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Magali

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domenica 13 marzo 2016
Oggi di parlo di questo film
Malamente intitolato “Il caso Spotlight” migliore era il titolo originale semplicemente “Spotlight”, vincitore del premio oscar come miglior film e miglior sceneggiatura originale
Siamo nel 2001 e il nuovo direttore del “Boston Globe” vuole portare nuovamente il giornale ad occuparsi di argomenti scottanti, coinvolgendo la squadra di giornalisti investigativi che opera sotto il nome “Spotlight” nel caso di un sacerdote che per oltre trent’anni ha abusato di molti ragazzi, senza che nei suoi confronti venissero inflitte pene concrete e risolutive. Egli è convinto che il cardinale di Boston fosse al corrente di questo problema e che avesse fatto il possibile per insabbiare la vicenda.
Parte quest’inchiesta altamente ostacolata, emergono documentazioni che sono state occultate o quanto meno messe da parte presentate ben 5 anni prima, il team “spot light” prosegue imperterrito ed arriva alla conclusione che, purtroppo, in questa vicenda sono implicati il 6% dei sacerdoti e non nella sola Boston.
I ragazzi “abusati” diventati adulti che hanno avuto il coraggio di non suicidarsi, sono persone provate nell’animo, condizionate nella loro vita, ma dopo plausibili momenti di incertezza, non esitano a prestare la loro testimonianza ai giornalisti investigativi.
Si scoprono avvocati che “sapevano” e avrebbero potuto evitare tanti casi futuri di abusi, ma si sono limitati a stipulare accordi con il clero pur di non far trapelare la verità, nascondendosi dietro la frase: “Ho fatto solo il mio lavoro”. A fianco di questi si trovano figure altamente positive che portano avanti la battaglia verso la giustizia.
Questo film è supportato da un cast di attori notevole e da una trama reale, da cui si evince che la Chiesa ha voluto non rendere pubblici i comportamenti di questi sacerdoti pervertiti, per “salvare” la fede di molti, per far si che il popolo non scoprisse mai la corruzione morale ecclesiastica.
Si esce da questo film provati, ma paghi, perché la giustizia trionfa, ma ci si domanda se questo giornalismo dinamico, capace di “andare fino in fondo” esiste anche in altre parti del mondo e se, in Italia, per “conservare la fede di molti” quanti casi di questo genere non vedono la luce?
Ed ora andiamo in cucina con questi dolcetti che io trovo davvero ottimi, potete anche utilizzare uno stampo grande, io ho usato gli stampi dei muffin e poi, di prova, altri due stampini che vedete nelle foto. Sono già tre volte che lo preparo, perchè è davvero light, praticamente un dolcetto ha meno calorie di uno yogurt alla frutta magro (ho fatto il calcolo!), ovviamente senza la farcitura di panna che potete tranquillamente omettere (come ho fatto io che la odio). Per quanto riguarda la composta di mele: io semplicemente pelo le mele, le divido in pezzi e le faccio cuocere a fuoco lento e con il coperchio. Poi le frullo con il mixer non aggiungo zuccohero. Praticamente risulta un dolce tipo fondant, vi assicuro che è veramente ottimo.
Fondant light al cioccolato
Per 8 stampini (ho utilizzato 6 stampini in silicone per muffin e come prova due ciambelline)
Ingredienti:
120 g di cioccolato fondente al 50%
2 uova
80 g di zucchero
1 pizzico di semi di vaniglia o estratto liquido
33 g di maizena
Un cucchiaino colmo di cacao amaro
100 g di composta di mele casalinga

accompagnamento: panna montata fresca

Preparazione:
preriscaldate il forno a 180°.
Fate fondere il cioccolato a bagnomaria.
In una terrina battete le uova con lo zucchero, aggiungete la vaniglia, la maizena e il cacao, mescolate.
Aggiungete la composta di mele, mescolate e poi il cioccolato fuso e mescolate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Versate negli stampini, infornate e fate cuocere per 20 minuti circa.
Fate raffreddare e sformate.
Servite accompagnato da panna montata fresca.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

4 commenti:

Loredana ha detto...

Il film è nella lista da vedere, il dolcino lo provo oggi stesso senza sensi di colpa.
Buona domenica piovosissima
Un abbraccio

carmen ha detto...

Ho sentito parlare molto bene del film e spero di vederlo al più presto...purtroppo l'argomento è più che mai attuale perchè ogni giorno emergono nuovi episodi, anche nelle mie zone...E' ora di chiamare questi crimini con il loro nome e di condannarli penalmente, poichè di crimini si tratta..
I dolcetti sono fantastici e mi copio subito la ricetta, li proverò al più presto, grazie mille Helga!
Un abbraccio e un bel grattino a Magalì
Carmen

vanessa varini ha detto...

Il film non l'ho visto, ma è attualissimo e merita di essere visto, lo recupererò!😊 Questi dolcetti sono fantastici e perfetti per un golosona come me, ahah!😋 Anch'io adoro i gatti, i film e la cucina, ho un blog dedicato a tutto questo, se vuoi passa ➡ gattaracinefila.blogspot.it

elenuccia ha detto...

Ultimamente mi sono persa gli sviluppi cinematografici degli ultimi mesi. Questo film sembra di quelli che io definisco "belli pesi", di quelli che fanno pensare molto.
Invece per i tortini non c'è bisogno di pensare, si vede benissimo che devono essere deliziosi.

PS: altra cosa che abbiamo in comune è l'odio per la panna

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