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Magali

Magali
mercoledì 30 maggio 2012
Da un po' di tempo non assillo Magali con le mie riflessioni ... proprio oggi pensando a tutto ciò che accade vicino o lontano a me, situazioni difficili per aspetti di salute, economici e mi sono sentita in colpa persino nel sognare qualcosa di diverso. Sono andata dalla pelosotta e le ho detto: "E' mai possibile che bisogna sentirsi privilegiati, perchè, tranne qualche acciacco, si sta bene o si ha una casa sulla testa o da mangiare? E' mai possibile che desiderare un qualcosa di unico, forse, utopico, appare fuori luogo?". Magali si scrolla un attimo, ha la strana abitudine di farlo come i cani, mi fissa e mi dice "se tu sei a posto con la tua coscienza, non ti devi vergognare di sognare, perchè tutto questo è vita".
In effetti è vero, io cerco veramente di aiutare, nel mio piccolo, coloro che mi circondano, e, per me, sognare, è fonte di entusiasmo, curiosità, esplorazione, anche solo, mentale. A volte i sensi di colpa sono stupidi e mi sovviene sempre la domanda, ma chi, ad esempio, sottrae materialmente denaro alla pubbica utilità, non ha una coscienza a cui rendere conto?
Ci dicono di inviare l'sms per le persone che vivono nelle zone terremotate e noi lo facciamo, anche se una percentuale andrà alle compagnie telefoniche, ma i "grandi della terra" verserananno qualcosa dalle loro tasche colme dei nostri soldi? Io da sempre guardo il mio cammino e coltivo il "mio orto", perchè ogni mattina sono contenta di guardarmi allo specchio, ma ogni tanto il diavoletto che c'è in me si pone questi bizzarri quesiti.
Con piacere partecipiamo al contest di Lucy


Ed ecco la nostra ricetta o meglio del nostro caro amico Alain (Ducasse o Duchatte questo è il dilemma) è una ricetta diversa per gustare gli asparagi, semplice, ma di sicuro effetto.



Lo scrigno segreto 
Ingredienti per 4 scrigni: 
8 asparagi verdi grandi
16 code di gamberi
1 spicchio d’aglio in camicia
sale
pepe
30 g di burro
olio di oliva
15 cl di vino bianco
un rotolo di pasta sfoglia
1 tuorlo d’uovo

Preparazione: 
in una padella antiaderente con dell’olio di oliva fate arrostire i gamberi da ambo le parti. Togliete dal fuoco, salate aggiungete lo spicchio d’aglio e aggiungete il vino. Mettete un coperchio e lasciate in infusione per 5 minuti. Decorticate le code e mettetele da parte. 
Pulite gli asparagi, fateli cuocere nell’acqua bollente salate. Spennellateli con olio e spolverizzate con il pepe. Stendete il rotolo di pasta sfoglia e con un coppapasta tagliate dei cerchi (1 per scrigno), spennellateli con il tuorlo d’uovo sbattuto, infornate in forno preriscaldato a 220° e fate cuocere 10 minuti circa. Sono pronti quando li vedrete gonfi e dorati. Toglieteli dal forno lasciateli raffreddare, prima di servire tagliateli in metà, disponete gli asparagi e i gamberi come nella foto, irrorate con il sughetto di cottura. 
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
martedì 29 maggio 2012


ZONE TERREMOTO

Vista la Gravità della situazione mettiamo a disposizione gratuitamente camere presso il nostro
albergo.
HOTEL SPORTING -CAMPAGNOLA EMILIA (RE) TEL. 052275484 - 3923556690. Fate girare.
Grazie.
Michele e Walter. ( Michele Brioni) ♥ GRAZIE ♥
-----------------------
059 200200 è il numero della protezione civile per assistenza nella zona di Modena.
Per favore chi non ha problemi non usi il cellulare.
Linee sovraccariche rallentano gli aiuti.
-----------------------
Passaparola: Nelle zone coinvolte dal terremoto togliete le password delle wifi.le reti cellulari non
funzionano.

