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Magali

Magali
sabato 21 maggio 2011
Eccoci alla seconda sfida di Naso da tartufo’s kitchen , cogliamo l’occasione per salutare le nostre compagne d'avventura e dire:” Squadra di Martha Stewart: in bocca al lupo!”.
Torniamo alla tenzone dovevamo preparare una pietanza per bambini che contenesse almeno due ingredienti tra carne, pesce o verdura più altri a scelta, ovviamente oltre al gusto l’aspetto doveva essere molto invitante agli occhi attenti dei più piccoli!
Ho subito girato la “patata bollente” a Magali, gatta magica e filosofa per eccellenza, che ha sempre la risposta pronta, fa apparire semplice il complicato, che ha replicato dicendomi: “Torna indietro nel tempo, pensa a cosa amavi, ai giochi che ti piacevano …”. Io sono rimasta senza parole, perplessa, in realtà mi aspettavo un aiuto più concreto … Allora, durante la settimana, appena avevo un attimo di tempo il pensiero tornava alle parole della pelosotta e le mie meningi funzionavano talmente alacremente che facevano rumore!
Pensa che ti ripensa ero arrivata a due conclusioni, poi una mi è sembrata un’impresa un po’ folle ed allora, ovviamente, ho scelto questa …
Qualcuno si ricorderà “L’allegro chirurgo”, in cui il povero paziente aveva tutti organi un po’ strambi ebbene la pelosotta ed io l’abbiamo ricreato per i piccoli che ci seguono! La faccia del malcapitato è commestibile, ma non la consigliamo (i capelli li abbiamo cotti nel tea per avere un colore accettabile), per il profilo abbiamo usato un pennarello atossico e poi tutto il resto è da mangiare, “prendere con le pinze” e decorare con le siringhe colme di salsine invitanti … Lo troviamo veramente sfizioso anche per una festa!
Alla fine di questa ricetta abbiamo tratto, come da qualsiasi evento della nostra vita, una conclusione: la volontà ti porta anche dove ti pare impossibile, il ricordo è uno strumento prezioso e una vena di sana follia dona un po’ di “peperoncino” alla vita, noi speriamo con questa ricetta di invogliare i nostri piccoli lettori a gustare il nostro cake salato e a decorarlo secondo la loro più fervida fantasia, che è solo un fantasma un po’ svampito che ha scambiato la emme con la i!

Ed ecco Magali che assaggia uno degli ingredienti!




Durante la preparazione ...




Ed ecco il chirugo golosone!





Il chirurgo golosone
Ingredienti per 6 persone :
3 uova
150 g di farina
½ bustina di lievito
50 g di olio di semi
25 g di latte
70 di groviera grattugiato
150 g di prosciutto cotto
2 zucchine
Burro per lo stampo

Per le siringhe:
maionese
ketchup
ricotta, basilico, sale

Per alcuni elementi:
una fetta di prosciutto cotto spessa
ravanelli
olive nere
una decina di fusilli
un cetriolino
qualche cappero

Preparazione :
preriscaldate il forno a 180°.
Pulite le zucchine e tritatele nel robot insieme al prosciutto cotto ed al groviera, aggiungete le uova, la farina e il lievito, il sale, mescolate finchè non ci siano grumi, poi aggiungete il latte, l’olio.
Versate il composto in uno stampo da plumcake imburrato.
Fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa. Togliete dal forno e non capovolgete prima di 15 minuti.
Per la salsina verde: centrifugate 50 g di basilico, in una scodella mescolate la ricotta con il centrifugato verde e salate.
Disegnate la sagoma del paziente e "dategli un volto".
Quando il plumcake è freddo tagliatelo a fette nel senso della lunghezza e sbizzarritevi con le forme e le decorazioni!
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 11 maggio 2011
Siamo arrivate quarte su cinque squadre, ma ce l'abbiamo fatta, ora la sfida che ci aspetta in Naso da tartufo kitchen's è preparare una ricetta per bambini ... ce la faremo, Magali mi ha distrutto, perchè per ora ha detto che non ha idee ... lei si intende solo di gatti, figuratevi un po'. Non sarà facile, ma ci impegneremo.

