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Magali

Magali
lunedì 25 novembre 2013
Qui di seguito alcuni scatti dei miei incontri nei cattè parigini ed è anche per questo che mi piace questa città, ognuno può andare in giro come gli pare senza destare alcuno sguardo, non è deliziosa la signora con questo cappello così anonimo?
E questi due pelosotti non sono teneri?
Sul filo di lana un'ultima ricetta per la tenzone mensile dell’MTC.
Ringraziamo ancora una volta Serena, la signora Pici e Castagne, vincitrice del mese scorso, per aver scelto un tema e non una ricetta specifica, per il nostro carattere preferiamo non avere vincolo troppo definitivi, così riusciamo a dar sfogo alla nostra fantasia. Ed ecco la ricetta che abbiamo preparato.
CastBurger
Ingredienti per 3 burgers:

150 g di castagne bollite private della pellicina (peso da cotte)
1 scalogno
½ bicchierino di brandy
1 uovo
1 patata piccola
1 uovo
sale
pepe

2 cucchiai di senape
pane casereccio

Preparazione:
pelare, grattugiare la patata, sciacquarla in uno scolapasta, asciugate e strizzate..
Pelate e tritate finemente lo scalogno.
Spezzettate grossolanamente le castagne.
In una padella fate soffriggere lo scalogno con l’olio, aggiungete le castagne, il brandy e flambate.
In una terrina mettete le castagne, aggiungete l’uovo, la patata grattugiata regolate di sale e pepe e mescolate ogni volta che aggiungete un ingrediente, otterrete così un impasto morbido.
Prendete della carta forno e tagliatene dei quadrati un po’ più grandi della forma che desiderate dare ai vostri burger. Io ho usato un coppa pasta dal diametro di 9 centimetri.
Dividete il composto in tre parti.
Su un quadrato di carta forno mettere il coppapasta, di cui avrete unto con dell’olio d’oliva la parete interna, e distribuitevi uniformemente un terzo del composto, pigiate un pochino con un pressino unto d’olio, togliete delicatamente il coppapasta.
Prendete una padella adagiatevi i burgers con la carta, e fate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, mettete su ogni burgers un quadrato di carta forno e con l’aiuto di una spatola girate delicatamente e fate cuocere per altri 10 minuti.
Fate tostare un pochino il pane, spalmatevi la senape, adagiate il burger e componete il panino.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
mercoledì 20 novembre 2013
Credo che le persone intelligenti sappiano cogliere gli eventi della vita, sia che colpiscano direttamente o indirettamente, come insegnamento costruttivo per migliorarsi, altrimenti crescere, invecchiare non avrebbe senso ... Cerco da tempo di avere uno spirito allegro, di essere contenta solo per il fatto di alzarmi la mattina, ma a volte sono presa un po' dal vortice delle preoccupazioni, ma dall'inzio della settimana ho deciso che 

e così ogni giorno anche se può accadere qualcosa di triste cerco un raggio di sole e non ci crederete, ma riesco a trovarlo, d'ora in poi ogni giorno sarà "a good day" semplicemente perchè esisto.
Quando scrivo qui sul blog, il più delle volte, non penso che qualcuno mi leggerà, per me è come un diario in cui appunto i miei pensieri, le mie riflessioni, proprio stamattina pensavo che sarebbe bello riuscire ad esternare ciò che si ha nel cuore, ma non è sempre semplice, perchè non sempre gli argomenti sono allegri, ma, in definitiva,  fanno parte della vita.
Essere vivi e avere il coraggio di abbandonare volontariamente la scena dell’esistenza, questa è la riflessione  di oggi … non riguarda me in particolare, ma questo argomento evoca ricordi lontani sopiti e tutto si mescola con la realtà odierna. Persone che decidono volontariamente di andarsene per svariati motivi che noi possiamo solo lontanamente immaginare, tormenti che rendono loro quest’esistenza non più degna di essere vissuta, condannabili dalla morale cattolica, sono per me esseri umani che sicuramente non avevano questo nei loro progetti, ma la durezza del loro vivere li ha portati a prendere questa decisione e io dico, anzi grido:”Chapeau”, perché hanno avuto il coraggio di scegliere, di non trascinare un vivere per loro impossibile.
E io ora come tempo fa rimango attonita, perché quando qualcuno se ne va è sempre una mancanza, ma quando se ne va così, senti un dolore sordo al cuore e ti domandi se potevi fare qualcosa in più …
Questa è una domanda banale, perché la vita semplicemente segue il suo corso, a volte siamo i protagonisti a volte solo le comparse.
Mi sono tornate alla memoria queste parole che trovo bellissime che lessi al funerale di mio padre, le scrivo dicendo semplicemente "Bon voyage, ma chère amie"