fate girare
sabato 26 maggio 2012
Ieri sono andata questa mostra che si svolge a Torino. Mi viene da ridere, perchè sono andata a ora di cena per paura di trovare una coda infinta come quando vado a Parigi e dopo essere stata tre ore in piedi non ho neanche certezza di entrare! Ieri, invece, eravamo in cinque ...
Tornando alla mostra sono esposte parecchie opere di Cartier-Bresson, ma non tutte (ad esempio le ultime due che ho inserito nel post non sono presenti) fotografo francese di fama mondiale, il cui nome e la cui vita si sono intrecciate spesso con quella di Robert Capa. La cosa che mi colpito di più vedendo una dietro l'altra le sue fotografie è stata quella che lui non ricerca l'immagine "centrata", anzi, è proprio quel taglio che, apparentemente, può apparire azzardato a dare vita, intensità alle sue opere focalizzando lo sguardo veramente sui particolari significativi per giungere dritto al cuore.

Henri Cartier-Bresson
Ha avuto una vita lunga ed intensa, padroneggiando con estrema maestria il magico "bianco e nero", il fotografo che, più di ogni altro, aveva la sagacia, la preparazione, l'occhio per cogliere l'attimo e renderlo veramente unico. 
Le sue opere sono famose ed in grado di lasciare un segno rimanendo scolpite nella memoria di molti di noi.

"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento" 

Devant la gare Saint-Lazare

Riusciva a coniugare in modo armonico il senso visivo, lo slancio e il taglio fotografico creando opere uniche.

"È un'illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa"
Rue Mouffetard

E' riuscito nell'intento di rendere "i suoi istanti" indimenticabili.

"Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà" 
El Che
Ed ora andiamo in cucina! Leggendo il blog della nostra cara amica Ylenia, che cogliamo l'occasione per salutare, siamo venute a conoscenza di questo contest e così abbaimo deciso di partecipare. Il blog Leivi invitaci ha colpito per la sua freschezza, i suoi pelosotti e così eccoci qua.


Vi presentiamo una ricetta semplicissima a base di quinoa, senza glutine e dal sapore inconfondibile.

CinQuinoa
Ingredienti per 4 persone: 
1 bicchiere di quinoa
150 g di ceci in scatola
2 carote
1 scalogno
salsa di soia

sale
olio extravergine di oliva


Per decorare:
erba cipollina tagliata finemente

Preparazione: 
risciacquate la quinoa sotto l’acqua corrente. Fatela cuocere  in due volte il suo volume di acqua fredda, salate a fine cottura. Portate ad ebollizione, coprite e lasciate cuocere per circa 12 minuti, finchè i semi della quinoa non siano “esplosi” (praticamente si devono aprire), se vedete che manca acqua aggiungetene finchè non arrivate alla cottura. Sgocciolate i ceci e pelate le carote, che grattugerete dalla parte più ampia del grattugia verdure. In una padella antiaderente fate soffriggere con un po’ d’olio lo scalogno affettato sottilmente, aggiungete i ceci, le carote grattugiate e fate cuocere per 10 minuti. A fine cottura aggiungete la salsa di soia e, se necessario, regolate di sale. Aggiungete la quinoa, mescolate e togliete dal fuoco. 
Lasciate intiepidire, preparatela  nei singoli piatti con l'aiuto di un coppapasta e decorate con l’erba cipollina e la carota. 
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
mercoledì 23 maggio 2012

Raccogliamo l'invito della nostra cara amica Annalisa che nel suo post di oggi parla di questa storia allucinante, qui troverete l'intervista, vi prego di andare a leggerla, della mamma di Tomaso, a cui esterno tutta la mia solidarietà. Una storia di cui la televisione non parla, ma Tommi ed Ely sono in carcere ingiustamente, credo sia giusto e doveroso far sentire la propria voce.


Eccoci qui per il consueto appuntamento per il contest di EliFla

Questa volta siamo a "casa" di Anna Luisa e Fabio e abbiamo scelto questa ricetta semplice, perchè avevamo piacere di partecipare, ma in questo periodo siamo un po' "prese". Abbiamo seguito le loro indicazioni ed ecco qua.




