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domenica 2 marzo 2014
Il motivo principale del mio viaggio a Parigi è stata proprio questa mostra
Vi erano esposti oltre 600 esemplari, oggetti stupendi di alta oreficeria, che hanno segnato il corso del tempo, se avrete la pazienza di leggere fino in fondo troverete anche un video.
Alcuni sono veramente eccessivi, ma dimostrano un attento studio preliminare, una maestria nella creazione e, soprattutto, un esempio di altissimo artigianato.
I miei occhi si sono riempiti di lucicchii inauditi, colori, magia. Tutti i visitatori, e vi assicuro che erano tantissimi visto che essendo l'ultimo giorno la coda all'apertura era stimata in tre ore di attesa per chi non avesse già il biglietto, rimanevano strabiliati davanti a tanto sfarzo. Non si discute sul kitsch di alcune creazioni un po' troppo chargées come ha detto giustamente una signora conosciuta alla mostra, ma  il vederle ha permesso ad ognuno di entrare a far parte, anche se per poco tempo, di un ambiente fantastico, un utopico mondo dei balocchi. Come non restare ammaliati dalle pantere, simbolo per eccellenza di Cartier? Unico rimpianto, per i comuni mortali, l'impossibilità di possederne una!
Sicuramente oscurata dalla sua fama e dallo sfavillio dei diamanti, la storia della Maison Cartier è per lo più sconosciuta al grande pubblico. Fondata nel 1847 ha giocato un ruolo molto importante nella storia delle arti decorative. Le sue creazioni, dal classicismo espresso come gioielliere dei re alle invenzioni radicali in stile moderno, offrono un resoconto emozionante dell’ evoluzione del gusto. Questa esposizione: " Cartier . Lo stile e la storia " è stato concepita e progettata come una mostra di storia dell'arte: le creazioni della casa di gioielli sono mostrate nel contesto dell'evoluzione degli usi e degli stili.
La maggior parte delle persone associa la Maison Cartier al simbolo della pantera.

Dall'inizio del 1900 è l'animale feticcio di Cartier, che agli albori appare sotto forma di un semplice motivo maculato. E’ a Jeanne Toussaint, che Louis Cartier lascia le chiavi della maison nel 1933, e proprio a lei si deve la creazione del vero animale, realizzato in tre dimensioni.
Soprannominata lei stessa “la pantera” questa donna anticonformista e dall’aspetto leggendario s’impose in un ambiente, allora, essenzialmente maschile. Al tempo dell’Art Déco reinventa i motivi figurativi, fino ad allora riservati alle donne “marginali”, attrici, commedianti ed altre semi-mondane, le associazioni di nuovi colori, l’uso di oro giallo nell’alta gioielleria … “Jeanne Touissant è stata una vera rivoluzionaria per la sua epoca!", sottolinea Pierre Rainero, direttore dell’Immagine e del Patrimonio da Cartier. “La sua visione molto moderna del nuovo ruolo della donna nella società, l’indipendenza della mente, ma anche il suo tocco inconfondibile, ha profondamente segnato la storia del bijou”.
La Duchessa di Windsor, ma anche Daisy Fellows e Barbara Hutton sono tra le più fedeli sostenitrici della “gioielleria felina”, la cui variazione stilistica nel tempo continua a sottolineare la splendida modernità.
Ed è proprio per la Duchessa di Windsor (da noi forse più conosciuta come Wallis Simpson), che è stata creata questa spilla, in cui sempre affascinante, la pantera selvaggia e solenne è appoggiata su uno stupefacente cabochon di zaffiro.

E sempre  la Duchessa di Windsor ha commissionato nel 1954 questi occhiali con funzione telescopica. Nota curiosa che all’inizio la tigre era stata montata su una pochette in pizzo che portava l’inscrizione ”Per cortesia restituire HRH la Duchessa di Windsor, Ricompensa”

Ed ancora una spilla con pantera in platino con diamanti taglio baguette, brillanti, uno zaffiro taglio cabochon di 8,03 carati, macchie in zaffiro, naso in onice, occhi in smeraldo
Qui di seguito un braccialetto con due teste di tigre in oro giallo, smalto e smeraldi per gli occhi datato 1991.
Oro giallo, brillanti ... le linee affilate del muso, la geometria dei tratti segnano l'evoluzione della pantera nel corso del primo decennio del terzo millennio.

Durante il percorso vengono presentati oggetti che simboleggiano delle vere e proprie pietre miliari nella storia di Cartier come, in primo luogo, una serie di magnifici diademi, poi oggetti di uso comune, ed alcuni pezzi appartenuti a personaggi illustri, attrici, ereditiere come la succitata Duchessa di Windsor, la principessa di Monaco, Marlene Dietrich, Elizabeth Taylor, Maria Felix, Barbara Hutton ... e non si può restare che stupiti davanti alla maestosità del collier per il  Maharaja e del collare per il suo cane!
Queste foto, tratte dal web, sono solo "un assaggio". Le mie, anche se non perfette (tenete presente che si aveva il tempo di sostare solo qualche secondo davanti ad ogni creazione), le ho raccolte in questo VIDEO CLICCA QUI, per dare a chi lo desidera la possibilità di “lustrarsi” gli occhi ed entrare, anche solo per qualche minuto, in un mondo fantastico ...

6 commenti:

maria pia mascaretti ha detto...

In questa domenica di sole e vento mi sono fermata e rimasta senza parole di fronte a tanta bellezza, ricchezza e talento nel comporre vere e proprie opere d'arte con i gioielli! Meravigliosi diademi , e collane ormai lontane dal nostro modo di vivere e , soprattutto, lontani dai nostri desideri! Grazie per averci permesso di entrare , in punta di piedi, nel mondo di Cartier !

Andrea ha detto...

Era una mostra, quindi si può vedere ma non comprare (per fortuna)! Opere stupende, purtroppo destinate a pochi.

Loredana ha detto...

Grazie Helga, è sempre un piacere seguirti nei tuoi viaggi e guardare le mostre insieme a te.
Per noi comuni mortali è solo un sogno pensare a questi oggetti, poterli ammirare è sicuramente una grande opportunità!

un abbracccio

elenuccia ha detto...

Che meraviglia Helga. Il video è stupendo, alcuni dei gioielli sono davvero favolosi. Il diadema di Marie Bonaparte è di un'eleganza davvero straordinaria. Ma sono tutti da lasciare senza parole. Poterli ammirare dal vivo deve essere stata un'esperienza unica

sississima ha detto...

sono affascinata da questa oreficeria di Cartier, un abbraccio SILVIA

Ilaria Agostini ha detto...

E' veramente interessante la storia di questa casa francese e ti ringrazio per renderci partecipi Helga
Un abbraccio

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