Ed ora la ricetta di oggi con cui partecipiamo con piacere al contest “Cosa sforno oggi?” del blog Le ricette dell’Amore Vero
Da tanto volevamo provare questa ricetta, soprattutto, perché Helga adora il tea e non c’è nulla di meglio che accompagnarlo con questi dolcetti.
Prima della cottura:


E dopo …








Scones
Ingredienti per 15 scones:

230 g di farina
½ bustina di lievito per dolci
30 g di zucchero
75 g di burro morbido
50 g di uvetta sultanina
1 uovo
½ dl di latte
1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio di latte per spennellare gli scones
marmellata di alcicocce e ciligie

Preparazione:

preriscaldare il forno a 210°.
In un’insalatiera mescolate la farina, il lievito e lo zucchero. Aggiungete il burro morbido poi impastate con le dita finchè il burro non sia incorporato. Aggiungete l’uvetta sultanina, l’uovo e metà del latte. Mescolate con le mani fino ad ottenere una palla, se la pasta risulta troppo secca aggiungete il restante latte. Stendete la pasta con un matterello su un piano infarinato, la pasta deve essere spessa 1 cm circa. Con un tagliapasta rotondo di diametro di circa 5 cm ottenete dei cerchi e metteteli sulla placca del forno imburrata. Spennellate con l’uovo il latte ed infornate per 10-12 minuti.
Degustateli ancora caldi, tagliateli a metà e guarniteli con la marmellata.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
Ultimamente leggiamo parecchi articoli o meglio Helga si premura di farlo ad alta voce, io, non ci crederete, ho gli occhi troppo grandi oppure i caratteri sono troppo piccoli, non lo so, ed uno che ci ha colpito parla della “madre tigre” ovvero una donna cinese, figlia di immigrati in America, dell’età di 48 anni, professoressa in legge a Yale autrice di un libro sull’educazione delle sue figlie, che, se da un lato, ha sconvolto, allo stesso tempo ha insinuato il dubbio ai genitori statunitensi.
Amy Chua pretende che le figlie prendano il massimo dei voti e le obbliga all’esercizio quotidiano in matematica, ortografia, pianoforte e violino, tutti i giorni dell’anno, appellandosi al fatto che tutto quello che lei fa è dettato dall’amore nei loro confronti.
L’educazione cinese è differente, i genitori partono dal presupposto che i figli siano forti e si comportano nei loro confronti in modo diverso da quelli occidentali, sono convinti che educarli “duramente” sia positivo, in quanto, il mondo che li circonda è duro e, di conseguenza, loro non si troveranno impreparati.
La cosa sconvolgente è che le figlie dicono che quando diventeranno madri, con qualche piccolo ritocco, impartiranno l’educazione ricevuta.
Tutto questo può apparire destabilizzante, ma io sono convinta, parlo a livello personale, che nella vita nulla ti venga regalato, solo la tenacia, lavoro ed impegno ti portano a raggiungere gli obiettivi prefissati e non puoi improvvisare ed importelo se non l’hai appreso nel corso della crescita.
Credo e lo scrivo con molto rammarico, che i genitori di oggi difficilmente impongano regole, perché il solo fatto di definirle e di farle rispettare comporta un lavoro estenuante, preciso e, purtroppo, severo.
Durante la mia esistenza, forse, non ho raggiunto alti obiettivi, ma sicuramente per tenacia e senso del dovere mi sono sempre impegnata, ho ricevuto un’educazione rigida, mi sono ritrovata a far fronte ad impegni gravosi a soli 16 anni, ho reagito e sono “andata avanti”, quindi, non posso che trovarmi concorde anche se con qualche “modifica” con questo stile di educazione desueto.
lunedì 9 maggio 2011
Eccoci qua ci siamo anche noi! Ce l’abbiamo fatta, la scorsa settimana siamo state via per lavoro ed abbiamo trascurato il blog, beh ora veniamo alla novità: Magali ed io partecipiamo al bellissimo organizzato da Beny e Marthy del blog Naso da tartufo , che ringraziamo per aver prorogato i termini di iscrizione!
Siamo felicissime di partecipare, ripescate all’ultimo minuto, facciamo parte della squadra di Martha Stewart (miaoooo, uaoooo) che è formata da tante nuove amiche che cogliamo l’occasione di salutare e a cui diciamo: “ce la faremo, anche perché una gatta magica fa parte della squadra!”




Ecco le mie compagne d’avventura:
Eli del blog Il gamberetto
Elisabetta del blog Dilettanti in cucina
Fabiola del blog Olio e aceto
Francesca del blog Panna cioccolato e fantasia
Kat del blog American pie e dintorni
Luana del blog Sognando dolcezze
Martina detta Marti90 del blog Cucina di cotto e spazzolato
Martyska del blog Il dolce crear
Pancapanna del blog La locanda del gisuto
Patrizia del blog I dolci nella mente
Ed ovviamente la Mitica, Magica Magali, che vedete come si sta preparando alla sfida!