Frittatina di asparagi di Anna Luisa e Fabio
Ingredienti:
un mazzetto di asparagi selvatici (io "normali")
4 uova
una grattugiata di parmigiano reggiano
sale q.b.
olio

Preparazione:
in una ciotola sbattere le uova con il sale ed il parmigiano. Nel frattempo lavare bene gli asparagi eliminando le parte più coriacee e tagliare la parte restante a pezzetti. Riscaldare un cucchiaio di olio nella padella, fare saltare gli asparagi per 3-4 minuti, aggiungere le uova sbattute e fare cuocere prima da un lato e poi dall'altro la frittatina.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
lunedì 21 maggio 2012
A volte mi ronza un’idea in testa, non c’è nulla da fare, l’accantono, ma ogni tanto rispunta finchè non le lascio piena azione. Questo accade, anche, con le ricette di cucina, finchè non mi metto ai fornelli non stanno tranquille … Avevo in mente quest’idea, ma dato che avevo già pubblicato una partecipazione alla tenzone dell’MTC, ho detto alla pelosotta “ma sì lascio perdere”. E invece non ce l’ho fatta e ve ne presento un’altra. Una rivisitazione, ho visto che in questa edizione sono di gran moda, della minestra di ceci e l’ho chiamata il “Budinano”, perché ho pensato che il budino si rovina sempre tutto a mangiarlo ed allora l’ho fatto mignon, mi sconfinferava l’idea di un antipasto a portata di boccone, da mangiare necessariamente usando la forchetta, ma senza rovinarne l’estetica. E poi, ormai, è cosa nota che non potendo trascorrere il tempo a vagare in giro per il mondo alla ricerca di novità, in qualche modo mi devo sfogare! Di solito non partecipo per vincere, ma solo per dar sfogo alla mia fantasia, non riesco a contenerla, e quindi ecco il perché di questa ricetta, la voglia di fare qualcosa di nuovo, di sperimentare e di andare oltre. Il budinano di ceci sovrastato da una salsina a base di cipolla è accompagnato dal paninano al rosmarino (rubato al vicino di cui vi ho parlato qualche post fa) . Come ho detto prima, ho volutamente mantenuto gli ingredienti della zuppa di ceci (ceci, cipolla, rosmarino) anche perché visto che sono smemorata ed ormai se non faccio una lista da seguire attentamente, ne ho comprati in quantità industriale ed approfittando di questi giorni di tempo, qui, ho colto l’occasione per cucinarli. Ne avevo di secchi e in scatola, e ha vinto la pigrizia, visto che ho utilizzato i secondi!

Quindi rieccoci al secondo appuntamento con la tenzone dell'MTC


Anche questa volta per i budini abbiamo seguito la ricetta di Francesca abbiamo cambiato solo modificato un po' le dosi, per i panini abbiamo ripescato una nostra vecchia ricetta.





Budinano
Ingredienti per 8 persone - 24 budinani:
250 g di ceci sgocciolati
70 ml di panna fresca
1 uova
30 g di parmigiano
sale
pepe

Per i paninani:
150 g di pasta per pizza
4 rametti di rosmarino

Per la salsina:
2 cipolle fresche
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di aceto balsamico
Preparazione:
accendere il forno a 180°C. 
Frullate i ceci, insieme alla panna, unite l'uovo, il parmigiano grattugiato, mescolate bene e regolate di sale e pepe.
Mettete il composto in stampini di silicone e cuocete in forno a bagno maria per 20 minuti.
Togliete dal forno, lasciate intiepidire, sformate.
Per i panini:
tritate il rosmarino e mescolatelo alla pasta. Formate delle palline e mettetele in stampini di silicone o sulla placca del forno.rivestita di carta forno, fate cuocere a 200° per dieci minuti.
Per la salsina:
affettate finemente la cipolla e fatela soffriggere in una padella antiaderente con dell'olio, aggiungete lo zucchero e l'aceto balsamico e fate cuocere finchè siano ammorbidite.
Servite i budinani (io ne ho ipotizzati 3 a testa) con la salsina di cipolle e accanto due paninani.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
sabato 19 maggio 2012
Partecipo virtualmente a FOOD REVOLUTION DAY
 