La morte non è niente.
Non conta.
Io me ne sono solo andata nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente com’era.
Io sono io e tu sei tu e la vita passata
che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che siamo stati l’uno per l’altro,
lo siamo ancora.
Chiamatemi con il mio vecchio nome.
Parlate di me con la facilità che avete sempre usato.
Non cambiate il tono della vostra voce.
Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore.
Ridete come abbiamo sempre riso
degli scherzi che facevamo insieme.
Sorridete, pensate a me e pregate per me.
Fate che il mio nome rimanga per sempre
quella parola familiare che è stata.
Pronunciatelo senza sforzo,
senza che diventi l’ombra di un fantasma.
La vita significa tutto ciò che ha sempre significato.
È la stessa che è sempre stata.
C’è una continuità assoluta, ininterrotta.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere lontana dal vostro cuore
dal momento che non sono con voi?
Vi sto soltanto aspettando da qualche parte,
molto vicino, appena svoltato l’angolo.
Va tutto bene.
                                 
Henry Scott Holland

E così che ho sempre immaginato chi mi ha lasciato, che sia semplicemente nella stanza accanto.
Ed ora il raggio di sole! E' uscito il libro dell'MTC "L'ora del patè", voglio ringraziare Ale e tutta la squadra che ha partecipato alla realizzazione di quest'opera che ha coinvolto e reso felici tante persone, me compresa. Ognuna di noi ha la propria realtà, ambizioni e caratteri differenti, ma siamo tutte unite in questa fantastica avventura: "Grazie, Ale". E voglio anche ringraziare sia Ale che la vincitrice mensile che nonostante i loro impegni passano sempre da noi a commentare e questo ci fa molto piacere!
Ed ora un altro raggio di sole:  ho partecipato ad un concorso fotografico che ha come tema l'estate e sono tra i dieci finalisti  e questa per me è già una grande soddisfazione.
Ed eccoci ad un'altra ricetta per l’MTC di questo mese, ormai Magali ha preso il sopravvento e non riesco più a fermarla ...
Protagoniste le castagne e ringrazio  Serena, la signora Pici e Castagne, vincitrice del mese scorso per aver scelto un tema e non una ricetta specifica, molto più consona al nostro spirito libero.
Ed ora ecco cosa si è inventata Magali!



Galettes castagnate
Ingredienti per 8 galettes grandi:
65 g di farina di castagne
65 g di farina 00
2 uova
200 g di latte
20 g di burro
una presa di sale
8 fette di prosciutto cotto affumicato
4 uova
Cantal o formaggio di montagna stagionato
8 cucchiai di crème fraiche épaisse o mascarpone
erba cipollina
sale
pepe
miele
aceto balsamico o aceto di vino rosso

Preparazione:
in un’insalatiera mescolate le uova con la farina setacciata e un pizzico di sale, dopo aggiungete dolcemente il latte e il burro fuso. Amalgamate bene il composto.
In una padella antiaderente su un fuoco vivace passate velocemente il burro per ungere. versate due cucchiai di composto e muovete in modo che tutto il fondo sia ricoperto da uno strato fine di preparazione.
Fate cuocere un minuto da ogni lato.
Mettete la galette in padella sul fuoco, mettete due fette di prosciutto, abbondante formaggio grattugiato, ripiegate i bordi, rompete un uovo al centro, spolverizzate di pepe e lasciate che l’uovo si rapprenda. Se preferite potete friggere l’uovo, contemporaneamente, ma in un’altra padella.
Mettete un’altra galette in padella, in una metà mettete 2 cucchiai di crème fraiche o il mascarpone, il formaggio a fettine sottili, l’erba cipollina tagliata e spolverizzate di pepe, ripiegatela in due. Prima di servire irroratela con miele mescolato con un cucchiaio di aceto.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”