La prima parte di questa sfida termina il 12 maggio e il componente di ogni squadra deve
creare un dolce per tre persone spendendo al massimo 3 euro … visto che deve essere un dessert chic Magali ha detto che sicuramente lei ci sarebbe riuscita, perché in quando ad eleganza nessuno può competere con lei, mi ha proposto una serie di ricette costosissime, i conti per lei non esistono … alla fine esausta mi ha detto che sono io che non sono in grado di fare la spesa … conclusione pensa che ti ripensa abbiamo avuto uno sprazzo (éclair), un lampo (éclair) ci ha colpito ed in un baleno (éclair) abbiamo deciso il nostro dessert sarà éclair au citron (pasticcino al limone). Ci ha subito stupito quanti significati ha questa parola in francese e questo ci ha convinto, ci siamo guardate negli occhi e abbiamo capito che questa era la scelta giusta perché è un po’ come noi una coppia dai mille volti. Era ovviamente doveroso iniziare con un dolce francese, viste le origine della pelosotta ed il mio amore sconfinato per questa terra.
Ora dovevo SOLO uscire e comprare l’occorrente con il budget imposto. E’ stato veramente arduo, perché, tra le molte cose per cui mi ritengo fortunata, vado a far la spesa senza preoccuparmi delle varie offerte e dei prezzi, compro sempre in quantità industriale e ho una dispensa con cui potrei tranquillamente sopravvivere per molto tempo, quindi sono andata al supermercato con foglietto e penna, ho scritto più volte i prezzi delle cose che volevo comprare, ma il totale superava sempre i 3 euro … son tornata a casa e ho detto a Magali che la missione era fallita in partenza, lei mi ha fatto una bella lavata di capo e mi ha detto di diversificare gli acquisti e trovare ingredienti sostitutivi … mi sono armata di santa pazienza (ma perché si collega questo aggettivo a questo sostantivo?) e sono nuovamente uscita, sono andata al mercato dalla contadina ed ho acquistato 4 uova e un limone, poi al supermercato dove ho acquistato gli ingredienti mancanti sostituendo la margarina al burro e … sono tornata a casa con aria trionfante, non ci crederete ho pure avanzato ben 11 centesimi!
Beh alla fine siamo riuscite ed abbiamo preparato ben due éclairs a persona! La sfida è iniziata, noi ci siamo messe d’impegno ed ecco il risultato finale, Magali ci tiene a puntualizzare che il nome della ricetta l’ha scelto lei … (ormai lo sapete tutti che è un po’ egocentrica, ma ssssth non ditelo a nessuno).
Ed ora ecco la spesa ...







Riepilgo:
Farina 0.45
Zucchero 0.85
Margarina 0.44
Latte 0.55
Totale supermercato 2.29
4 uova e un limone 0.60
Totale 2.89


Et voilà ecco il risultato ...







Lampo di genio
Ingredienti per 6 éclairs:
pasta per i bigné:
60 ml di acqua
60 ml di latte
60 g di margarina
2 cucchiai di zucchero
70 g di farina
2 uova
Crema al limone:
250 ml di latte
2 tuorli d’uovo
70 g di zucchero
20 g di farina
2 cucchiai di succo di limone
Per guarnire:
scorza di limone
caramello (3 cucchiai di zucchero, 1 di acqua)

Preparazione:
preriscaldate il forno a 180°.
Per la preparazione della pasta dei bigné, in una pentolina fate scaldare il latte, l’acqua, lo zucchero e la margarina in pezzi, portate ad ebollizione e togliete dal fuoco.
Aggiungete la farina, precedentemente setacciata, in una sola volta e mescolate, il composto si deve staccare dalle pareti della pentolina. Aggiungete un uovo, mescolate ed aggiungete il secondo, fino ad ottenere una pasta omogenea. Rivestite la placca del forno di carta forno e con l’aiuto di una tasca da pasticcere preparata gli éclairs.
Mettete in forno e fate cuocere per 30 minuti circa, fate raffreddare su una griglia.
Per la crema: in una pentolina fate bollire il latte con la scorza di metà limone, facendo attenzione ad evitare la parte bianca. Togliete dal fuoco e fate riposare per una decina di minuti.
In una scodella mescolate i tuorli d’uova con lo zucchero, la farina e il succo di limone. Il composto deve essere omogeneo, aggiungete il latte caldo, privato della scorza di limone, e mescolate bene.
Tagliate gli éclairs in due, farciteli con la crema.
Guarnite con fili di caramello e fili di scorza di limone.
E come dice Magali “leccatevi i baffi”

giovedì 28 aprile 2011
Con questo post partecipiamo a “posti da foodblogghers” del blog Ogni riccio un pasticcio di Erica, che ringrazio per avermi dato questa stupenda possibilità