La "Giornata della Rivoluzione del Cibo" è stata indetta da Jamie oliver, che si batte per un'alimentazione più sana con meno grassi e zuccheri. Si tratta di una giornata d'azione a livello mondiale per sensibilizzare il grande pubblico sul fatto che una dieta più salutare, porti sicuramente beneficio all'organismo.
Per quest'occasione vi proponiamo questi biscotti della nostra amica Laura, che ha avuto l'idea di sostituire il burro con il "burrolì" di Montersino (senza colesterolo, senza latticini) ed ha ottenuto questo stupendo e, ottimo, risultato.
Sono ottimi lei ce ne ha fatto gentile omaggio, proprio oggi l'abbiamo incontrata per quattro chiacchiere ed il tempo, purtroppo, è trascorso velocemente. E' molto gentile, perc


Biscotti ai fiocchi d’avena di Laura 
Ingredienti per circa 10 biscotti: 
4 cucchiai di burro (volendo, va molto bene usare il "burrolì")
125 g. di zucchero
1 uovo sbattuto
50 g. di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
175 g. di fiocchi d'avena
125 g. di uvetta
2 cucchiai di semi di sesamo

Preparazione: 
montate il burro con lo zucchero. Aggiungete l'uovo, la farina, il sale e il lievito. Unite l'avena, l'uvetta e i semi di sesamo e mescolare bene. Foderate la placca del forno con la carta e disponete sopra il composto a cucchiaiate ben distanziate tra loro. Schiacciate i mucchietti con il dorso del cucchiaio e modellateli un po' con le mani, rendendoli più regolari. Poi cuocete in forno già caldo a 180° per 15 minuti. 
E come dice Camilla (la bellissima labrador di Laura) “leccatevi i baffi!
venerdì 18 maggio 2012
Eccoci qui  puntuali con la tenzone dell'MTC, che è diventato un piacevolissimo appuntamento.


La ricetta, seguita fedelmente, è quella di Francesca abbiamo cambiato solo il tipo di verdura. A tal proposito sono verdure, che qui in Italia, non avevo mai visto, le ho fotografate pure prima della cottura: radice nera e barbabietola, ma cruda ... in Francia, dove le ho acquistate, sono ben note. La radice nera, in realtà bianca, ha la consistenza del rafano, ma il gusto è molto più delicato, mentre la barbabietola cruda è molto meno dolce, anche da cotta, di quella che si acquista già così.

Quindi sono partita da questi due ingredienti, ma senza un'idea in mente ... poi una serie di indicazioni sono arrivate e così è nata questa ricetta, la cui fonte di maggior ispirazione è stata un professore universitario, che non mi conosce neanche, ma mi è capitato in mano, anzi ho pure letto, un suo libro, la cui dedica era, tra le altre, "al vecchio cuore granata", a questo si è unito poi il tifo sfegatato della mia amica Dada, il fatto che quest'anno il Toro forse torna in serie A, allora ... ho ideato questo budino, facile a dirsi, ma il cui risultato è rimasto incerto fino a quando non è stato sformato.


Budino dal cuore granata
Ingredienti per 8 budini piccoli:
250 g di radice nera
250 g di barbabietola cruda
100 ml di panna fresca
2 uova
30 g di parmigiano
sale

Per i biscottini:
100 g di farina
50 g di burro
35 g di acqua
sale
semi di papavero

Per l'olio all'erba cipollina:
parecchi fili di erba cipollina
olio extravergine di oliva
aceto balsamico
Preparazione:
pulite la radice nera e la barbabietola tagliate a pezzi e fate cuocere, separatamente,  in acqua leggermente salata. Scolate e lasciate intiepidire. 
Accendere il forno a 180°C. 
Frullate le verdure, separatamente, insieme alla panna, unite le uova, il parmigiano grattugiato, mescolare bene e regolare di sale.
Mettete il composto granata in un contenitore in freezer a rapprendersi. Imburrate gli stampini ed anche i coppasta della forma che desiderate e ponetelo sul fondo dello stampino. Togliete il composto dal freezer e mettetelo all'interno del coppapasta (che lascerete durante la cottura). Versate ai lati e sopra la forma il composto di radice.
Cuocete in forno a bagno maria per 30 minuti.
Togliete dal forno, lasciate intiepidire, sformate togliete delicatamente il coppapasta.
Per i biscotti salati:
lavorare insieme tutti gli ingredienti, avvolgere con pellicola trasparente e lasciare in frigo mezz'ora.. 
Stendete l'impasto ad uno spessore di circa 1/2 cm, ricavate i cuori, metteteli sulla placca del forno imburrata, spolverizzate con i semi di papavero e cuocete  in forno a 180°C per 15 minuti.