mercoledì 13 novembre 2013
Sono appena tornata da un viaggio di lavoro e sono contenta, come sempre, quando mi muovo. Ho foto bellissime e molto inusuali dell'unica giornata libera da mostrarvi prossimamente.
Come tempo fa scrissi sul blog, vorrei possedere una bacchetta magica per allontanare la tristezza dall'esistenza di cari amici vicini e lontani, che soffrono per la mancanza ineluttabile di una persona cara o per l’ambiente familiare e io mi unisco empaticamente a loro. Penso, durante la mia giornata, molto spesso a questi amici, vorrei esser loro fisicamente vicina, vorrei poterli abbracciare in silenzio, perché, in certi frangenti, non sono brava ad esprimermi, invece, in questo momento, dispongo solo delle parole come unico strumento per dire che sono al loro fianco, lontana ma  vicina con il cuore, partecipo, comprendo e spero che il tempo lenisca il loro dolore, perché la vita fugge, noi a volte ne siamo gli artefici, a volte subiamo gli eventi, ma ogni giorno è importante, anche se, a volte, gravoso, semplicemente perché siamo vivi.
E ora passo ad argomenti più lieti.
Per il lavoro come sempre pesante e frenetico, per l’atmosfera di tristezza che mi porta a riflessioni silenziose, è da un po’ che non scrivo sul blog, ma non potevo mancare, come d’abitudine alla sfida mensile dell’MTC.
Questa volta la ricetta non è specifica, ma a tema e Serena, la signora Pici e Castagne, vincitrice del mese scorso ha scelto, appunto, le castagne come tema della sfida. Sono consapevole che la ricetta avrebbe dovuto emanare “spirito” contadino e come dico sempre “sono architetto, ma non sono scema”, però devo mettere in conto che ho a che fare continuamente con una gatta che vuole sempre avere l’ultima parola, e sì perché lei è magica e zen e pure di origine francese! Quindi lei è stata la mia suggeritrice di buca, a dire il vero si è proprio imposta come tale e per esser ancora più sincera lei aveva proposto un gatté alle castagne. Mi spiego meglio: in effetti ho fatto la base a forma di gatto, ma una volta composto il dolce non si capiva più nulla ed allora ho utilizzato un “banalissimo” (come da lei definito) cerchio e ho ripiegato su un banale sablé!
A mia discolpa devo dire che per questa ricetta ho usato ingredienti assolutamente semplicissimi e poveri ed ecco cosa ne è uscito fuori.


 
Gatté Sablé alle castagne dentro e sopra!
Ingredienti per 8 persone:
Per i gattè sablé
60 g di farina di castagne
60 g di farina
70 g di polvere di mandorle
100 g di zucchero di canna
120 g di burro
1 uovo
½ cucchiaino di lievito per dolci

Per la crema:
250 ml di latte
2 tuorli
80 g di zucchero
10 g di farina
15 g di fecola di patate
1 bacca di vaniglia
50 g di mascarpone

Per la “farcia”:
300 g di castagne bollite e private della pelle
30 g di burro
30 g di zucchero di canna
4 cucchiai di Porto o Marsala

