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Magali

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domenica 25 marzo 2012
Io non amo la storia, le biografie … eppure sono stata attratta dalla vita di una donna Marie Joseph Rose de Tascher de la Pagerie, meglio conosciuta come Joséphine de Beauharnais o ancor meglio come Giuseppina Bonaparte.

Ho letto la sua biografia, scritta sotto forma di diario come fosse stato redatto da lei stessa, mi è piaciuta molto, perché coinvolgente, emozionante come vissuta in prima persona. Forse, non tutti sanno che a darle i natali fu la lontana isola della Martinica, che ancor oggi fa parte dei dipartimenti francesi d’oltremare, ma la cosa curiosa fu che a soli 14 anni le fu predetto proprio da una veggente dell’isola che sarebbe stata sposa, vedova e poi regina! Alle orecchie di Rose, come veniva chiamata a quell’epoca, la predizione dell’anziana indovina suona eccitante e al tempo stesso ridicola. Un oceano intero la separa dalla Francia e a lei tutto questo appare improbabile così poco avvezza a usi di un mondo aristocratici e per di più senza dote, perché figlia di uno squattrinato proprietario terriero. A lei appare anche solo impensabile il fatto che possa trovare un marito. Ed invece Rose sposa in prime nozze Alexandre de Beauharnais e poi si unisce, in secondo matrimonio, con Napoleone Bonaparte, pazzamente innamorato di lei e per lui sarà Joséphine. Si avvera, così, la predizione dell’indovina: il destino si compie. Accanto al piccolo corso inizia una nuova esistenza dall’apparenza dorata, lei non lo ama e gli sarà eternamente infedele, il matrimonio naufragherà per l’assenza di un figlio tanto desiderato dall’imperatore. La sua biografia rivela una donna sempre ribelle, in grado di far fronte alle vicissitudini dell’esistenza e di essere vicino ad un uomo dalla personalità egocentrica e complessa, mettendo in luce risvolti della sua personalità che fanno scoprire una Giuseppina scaltra, intelligente, passionale, capace di destreggiarsi con abile maestria in ogni situazione. Io, fortemente, diversa da lei, ne sono stata oltremodo affascinata.

Con questa ricetta e con estremo piacere partecipiamo a  Donne STraordinarie di Stefania



Per ricordarla vi propongo un dolce delle Antille, ovviamente gluten-free, si utilizza la tapioca, che per me è stata una piacevole scoperta.



Dolce per Rose
Ingredienti per 8 tortine:
2 uova
½ cucchiaino di lievito
4 cucchiai colmi di zucchero
3 cucchiai colmi di tapioca
1 ananas fresco affettato o una scatola di ananas
1/2 bicchierino di rhum

burro
2 cucchiai di zucchero

Preparazione:
in una terrina sbattete le uova, aggiungete, lo zucchero, la tapioca, il lievito e il rhum. Amalgamate bene.
Ungete gli stampi monodose o una teglia grande, spolverizzateli di zucchero, in ognuno mettete una fetta di ananas e versate il composto.
Fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti.
Sformare ancora tiepidi, se no lo zucchero del fondo si indurisce.
Se desiderate potete irrorare con del rhum prima di servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

7 commenti:

Francy ha detto...

Bellissimi i tuoi dolcetti, Helga! sembrano dei bellissimi girasoli!! ehi! mi è appena venuta un'idea... a presto!

Loredana ha detto...

Sei sempre originale, anche nell'approcciare un personaggio così famoso , ma hai saputo porlo sotto una nuova luce, tanto che mi è venuta la voglia di leggere qualcosa in più su di lei.

Ottime le tue tortine...si vede già!

a presto

loredana

fantasie ha detto...

Grazie per la ricetta, che proverò al più presto, e per la storia di Josephine...
Un bacio!

Pupaccena ha detto...

anche a me Giuseppina mi ha sempre incuriosita... mi incuriosiscono mooolto anche queste tortine di tapioca!
ciaoooo

elenuccia ha detto...

Sono talmente ignorante di storia (peggio di una capra!!) che non conoscevo la storia di Giuseppina. Cavoli doveva essere una "tosta" per tradire Napoleone.

E' da un po' che la tapioca mi incuriosisce ma non avevo idea di come usarla. Quindi non l'ho mai sperimentata in cucina, ma ora so come fare il mio primo esperimento.

cristi ha detto...

Helga, il dolce é magnifico. Però vorrei aggiungere...Tu che sei vicino, dovresti fare una gita a Ginevra. Nei soborghi, a Pregny, c'é il castello della suddetta Imperatrice. Lo so perché 40 anni fa ci ho lavorato alla Rappresentanza Permanente all'ONU. Se non hai voglia del mini-viaggetto, clicca e la trovi! Quanti ricordi...

๓คקเ ☆ ha detto...

Bellissimo questo post, non sapevo nulla di Joséphine Bonaparte! E buonissimo dolce, naturalmente.

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