Appena ho letto di questo candy/contest, scusate la schiettezza, ma non ho ancora capito la differenza, ne ho parlato a Magali e lei mi ha detto che "cadeva proprio a fagiolo" e mi ha spronato a cercare di trasformare le emozioni in parole, non ho avuto dubbi, l’unico luogo che mi rappresenta in modo pieno ed esclusivo, di cui conosco ogni angolo e che sento veramente “casa mia”, non è quello dove vivo, ma quello che mi sta nel cuore.
La prima volta che ci andai era il 1981 e ricordo ancora il profumo dei croissants appena sfornati a Les Halles …
E’ la mia meta per eccellenza, appena posso scappo lì, perché solo ed unicamente lì, per me, il tempo assume una connotazione unica, qualsiasi affanno non trova più il minimo spazio ed io sono, magicamente, invasa da un entusiasmo, creduto inesistente, invece solo sopito.
Mi sento a mio agio girovagando a Porte de Clignancourt tra le bancarelle del mercato delle pulci, andando nel colorato quartiere di Barbes-Rochechouart dove appena scendi dal metrò vieni sommerso dai volantini di maghi e santoni, dove incontri persone con abiti dai colori sgargianti tipici del paese a cui appartengono, quando mi perdo nei negozi di tessuti ai piedi della collina di Montmartre, quando passeggio sul lungosenna e sfoglio le stampe antiche riproposte, ormai da sempre, dai boquinistes, quando la mia anima trova pace nel luogo che, forse, mi appartiene da altre vite: la chiesa di Sant’Eustachio, che mi avvolge, sempre, con protettiva atmosfera o quando, solitamente la domenica, passeggio nel Marais dove i palazzi sono squallidi, ma le sue vie sono permeate da un’atavica cultura mista a severità, ad un non apparire, come se ogni palazzo, ogni negozietto, esteriormente trascurati, racchiudessero qualcosa di ineguagliabile.
I giardini del Lussemburgo affascinanti in ogni stagione, con le caratteristiche sedie di metallo verde, dove tante volte mi sono seduta a leggere, sentendomi veramente una parigina, perché, per me, il fatto di avere del tempo per star lì a gustare un libro, ad osservare le persone, a scattare fotografie significa aver compreso, nel profondo, la vera essenza di questa città caotica, sempre più sporca, stancante, ma che, in realtà, racchiude uno spirito flemmatico.
Io amo “flaner” senza meta, girovagare in rue du Bac dove tutto è stile, eleganza, sentirmi privilegiata nell’aver scoperto un angolo nascosto, un giardino segreto, "Catherine Labouré", cintato da un muro, dove mi sento proiettata in un mondo senza tempo, un’atmosfera densa di vitalità mi attende al mercato degli artisti e, termino la mia giornata, passando in uno dei tanti “café” parigini dove la gentilezza è di rigore, “Le Select”, qui ormai mi conoscono e sanno che non posso andar via se non prima aver salutato il micione che da ormai 18 anni è la mascotte del locale.
Parigi è l’unico luogo che sento veramente mio, in cui il mio cuore palpita, si emoziona, in cui attingere linfa vitale, ideare progetti, pormi obiettivi, in cui l’entusiasmo è parte pulsante del mio essere e dove, soprattutto, tutto sembra possibile, anzi è possibile, anche con l’anima gravata da pesanti dolori, ho sempre la certezza che mi sentirò leggera, in cui la sola comunanza dei luoghi sarà in grado di scacciare ogni tristezza lasciando spazio ad una spensieratezza stupefacente ed alla consapevolezza di provare sensazioni, ogni volta, rinnovate, magiche, ma soprattutto di trovarmi nell’unico posto in cui dove è giusto che io sia.