Per i fili di caramello:
6 cucchiai di zucchero

Preparazione:
per i sablé: nel robot inserite tutti gli ingredienti relativi ai sablé e avviate fin quando non si formerà una palla. Spegnete il robot e avviluppate l’impasto nella pellicola alimentare e ponete in frigorifero per lo meno per un’ora.
Stendete la pasta, spessore circa un cm, e ricavatene con il coppa pasta dei cerchi (io di circa 8 cm).
Metteteli sulla placca del forno foderata di cartaforno imburrata e infornate per dieci minuti in forno preriscaldato a 180°. A cottura ultimate, fate raffreddare i sablé su una griglia.
Per la crema: fate bollire il latte con la bacca di vaniglia. In una scodella lavorate con una frusta i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e la fecola, un pochino di latte e mescolate bene. Versate dolcemente il composto nella casseruola con il latte e fate ispessire a fuoco basso, mescolando continuamente. Togliete dal fuoco, aggiungete il mascarpone, mescolate bene e mettete la casseruola in una scodella con dell’acqua ghiacciata, mescolando di tanto in tanto.
Per la “farcia”: in una padella antiaderente fate sciogliere il burro e lo zucchero, aggiungete le castagne, 8 intere e le altre spezzettate grossolanamente, e mescolate. Aggiungete il liquore e fate cuocere fino a consumazione dello stesso. Otterrete un composto caramellato.
Su ogni sablé disponete due o tre cucchiai di crema, poi la farcia di castagne e mettete su ognuno una castagna intera.
Per i fili di zucchero: in una padella antiaderente fate sciogliere lo zucchero fino a farlo caramellare, quando si è un pochino solidificato, fate i fili muovendo velocemente il cucchiaio di legno sopra il sablé.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 3 novembre 2013
Sono talmente indaffarata che questo risale al mio viaggio precedente ,,, lo so il post è lungo, quindi per la storia interessanti siete autorizzati a saltare il preambolo, ma se invece vi interessa tutto .. . Buona lettura!
Per mia fortuna vado talmente spesso a Parigi che la sento come casa mia ed è bello potersi soffermare a notare le piccole cose. E’ un piacere vedere il sabato sera la coda nella piccola libreria di quartiere, dal fioraio dove persino persone anziane che stentano a camminare si spingono per acquistare un mazzo di fiori prima della chiusura. Tutto questo non perché la Francia non sia un paese in crisi, ma perché esistono abitudini differenti. Anche se i giorni liberi a disposizione sono sempre pochissimi ho potuto incontrare amici francesi con cui ho chiacchierato e riso tanto! Durante questo viaggio ho imparato tante cose su me stessa o meglio ho avuto tante conferme sul mio essere una donna tenace, capace di cavarmela in tante situazioni, di sottopormi a lavori fisicamente massacranti, ma ora posso dire a gran voce di essere contenta di avercela fatta, perché come dicevo nell’ultimo post la staticità non è tipica del mio essere e il continuo andare e venire, superare tante difficoltà, pur non negando di essere stanca, tutto questo mi fa sentire viva e, soprattutto, felice, stremata, ma al contempo è come se i problemi che mi circondano quando sono a Torino, non esistano e, onestamente, non vorrei mai farvi ritorno, perché quella città non mi appartiene …
Quando sono “fuori casa” assumo un’altra personalità avete presente Carletto quello della pubblicità dei sofficini, beh io quando viaggio sono identica e la mia frase di rito è: “Ma tu non hai fame?” Sì, perché io ho sempre fame, uno stimolo terribile che, appena faccio uno sforzo fisico, mi impone di riprendere subito le forze consumate mangiando qualcosa, quindi praticamente il mio zainetto è come la borsa di Mary Poppins tiro fuori i biscotti che credo pochi oserebbero acquistare … del tipo (tanto per non fare nomi) gli oreo quelli simili ai ringo, ma nella versione ancora più terribile, con copertura di cioccolato, tavolette di cioccolato a gogò, panini, tortine e per non dirvi cosa sono le mie cene … praticamente un ciclo continuo brucio e mangio … Infatti coloro che mi sono intorno non se ne capacitano …
A tutto ciò contribuisce il fatto che, qui a Parigi, hanno a tutte le ore e tutti i giorni della settimana una produzione smisurata e varia di brioche, dolci e tortine monoporzione, praticamente il mio regno! Ho provato di tutto dal croissant puro burro che qui digerisco benissimo, la girella con uvetta e crema pasticcera (pain aux raisins) differente dal pane integrale con uvetta (provato pure quello), il flan nature oppure con le albicocche, la tortina con crema pere e mirtilli, muffin a gogò …. E sapeste quanto ne ho ancora da provare!