Per l'olio all'erba cipollina:
In una scodella mettete l'olio e un cucchiaino di aceto balsamico, frulalte con una forchetta e aggiungete l'erba cipollina tagliata finemente.
Servire i budini con l'olio e i biscottini.
E come dice Magali "leccatevi i baffi"
mercoledì 16 maggio 2012
Uaaaaaooooo. Voglio ringraziare Franci di "Scorribande in cucina" che ha premiato il nostro menù "l'appetito vien viaggiando" nel contest

la voglio ringraziare pubblicamente, perchè questa tenzone a squadre è stata coinvolgente e divertente e non potrebbe essere altrimenti visto le fantastiche compagne di viaggio che ho avuto al mio fianco: ElenaLoredana e Ylenia. E' stato bello, grazie di cuore.
A chi mi legge tutto questo appare stupido, ma partecipare a queste "sfide" e, a volte, vincere, fa ritornare un po' bambini, si ritrova quell'entusiasmo, quella curiosità che non si prova più molto spesso, forse, perchè travolti dalla routine quotidiana. Dimenticavo di ringraziare anche la mia musa ispiratrice, la mia fida aiutante Magali, ormai le sue qualità di ascoltatrice, consigliera, ma soprattutto spiritello capace di scacciare gli affanni sono note a tutti voi.
Beh dopo quest'attimo di "gloria", passiamo oltre ...

Devo affrontare un periodo impegnativo e così sono scappata un attimo, mi è accaduta una cosa strana, arrivata al mare, dopo un lungo viaggio, lì mi è sembrato di giungere su un'isola deserta, non mi mancava per nulla la tecnologia e così mi sono estraniata dal mondo, anche solo se per tre giorni, una "toccata e fuga" come la definisco io abitualmente.
Ora vi racconto ... devo fare una piccola premessa la mia casetta confina con un'altra ed ognuna ha uno spazio esterno di ben 15 metri quadrati coperto da una tettoia, detto ciò posso proseguire, giungo nella mia isola felice colma di belle speranze subito vanificate dalla presenza dei miei vicini, marito e moglie,  persone riservate ed educate, ma ... la mia agognata pace era finita ancor prima di iniziare.
Premetto che amo molto vivere nel pulito, ma non mi dò alle grandi pulizie quando apro caso per due giorni, pulisco bagno, cucina, rassetto i letti, ma nulla di più. Lo so sto divagando, ora vengo al dunque ...
Il miovicino ha iniziato con lo spazzolare la trave che sorregge la tettoia (praticamente inutile, visto che qui soffia perennemente vento da 10 a 100 km all'ora), quindi traete voi le conclusioni.
Poi il giorno successivo ha passato l'aspirapolvere per ore, fin nel più nascosto angolo del giardinetto.
Ha proseguito, non contento dei giorni precedenti, a uguagliare la siepe. Beh, voi penserete, ma questo pover'uomo non può fare neanche questo? No se lo fa con una tronchesina minuscola, più o meno della taglia di un tagliaunghie, potando rametto per rametto, praticamente 4 ore di tac-tac, tac-tac ...
E l'ultimo giorno armato di spazzolone ha raschiato alacremente tutto il pavimento.
Tutto questo gran daffare per star solo una settimana ...ovviamente ha svolto queste mansioni sotto l'occhio vigile della moglie che, come d'abitudine, dirige senza far nulla.
Un uomo da sposare? No, io direi, un uomo da sedare con un po' di bromuro.
Ora tutto tace e per fortuna sono partita, ma mi domando cosa si sia inventato oggi per passare il tempo!

