forse un pò sconnesso, ma spero mi abbiate capita.
Che buone queste fajitas, le adoro!! E naturalmente non avevo idea di cosa fosse il Cambembert, grazie a google ho capito che è un formaggio francesce che ha tutta l'aria di essere ottimo!! Bravissime!!

Rosetta ha detto...

Sei bravissima, la pelosetta ti vuole tanto bene ed è contenta di te.
Baciottoni a tutte e due.
Mandi

Ely ha detto...

e... ogni città a mio parere hai il suo bello e il suo brutto... certo io abito in una città che molte volte sia per inizitive culturali e modi di pensare è ancora paese mi piacerebbe a volte abitare in città grandi con tante possibilità di incontri, spettacoli, negozi multirazziali, per questo la mia città mi stà stretta ma quando guardo il mio lago e le montagne innevate... no no non fareicambio con nessun altro :-) splendido questo averitivo veloce ma gustoso!!!!

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