Vi prego di leggere questa storia, perchè fa bene al cuore!
Come vi raccontavo prima durante questo viaggio ho avuto il piacere di incontrare vari amici tra cui Christian, vorrei parlarvi di lui, perché per me coloro che raggiungono i propri sogni, che hanno il coraggio di mettersi alla prova sono delle persone eccezionali di cui necessita parlare per far sì che ognuno di noi faccia lo stesso, perché la vita passa in un lampo e la routine non è fonte di ricordi indelebili, non crea emozioni permanenti. Il mio caro amico francese è nato ad Hanoi in Vietnam ed ha vissuto lì fino agli otto anni, qualche anno fa ad oltre 70 anni di età (scrivo questo perché persone molto più giovani non lo farebbero) è ritornato per rivedere la sua casa natia, per dare una nuova dimensione ai ricordi dei suoi luoghi di infanzia, per rivivere l’atmosfera, gustare i sapori, per risentire i profumi … ma l’eccezionalità sta nel fatto che ha affrontato tutto questo assolutamente da solo, perché sentiva che fosse doveroso nei confronti di se stesso, aveva bisogno di affrontare questo viaggio ad Hanoi, ma soprattutto viaggiare dentro se stesso, in assoluta solitudine per carpirne appieno tutte le sue toccanti emozioni.
Credo che a volte ci si pongano troppe domande, ci si trovino insormontabili impedimenti, si rimandi troppo spesso al domani ed, invece, basta solo riempire il proprio bagaglio di poche cose essenziali, trovare un po’ di coraggio e, semplicemente, partire …
Garie caro Christian per i tuoi racconti, che hanno toccato profondamente le corde sottili della mia anima, grazie per questa lezione di vita.

Por toi cher Christian la traduction en francais (je te prie d’excuser mes betises, mais je bien sais que tu me comprenderas!).
Pendant ce voyage j’ai eu le plaisir de rencontrer des amis
Je voudrais parler de lui, parce que, pour moi, les personnes qui réalisent leur reves, qui ont le courage de se mettre à l’èpreuve sont des personnes exceptionnelles et il faut parler d’eux, parce que chaqun devrait faire la meme chose, parce que la vie passe très vite et la routine n’est pas source de souvenirs indélébiles, elle ne crée pas des emotions permanentes. Mon cher ami francais est né à Hanoi en Vietnam et il a vécu là jusqu’au l’age de 8 ans, quelque ans à l’avant, il avait plus de 70 ans (j’ecris son age, parce beaucoup de monde plus jeune ne le farait pas) est retourné pour revoir sa maison natale, pour donner une nouvelle dimension aux souvenirs de ses lieux d’enfance, pour revivre l’atmosphère, pour gouter le saveurs, pour ressentir les parfums … mais la singularité c’est qu’il est allé tout seule, parce qu’il a bien compris qu’il etait juste pour lui même, il avait besoin d’aller à Hanoi, mais surtout de voyager entre lui même, dans la plus pleine solitudine pour vivre et comprendre toutes ses touchantes émotions.
Je crois que, quelque fois, nous nous posons trop de questions, nous trouvons insurmontables empêchements et obstacles, nous remettons toujours à demain et, simplement, c’est suffisant remplir notre bagage de choses essentielles, trouver un peu de courage et simplement partir.
Merci cher Christian pour tes recits, qui ont touchent profondement les cordes subtiles de l’âme, pour ta lecon de vie! 
  All'aeroporto
La casa natale
 
 
Cena in un ristorante "di strada"
 
E non potevo lasciarvi senza la consueta ricetta, il nome deriva dal fatto che solitamente i biscotti sono dolci, invece questa è una versione salata ottima per accompagnare un paté.


Biscotti del controsenso ovvero biscotti salati
Ingredienti:
200 g di farina
100 di burro alleggerito (25% grassi in meno)
1 uovo
50 g di latte
½ cucchiaino di lievito per torte salate
sale q. b.
semi di papavero
burro per ungere la teglia

Preparazione:
in una terrina mettete la farina a fontana, il sale, il lievito, mettete al centro il burro freddo a pezzetti, una volta amalgamato aggiungete l’uovo e pian piano il latte.
Ottenuto un impasto omogeneo, fate una palla, avvolgetela nella pellicola alimentare, mettetela in frigorifero per mezz’ora.
Stendete la pasta su un piano infarinato e tagliatela con una forma per biscotti, spolverizzate con i semi di papavero.
Preriscaldate il forno a 180°. Mettete i biscotti sulla placca del forno foderata di cartaforno imburrata.
Fate cuocere per 15 minuti.
Fate raffreddare e servite.

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