Vi lascio alcune immagini della spiaggia in questo periodo, date un'occhiata al cielo, potete ben comprendere come mai ci sia una tonalità di blu detta "blu Provenza".


E proprio, perchè qui in questo luogo magico ho l'occasione di gustare il pesce freschisssimo, praticamente pescato durante la notte e acquistato direttamente dai pescatori ho preparato questa ricetta con cui partecipo con piacere
al contest di Silvia


al contest di Anna


Ho volutamente prediligere ed esaltare il gusto della freschezza e preparare questa ricetta semplice, ma, vi assicuro da leccarsi i baffi. Il nome, credo, meriti una spiegazione: pomodorini su letto di tagliatelle su letto di branzino ... lo sapete ormai che sono ......... stramba!




Semplicemente a letto 
Ingredienti per 4 persone:
250 g di tagliatelle al nero di seppia
500 g di pomodori datterino scalogno
un branzino di circa 600 g
mezzo bicchiere di vino bianco
olio di oliva sale

Preparazione: 
fate cuocere il branzino al vapore. Privatelo della pelle e delle lische.
 In una padella fate con l’olio fate soffriggere lo scalogno affettato sottilmente, mettetevi i pomodori tagliati a metà, aggiungete il pesce e il vino, salate e fate cuocere a fuoco vivo per circa 15 minuti. Fate cuocere le tagliatelle in acqua bollente salata, scolate e fatele saltare in padella con il sugo. 
Servite immediatamente. 
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
domenica 13 maggio 2012
Innanzitutto mi scuso devo rispondere ad un sacco di amiche, scusatemi!
Con piacere partecipiamo a questa tenzone in cui ci deve essere uno scritto e una ricetta, anche non attinenti, ovviamente le nostre non lo sono. Con questo scritto, che non ho mai pubblicato, avevo partecipato ad un contest di Chiaretta, ed ora lo posto per voi tutti.


Dedicato a uno sconosciuto. 
Ti vedo tutti i giorni sulla metropolitana, stessa ora, medesimo percorso: sali a Montparnasse Bienvenue e scendi a Saint Michel … Il tratto è breve, ma quanto basta per averti notato, non per la tua bellezza, ma soprattutto per i tuoi occhi espressivi. Il nostro sguardo si è incrociato più volte e sempre, ribadisco sempre, mi hai trasmesso calore, armonia, equilibrio. Non posso non descrivere i tuoi modi, desueti di questi tempi: la gentilezza è insita nella tua anima, questo è evidente anche alle persone più disattente, ti sposti appena qualcuno si avvicina con borse ingombranti, stai sempre in piedi e non occupi mai posti a sedere, in modo da lasciarli a coloro che, a quell’ora del mattino, sono sicuramente più assonnati di te ed hai sempre uno sguardo benevolo nei confronti di tutti. Non ti ho mai sentito proferir verbo e quindi non conosco la tua nazionalità, non riesco neanche a definirla, anche, perché il tuo aspetto è molto comune. Vorrei avvicinarti, lasciarmi andare ad un attimo di tenerezza, allungare una mano … ma non so se ti farebbe piacere, vorrei invitarti ai giardini Lussemburgo per divertirci un po’, se mai inscenando un inseguimento … o camminare con te, fiero al mio fianco, lungo uno dei tanti boulevards. Fantasie di una donna, come tante, che si commuove di fronte alla bellezza unica di questa città alle luci del giorno e forse, solo chi ama veramente Parigi, sa che è l’ora giusta per venirne rapiti per sempre. Sono convinta che tu saresti un ottimo compagno per perfette spedizioni all’alba alla ricerca di croissants appena sfornati o di una baguette croccante da accompagnare a confiture aux cerises, ma, non so perché, credo tu preferisca una colazione salata … comunque troveremmo sicuramente un accordo, perché mi sembri un tipo condiscendente. Ti immagino, senza dubbio, fedele e credo che quando decidi di dividere il tuo cammino di vita con una persona tu lo faccia per sempre, sì proprio per tutta la vita. Il tuo amore è incondizionato te lo si legge negli occhi. Ti ringrazio, per trasmettermi, queste uniche, bellissime sensazioni, ma come in ogni frangente della nostra vita esiste una nota di tristezza. Provo rammarico, perché sei già impegnato e non potrei mai strapparti a chi già ti ama, ma sono appagata, perché ogni qualvolta vi vedo date proprio l’idea di intendervela alla perfezione, apparite proprio una coppia perfetta! Mio caro sconosciuto dagli occhi di velluto, a me non rimane che la contentezza di vederti scendere tutte le mattine alla medesima fermata e procedere a fianco del tuo compagno trotterellando e scodinzolando felicemente. 

