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Magali

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martedì 23 gennaio 2018
Ormai vi siete abituati alle mie, ops nostre riflessioni. Come sapete divido la mia vita con Magali, io penso, esterno e lei mi autorizza a pubblicare accomunate dalla speranza di non essere noiose. 😐🙀 Non vogliamo convincere nessuno delle nostre idee e pensieri, nettampoco metterci in cattedra, ma solo esprimerli. Essi sono il frutto del nostro vivere e chissà, se mai, voi a vostra volta potreste riflettere, crearvi un’opinione in merito e diffonderla. Magali ed io immaginiamo di lanciare un “frisbee” bello e colorato e che ci sia qualcuno pronto a prenderlo al volo con il nostro uguale entusiasmo e a rilanciarlo a sua volta.
So che, oggigiorno, la maggioranza degli esami universitari si sostiene in modo scritto e non orale, ma io mi dichiaro pubbblicamente contraria, pur comprendendo che, rispetto ai “miei tempi”, il numero di studenti sia notevolmente aumentato, essendo il diploma di laurea “quasi” il minimo richiesto dalla società attuale per accedere al mondo del lavoro.
Credo che la scuola debba essere formativa non solo del “sapere” di un individuo, ma anche della sua capacità di esternarlo verbalmente. Proprio questa sua funzione dovrebbe essere ancora più pregnante di questi tempi in cui i social fanno da padrone, in cui i ragazzi non comunicano tra loro neanche più con una telefonata, ma solo in forma scritta …
Proprio come in una palestra si fanno esercizi, così solo abituandosi a ripetere, ciò che si studia, ci si rende conto se lo sì è appreso veramente e, soprattutto, ci si abitua ad esprimere concetti. Nulla vieta ai ragazzi di studiare in questo modo, ma sarebbero maggiormente incentivati se gli esami fossero orali.
Un domani affrontando colloqui e, in seguito, ambienti di lavoro si troveranno a vivere situazioni in cui dovranno esternare verbalmente il loro pensiero, ma se nessuno li ha abituati a farlo?
Avendo attraversato, a partire dalla mia adolescenza e per tantissimi lunghi anni, periodi in cui non avevo disponibilità economiche al punto di imparare a cucire per necessità, sono stata obbligata dalle circostanze della vita a dover affrontare situazioni in cui dovevo parlare, difendere i miei diritti, non potendo esimermi nè delegare altri, in me si è radicato il concetto che la dialettica, la capacità di saper “radunare” le idee e tradurle in parole, di argomentare e rispondere, ribattere in modo idoneo, l’abilità di non essere ripetitivi, di riuscire ad avere sempre “sottomano” un sinonimo fossero fondamentali.
L'espressione verbale è di cardinale importanza, spesso, si sottovaluta, ma, vi prego, riflettete insieme a me: la parola difende, offende, conquista, tradisce, ama, accomuna, dissente, diverte, intrattiene, incanta, stupisce, mortifica, ferisce, esalta, quindi:
“Paroliamo, gente paroliamo”

Anche Magali ha voluto dare il suo contributo!

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