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Magali

Magali
domenica 26 giugno 2011
Per fortuna ho con me carta e penna per poter fermare le emozioni: ho davanti il mare increspato dal vento, sono assorta nel suo ritmico movimento e una moltitudine di pensieri, ricordi affollano la mia mente. Alcuni dolorosi mi fanno quasi sentire in colpa per il fatto di essere viva, altri bellissimi, travolgenti, mi avvolgono in una beatitudine senza confini.
Mi faccio cullare dalla brezza e ringrazio per essere al mondo e mi riprometto, d'ora in poi, di vivere ogni mio prossimo giorno in modo pieno ed esclusivo, di realizzare i miei sogni, perchè è veramente un'offesa trascorrere il tempo in modo monotone, ma soprattutto incolore, finchè la linfa vitale scorre dentro di me voglio regalarmi solo giorni colorati, di cui vi renderò partecipi, quindi non mi resta che concludere dicendo "Buon viaggio a tutti noi", per questo futuro utopico, reale, iridato, ma soprattutto significativo.
Con grande piacere partecipiamo al contest del blog Zampette in pasta , praticamente Magali ha insistito affinchè partecipassimo.

Ed ecco i nostri dolcetti, sono davvero come il loro nome, uno tira l'altro ...



Dolcetti uno tira l'altro
Ingredienti per 20 dolcetti:
175 g di burro
150 di zucchero vanigliato
100 g di mandorle in polvere
1 pizzico di sale
6 albumi
1 cucchiaio di miele liquido
1 fialetta di aroma di vaniglia
20 ciliegie

Preparazione:
fate fondere il burro e lasciate intiepidire.
In un’insalatiera mescolate lo zucchero, la farine, le mandorle e il sale.
Sbattete leggermente gli albumi ed aggiungeteli al composto, mescolate bene ed amalgamate con l’aiuto di una frusta. Aggiungete infine il miele, l’estratto di vaniglia ed il burro, amalgamate il tutto.
Riempite gli stampini in silicone, fate riposare 15 minuti.
Preriscaldate il forno a 180°.
Mettete una ciliegia al centro di ogni stampino.
Infornate e fate cuocere per 20 minuti circa.
Togliete dal forno, sformate e lasciate raffreddare i dolcetti su una griglia.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”
lunedì 20 giugno 2011
Con sommo piacere partecipiamo al contest del blog Il goloso mondo di Minù (ciao carissima Minù)

Ieri sera ho trascorso una bellissima serata, abbiamo improvvisato una bella tavolata, ognuno ha contribuito portando qualcosa, c’era cibo in abbondanza, ma soprattutto ci sono state tantissime risate.
Gli affanni sono all’ordine del giorno ed io sono una persona che, pur cercandolo di non farlo trasparire, ci penso spesso … ed invece, ieri, ho trascorso del tempo spensieratamente.
Tutto questo mi ha fatto riflettere … a volte basta poco per far scomparire i problemi o per affievolirli, basta anche solo condividere del tempo in allegria e le ansie sfumano o si ridimensionano. Tutto questo è stato molto salutare, infatti, oggi ho avuto una giornata molto proficua, ho fatto un sacco di cose, cercando di pensare il meno possibile e tutto questo mi ha notevolmente giovato!
Siamo riuscite anche a preparare questa delizia, ecco qui sul filo di lana i nostri bicchierini dolci.



Bicchierini di albicocche
Ingredienti:
300 g di albicocche
200 ml di panna per dolci
60 g di zucchero
½ cucchiaino di zenzero in polvere
4 fogli di gelatina
6 fette di pane al miele

Preparazione:
in una scodella con dell’acqua fredda fate ammorbidire i fogli di gelatina.
Sbucciate le albicocche, passatele al mixer, mettetene la metà al fuoco in una piccola casseruola con lo zucchero e lo zenzero. Fate scaldare aggiungete i fogli di gelatina strizzate, fateli sciogliere, amalgamate e togliete dal fuoco. Aggiungete l’altra parte del coulis, amalgamate e fate raffreddare. Tenete da parte un po’ per decorare.
Montate la panna e aggiungetela delicatamente al coulis.
Tagliate le fette di pane al miele a piccoli dadi e metteteli sul fondo di ogni bicchierino, aggiungete la crema e poi uno strato di coulis.
Mettete in frigoriferi fero per due ore prima di servire.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 17 giugno 2011
Lo so stiamo diventando sempre più pigre e di queste vi chiediamo scusa, siamo recidive, ogni volta la stessa musica, ma a volte la vita ci travolge, le giustificazioni sono banali o significative, non è importante …
Riflettevamo sul fatto che spesso sono gli eventi tristi dell’esistenza che ti spronano a darti una mossa, a non perdere tempo, mi è capitato, ultimamente, di soffrire molto di più di quello che avrei immaginato per la perdita di un amico, una reazione inaspettata, forse esagerata, non so, ma il suo pensiero mi accompagna quotidianamente ed il suo esempio, mi spinge ad essere più forte, determinata, migliore …
Scusate se vi parlo di questo, ma quello che scrivo è sempre stato e sarà necessariamente il mio vivere quotidiano, lo specchio delle mie emozioni, del mio sentire. Le parole, le mie ricette, le mie fotografie sono gli unici strumenti che ho per rendervi partecipi, se non lo facessi, se non vi raccontassi del mio mondo, non sarei io, non sarei la Helga che voi tutti conoscete: una persona stravagante, con troppi progetti da realizzare, con desiderio di risate e con cicatrici sul cuore, ma soprattutto grata di essere viva e di aver incontrato sul proprio cammino tante persone che hanno saputo trasmetterle esempi pregnanti. Voglio concludere dicendo semplicemente grazie, tu sai che mi riferisco proprio a te, proprio a tutti coloro che hanno fatto o fanno parte della mia vita. Tanto per sdrammatizzare Magali vuole essere al primo posto, che ci posso fare se vivo con una gatta egocentrica (mi raccomando non riferitele questo commento!)
Con sommo piacere partecipiamo al contest del blog Il goloso mondo di Minù , della bravissima e dolcissima Marcella!

