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Magali

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venerdì 15 giugno 2018
La mia prima auto è stata una 126 battezzata Clementina, poi ho avuto una Uno chiamata Ugo ed ora ho un Kangoo, detto Otto, questa breve cronistoria è proprio per parlarvi di quest’ultimo. Quando arrivo al mare praticamente non ci sta più uno spillo, viene caricato in tutti gli angoli, preparo i pacchetti più minimal da mettere sopra lo spazio sulle ruote, sotto i sedili, nella zona dei contenitori, che ringraziando Dio quest'auto ha sopra il parabrezza, insomma alla fine quando scarico è una caccia al tesoro per trovare la roba! Capite voi se uno vuole portare l’acqua particolare che lì non trova, la macchina da cucire, il paniere preparato come regalo alla vicina, la borsa frigo con la scorta di carne (per i carnivori ovviamente), la pianta di basilico (quest’anno pure la menta), tutte le ante della cucina rilaccate (carico eccezionale), scorte di cibo per Magali, attrezzatura fotografica, il pc e vino a gogò e, ovviamente, lo spazio per Magali, capite voi che un minimo di logistica e preparazione psicologica ci va prima di affrontare l’impresa del carico!😄 Praticamente un trasloco!😂 E ogni volta prima della partenza dico a me stessa:"Porto poco!"😂
Le bottiglie di vino stavolta sono state veramente molte, ma è così: una bottiglia al vicino che sta a “destra” mio fornitore di verdure (per luglio dice che ritorna con una cassetta apposta per me, gli ho detto che dall’anno scorso è diventato l’uomo dello zucchino 😁, da quando mi riempì di questa verdura di tutte le dimensioni immaginabili pure grandi come una clava!), poi la coppia di vicini al di là del muro vino pure per loro unitamente a parmigiano, olio e qualcosa di carino per lei, poi il nuovo vicino di sinistra (che affitta e cambia sempre) e lui mi chiede, non conoscendomi e guardandomi con sguardo stupito:”Perché?” e io:”Perché siete il primo vicino pulito in 17 anni!”, i miei amici svizzeri discreti, ma presenti, e la distribuzione del vino ancora continuerà nei prossimi giorni.
Perché faccio ciò? Perché porto un pensiero a molti? Semplicemente perché in questo piccolo paese di pescatori, immerso nella natura dove, geograficamente, a destra e a sinistra non c’è nulla, quando arrivi e percorri gli ultimi 40 km che ti porteranno a destinazione, ti rendi conto che stai arrivando in un posto speciale. (se non vi siete ancora annoiati il racconto prosegue dopo le foto)
Lo è per il paesaggio, la fauna, ma soprattutto per le persone, ti sembra di entrare in una bolla iridescente di “bene” e io non posso che contribuire con piccoli atti di gentilezza a tutto questo. Il vicino al di là del muro (uomo d’altri tempi) che quando arrivo mi fa il baciamano, il vicino che abita all’entrata anche lui agé che si stupisce ed è felice solo perché mi ricordo il nome del suo cane e quando mi incontra si toglie il suo panama in segno di saluto, la signora che vende le ostriche che mi regala sempre un'ostrica in più, il pescivendolo che mi regala il limone, poi René il signore che mi taglia le piante, di origine toscana, che mi parla in italo/francese e mi fa schiantare dalle risate quando mi dice passami la granata (scopa in dialetto toscano) o quando gli dico che voglio che lui mi faccia qualche lavoretto di massoneria (come dice lui muratura) e lui mi risponde te lo faccio proprio a modino, lo ripete spessissimo e Modino è diventato il suo soprannome, i miei vicini vicini che ridono perché appena arrivo mi vedono con lo spazzolone e lo straccio in mano che pulisco la terrazza e mi dicono “Solo tu!”, un’altra vicina che mi dice “Se hai bisogno della menta vieni a raccoglierla” e gli esempi che potrei citare sono tantissimi.
I tempi ovviamente qui sono slow, quelli tipici di un paesino del meridione, ma tutto funziona perfettamente e vedere di sabato mattina presto un addetto del comune che pulisce la stradina dietro casa mia, togliendo le erbacce dallo scalino del marciapiede, non guarda il cellulare e, soprattutto, lavora alacremente ti fa sentire contento di pagare le tasse.
Molti si stupiscono del fatto che io resti qui da sola, in tutte le stagioni, senza auto e solo con la bicicletta … ops non da sola, in compagnia di Magali che è originaria di questo luogo, non tutti lo farebbero, ma l’importante è non pensare alle cose brutte che potrebbero succederci ovunque, ma a quelle belle e il sentire la voce della vicina che mi chiama al di là del muro (io non ho campanello) per darmi l’insalata o i pomodori o dell’altra che mi invita a colazione, mi trasmette la sensazione di essere amata e quindi la prossima volta Otto sarà ancora più carico!😉

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