lunedì 25 aprile 2011
In questi giorni, senza alcuna ragione specifica, riflettevo sul fatto che sono particolarmente felice, nonostante tutti gli affanni che mi coinvolgono direttamente, ne ho parlato indovinate con chi? Ormai lo sapete la mia interlocutrice è, sempre, Magali e le ho esternato questo mio pensiero, lei giustamente, ha ribadito il fatto che, sono contenta della mia vita, ma soprattutto sono conscia del fatto, che ho ancora la possibilità di poter fare delle scelte, coltivare dei sogni, realizzarli, ma soprattutto, l’entusiasmo, la voglia di vivere, apprendere, andare avanti e di avere al mio fianco una gatta filosofa, attenta a tirarmi le orecchie con le sue zampotte, se per un attimo mi distraessi e non riuscissi a rendermi conto di tutto questo!
Con questa ricetta partecipiamo al contest "mise en place" di Ambra del blog gatto ghiotto.



La nostra partecipazione era doverosa visto il nome del blog e soprattutto, perchè ci ha dato la possibilità di presentare questa ricetta che appartiene al paese che più ci rappresenta, che appare chiaramente dalla nostra "mise en place". E’ un piatto versatile, perché la preparazione di base è sempre la stessa, ma lo si “farcisce”, al momento di servirlo, secondo il gusto personale come abbiamo fatto noi oppure con cipolle, reblochon e dadini di pancetta, fois gras, pezzetti di maiale ed in tanti altri modi che la fantasia vi suggerisce!





Pat a’coco
Ingredienti:
2 confezioni di pasta sfoglia
4 patate bollite
1 confezione di panna da cucina
Formaggio parmigiano grattugiato fresco
sale
150 g di salmone affumicato
Insalatina per accompagnare

Preparazione:
tagliate a fette le patate bollite.
In una scodella mescolate la panna, sale, il parmigiano quanto basta per ottenere una crema.
Stendete la pasta sfoglia in una teglia, mettete degli strati di patata alternati con la crema, coprite l’altra confezione di pasta sfoglia. Fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti.
Tagliate la torta in porzione, posizionatele sul singolo piatto, sollevate un po’ lo strato superiore di pasta sfoglia ed inserite alcune fette di salmone. Accompagnate con insalatina di stagione.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

giovedì 21 aprile 2011
I buoni propositi si fanno all’inizio dell’anno e non ad aprile in un giorno qualunque, ma sono qui ora a riflettere su me, su quello di me che voglio cambiare. Verbo di cui si abusa e che si sottovaluta, in cui si ripone una facilità estrema: non c’è nulla di più errato, il cambiamento è arduo, disagevole, a volte irraggiungibile, ma possiede una caratteristica unica: è profondamente liberatorio. Mi immagino scevra da legami, sensi di colpa, affetti, ricordi, tutta questa fatica al mutare non esisterebbe, voltare pagina sarebbe semplice, ma invece devo far i conti con tutto quello che ho vissuto, ho, però nei confronti di me stessa il dovere di comprendere chi sono e cosa desidero, perché il tempo corre inesorabile e verrà il momento in cui pormi queste domande sarà inutile, perché non avrò un futuro da vivere nel cambiamento.
Quindi in questo mese in cui notoriamente si dorme dolcemente, io, ovviamente sempre controcorrente, assumo impegno formale e mi impegno, formalmente, con voi tutti, così almeno sarò spronata a perpetrarlo, ad apportare qualche cambiamento nella mia vita … a fine anno vi renderò conto!
Come sapete Magali non ama i travestimenti e quindi per Pasqua si è rifiutata di travestirsi da pulcino o da coniglio e quindi ho dovuto “fregarla” con questo collage!
A chi ci segue assiduamente, a chi saltuariamente, a chi ci lascia un commento, a chi ci conosce personalmente, insomma a voi tutti auguriamo una Serena Pasqua!


Ed ora ecco una ricetta da portare a Pasquetta per la tradizionale scampagnata!


Torta alle cipolle
Ingredienti:
una confezione di pasta sfoglia
800 g di cipolle fresche
150 g di formaggio di capra stagionato grattugiato
3 uova
Noce moscata grattugiata
Sale
Olio di oliva

Preparazione:
pulite, lavate le cipolle e affettatele grossolanamente e fatele cuocere in una padella antiaderente con un po’ di olio di oliva e un pizzico di sale per una ventina di minuti.
In un’insalatiera sbattete le tre uova aggiungete del sale, la noce moscata, il formaggio ed infine le cipolle, mescolate bene.
Srotolate la pasta sfoglia in una teglia, mettete il composto e fate cuocere in forno a 200° per 20 minuti circa.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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