Con la ricetta partecipo al contest Picnikiamo nella categoria snack e spizzichi
Ed ora ecco la ricetta tratta da questo libro, unico consiglio salate normalmente e non un pizzico come indicato da Laura. Seguendo le sue indicazioni li ho serviti con una dadolata di pomodori e sono ottimi.



Cookies feta e olive 
Ingredienti:
250 g di farina 00
Sale
1 pizzico di cumino in polvere
1 pizzico di pepe mezza bustina di lievito per torte salate
60 ml di latte di soia
1 uovo
80 ml di olio di girasoli
100 g di feta a dadini
100 di olive nere denocciolate tagliate a pezzetti

Preparazione: 
preriscaldate il forno a 140°. Mescolate i prodotti secchi in una terrina: farine, sale, pepe, cumino e il lievito. In un’altra terrina mescolate i prodotti umidi: il latte, l’uovo, l’olio, la feta e le olive nere. Incorporate il secondo composto al primo: l’impasto deve essere fermo. Formate tante palline di composto che appiattirete sulla placca del forno di carta forno (io ho fatto delle palline di circa 26 g l’una). 
Infornate e fate cuocere 20-25 minuti. 
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 7 maggio 2012
Quelli che ogni tanto passano di qua e mi leggono, hanno capito che i post sono pubblicati secondo quello che mi passa per la testa, la mia voglia di stare in cucina, ma, dato che reputo il blog un piacere, soprattutto secondo il mio umore. Posso essere triste o allegra, ma devo aver voglia di desiderare di pubblicare qualcosa, non ho, volutamente, scadenze fisse, perché credo di obblighi di averne più che a sufficienza, e cerco di evitare vincoli, che alla fine mi starebbero troppo stretti. Lo so, questo implica, che quei quattro gatti ( ed essendo amante dei felini, non è assolutamente dispregiativo) che ci seguono, a volte, capitino qui e non trovino nulla di nuovo, vi chiediamo scusa, ma il signor Imprevisto è sempre presente nella nostra vita e spesso è accompagnato dalla signora Probabilità. Non vi stiamo a raccontare la storia, ma in questo momento la statistica, fa, purtroppo, ampiamente parte della nostra vita, soprattutto della mia, perchè Magali, furbescamente, si estranea totalmente, entra nella sua nuvola e vive, come sempre, al di sopra di tutto! Ed ora, come si suol dire, bando alle ciance e torniamo in cucina. 

Con questa ricetta partecipo con molto piacere al contest di Simo 
ci sono in palio i prodotti della Enjoy che sono veramente bellissimi!





Leggerezza primaverile
Ingredienti:
3 fogli di brick
500 g di agretti
15 fiori di zucca
50 g di fontina
1 cipolla fresca
2 uova
2 cucchiai di panna acida
sale 
pepe
nosce moscata 
olio di oliva

Preparazione:
pulire gli agretti, pelare e affettare sottilmente la cipolla, fatela soffriggere in una padella antiaderente con dell'olio di oliva ed aggiungete gli agretti tagliati, salate e fate cuocere per 10 minuti. 
Pulite i fiori di zucca togliendo il pistillo e fateli saltare un minuto insieme aglli agretti.
Tagliate a dadini la fontina.
Sbattete le uova in una terrina con un pizzico di sale, pepe, noce moscata, la panna e la fontina mescolate bene, aggiungete le verdure ed amalgamate.
In una tortiera foderata di carta forno, stendete 3 fogli di brick sovrapposti, versate il composto e fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti.
E come dice Magali "leccatevi i baffi!"
martedì 1 maggio 2012
Oggi è il primo maggio e io ho già iniziato la mia giornata lavorando ... ormai lo sapete "viaggio" sempre controcorrente!
E tanto per continuare, al contrario di molti, che dichiarano, quasi vantandosi, di non guardare la televisione, io la tengo sempre accesa, perchè, lavorando praticamente al pc, è sempre lì di sottofondo, e poi, ultimamente è successa una cosa clamorosa, una pubblicità ha attirato la nostra attenzione, ebbene sì dico proprio nostra, la mia e quella della pelosotta.
Ebbene sì lo confessiamo: Magali ed io ci siamo innamorate tutte e due dello stesso soggetto, mosse da motivazioni diverse. Voi, lo so, pensate che io stia straparlando, ma no vi assicuro che questa è proprio la verità. Il soggetto in questione è ... ROSITA!