Abbiamo creato questi bicchierini salati pensando proprio di far qualcosa dai colori sgargianti, come l’estate che speriamo arrivi presto!


Giallo, verde e …
Ingredient per 6 bicchierini:
100 g di riso bollito
3 uova
2 zucchine
2 cucchiai di panna da cucina
4 cucchiai di besciamella soda
Curcuma in polvere
Cumino in polvere
Sale
Olio di oliva

Preparazione:
sbattete le uova con un pizzico di sale, aggiungete mezzo cucchiaino da caffè di curcuma ed il riso bollito. In una padella antiaderente unta con un po’ di olio versate il composto e preparate una frittata.
Affettate metà zucchina con la mandolina, fate cuocere per un minuto in acqua bollente salata, scolate e tenete da parte per guarnire.
Fate bollire in acqua bollente salata le zucchine tagliate a grossi pezzi, a cottura ultimata scolatele e passatele al mixer unendo la panna da cucina e il cumino in polvere.
Tagliate la frittata in dischi del diametro dei bicchierini.
In ogni bicchierino mettete un fondo di crema di zucchine, un disco di frittata, crema di zucchine, un altro disco di frittata terminate con la besciamella e le rondelle di zucchine.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

venerdì 10 giugno 2011
Ormai la vecchiaia incalza e ho dimenticato le foto di tutti coloro che si sono sacrificati per la giusta causa della sfida ed hanno assaggiato lo strudel salato!
















martedì 7 giugno 2011

Eccoci alla terza sfida di Naso da tartufo’s kitchen , le nostre care Nasine ci hanno detto di comunicare loro il nostro cavallo di battaglia:, ho scelto lo strudel di mele, ebbene le nostre care Beny e Marty ci hanno detto che le ricette dolci dovevano diventar salate e viceversa, mantenendo, ovviamente, la maggior parte degli ingredienti. Per fortuna abbiamo avuto la possibilità di aggiungere degli ingredienti … e così la pelosotta ed io abbiamo creato questa “caval contrario”, che, al gusto non era sgradevole, anche se, confessiamo, che quello “tradizionale” è di gran lunga migliore, ma per l’allegra tenzone questo ed altro.
Tutto questo ci ha insegnato che cambiare ogni tanto fa bene, stimola il cervello e porta a nuove scoperte, non importa se siano migliori o peggiori, la cosa sostanziale è buttarsi a capofitto nell’avventura e, voi ben sapete, che quando si tratta di muoversi, di mutare Magali ed io siamo sempre in prima fila!
Ecco Magali prima e dopo “assaggio” lei non è rimasta molto colpita da questa nuova versione!




Ed ecco la ricetta!





Caval contrario - Strudel di mele salato
Ingredienti per due strudel (lunghi circa 35 cm):
Per la pasta:
300 g di farina
1 uovo
un cucchiaio di zucchero
50 g di burro fuso
½ bicchiere di acqua tiepida
un pizzico di sale

per il ripieno:
24 fiori di zucca
3 sottilette
4 mele verdi granny smith
50 g di uva sultanina
50 di pinoli
70 g di burro
6 cucchiai di panpesto
un pizzico di cannella in polvere (secondo il vostro gusto)
3 cucchiai di groviera grattugiato
sale

