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sabato 14 novembre 2015
Scrivo con il cuore colmo di affanno, dolore, empatia per i parigini.
Chi mi conosce sa che ormai, da oltre trent’anni Parigi è la mia città, il luogo in cui mi sento al sicuro, dove anche provata da sofferenze improvvise e terribili, ho sempre trovato conforto per il mio cuore e la mia anima.
Ogni angolo mi è noto, giro speditamente in ogni luogo, senza timore. Ieri sera violenza, paura, terrore hanno inondato la mia città. I miei amici, fortunatamente, stanno bene, ma quanti innocenti sono morti? Piango per degli sconosciuti, persone per me senza volto, ma la cui uccisione pesa sul mio cuore.
Sono consapevole che le parole siano inutili, abusate, ma sono l’unico strumento di cui dispongo per esternare il mio sdegno. Scrivo tutto ciò, perché sto male, perché voglio gridare che non è giusto, che non possiamo vivere sottomessi e nel terrore.
Ero a Parigi, l’altra settimana sul metrò affollato ho pensato più volte di quanto sarebbe stato semplice compiere una strage, di come una grande città sia vulnerabile ed è vero lo è, siamo impotenti, ma abbiamo il diritto di vivere e di farlo in piena libertà come abbiamo sempre fatto finora, ovunque noi siamo.
I francesi sono un popolo nazionalista, unito, stanotte i parigini hanno aperto la loro porta a chi non poteva rientrare a casa propria dimostrando ancora una volta la loro solidarietà. Io, da loro, ho sempre ricevuto un aiuto, una parola, un sorriso e spero con tutto il cuore di continuare ad essere accolta come lo sono stata finora e di riuscire a percepire ancora questa città come il mio “porto sicuro”.

3 commenti:

maria pia mascaretti ha detto...

Cara Helga, quando ho saputo di quello che era successo a Parigi ho subito pensato a te. Ti conosco da tempo so quanto ami la tua Parigi, e so che sei tornata solo da una settimana, non eri , per fortuna più là, ma so che hai sofferto e tutti noi abbiamo sofferto di fronte al dolore di tutta la Francia ....un abbraccio Pia

elenuccia ha detto...

Ciao Helga, ho sentito la notizia questa mattina mentre eravamo in macchina per Bergamo. Una giornata che sarebbe dovuta essere di gioia totale è stata funestata nel modo peggiore. Ora sono qui e si sono appena addormentate, e l'idea che una cosa del genere sarebbe potuta accadere anche da noi, mi atterrisce. Ho un gran magone nello stomaco

elenuccia ha detto...

Helga, immagino quanto tu sia rimasta sgomenta. Parigi è il tuo amore. Io l'ho sentito alla radio mentre stavamo andando a Bergamo. Questa notizia ha davvero funestato il fine settimana. Come si fa a spiegare una cosa del genere a dei bimbi di 4 anni?

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