La famiglia del Mulino Bianco di buona memoria, si è trasferita lasciando spazio al mugnaio e fornaio Antonio (tale e quale al mio panettiere o no?) che ha l'abitudine di chiedere conferme all'impettita ed attenta pennuta!
Ed è proprio questo che mi ha colpito le nostre affinità, come vedete ho in comune con Banderas il fatto di parlare con gli animali, lui con la gallina Rosita ed io con la pelosotta Magali! Devo proprio scrivergli chissà mai che non mi inviti al vecchio Mulino a bere un tea ed assaggiare i suoi tarallucci ancora più buoni da inzuppare!
Non sto a disquisire sul fatto di cosa uno spagnolo possa avere in comune con la colazione degli italiani, ma a me che importa? Lo spot mi piace, mi diverte e il Bell'Antonio spero bussi alla mia porta, senza sminuire il fascino del mio postino, unico altro uomo che sfiora il citofono oltre mio marito, con Rosita sotto il braccio per "controllare" se anche io faccio colazione con i prodotti che lui sforna con tanto amore!
Poi se l'adorabile Rosita desidera covare uova da un'altra parte, anche noi abbiamo una comoda poltrona da offrirle!
Lo so sono più stordita del solito, ma amo divagare, per scacciare affanni e preoccupazioni di cui, sono convinta, tutti noi ne abbiamo già una bella scorta!
Lo so il post non c'azzecca con la ricetta, perchè questo non è propriamente un dolce da prima mattina, ma ve l'ho detto che sono senza regole, però va a braccetto con il tema del contest, perchè per me la colazione è il pasto più significativo da condividere con le persone a cui vuoi bene.
Con questa ricetta partecipo al contest della mia carissima amica Beny "Dimmi che mi vuoi bene e vinci un contest"


Ed ecco qua la nostra ricetta e mi raccomando sorridete (Cheese!)



Orange Cheesecake
Ingredienti:
Per la base:
250 g di biscotti ai cereali
125 g di burro
Per la crema:
600 g di formaggio fresco (ne ho usato uno light)
150 g di zucchero
2 uova sbattute
la buccia grattugiata di un'arancia
1 bustina di vanillina
Per la salsa:
il succo di un'arancia
la buccia grattugiata di un'arancia
2 cucchiai di zucchero a velo

60 g di cioccolato fondente grattugiato

Preparazione:
spezzettate i biscotti e passateli al mixer fino a polverizzarli. Fate fondere il burro e mescolatelo ai biscotti. Mettete questa miscela sul fondo di uno stampo a cerniera di 22 cm, distribuitela in modo uniforme e pressatela un pochino (potete fare anche 4 monoporzione con i tagliapasta). Preriscaldate il forno a 180°.
Nel mixer mescolate il formaggio fresco e lo zucchero. Aggiungete le uova,  la vanillina e la buccia grattugiata dell'arancia, mescolate bene fino ad ottenere una crema.
Versate questo composto sulla base. Infornate e fate cuocere 30 – 40 minuti finchè la crema si sia rappresa. Sfornate e lasciate intiepidire. Intanto preparate la salsa mettete sul foco un pentolino con il succo di un’arancia, la buccia grattugiata e lo zucchero a velo, fate cuocere a fuoco basso finchè non sia diventata uno sciroppo. Decorate il cheesecake con lo sciroppo e il cioccolato fondente grattugiato. E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

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