1 rosso d’uovo
Un po’ di burro per imburrare la placca del forno

Preparazione della pasta:
su un piano infarinato mettete la farina a fontana, nel centro aggiungete l’uovo, il cucchiaio di zucchero, il burro fuso e il pizzico di sale, cominciate a mescolare, aggiungete dolcemente il mezzo bicchiere di acqua tiepida. Quando tutta la farina è incorporata, impastate molto e poi formate una palla. Per rendere la pasta elastica dovete sbatterla con forza contro il bordo del tavolo più volte. Formate nuovamente una palla. Contemporaneamente mettete una casseruola con dell’acqua a bollire. Dopo che l’acqua è arrivata ad ebollizione, buttatela e mettete la casseruola calda rovesciata sulla palla di pasta. Fate riposare la pasta.
Preparazione del ripieno:
intanto che la pasta riposa, preparate il ripieno: pelate le mele, togliete i semi, tagliatele in quarti, poi ancora, in fette spesse circa 3 mm.
Fate fondere il burro e aggiungete il panpesto. Togliete dal fuoco.
Togliete il pistillo dai fiori di zucca, lavateli e asciugateli. Dividete ogni sottiletta in 8 pezzetti e mettetene uno in ogni fiore.
In un’insalatiera mettete le mele, l’uva sultanina, i pinoli, il burro fuso con il panpesto, sale e un pizzico di cannella (secondo il vostro gusto) e mescolate.
Stendete la pasta su uno strofinaccio, la pasta deve essere molto fine, mettete i fiori di zucca (12 per ogni strudel) e il ripieno, spolverizzate con il groviera grattugiato. Con l’aiuto dello strofinaccio arrotolate. (io ad esempio non uso, in questo tipo di strudel lo strofinaccio). Posate delicatamente il rotolo sulla placca del forno imburrata. Procedete così anche per l’altro strudel (con queste dosi ne ottenete due lunghi come la placca del forno). Spennellate con il rosso d’uovo. Preriscaldate il forno a 180* ed infornate per 40 minuti. Servite tiepido.
E come dice Magali “leccatevi i baffi!”

mercoledì 1 giugno 2011
Eccoci qua con il capo cosparso di cenere, non si nota molto, perché sia Magali che io siamo tutte e due grigie, chiediamo scusa se siamo state latitanti, ma, a volte, i problemi ti coinvolgono e ti avvolgono come in una spirale e ci si sente quasi in colpa a trovare due minuti per non pensarci, ma come mi insegna la mia valida ed insostituibile compagna di avventura, bisogna scrollarsi e andare avanti. Magali ha il vizio di scrollarsi spesso proprio come fanno i cani e dice che è veramente liberatorio, come sempre ho seguito il suo consiglio ed ovviamente era molto sensato.
Nel giardinetto della ditta, l’altra settimana, Fabio ha trovato un cucciolo di corvo lo ha messo su un ramo per evitare che la micia della ditta abilissima cacciatrice avesse la cena pronta e sperando che mamma “corva” lo nutrisse, invece dopo due giorni alza lo sguardo e lo vede lì allo stremo delle sue forze … così corre in farmacia a comprare dell’omogeneizzato, sale su una scala molto alta e armato di siringa, ovviamente senza ago, va a nutrire il malcapitato.
Che fare? E’ venerdì … quindi abbiamo deciso di portarlo a casa con noi … mancava solo un nome: Fabio lo ha chiamato Rorò.
Nel fine settimana lo abbiamo nutrito, ogni tre ore, menomale che di notte per lo meno per cinque ore riposava, Magali non lo ha mai visto ha solo percepito il suo gracchiare e, come i migliori paparazzi, si è appostata dietro la porta nella speranza … ma la sua attesa è stata vana. Lunedì lo abbiamo riportato in ditta, con la speranza che avesse imparato a volare.
Giunti là ci attendeva una sorpresa: nel giardinetto troviamo suo fratello, soprannominato dalla nostra cara amica Bruna (che ci aveva fornito notizie utilissime in caso avessimo dovuto recarci ad un centro specializzato): Cocò.
Ebbene i due “pargoli” pennuti non erano ancora in grado di volare, in effetti il loro problema si è rivelato l’atterraggio, però, bisogna riconoscere loro una certa dose di coraggio …
Nei giorni seguenti li abbiamo sempre ritrovati, nutriti, notando i loro progressi, appena arrivavamo il nostro raggio di azione era sorvolato da parecchi corvi adulti (genitori e zii di Cocò e Rorò)! All’incirca dopo una settimana i due piumati sono stati scorti su un alto ramo del pino e questo ci ha riempito il cuore di gioia.
In conclusione: la micia della ditta non li ha uccisi, Rorò ha ritrovato Cocò e la sua famiglia, ed hanno imparato a volare, tutto questo ci ha fatto riflettere su tante cose: spesso le situazioni si risolvono positivamente, nonostante le nostre paure, anche se noi non ce l’aspettiamo. La diffidenza verso chi non si conosce è solo dettata dall’ignoranza: io non ho mai amato molto gli uccelli, il fatto che mi saltino sulla spalla, mi fanno impressione, invece ho imparato ad apprezzarli, questo ci fa comprendere che bisogna sempre conoscere, sperimentare prima di esprimere giudizi e andare incontro alle situazioni scevri da ogni pregiudizio.
Mi sembrava un po’ stupido narrare questo episodio, ne ho parlato con Magali che mi ha risposto: “Questa è una storia semplice, forse, non degna di nota, ma secondo me è una metafora della vita, nasconde significati profondi e poi sa un po’ di magia!”




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